Senato

Abbonamento a feed Senato Senato
Senato della Repubblica - Comunicati di fine seduta
Aggiornato: 2 ore 50 min fa

Mercoledì 2 Agosto 2017 - 871ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 02/08/2017 - 12:04
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:03

Con 146 voti favorevoli e 113 contrari, l'Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo approvando definitivamente, nel testo licenziato dalla Camera, la Legge annuale per il mercato e la concorrenza(ddl n. 2085-B).

Nelle dichiarazioni di voto finali, hanno annunciato la fiducia i sen. Manuela Granaiola (Art.1-MDP), Berger (Aut), Marino Luigi (AP) e Tomaselli (PD). Pur nella consapevolezza che si poteva fare di più, i Gruppi di maggioranza ritengono che il ddl rappresenti il primo tassello di un percorso volto a rimuovere ulteriori ostacoli all'apertura dei mercati e alla concorrenza, per innescare un circolo virtuoso tra maggiore competitività e crescita. Art. 1-MDP ha però espresso profondo rammarico per le modifiche introdotte dalla Camera che ledono gli interessi dei consumatori. Il sen. Mucchetti (PD), in dissenso dal Gruppo, ha annunciato la non partecipazione al voto: il Governo ha posto la fiducia per evitare il voto su emendamenti scomodi che avrebbero potuto correggere le storture evidenti di un ddl che è decisamente peggiorato nel passaggio alla Camera.

Hanno negato la fiducia i sen. Consiglio (LN), Serenella Fuckisa (FL), D'Ambrosio Lettieri (GAL), Mazzoni (ALA), Cervellini (SI-SEL), Castaldi (M5S) e Paola Pelino (FI-PdL). Tutti i Gruppi di opposizione hanno segnalato che il provvedimento è privo di organicità e non recepisce le segnalazioni dell'Antitrust, configurandosi piuttosto come un contenitore variegato di norme a tutela di monopoli e oligopoli, con qualche limitato e circoscritto intervento positivo. Secondo LN e SI-SEL il ddl non dà alcuna risposta sulla regolamentazione del settore dei taxi e non è intervenuto sull'abusivismo: è impossibile parlare di libera concorrenza quando intere categorie rischiano di essere messe in ginocchio. FL e M5S hanno criticato la modifica relativa alla cessazione del regime di maggiore tutela per l'energia elettrica e la conferma dei privilegi delle compagnie assicurative a scapito degli assicurati. GAL ha rilevato che il provvedimento non è riuscito a scardinare i mercati chiusi - una delle cause della stagnazione economica del Paese - e ad aprire nuovi mercati attraverso la fissazione di regole certe. Pur apprezzando talune misure sul settore delle assicurazioni e sulla razionalizzazione del settore dei carburanti, ALA ha accusato l'Esecutivo di atteggiamento rinunciatario rispetto alla tutela dei consumatori. Secondo FI-PdL, dopo questa legge contraddittoria e insufficiente, serviranno nuovi interventi e un maggiore impulso all'applicazione delle regole di mercato da parte delle autorità indipendenti.

L'Assemblea ha approvato le due risoluzioni (n. 78 e n. 80), adottate dalle Commissioni riunite affari esteri e difesa a conclusione dell'esame della deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata il 28 luglio 2017, che autorizzano la partecipazione italiana alla missione internazionale in Libia (supporto alla Guardia costiera libica richiesta dal governo legittimo del Paese). L'obiettivo della missione è supportare le forze di sicurezza libiche nel controllo e contrasto dell'immigrazione illegale e del traffico di esseri umani. Il quadro giuridico internazionale fa riferimento in particolare alla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che ha autorizzato la missione europea EUNAVFOR MED Sophia, che prevede un intervento in caso di richiesta del Governo di accordo nazionale libico.

La risoluzione n. 78 dei sen. Sangalli e Vattuone (PD) impegna il Governo a informare le camere, entro il 15 ottobre 2017, sull'andamento della missione e a continuare tutte le azioni di cooperazione, dialogo e diplomazia con i Paesi al confine meridionale della Libia e con i Paesi di provenienza dei flussi migratori. La risoluzione n. 80 dei sen. Paolo Romani, Gasparri e Alicata (FI-PdL) ricorda in premessa che il recente incontro a Parigi tra il presidente Serraj e il generale Haftar sembra essere sconfessato nei fatti; richiama altresì il codice di condotta per le organizzazioni non governative messo a punto dal Governo italiano dopo le criticità messe in luce dall'indagine conoscitiva delle Commissione difesa sul comportamento delle ONG nel centro-mediterraneo. Fa presente che il 25 luglio il Consiglio UE ha prorogato l'operazione Sophia, ma non sono ancora state autorizzate le fasi tre e quattro che prevedono la neutralizzazione delle imbarcazioni dei trafficanti di esseri umani e i respingimenti. Considerato che la maggioranza dei migranti che approdano in Italia non sono richiedenti asilo e dunque non sono ricollocabili in Europa, considerato inoltre che l'Italia nel 2017 spenderà 4,2 miliardi per la gestione dei flussi migratori, prevede ulteriori impegni per il Governo: operare nelle sedi internazionali e nell'ambito delle relazioni bilaterali affinché nessuna iniziativa unilaterale non coordinata possa pregiudicare l'efficacia della missione; attivarsi per la piena operatività della fase due di EUNAVFOR MED e il passaggio alla fase tre; ad agire per smantellare il business delle reti di traffico e tratta di esseri umani e a determinare conseguenze concrete per le ONG che non sottoscrivono il codice di condotta; a elaborare programmi operativi e progetti di cooperazione in territorio africano per ridurre la pressione migratoria sulle coste libiche.

Sono stati invece respinti tutti gli ordini del giorno presentati da senatori dei Gruppi LN, M5S e SI-Sel. Il sen. Divina (LN), argomentando la necessità di vigilare sui confini, di operare rimpatri anche fuori dalle acque libiche e di ricorrere al blocco navale, ha dichiarato voto contrario ad un'operazione che perpetua l'ipocrisia dei precedenti interventi perché non sono noti i contenuti dell'accordo con il governo libico e non sono definite le regole di ingaggio a tutela della sicurezza della Marina italiana. Il sen. Marton (M5S) ha motivato il convinto voto contrario con un appello alla verità e alla tutela della dignità del paese: non si possono contrastare il traffico di esseri umani e l'immigrazione illegale conferendo una delega in bianco ad un Governo debole e isolato, che sembra preoccupato soltanto di proteggere l'incolumità di un presidente libico privo di potere effettivo e riconosciuto solo dal Consiglio di sicurezza dell'ONU. Occorre uscire dall'isolamento e coinvolgere altri attori, in primo luogo il Niger. Il sen. De Cristofaro (SI-Sel), nell'annunciare voto contrario, ha giudicato sbagliata l'adozione del codice di condotta per le ONG e pericolosa la svolta italiana: una missione umanitaria volta salvare vite umane si trasforma in un'operazione di polizia che provocherà ulteriori morti; l'immigrazione è un fenomeno epocale, ma i numeri dicono che non siamo di fronte a un'invasione, ma la sinistra sembra cedere all'egemonia della destra.

Hanno dichiarato voto favorevole alle risoluzioni il sen. Compagna (GAL), che ha posto l'accento sul monitoraggio del Parlamento, e il sen. Amoruso (ALA), il quale ha richiamato la responsabilità verso i militari italiani, pur giudicando ondivago il comportamento del Governo italiano e ritenendo debole e piena di incognite l'operazione. Il sen. Paolo Romani (FI-PdL) ha incoraggiato e appoggiato il tentativo di svolta da parte del Governo italiano: fallito il multilateralismo dell'accoglienza, bisogna evitare iniziative unilaterali lesive dell'interesse nazionale. Ha invitato infine l'Esecutivo a riferire tra un mese alle Camere sull'andamento dell'operazione. Secondo il sen. Zeller (Aut) non ci sono alternative all'intervento, anche se gli Stati europei devono essere più responsabili e solidali e le regole per le ONG devono essere applicate con rigore e fermezza soprattutto rispetto alle organizzazioni che non hanno sottoscritto il codice di condotta. Il sen. Corsini (Art.1-MDP) ha motivato il voto favorevole con un richiamo alla responsabilità nazionale: la Libia è una polveriera e le iniziative unilaterali sarebbero fallimentari. Il Governo italiano rischia l'isolamento nel contesto internazionale, ma le iniziative del Ministro Minniti definiscono una prospettiva meritevole di essere perseguita con coerenza e determinazione. Occorrono verifiche periodiche sulle regole di ingaggio con il coinvolgimento di attori locali; bisogna definire con maggiore nettezza la cornice giuridica dell'intervento e convocare un Consiglio europeo per chiarire il ruolo degli altri paesi e aprire corridoi umanitari per i richiedenti asilo. Il sen. Casini (AP) ha rilevato che dalle audizioni in Commissione dei Ministri Alfano, Pinotti e Minniti emerge che il Governo italiano non procede al buio ma ha una strategia chiara di gestione dei flussi migratori e di politica estera (collaborazione con i sindaci, supporto alla Guardia costiera libica, Migration Compact). Il sen. Sangalli (PD) ha manifestato orgoglio per il lavoro di qualità svolto in Parlamento, che è chiamato a fare politica con competenza e responsabilità, e non a distruggere se stesso. Il numero di sbarchi a luglio è dimezzato segno che le azioni del Governo stanno dando frutti; la difesa dell'unità nazionale della Libia coincide con l'interesse dell'Italia che persegue già il coinvolgimento dei Paesi confinanti e ora interviene a supporto di una Guardia costiera che ha contribuito a formare.

L'Assemblea ha licenziato per la Camera la Legge di delegazione europea 2016 (ddl n. 2834) e ha approvato, con risoluzione, la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2016 (doc. LXXXVII, n. 5).

La Commissione per le politiche dell'Unione europea ha proposto un testo che modifica l'originario testo governativo agli articoli 3 (marchio di impresa e marchio comunitario), 5 (attuazione della direttiva sulla distribuzione dei prodotti assicurativi), 10 (attuazione del regolamento per la trasparenza delle operazioni sui titoli). In Aula sono stati poi approvati ulteriori emendamenti agli articoli 5 e 15; è stato soppresso l'articolo 13 in quanto il problema dell'infrazione della direttiva sulle buste di plastica è stato risolto nell'ambito del decreto-legge per il Mezzogiorno; è stato aggiunto dopo l'articolo 14 un nuovo articolo sull'accessibilità dei siti web degli enti pubblici. Anche il titolo del ddl è stato modificato, inserendo un riferimento all'anno 2017 (cfr. Allegato A del Resoconto stenografico della seduta n. 871).

In apertura di seduta la Vice Presidente Di Giorgi ha ricordato la strage di Bologna, di cui oggi ricorre il trentasettesimo anniversario, che con i suoi 85 morti e quasi 200 feriti è stato il più grave atto terroristico del secondo Dopoguerra.

Mercoledì 2 Agosto 2017 - 871ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 02/08/2017 - 12:04
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:03

In apertura di seduta la Vice Presidente Di Giorgi ha ricordato la strage di Bologna, di cui oggi ricorre il trentasettesimo anniversario, che con i suoi 85 morti e quasi 200 feriti è stato il più grave atto terroristico del secondo Dopoguerra.

Con 146 voti favorevoli e 113 contrari, l'Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo approvando definitivamente, nel testo licenziato dalla Camera, la Legge annuale per il mercato e la concorrenza(ddl n. 2085-B).

Nelle dichiarazioni di voto finali, hanno annunciato la fiducia i sen. Manuela Granaiola (Art.1-MDP), Berger (Aut), Marino Luigi (AP) e Tomaselli (PD). Pur nella consapevolezza che si poteva fare di più, i Gruppi di maggioranza ritengono che il ddl rappresenti il primo tassello di un percorso volto a rimuovere ulteriori ostacoli all'apertura dei mercati e alla concorrenza, per innescare un circolo virtuoso tra maggiore competitività e crescita. Art. 1-MDP ha però espresso profondo rammarico per le modifiche introdotte dalla Camera che ledono gli interessi dei consumatori. Il sen. Mucchetti (PD), in dissenso dal Gruppo, ha annunciato la non partecipazione al voto: il Governo ha posto la fiducia per evitare il voto su emendamenti scomodi che avrebbero potuto correggere le storture evidenti di un ddl che è decisamente peggiorato nel passaggio alla Camera.

Hanno negato la fiducia i sen. Consiglio (LN), Serenella Fuckisa (FL), D'Ambrosio Lettieri (GAL), Mazzoni (ALA), Cervellini (SI-SEL), Castaldi (M5S) e Paola Pelino (FI-PdL). Tutti i Gruppi di opposizione hanno segnalato che il provvedimento è privo di organicità e non recepisce le segnalazioni dell'Antitrust, configurandosi piuttosto come un contenitore variegato di norme a tutela di monopoli e oligopoli, con qualche limitato e circoscritto intervento positivo. Secondo LN e SI-SEL il ddl non dà alcuna risposta sulla regolamentazione del settore dei taxi e non è intervenuto sull'abusivismo: è impossibile parlare di libera concorrenza quando intere categorie rischiano di essere messe in ginocchio. FL e M5S hanno criticato la modifica relativa alla cessazione del regime di maggiore tutela per l'energia elettrica e la conferma dei privilegi delle compagnie assicurative a scapito degli assicurati. GAL ha rilevato che il provvedimento non è riuscito a scardinare i mercati chiusi - una delle cause della stagnazione economica del Paese - e ad aprire nuovi mercati attraverso la fissazione di regole certe. Pur apprezzando talune misure sul settore delle assicurazioni e sulla razionalizzazione del settore dei carburanti, ALA ha accusato l'Esecutivo di atteggiamento rinunciatario rispetto alla tutela dei consumatori. Secondo FI-PdL, dopo questa legge contraddittoria e insufficiente, serviranno nuovi interventi e un maggiore impulso all'applicazione delle regole di mercato da parte delle autorità indipendenti.

L'Assemblea ha approvato le due risoluzioni (n. 78 e n. 80), adottate dalle Commissioni riunite affari esteri e difesa a conclusione dell'esame della deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata il 28 luglio 2017, che autorizzano la partecipazione italiana alla missione internazionale in Libia (supporto alla Guardia costiera libica richiesta dal governo legittimo del Paese). L'obiettivo della missione è supportare le forze di sicurezza libiche nel controllo e contrasto dell'immigrazione illegale e del traffico di esseri umani. Il quadro giuridico internazionale fa riferimento in particolare alla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che ha autorizzato la missione europea EUNAVFOR MED Sophia, che prevede un intervento in caso di richiesta del Governo di accordo nazionale libico.

La risoluzione n. 78 dei sen. Sangalli e Vattuone (PD) impegna il Governo a informare le camere, entro il 15 ottobre 2017, sull'andamento della missione e a continuare tutte le azioni di cooperazione, dialogo e diplomazia con i Paesi al confine meridionale della Libia e con i Paesi di provenienza dei flussi migratori. La risoluzione n. 80 dei sen. Paolo Romani, Gasparri e Alicata (FI-PdL) ricorda in premessa che il recente incontro a Parigi tra il presidente Serraj e il generale Haftar sembra essere sconfessato nei fatti; richiama altresì il codice di condotta per le organizzazioni non governative messo a punto dal Governo italiano dopo le criticità messe in luce dall'indagine conoscitiva delle Commissione difesa sul comportamento delle ONG nel centro-mediterraneo. Fa presente che il 25 luglio il Consiglio UE ha prorogato l'operazione Sophia, ma non sono ancora state autorizzate le fasi tre e quattro che prevedono la neutralizzazione delle imbarcazioni dei trafficanti di esseri umani e i respingimenti. Considerato che la maggioranza dei migranti che approdano in Italia non sono richiedenti asilo e dunque non sono ricollocabili in Europa, considerato inoltre che l'Italia nel 2017 spenderà 4,2 miliardi per la gestione dei flussi migratori, prevede ulteriori impegni per il Governo: operare nelle sedi internazionali e nell'ambito delle relazioni bilaterali affinché nessuna iniziativa unilaterale non coordinata possa pregiudicare l'efficacia della missione; attivarsi per la piena operatività della fase due di EUNAVFOR MED e il passaggio alla fase tre; ad agire per smantellare il business delle reti di traffico e tratta di esseri umani e a determinare conseguenze concrete per le ONG che non sottoscrivono il codice di condotta; a elaborare programmi operativi e progetti di cooperazione in territorio africano per ridurre la pressione migratoria sulle coste libiche.

Mercoledì 2 Agosto 2017 - 871ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 02/08/2017 - 12:04
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:03

In apertura di seduta la Vice Presidente Di Giorgi ha ricordato la strage di Bologna, di cui oggi ricorre il trentasettesimo anniversario, che con i suoi 85 morti e quasi 200 feriti è stato il più grave atto terroristico del secondo Dopoguerra.

Con 146 voti favorevoli e 113 contrari, l'Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo approvando definitivamente, nel testo licenziato dalla Camera, il ddl n. 2085-B, Legge annuale per il mercato e la concorrenza.

Nella seduta antimeridiana di ieri, a conclusione della relazione, il Governo ha posto la questione di fiducia sull'approvazione del testo licenziato dalla Camera (v. comunicato n. 869).

Hanno annunciato la fiducia i sen. Manuela Granaiola (Art.1-MDP), Berger (Aut), Marino Luigi (AP), e Tomaselli (PD). Pur nella consapevolezza che si poteva fare di più, la maggioranza ha evidenziato che il ddl rappresenta il primo tassello di un percorso che, attraverso le prossime leggi sulla concorrenza, dovrà cimentarsi con la necessità di provare a rimuovere gli ulteriori ostacoli che si frappongono alla più ampia apertura dei mercati e ad innescare un circolo virtuoso di maggiore competitività e crescita. Art. 1-MDP ha tuttavia espresso un profondo rammarico rispetto alle modifiche introdotte dalla Camera che ledono l'interesse dei consumatori.

Hanno negato la fiducia i sen. Consiglio (LN), Serenella Fuckisa (FL), D'Ambrosio Lettieri (GAL), Mazzoni (ALA), Cervellini (SI-SEL), Castaldi (M5S) e Paola Pelino (FI-PdL). Tutte le opposizioni hanno messo in risalto che il provvedimento non è una legge organica frutto di segnalazioni dell'Antitrust, ma un contenitore variegato a tutela di monopoli e oligopoli, limitata da qualche circoscritto intervento positivo. Secondo LN e SI-SEL il ddl non dà alcuna risposta sulla regolamentazione del settore dei taxi né è intervenuto sull'abusivismo, applicando severamente direttive come la Bolkestein: non è possibile parlare di libera concorrenza quando intere categorie rischiano di essere messe in ginocchio. FL e M5S hanno espresso particolari criticità in riferimento alla modifica relativa alla cessazione del regime di maggiore tutela per l'energia elettrica, che conferma il privilegio delle compagnie assicurative a scapito dell'interesse degli assicurati. Ad avviso di GAL il provvedimento non è riuscito a scardinare i mercati chiusi - una delle cause della stagnazione economica del Paese - e ad aprire nuovi mercati attraverso la fissazione di regole certe. Pur apprezzando talune misure sul settore delle assicurazioni e sulla razionalizzazione del settore dei carburanti, ALA ha sottolineato che l'Esecutivo non è riuscito ad affrontare in maniera mirata le grandi questioni che risultano decisive per il Paese, confermando un atteggiamento rinunciatario ad un percorso di reale tutela dei consumatori. Secondo FI-PdL, dopo questa legge contraddittoria e insufficiente, serviranno nuovi interventi e un maggiore impulso alle regole di mercato da parte delle autorità indipendenti. Il sen. Mucchetti (PD) ha annunciato la non partecipazione al voto: il Governo ha posto la fiducia per evitare il voto su emendamenti "scomodi" che, al contrario, avrebbero potuto correggere le storture evidenti di un ddl che è stato decisamente peggiorato dalla Camera.

Martedì 1 Agosto 2017 - 870ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 01/08/2017 - 16:40
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:02

L'Assemblea ha approvato i documenti Rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2016 (doc. VIII, n. 9) e Progetto di bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2017 (doc. VIII, n. 10).

Il Presidente della Commissione bilancio, sen. Tonini (PD), ha rilevato che da molti anni il Senato sta cercando di svolgere al meglio la sua funzione istituzionale con il massimo risparmio possibile: tutti gli apparati dello Stato dovrebbero muoversi in questa direzione. Nell'ultima legislatura la revisione della spesa è stata incisiva e i dati del rendiconto sono lusinghieri: la spesa si riduce in termini nominali e reali (nel conto consuntivo passa da 512 milioni nel 2012 a 492 milioni del 2016), ma restano da affrontare, d'intesa con la Camera, alcune criticità: sul fronte della composizione della spesa occorre riequilibrare il rapporto tra spesa di funzionamento generale (55 per cento) e spesa previdenziale (45 per cento); sul fronte della spesa obbligatoria, non immediatamente comprimibile, si registra una caduta rapida della spesa per i dipendenti in servizio, al limite di un depauperamento dell'istituzione che compromette la funzionalità di servizi essenziali, e un forte aumento della spesa per le prestazioni previdenziali. Il sen. Tonini ha ricordato infine l'eccellente lavoro svolto dall'Ufficio parlamentare del bilancio cui spetta, in base all'articolo 81 della Costituzione, valutare i provvedimenti di spesa del Governo e del Parlamento a tutela dell'equilibrio dei conti pubblici.

Il sen. questore De Poli (AP) ha evidenziato le iniziative assunte per rendere più efficiente, snella e produttiva l'amministrazione richiamando, in particolare, la creazione del polo informatico, i risparmi conseguiti attraverso la riduzione, riorganizzazione e integrazione del personale (istituzione del ruolo unico del personale della Camera e del Senato) e la riduzione della spesa per le gare di appalto. Ha sottolineato infine l'obiettivo di una idonea rappresentazione contabile dei bilanci dei due rami del Parlamento. La sen. questore Laura Bottici (M5S) ha espresso apprezzamento per l'istituzione dell'Ufficio per la valutazione d'impatto delle politiche pubbliche.

Alla discussione congiunta hanno partecipato il sen. Santangelo (M5S), che ha illustrato ordini del giorno in tema di abolizione o trasparenza dei dati relativi dell'assegno di fine mandato dei senatori; il sen. Lucidi (M5S) che ha argomentato la proposta di revoca dei vitalizi per i senatori condannati; la sen. Mussini (Misto) che ha posto la questione della valutazione della spesa investita per l'aggiornamento del personale; i sen. Cioffi e Castaldi (M5S) che hanno illustrato ordini del giorno riguardanti la rendicontazione mensile e puntuale della spesa erogata a titolo di rimborso per l'esercizio del mandato dei senatori; il sen. Puglia (M5S) che ha chiesto di eliminare la rimborsabilità delle spese per erogazioni liberali in quanto non rientrano nell'esercizio del mandato parlamentare; il sen. Colucci (AP) che ha invitato a distinguere, senza pregiudizi, tra privilegi e prerogative parlamentari, tenendo conto che l'indennità è prevista dalla Costituzione e che in Italia la spesa per il funzionamento delle Assemblee legislative, fondamento e sostanza della democrazia rappresentativa, è inferiore a quella registrata negli Stati europei più evoluti. Ha esortato, infine, ad avviare le procedure concorsuali di reclutamento del personale, garantendo un quadro certo sul trattamento giuridico ed economico. La sen. Moronese (M5S), dopo aver ricordato che l'autoriduzione dei rimborsi da parte del Gruppo ha consentito la nascita di seimila nuove aziende, ha chiesto di eliminare, dalla prossima legislatura, il rimborso delle spese di trasporto. La sen. Comaroli (LN) ha illustrato in particolare l'ordine del giorno sull'accesso alle banche dati da parte dell'Ufficio parlamentare di bilancio; la sen. Blundo (M5S), nel sollecitare il superamento del regime previdenziale speciale, ha illustrato la proposta del contributo di solidarietà o di perequazione sui trattamenti previdenziali più elevati e la proposta di rendere pubblici i lavori del consiglio di Presidenza. Il sen. Crimi (M5S), dopo aver ricordato che nella legislatura 131 senatori hanno cambiato il Gruppo di appartenenza, ha illustrato un ordine del giorno per disincentivare questo fenomeno. Il sen. Scibona (M5S) ha illustrato una proposta che, a fini di trasparenza, pone in capo all'amministrazione del Senato la definizione del trattamento economico e giuridico dei collaboratori parlamentari. Il sen. Buccarella (M5S) ha illustrato un ordine del giorno per la pubblicazione dei precedenti e delle interpretazioni fattuali del Regolamento. Il sen. Marino (AP) ha toccato il tema dell'esercizio provvisorio del bilancio e ha auspicato lo sblocco del turno over per evitare il declino dell'istituzione. La sen. Petraglia (SI-Sel), nel preannunciare voto favorevole, ha rilevato che le esternalizzazioni non hanno prodotto risparmi ma hanno aumentato la precarietà e ha illustrato un ordine del giorno per la reinternalizzazione dei servizi e la stabilizzazione del personale precario con venti anni di servizio. La sen. Lezzi (M5S) ha proposto di pubblicare l'elenco dei beneficiari di elargizioni e dei senatori che hanno erogato sussidi.

Dopo che il questore, sen. Malan (FI-PdL), ha espresso un parere motivato su tutti gli ordini del giorno presentati (v. Resoconto stenografico), sono stati accolti diversi atti di indirizzo della sen. Comaroli (LN) per assumere ulteriori iniziative di integrazione e riorganizzazione del personale, uniformare il trattamento economico e previdenziale dei senatori, applicare le norme su mobilità e aspettativa dei dirigenti, contenere le consulenze, individuare i fabbisogni standard dell'amministrazione, accedere al sistema informativo della Ragioneria dello Stato. Sono stati accolti ordini del giorno del sen. Cappelletti (M5S) per studiare criteri di pubblicazione delle delibere del Consiglio di Presidenza e del Collegio dei Questori e per avviare la procedura di evidenza pubblica al fine di affidare in concessione il servizio di cassa del Senato. E' stato parzialmente accolto un ordine del giorno della sen. Petraglia (SI-Sel) per valutare l'indizione di un concorso pubblico e applicare le norme sulla stabilizzazione del precariato storico e del personale a contratto. Accolto come raccomandazione un ordine del giorno della sen. Mussini (Misto) sulla pubblicazione dell'elenco dei consulenti.

Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato voto favorevole i sen. Davico (FL), Marino (AP), Mandelli (FI-PdL) e Del Barba (PD); il sen. Fornaro (Art.1-MDP) ha annunciato voto favorevole, esprimendo però riserve sui criteri di redazione del bilancio interno. La sen. Comaroli (LN) ha annunciato un'astensione tecnica; il sen. Cappelletti (M5S) ha annunciato voto contrario, sottolineando che le principali proposte in tema di vitalizi, contributo di solidarietà, rimborso e rendicontazione delle spese sono state respinte.

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2085-B, Legge annuale per il mercato e la concorrenza (approvato dalla Camera, modificato dal Senato e nuovamente modificato dalla Camera dei deputati), sul quale il Governo, nella seduta antimeridiana, ha posto la questione di fiducia.

Alla discussione sulla fiducia hanno partecipato i sen. Crosio, Centinaio (LN), Buccarella, Puglia, Michela Montevecchi (M5S), Orellana, Panizza (Aut), Scilipoti Isgrò, Mandelli (FI-PdL), Serenella Fucksia (FL), Luigi Perrone (GAL). Le opposizioni hanno criticato un provvedimento miope, dispersivo e distonico, che non rimuove gli ostacoli alla concorrenza ma asseconda tendenze di mercato oligopolistiche e monopolistiche. In particolare, il ddl ostacola l'affermazione di un modello energetico decentrato, efficiente, fondato sulle fonti rinnovabili; dalle assicurazioni e le banche alle professioni, dalla sanità alle comunicazioni, dai farmaci ai trasporti, la difesa degli interessi di vecchie lobby prevale sulla tutela dei cittadini.

Domani mattina si svolgeranno le dichiarazioni e il voto finale.

Martedì 1 Agosto 2017 - 870ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 01/08/2017 - 16:40
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:00

L'Assemblea ha approvato i documenti Rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2016 (doc. VIII, n. 9) e Progetto di bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2017 (doc. VIII, n. 10).

Il Presidente della Commissione bilancio, sen. Tonini (PD), ha rilevato che da molti anni il Senato sta cercando di svolgere al meglio la sua funzione istituzionale con il massimo risparmio possibile: tutti gli apparati dello Stato dovrebbero muoversi in questa direzione. Nell'ultima legislatura la revisione della spesa è stata incisiva e i dati del rendiconto sono lusinghieri: la spesa si riduce in termini nominali e reali (nel conto consuntivo passa da 512 milioni nel 2012 a 492 milioni del 2016), ma restano da affrontare, d'intesa con la Camera, alcune criticità: sul fronte della composizione della spesa occorre riequilibrare il rapporto tra spesa di funzionamento generale (55 per cento) e spesa previdenziale (45 per cento); sul fronte della spesa obbligatoria, non immediatamente comprimibile, si registra una caduta rapida della spesa per i dipendenti in servizio, al limite di un depauperamento dell'istituzione che compromette la funzionalità di servizi essenziali, e un forte aumento della spesa per le prestazioni previdenziali. Il sen. Tonini ha ricordato infine l'eccellente lavoro svolto dall'Ufficio parlamentare del bilancio cui spetta, in base all'articolo 81 della Costituzione, valutare i provvedimenti di spesa del Governo e del Parlamento a tutela dell'equilibrio dei conti pubblici.

Il sen. questore De Poli (AP) ha evidenziato le iniziative assunte per rendere più efficiente, snella e produttiva l'amministrazione richiamando, in particolare, la creazione del polo informatico e i risparmi conseguiti attraverso la riduzione, riorganizzazione e integrazione del personale (istituzione del ruolo unico del personale della Camera e del Senato) e la riduzione della spesa per le gare di appalto. Ha sottolineato infine l'obiettivo di una idonea rappresentazione contabile dei bilanci dei due rami del Parlamento. La sen. questore Laura Bottici (M5S) ha ricordato la novità dell'Ufficio per la valutazione d'impatto delle politiche pubbliche: un progetto innovativo e faticoso per valutare se i soldi dei cittadini sono stati spesi bene e per rendere più efficace l'attività legislativa.

Alla discussione congiunta hanno partecipato il sen. Santangelo (M5S), che ha illustrato ordini del giorno in tema di abolizione o trasparenza dei dati relativi dell'assegno di fine mandato dei senatori; il sen. Lucidi (M5S) che ha argomentato la proposta di revoca dei vitalizi per i senatori condannati; la sen. Mussini (Misto) che ha posto la questione della valutazione della spesa investita per l'aggiornamento del personale; i sen. Cioffi e Castaldi (M5S) che hanno illustrato ordini del giorno riguardanti la rendicontazione mensile puntuale della spesa erogata a titolo di rimborso per l'esercizio del mandato dei senatori; il sen. Puglia (M5S) che ha chiesto di eliminare la rimborsabilità delle spese per erogazioni liberali perché non rientrano nell'esercizio del mandato parlamentare; il sen. Colucci (AP) che ha invitato a distinguere, senza pregiudizi, tra privilegi e prerogative parlamentari, tenendo conto che l'indennità è prevista dalla Costituzione e che in Italia la spesa per il funzionamento delle Assemblee legislative, fondamento e sostanza della democrazia rappresentativa, è inferiore a quella registrata negli Stati europei più evoluti. Ha esortato, infine, ad avviare le procedure concorsuali di reclutamento del personale, garantendo un quadro certo sul trattamento giuridico ed economico. La sen. Moronese (M5S), dopo aver ricordato che l'autoriduzione dei rimborsi da parte del Gruppo ha consentito la nascita di seimila nuove aziende, ha chiesto di eliminare dalla prossima legislatura il rimborso delle spese di trasporto. La sen. Comaroli (LN) ha illustrato in particolare l'ordine del giorno sull'accesso alle banche dati da parte dell'Ufficio parlamentare di bilancio; la sen. Blundo (M5S), nel sollecitare il superamento del regime previdenziale speciale, ha illustrato la proposta del contributo di solidarietà o di perequazione sui trattamenti previdenziali più elevati e la proposta di rendere pubblici i lavori del consiglio di Presidenza. Il sen. Crimi (M5S), dopo aver ricordato che nella legislatura 131 senatori hanno cambiato il Gruppo di appartenenza, ha illustrato un ordine del giorno per disincentivare il fenomeno. Il sen. Scibona (M5S) ha illustrato una proposta che, a fini di trasparenza, pone in capo all'amministrazione del Senato la definizione del trattamento economico e giuridico dei collaboratori parlamentari. Il sen. Buccarella (M5S) ha illustrato un ordine del giorno per la pubblicazione dei precedenti e delle interpretazioni fattuali del Regolamento. Il sen. Marino (AP) ha toccato il tema dell'esercizio provvisorio del bilancio e ha auspicato lo sblocco del turno over per evitare il declino dell'istituzione. La sen. Petraglia (SI-Sel), nel preannunciare voto favorevole, ha rilevato che le esternalizzazioni non hanno prodotto risparmi ma hanno aumentato la precarietà e ha illustrato un ordine del giorno per la reinternalizzazione dei servizi e la stabilizzazione del personale precario con venti anni di servizio. La sen. Lezzi (M5S) ha proposto di pubblicare l'elenco dei beneficiari di elargizioni e dei senatori che hanno erogato sussidi.

Dopo che il questore, sen. Malan (FI-PdL), ha espresso un parere motivato su tutti gli ordini del giorno presentati (v. Resoconto stenografico), sono stati accolti diversi atti di indirizzo della sen. Comaroli (LN) per assumere ulteriori iniziative di integrazione e riorganizzazione del personale, uniformare il trattamento economico e previdenziale dei senatori, applicare le norme su mobilità e aspettativa dei dirigenti, contenere le consulenze, individuare i fabbisogni standard dell'amministrazione, accedere al sistema informativo della Ragioneria dello Stato. Sono stati accolti ordini del giorno del sen. Cappelletti (M5S) per studiare criteri di pubblicazione delle delibere del Consiglio di Presidenza e del Collegio dei Questori e per avviare la procedura di evidenza pubblica al fine di affidare in concessione il servizio di cassa del Senato. E' stato parzialmente accolto un ordine del giorno della sen. Petraglia (SI-Sel) per valutare l'indizione di un concorso pubblico e applicare le norme sulla stabilizzazione del precariato storico e del personale a contratto. Accolto come raccomandazione un ordine del giorno della sen. Mussini (Misto) sulla pubblicazione dell'elenco dei consulenti.

Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato voto favorevole i sen. Davico (FL), Marino (AP), Mandelli (FI-PdL) e Del Barba (PD); il sen. Fornaro (Art.1-MDP) ha annunciato voto favorevole, esprimendo però riserve sui criteri di redazione del bilancio interno. La sen. Comaroli (LN) ha annunciato un'astensione tecnica; il sen. Cappelletti (M5S) ha annunciato voto contrario, sottolineando che le principali proposte in tema di vitalizi, contributo di solidarietà, rimborso e rendicontazione delle spese sono state respinte.

Martedì 1 Agosto 2017 - 870ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 01/08/2017 - 16:40
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:00

L'Assemblea ha avviato la discussione dei documenti: Rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2016 (doc. VIII, n. 9) e Progetto di bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2017 (doc. VIII, n. 10).

Il Presidente della Commissione bilancio, sen. Tonini (PD), citando Beniamino Andreatta, ha rilevato che da molti anni - precisamente dal 1988 - il Senato sta cercando di svolgere al meglio la sua funzione istituzionale con il massimo risparmio possibile: tutti gli apparati dello Stato dovrebbero muoversi in questa direzione. Nell'ultima legislatura questo trend si è accelerato e i dati del rendiconto sono lusinghieri: la spesa si riduce in termini nominali e reali (nel conto consuntivo passa da 512 milioni nel 2012 a 492 milioni del 2016), ma restano da affrontare, d'intesa con la Camera, alcune criticità, evidenziate dalle tabelle 5 e 7: sul fronte della composizione della spesa bisogna intervenire per riequilibrare il rapporto tra spesa di funzionamento generale (55 per cento) e spesa previdenziale (45 per cento); sul fronte della spesa obbligatoria, non immediatamente comprimibile, si registra una caduta rapida della spesa per i dipendenti in servizio, al limite di un depauperamento dell'istituzione che compromette la funzionalità di servizi essenziali, e un forte aumento della spesa per prestazioni previdenziali. Il sen. Tonini ha ricordato infine l'eccellente contributo dell'Ufficio parlamentare del bilancio chiamato dall'articolo 81 della Costituzione a valutare i provvedimenti di spesa del Governo a tutela del risparmio collettivo.

Il sen. questore De Poli (AP) ha evidenziato le iniziative assunte per rendere più efficiente, snella e produttiva l'amministrazione richiamando, in particolare, i risparmi conseguiti attraverso la riduzione, riorganizzazione e integrazione del personale (istituzione del ruolo unico del personale della Camera e del Senato) e la riduzione della spesa per le gare di appalto. Ha sottolineato infine l'obiettivo di una idonea rappresentazione contabile dei bilanci dei due rami del Parlamento. La sen. questore Laura Bottici (M5S) ha ricordato la novità della valutazione d'impatto delle politiche pubbliche: un progetto innovativo e faticoso per valutare se i soldi dei cittadini sono stati spesi bene e per rendere più efficace l'attività legislativa.

Martedì 1 Agosto 2017 - 869ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 01/08/2017 - 12:14
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 11:03

In apertura di seduta il sen. Casini (AP) ha espresso una ferma condanna nei confronti del presidente Maduro a seguito dell'arresto, avvenuto nella notte, dei due leader dell'opposizione Lopez e Ledezma. Sono intervenuti per esprimere solidarietà al popolo venezuelano contro la deriva totalitaria i sen. Mauro Mario (FI-PdL), Sangalli (PD), Buemi (Aut), Rossi (AP), Amoruso (ALA), Corsini (Art. 1-MDP), Tarquinio (GAL), De Cristofaro (SI-SEL) e Quagliariello (FL).

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2085-B, Legge annuale per il mercato e la concorrenza, approvato dalla Camera, modificato dal Senato e nuovamente modificato dalla Camera dei deputati.

Il provvedimento, le cui finalità, elencate al comma 1, sono la rimozione degli ostacoli regolatori all'apertura dei mercati, la promozione della concorrenza e la garanzia della tutela dei consumatori, si compone di un solo articolo contenente 192 commi che intervengono in diversi settori: assicurazioni e fondi pensione, telefonia, settore bancario e finanziario (come il cosiddetto leasing finanziario), professionisti (notai, avvocati, odontoiatri), farmacie, turismo (con la cosiddetta norma booking), trasporti di linea e non di linea, delega per il settore taxi, circolazione internazionale di beni culturali.

Il relatore, sen. Marino Luigi (AP) si è soffermato sulle cinque modifiche apportate dalla Camera dei deputati.Con la prima è stata soppressa una disposizione introdotta dal Senato che prevedeva che le polizze assicurative del ramo danni di ogni tipologia, alla loro scadenza, non potessero essere rinnovate tacitamente. La seconda modifica riguarda la soppressione del comma 44, che prevedeva che gli operatori di telefonia avessero l'obbligo di comunicare, all'esordio della conversazione, una serie di dati identificativi del soggetto committente e dello scopo commerciale o promozionale del contatto; inoltre si disponeva che non si potessero più offrire servizi in abbonamento senza il previo consenso, espresso e documentato, dell'utente. La terza modifica riguarda il comma 60, relativo alla cessazione del regime di maggior tutela per l'energia elettrica. La Camera ha accolto un emendamento che chiarisce che il servizio di salvaguardia si applica, dopo il superamento del regime di maggior tutela, unicamente ai clienti domestici e alle piccole e medie imprese che si trovino temporaneamente senza fornitore. La quarta modifica - al comma 153 - riguarda l'esercizio dell'attività odontoiatrica anche all'interno di società operanti nel settore. Si tratta di correzioni, più formali che sostanziali, volte a precisare che le prestazioni odontoiatriche devono essere svolte solo e unicamente dai soggetti abilitati secondo la legge. Infine, l'Assemblea della Camera ha modificato il comma 117 che garantisce la bonifica dei terreni precedentemente utilizzati da distributori dismessi di carburanti. Nel corso dell'esame al Senato il comma era stato modificato prevedendo la bonifica del sito solo in caso di accertata contaminazione. La Camera ha modificato il testo inserendo il sintagma "in ogni caso". Pur nella consapevolezza che in alcuni settori si poteva fare di più, il relatore ha auspicato una rapida approvazione in quanto il provvedimento è comunque incisivo e riformatore; forse non risolutivo, ma evolutivo in molti settori dell'economia.

Dopo che il Ministro per i rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha posto la questione di fiducia sull'approvazione, senza modifiche, del testo approvato dalla Camera, a seguito della Conferenza dei Capigruppo, il Presidente Grasso ha comunicato che la discussione sulla fiducia avrà luogo nella seduta pomeridiana mentre le dichiarazioni di voto e la chiama si svolgeranno nella seduta unica di domani, a partire dalle ore 9.

L'Assemblea ha respinto la richiesta di dichiarazione d'urgenza, ai sensi dell'articolo 77 del Regolamento, in ordine al ddl n. 2888, Disposizioni in materia di abolizione dei vitalizi e nuova disciplina dei trattamenti pensionistici dei membri del Parlamento e dei consiglieri regionali, approvato dalla Camera dei deputati.

Dopo l'illustrazione del sen. Cappelletti (M5S), sono intervenuti per esprimere contrarietà alla richiesta d'urgenza i sen. Quagliariello (FL), Malan (FI-PdL), Falanga (ALA), Zeller (Aut), De Cristofaro (SI-SEL) e Zanda (PD): il contenuto del provvedimento, che suona come uno spot elettorale, non è pienamente noto e presenta punti di dubbia interpretazione, sui quali è necessario un approfondimento. Secondo FL, FI-PdL e ALA, la Corte costituzionale interverrà per bocciare il principio di retroattività contenuto nel testo.

Giovedì 27 Luglio 2017 - 868ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 27/07/2017 - 17:02
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:03

La seduta è dedicata allo svolgimento di interrogazioni.

Il Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Bobba ha risposto all'interrogazione n. 3645, della sen. Fasiolo (PD), concernente la sospensione di quattro operai della Fincantieri di Monfalcone (Gorizia). L'interrogante si è dichiarata pienamente soddisfatta: accogliendo l'istanza, il giudice è intervenuto a salvaguardia dei lavoratori sul piano etico e morale.

Il Sottosegretario di Stato per la giustizia Federica Chiavaroli ha risposto all'interrogazione n. 3620, del sen. Barani (ALA), concernente il sistema di aggiudicazione degli appalti pubblici presso il Comune di Roma. L'interrogante si è dichiarato insoddisfatto: il processo Mafia Capitale ha confermato l'esistenza di irregolarità connesse al sistema degli appalti e il fatto che il Ministero ritenga di non dover intervenire nella vicenda significa che probabilmente si vuole coprire qualcuno o qualcosa a danno della trasparenza e della legalità.

Il vice presidente Gasparri ha comunicato che l'interrogazione n. 3526, del sen. Girotto (M5S) ed altri, concernente l'applicazione della strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, in linea con gli obiettivi europei, è stata trasformata dall'interrogante nell'interrogazione a risposta scritta n. 4-07908.

Giovedì 27 Luglio 2017 - 867ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 27/07/2017 - 13:17
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:30

A conclusione di un dibattito vivo e partecipato (v. Resoconto stenografico), l'Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando definitivamente l'articolo unico del ddl n. 2879 di conversione del decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99, recante disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A.

Nella seduta di ieri il relatore, sen. Marino Mauro Maria (PD) ha illustrato il provvedimento, sono state respinte questioni pregiudiziali ed è iniziata la discussione generale.

L'articolo 1 delimita l'ambito di applicazione della disposizione. L'articolo 2 definisce la procedura attraverso cui il Ministro dell'economia e delle finanze, con propri decreti adottati su proposta della Banca d'Italia, provvede a sottoporre le banche a liquidazione coatta amministrativa. L'articolo 3 disciplina la cessione dell'azienda delle banche venete poste in liquidazione e le spese connesse alla procedura selettiva. L'articolo 4 definisce gli interventi finanziari posti a carico dello Stato finalizzati ad assicurare la protezione del risparmio e il rafforzamento patrimoniale del sistema bancario: l'iniezione di liquidità è pari a circa 4,8 miliardi di euro e la concessione di garanzie statali arriva ad un ammontare massimo di circa 12 miliardi di euro. L'articolo 5 regola la cessione alla società S.G.A. S.p.A., da parte dei commissari liquidatori, dei crediti deteriorati e di altri attivi non ceduti o retrocessi. L'articolo 6 disciplina le misure di ristoro a favore degli investitori. L'articolo 7 introduce specifiche norme in materia di trattamento fiscale delle cessioni. L'articolo 8 prevede misure tecniche di attuazione. L'articolo 9 contiene disposizioni finanziarie.

Oggi la discussione generale si è conclusa con l'intervento del sen. Moscardelli (PD). Dopo la replica del relatore, il Ministro dei rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha posto la questione di fiducia sull'approvazione del testo licenziato dalla Camera. Nella discussione sulla fiducia sono intervenuti i sen. Erika Stefani (LN), Laura Bottici, Barbara Lezzi, Martelli, Manuela Serra (M5S), Anna Cinzia Bonfrisco (FL), Barani (ALA). Hanno svolto dichiarazione di voto convintamente favorevole i sen. Conte (AP) e Gianluca Rossi (PD). Hanno espresso un voto favorevole per senso di responsabilità nei confronti del Paese, pur manifestando disagio e nutrendo riserve e perplessità di merito e di metodo, i sen. Fornaro (Art.1-MDP) e Molinari (Misto-IdV). Hanno annunciato voto contrario, valorizzando però il lavoro svolto in Parlamento e riconoscendo i presupposti di necessità del decreto, i sen. Barani (ALA), Anna Cinzia Bonfrisco (FL) e Carraro (FI-PdL). Hanno annunciato un convinto voto contrario, evidenziando che il decreto non segna una discontinuità rispetto ai provvedimenti ingiusti e non risolutivi adottati in passato i sen. Tosato (LN) Paola De Pin (GAL), Loredana De Petris (SI) e Cappelletti (M5S). Tutti i Gruppi parlamentari hanno concordato sulla necessità di una nuova politica che tuteli i risparmiatori, il credito popolare e cooperativo, la specificità del sistema Paese nel contesto internazionale, una politica capace di promuovere un autentico sviluppo, di restituire fiducia ai cittadini, di garantire una prospettiva alle future generazioni. In dissenso dal Gruppo il sen. Sacconi (AP) non ha votato la fiducia.

Giovedì 27 Luglio 2017 - 867ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 27/07/2017 - 13:17
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:30

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2879 di conversione del decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99, recante disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A, approvato dalla Camera dei deputati.

Nella seduta di ieri il relatore, sen. Marino Mauro Maria (PD) ha illustrato il provvedimento, sono state respinte questioni pregiudiziali ed è iniziata la discussione generale.

L'articolo 1 delimita l'ambito di applicazione della disposizione. L'articolo 2 definisce la procedura attraverso cui il Ministro dell'economia e delle finanze, con propri decreti adottati su proposta della Banca d'Italia, provvede a sottoporre le banche a liquidazione coatta amministrativa. L'articolo 3 disciplina la cessione dell'azienda delle banche venete poste in liquidazione e le spese connesse alla procedura selettiva. L'articolo 4 definisce gli interventi finanziari posti a carico dello Stato finalizzati ad assicurare la protezione del risparmio e il rafforzamento patrimoniale del sistema bancario: l'iniezione di liquidità è pari a circa 4,8 miliardi di euro e la concessione di garanzie statali arriva ad un ammontare massimo di circa 12 miliardi di euro. L'articolo 5 regola la cessione alla società S.G.A. S.p.A., da parte dei commissari liquidatori, dei crediti deteriorati e di altri attivi non ceduti o retrocessi. L'articolo 6 disciplina le misure di ristoro a favore degli investitori. L'articolo 7 introduce specifiche norme in materia di trattamento fiscale delle cessioni. L'articolo 8 prevede misure tecniche di attuazione. L'articolo 9 contiene disposizioni finanziarie.

La discussione generale si è conclusa con l'intervento del sen. Moscardelli (PD). Dopo la replica del relatore il Ministro dei rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha posto la questione di fiducia sull'approvazione del testo licenziato dalla Camera. Nella discussione sulla fiducia sono intervenuti i sen. Erika Stefani (LN), Laura Bottici, Barbara Lezzi, Martelli, Manuela Serra (M5S), Anna Cinzia Bonfrisco (FL), Barani (ALA).

Mercoledì 26 Luglio 2017 - 866ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 26/07/2017 - 10:03
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:31

Con 154 voti favorevoli e 117 contrari, l'Assemblea ha rinnovato al fiducia al Governo approvando il maxiemendamento governativo, comprensivo delle modifiche approvate in Commissione, che sostituisce il ddl n. 2860 di conversione in legge del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, recante disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno. Il testo passa ora alla Camera.

Nella seduta pomeridiana di ieri i relatori, sen. Simona Vicari (AP) e Tomaselli (PD), hanno illustrato i contenuti del provvedimento (v. comunicato n. 865) ed è iniziata la discussione generale, che si è conclusa questa mattina con gli interventi dei sen. Perrone (GAL), Marinello (AP), Barozzino (SI-SEL), Cioffi (M5S), Mandelli, Gasparri (FI-PdL), Lai, Esposito, Santini (PD), Romano (Aut) e Candiani (LN).

In sede di replica, in risposta all'assenza di concretezza stigmatizzata dalle opposizioni nel corso del dibattito, i relatori hanno evidenziato che il provvedimento, lungi dal costituire la panacea di tutti i mali, definisce un quadro legislativo che mancava, attraverso misure tangibili e lo stanziamento di risorse destinate a interventi specifici, a sostegno del rilancio del Mezzogiorno, che verranno individuati dalla governance unitaria tra Governo nazionale, Regioni ed enti locali. Il ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno De Vincenti hamanifestato apprezzamento per una discussione proficua che, anche grazie all'accoglimento di taluni emendamenti dell'opposizione, ha contribuito a migliorare il testo iniziale. Ha quindi richiamato le linee ispiratrici del provvedimento soffermandosi sugli interventi di sostegno alla nuova imprenditorialità, in particolare giovanile, che, lungi dal costituire un reddito di cittadinanza a tempo determinato, come definiti da FI, consentono ai giovani di prendere in mano il proprio destino. Nella stessa direzione va la norma che consente di mettere a disposizione terreni incolti o abbandonati. Il Ministro ha poi messo in risalto l'attrazione di investimenti, che potrà beneficiare dell'istituzione di ZES concentrate attorno alle aree portuali di particolare rilievo nonché le norme di semplificazione e snellimento delle procedure amministrative.

Il Ministro dei rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha quindi posto la questione di fiducia su un maxiemendamento sostitutivo del testo del decreto-legge, che accoglie gli emendamenti approvati in Commissione ad eccezione di quelli dichiarati improponibili dalla Presidenza.

Accolte le richieste della Commissione bilancio circa le due osservazioni della Ragioneria dello Stato, a conclusione della discussione sulla questione di fiducia, alla quale hanno preso parte i sen. Boccardi (FI-PdL), Loredana De Petris (SI-SEL), Puglia (M5S) e Tosato (LN), nelle dichiarazioni di voto hanno annunciato voto contrario i sen. Quagliariello (FL), Silvana Comaroli (LN), Compagnone (ALA), Mauro (GAL) De Cristofaro (SI-SEL), Barbara Lezzi (M5S) e Azzollini (FI-PdL). Hanno annunciato la fiducia i sen. Uras (Misto), Cecilia Guerra (Art. 1-MDP), Fravezzi (Aut), Gualdani (AP) e Tonini (PD). Pur condividendo gli intenti del provvedimento, FL ha evidenziato come si tratti dell'ennesima delega all'Esecutivo: in merito alle ZES mancano paletti rigidi e requisiti inderogabili rispetto all'applicazione delle agevolazioni. LN ha stigmatizzato l'assenza di misure davvero incisive sui problemi reali del Mezzogiorno quali la mancanza di infrastrutture di collegamento, la malasanità, la scuola. Secondo ALA il testo contiene norme troppo eterogenee che non incidono sui tre assi strategici fondamentali: infrastrutture, sviluppo economico e coesione sociale. GAL ha criticato il Governo per non aver stanziato un solo euro aggiuntivo per il Sud, limitandosi a rimodulare le risorse precedentemente assegnate. SI-SEL ha rilevato che il finanziamento individuale previsto nel programma denominato "Resto al Sud" appare troppo limitato per la creazione di aziende di un qualche rilievo. Secondo M5S il Fondo per lo sviluppo e la coesione è stato svuotato negli anni per ripianare gli equilibri di bilancio a danno del Mezzogiorno: il testo è un insieme di elargizioni senza alcuna programmazione finalizzate a coltivare il bacino elettorale. Ad avviso di FI il provvedimento contiene norme positive per le quali mancano tuttavia finanziamenti cospicui e moderni. Secondo i Gruppi di maggioranza le misure contenute nel provvedimento costituiscono un grande passo avanti verso un vero rilancio del Mezzogiorno grazie alla previsione di interventi strutturali e innovativi. Art. 1-MDP ha tuttavia manifestato una certa delusione: il decreto non affronta l'ammodernamento della pubblica amministrazione e l'investimento nel miglior funzionamento dei servizi pubblici.

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2879 di conversione del decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99, recante disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A, approvato dalla Camera dei deputati.

Nell'illustrare il provvedimento, il relatore, sen. Marino Mauro Maria (PD), ha osservato che il decreto-legge in titolo rappresenta un ulteriore passo verso la completa stabilizzazione del sistema bancario italiano. L'articolo 1 delimita l'ambito di applicazione della disposizione. L'articolo 2 definisce la procedura attraverso cui il Ministro dell'economia e delle finanze, con propri decreti adottati su proposta della Banca d'Italia, provvede a sottoporre le banche a liquidazione coatta amministrativa. L'articolo 3 disciplina la cessione dell'azienda delle banche venete poste in liquidazione e le spese connesse alla procedura selettiva. L'articolo 4 definisce gli interventi finanziari posti a carico dello Stato finalizzati ad assicurare la protezione del risparmio e il rafforzamento patrimoniale del sistema bancario: l'iniezione di liquidità è pari a circa 4,8 miliardi di euro e la concessione di garanzie statali arriva ad un ammontare massimo di circa 12 miliardi di euro. L'articolo 5 regola la cessione alla società S.G.A. S.p.A., da parte dei commissari liquidatori, dei crediti deteriorati e di altri attivi non ceduti o retrocessi. L'articolo 6 disciplina le misure di ristoro a favore degli investitori. L'articolo 7 introduce specifiche norme in materia di trattamento fiscale delle cessioni. L'articolo 8 prevede misure tecniche di attuazione. L'articolo 9 contiene disposizioni finanziarie.

Respinte le pregiudiziali di costituzionalità, illustrate dai sen. Loredana De Petris (SI-SEL), Erika Stefani (LN) e Endrizzi (M5S), è iniziata la discussione generale, alla quale hanno preso parte i sen. Martelli, Girotto, Airola, Laura Bottici (M5S), Alessia Petraglia, Bocchino (SI-SEL), Marin, Piccoli (FI-PdL), Monica Casaletto, Paola De Pin (GAL), Tosato (LN), Barani (ALA), Sonego (Art. 1-MDP), Santini, Puppato (PD), Conte (AP) e Molinari (Misto). Il seguito della discussione è stato rinviato a domani mattina.

Mercoledì 26 Luglio 2017 - 866ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 26/07/2017 - 10:03
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:31

Con 154 voti favorevoli e 117 contrari, l'Assemblea ha rinnovato al fiducia al Governo approvando il maxiemendamento governativo, comprensivo delle modifiche approvate in Commissione, che sostituisce il ddl n. 2860 di conversione in legge del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, recante disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno. Il testo passa ora alla Camera.

Nella seduta pomeridiana di ieri i relatori, sen. Simona Vicari (AP) e Tomaselli (PD), hanno illustrato i contenuti del provvedimento (v. comunicato n. 866) ed è iniziata la discussione generale, che si è conclusa questa mattina con gli interventi dei sen. Perrone (GAL), Marinello (AP), Barozzino (SI-SEL), Cioffi (M5S), Mandelli, Gasparri (FI-PdL), Lai, Esposito, Santini (PD), Romano (Aut) e Candiani (LN).

In sede di replica, in risposta all'assenza di concretezza stigmatizzata dalle opposizioni nel corso del dibattito, i relatori hanno evidenziato che il provvedimento, lungi dal costituire la panacea di tutti i mali, definisce un quadro legislativo che mancava, attraverso misure tangibili e lo stanziamento di risorse destinate a interventi specifici, a sostegno del rilancio del Mezzogiorno, che verranno individuati dalla governance unitaria tra Governo nazionale, Regioni ed enti locali. Il ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno De Vincenti hamanifestato apprezzamento per una discussione proficua che, anche grazie all'accoglimento di taluni emendamenti dell'opposizione, ha contribuito a migliorare il testo iniziale. Ha quindi richiamato le linee ispiratrici del provvedimento soffermandosi sugli interventi di sostegno alla nuova imprenditorialità, in particolare giovanile, che, lungi dal costituire un reddito di cittadinanza a tempo determinato, come definiti da FI, consentono ai giovani di prendere in mano il proprio destino. Nella stessa direzione va la norma che consente di mettere a disposizione terreni incolti o abbandonati. Il Ministro ha poi messo in risalto l'attrazione di investimenti, che potrà beneficiare dell'istituzione di ZES concentrate attorno alle aree portuali di particolare rilievo nonché le norme di semplificazione e snellimento delle procedure amministrative.

Il Ministro dei rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha quindi posto la questione di fiducia su un maxiemendamento sostitutivo del testo del decreto-legge, che accoglie gli emendamenti approvati in Commissione ad eccezione di quelli dichiarati improponibili dalla Presidenza.

Accolte le richieste della Commissione bilancio circa le due osservazioni della Ragioneria dello Stato, a conclusione della discussione sulla questione di fiducia, alla quale hanno preso parte i sen. Boccardi (FI-PdL), Loredana De Petris (SI-SEL), Puglia (M5S) e Tosato (LN), nelle dichiarazioni di voto hanno annunciato voto contrario i sen. Quagliariello (FL), Silvana Comaroli (LN), Compagnone (ALA), Mauro (GAL) De Cristofaro (SI-SEL), Barbara Lezzi (M5S) e Azzollini (FI-PdL). Hanno annunciato la fiducia i sen. Uras (Misto), Cecilia Guerra (Art. 1-MDP), Fravezzi (Aut), Gualdani (AP) e Tonini (PD). Pur condividendo gli intenti del provvedimento, FL ha evidenziato come si tratti dell'ennesima delega all'Esecutivo: in merito alle ZES mancano paletti rigidi e requisiti inderogabili rispetto all'applicazione delle agevolazioni. LN ha stigmatizzato l'assenza di misure davvero incisive sui problemi reali del Mezzogiorno quali la mancanza di infrastrutture di collegamento, la malasanità, la scuola. Secondo ALA il testo contiene norme troppo eterogenee che non incidono sui tre assi strategici fondamentali: infrastrutture, sviluppo economico e coesione sociale. GAL ha criticato il Governo per non aver stanziato un solo euro aggiuntivo per il Sud, limitandosi a rimodulare le risorse precedentemente assegnate. SI-SEL ha rilevato che il finanziamento individuale previsto nel programma denominato "Resto al Sud" appare troppo limitato per la creazione di aziende di un qualche rilievo. Secondo M5S il Fondo per lo sviluppo e la coesione è stato svuotato negli anni per ripianare gli equilibri di bilancio a danno del Mezzogiorno: il testo è un insieme di elargizioni senza alcuna programmazione finalizzate a coltivare il bacino elettorale. Ad avviso di FI il provvedimento contiene norme positive per le quali mancano tuttavia finanziamenti cospicui e moderni. Secondo i Gruppi di maggioranza le misure contenute nel provvedimento costituiscono un grande passo avanti verso un vero rilancio del Mezzogiorno grazie alla previsione di interventi strutturali e innovativi. Art. 1-MDP ha tuttavia manifestato una certa delusione: il decreto non affronta l'ammodernamento della pubblica amministrazione e l'investimento nel miglior funzionamento dei servizi pubblici.

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2879 di conversione del decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99, recante disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A, approvato dalla Camera dei deputati.

Nell'illustrare il provvedimento, il relatore, sen. Marino Mauro Maria (PD), ha osservato che il decreto-legge in titolo rappresenta un ulteriore passo verso la completa stabilizzazione del sistema bancario italiano. L'articolo 1 delimita l'ambito di applicazione della disposizione. L'articolo 2 definisce la procedura attraverso cui il Ministro dell'economia e delle finanze, con propri decreti adottati su proposta della Banca d'Italia, provvede a sottoporre le banche a liquidazione coatta amministrativa. L'articolo 3 disciplina la cessione dell'azienda delle banche venete poste in liquidazione e le spese connesse alla procedura selettiva. L'articolo 4 definisce gli interventi finanziari posti a carico dello Stato finalizzati ad assicurare la protezione del risparmio e il rafforzamento patrimoniale del sistema bancario: l'iniezione di liquidità è pari a circa 4,8 miliardi di euro e la concessione di garanzie statali arriva ad un ammontare massimo di circa 12 miliardi di euro. L'articolo 5 regola la cessione alla società S.G.A. S.p.A., da parte dei commissari liquidatori, dei crediti deteriorati e di altri attivi non ceduti o retrocessi. L'articolo 6 disciplina le misure di ristoro a favore degli investitori. L'articolo 7 introduce specifiche norme in materia di trattamento fiscale delle cessioni. L'articolo 8 prevede misure tecniche di attuazione. L'articolo 9 contiene disposizioni finanziarie.

Respinte le pregiudiziali di costituzionalità, illustrate dai sen. Loredana De Petris (SI-SEL), Erika Stefani (LN) e Endrizzi (M5S), è iniziata la discussione generale, alla quale hanno preso parte i sen. Martelli, Girotto, Airola, Laura Bottici (M5S), Alessia Petraglia, Bocchino (SI-SEL), Marin, Piccoli (FI-PdL), Monica Casaletto, Paola De Pin (GAL), Tosato (LN), Barani (ALA), Sonego (Art. 1-MDP), Santini, Puppato (PD), Conte (AP) e Molinari (Misto). Il seguito della discussione è stato rinviato a domani mattina.

Mercoledì 26 Luglio 2017 - 866ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 26/07/2017 - 10:03
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:31

Con 154 voti favorevoli e 117 contrari, l'Assemblea ha rinnovato al fiducia al Governo approvando il maxiemendamento governativo, comprensivo delle modifiche approvate in Commissione, che sostituisce il ddl n. 2860 di conversione in legge del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, recante disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno.

Il Capo I reca misure di sostegno alla nascita e crescita delle imprese nel Mezzogiorno (articolo 1-3) con forme di incentivazione per i giovani, per promuovere la costituzione di nuove imprese nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il Capo II riguarda le Zone Economiche Speciali (articoli 4 e 5), il cui scopo è la creazione di condizioni favorevoli in termini economici, finanziari e amministrativi, che consentano lo sviluppo delle imprese già operanti e l'insediamento di nuove imprese. il Capo III contiene semplificazioni (articoli 6-9)e l'accelerazione delle procedure adottate per la realizzazione degli interventi previsti nell'ambito dei Patti per lo sviluppo. Il Capo IV concerne misure in favore dell'occupazione, interventi per il contrasto della povertà educativa minorile e della dispersine scolastica; la disciplina per il calcolo del costo standard per studente universitario; disposizioni in materia di risanamento ambientale da parte dell'amministrazione straordinaria ILVA; la proroga del termine per l'effettuazione degli investimenti ammessi al beneficio fiscale cosiddetto del super ammortamento; misure urgenti per affrontare situazioni di marginalità sociale.

Nella seduta pomeridiana di ieri è iniziata la discussione generale, che si è conclusa questa mattina con gli interventi dei sen. Perrone (GAL), Marinello (AP), Barozzino (SI-SEL), Cioffi (M5S), Mandelli, Gasparri (FI-PdL), Lai, Esposito, Santini (PD), Romano (Aut) e Candiani (LN).

In sede di replica, in risposta all'assenza di concretezza stigmatizzata dalle opposizioni nel corso del dibattito, i relatori, sen. Simona Vicari (AP) e Tomaselli (PD), hanno evidenziato che il provvedimento, lungi dal costituire la panacea di tutti i mali, definisce un quadro legislativo che mancava, attraverso misure tangibili e lo stanziamento di risorse destinate a interventi specifici, a sostegno del rilancio del Mezzogiorno, che verranno individuati dalla governance unitaria tra Governo nazionale, Regioni ed enti locali. Il ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno De Vincenti hamanifestato apprezzamento per una discussione proficua che, anche grazie all'accoglimento di taluni emendamenti dell'opposizione, ha contribuito a migliorare il testo iniziale. Ha quindi richiamato le linee ispiratrici del provvedimento soffermandosi sugli interventi di sostegno alla nuova imprenditorialità, in particolare giovanile, che, lungi dal costituire un reddito di cittadinanza a tempo determinato, come definiti da FI, consentono ai giovani di prendere in mano il proprio destino. Nella stessa direzione va la norma che consente di mettere a disposizione terreni incolti o abbandonati. Il Ministro ha poi messo in risalto l'attrazione di investimenti, che potrà beneficiare dell'istituzione di ZES concentrate attorno alle aree portuali di particolare rilievo nonché le norme di semplificazione e snellimento delle procedure amministrative.

Il Ministro dei rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha quindi posto la questione di fiducia su un maxiemendamento sostitutivo del testo del decreto-legge, che accoglie gli emendamenti approvati in Commissione ad eccezione di quelli dichiarati improponibili dalla Presidenza.

Accolte le richieste della Commissione bilancio circa le due osservazioni della Ragioneria dello Stato, a conclusione della discussione sulla questione di fiducia, alla quale hanno preso parte i sen. Boccardi (FI-PdL), Loredana De Petris (SI-SEL), Puglia (M5S) e Tosato (LN), nelle dichiarazioni di voto hanno annunciato voto contrario i sen. Quagliariello (FL), Silvana Comaroli (LN), Compagnone (ALA), Mauro (GAL) De Cristofaro (SI-SEL), Barbara Lezzi (M5S) e Azzollini (FI-PdL). Hanno annunciato la fiducia i sen. Uras (Misto), Cecilia Guerra (Art. 1-MDP), Fravezzi (Aut), Gualdani (AP) e Tonini (PD). Pur condividendo gli intenti del provvedimento, FL ha evidenziato come si tratti dell'ennesima delega all'Esecutivo: in merito alle ZES mancano paletti rigidi e requisiti inderogabili rispetto all'applicazione delle agevolazioni. LN ha stigmatizzato l'assenza di misure davvero incisive sui problemi reali del Mezzogiorno quali la mancanza di infrastrutture di collegamento, la malasanità, la scuola. Secondo ALA il testo contiene norme troppo eterogenee che non incidono sui tre assi strategici fondamentali: infrastrutture, sviluppo economico e coesione sociale. GAL ha criticato il Governo per non aver stanziato un solo euro aggiuntivo per il Sud, limitandosi a rimodulare le risorse precedentemente assegnate. SI-SEL ha rilevato che il finanziamento individuale previsto nel programma denominato "Resto al Sud" appare troppo limitato per la creazione di aziende di un qualche rilievo. Secondo M5S il Fondo per lo sviluppo e la coesione è stato svuotato negli anni per ripianare gli equilibri di bilancio a danno del Mezzogiorno: il testo è un insieme di elargizioni senza alcuna programmazione finalizzate a coltivare il bacino elettorale. Ad avviso di FI il provvedimento contiene norme positive per le quali mancano tuttavia finanziamenti cospicui e moderni. Secondo i Gruppi di maggioranza le misure contenute nel provvedimento costituiscono un grande passo avanti verso un vero rilancio del Mezzogiorno grazie alla previsione di interventi strutturali e innovativi. Art. 1-MDP ha tuttavia manifestato una certa delusione: il decreto non affronta l'ammodernamento della pubblica amministrazione e l'investimento nel miglior funzionamento dei servizi pubblici.

Mercoledì 26 Luglio 2017 - 866ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 26/07/2017 - 10:03
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:31

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2860 di conversione in legge del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, recante disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno.

Il Capo I reca misure di sostegno alla nascita e crescita delle imprese nel Mezzogiorno (articolo 1-3) con forme di incentivazione per i giovani, per promuovere la costituzione di nuove imprese nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il Capo II riguarda le Zone Economiche Speciali (articoli 4 e 5), il cui scopo è la creazione di condizioni favorevoli in termini economici, finanziari e amministrativi, che consentano lo sviluppo delle imprese già operanti e l'insediamento di nuove imprese. il Capo III riguarda le semplificazioni (articoli 6-9)con l'accelerazione delle procedure adottate per la realizzazione degli interventi previsti nell'ambito dei Patti per lo sviluppo. Il Capo IV concerne ulteriori interventi per il Mezzogiorno e per la coesione territoriale: misure in favore dell'occupazione, interventi per il contrasto della povertà educativa minorile e della dispersine scolastica; disciplina per il calcolo del costo standard per studente universitario; disposizioni in materia di risanamento ambientale da parte dell'amministrazione straordinaria ILVA; proroga del termine per l'effettuazione degli investimenti ammessi al beneficio fiscale cosiddetto del super ammortamento; misure urgenti per affrontare situazioni di marginalità sociale.

Nella seduta pomeridiana di ieri i relatori, sen. Simona Vicari (AP) e Tomaselli (PD), hanno illustrato il contenuto del provvedimento ed è iniziata la discussione generale, che si è conclusa questa mattina con gli interventi dei sen. Perrone (GAL), Marinello (AP), Barozzino (SI-SEL), Cioffi (M5S), Mandelli, Gasparri (FI-PdL), Lai, Esposito, Santini (PD), Romano (Aut) e Candiani (LN).

In sede di replica, in risposta all'assenza di concretezza stigmatizzata dalle opposizioni nel corso del dibattito, i relatori hanno evidenziato che il provvedimento, lungi dal costituire la panacea di tutti i mali, definisce un quadro legislativo che mancava attraverso misure tangibili e lo stanziamento di risorse destinate a interventi specifici, a sostegno del rilancio del Mezzogiorno, che verranno individuati dalla governance unitaria tra Governo nazionale, Regioni ed enti locali. Il ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno De Vincenti hamanifestato apprezzamento per una discussione proficua che, anche grazie all'accoglimento di taluni emendamenti dell'opposizione, ha contribuito a migliorare il testo iniziale. Ha quindi richiamato le linee ispiratrici del provvedimento soffermandosi sugli interventi di sostegno alla nuova imprenditorialità, in particolare giovanile, che, lungi dal costituire un reddito di cittadinanza a tempo determinato, come definito da FI, consentono ai giovani di prendere in mano il proprio destino. Nella stessa direzione va la norma che consente di mettere a disposizione terreni incolti o abbandonati. Il Ministro ha poi messo in risalto l'attrazione di investimenti, che potrà beneficiare dell'istituzione di ZES concentrate attorno alle aree portuali di particolare rilievo nonché le norme di semplificazione e snellimento delle procedure amministrative, sia sul fronte dei patti per lo sviluppo sia su quello dei contratti istituzionali di sviluppo.

Il Ministro dei rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha quindi posto la questione di fiducia su un maxiemendamento sostitutivo del testo del decreto-legge, che accoglie gli emendamenti approvati in Commissione ad eccezione di quelli dichiarati improponibili dalla Presidenza.

Mercoledì 26 Luglio 2017 - 866ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 26/07/2017 - 10:03
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:31

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2860 di conversione in legge del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, recante disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno.

Il Capo I reca misure di sostegno alla nascita e crescita delle imprese nel Mezzogiorno (articolo 1-3) con forme di incentivazione per i giovani, per promuovere la costituzione di nuove imprese nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il Capo II riguarda le Zone Economiche Speciali (articoli 4 e 5), il cui scopo è la creazione di condizioni favorevoli in termini economici, finanziari e amministrativi, che consentano lo sviluppo delle imprese già operanti e l'insediamento di nuove imprese. il Capo III riguarda le semplificazioni (articoli 6-9)con l'accelerazione delle procedure adottate per la realizzazione degli interventi previsti nell'ambito dei Patti per lo sviluppo. Il Capo IV concerne ulteriori interventi per il Mezzogiorno e per la coesione territoriale: misure in favore dell'occupazione, interventi per il contrasto della povertà educativa minorile e della dispersine scolastica; disciplina per il calcolo del costo standard per studente universitario; disposizioni in materia di risanamento ambientale da parte dell'amministrazione straordinaria ILVA; proroga del termine per l'effettuazione degli investimenti ammessi al beneficio fiscale cosiddetto del super ammortamento; misure urgenti per affrontare situazioni di marginalità sociale.

Nella seduta pomeridiana di ieri i relatori, sen. Vicari (AP) e Tomaselli (PD), hanno illustrato il contenuto del provvedimento ed è iniziata la discussione generale,

Martedì 25 Luglio 2017 - 865ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 25/07/2017 - 17:39
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:30

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2860 di conversione in legge del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, recante disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno.

I relatori sen. Vicari (AP) e Tomaselli (PD) hanno illustrato il contenuto del provvedimento che all'articolo 1 contempla forme di incentivazione per i giovani del Mezzogiorno, per promuovere la costituzione di nuove imprese nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. La misura, denominata "Resto al Sud", è rivolta ai giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che consiste per il 35 per cento in erogazioni a fondo perduto e per il 65 per cento è un prestito a tasso zero da rimborsare, complessivamente, in otto anni di cui i primi due di preammortamento. L'articolo 2 mira a favorire il ricambio generazionale e lo sviluppo dell'imprenditoria giovanile in agricoltura nelle regioni del Mezzogiorno, mediante una specifica destinazione di 50 milioni di euro del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione. L'articolo 3, al fine di promuovere la costituzione di nuove imprese, detta disposizioni per consentire ai comuni delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia di dare in concessione o in affitto ai soggetti in età compresa tra i 18 e i 40 anni terreni e aree in stato di abbandono. L'articolo 4 disciplina le procedure e le condizioni per istituire in alcune aree del Paese, comprendenti almeno un'area portuale, zone economiche speciali. Lo scopo delle ZES è infatti quello di creare condizioni favorevoli in termini economici, finanziari e amministrativi, che consentano lo sviluppo delle imprese già operanti e l'insediamento di nuove imprese. Tali imprese beneficiano di speciali condizioni, in relazione alla natura incrementale degli investimenti e delle attività di sviluppo di impresa. L'articolo 5 prevede i benefici fiscali e le altre agevolazioni che sono riconosciute alle imprese già esistenti e alle nuove che si insediano e che avviano un programma di attività economiche imprenditoriali o di investimenti nella ZES. L'articolo 6 è finalizzato a semplificare ed accelerare le procedure adottate per la realizzazione degli interventi previsti nell'ambito dei Patti per lo sviluppo. L'articolo 7 è volto a promuovere, favorendo l'utilizzo dei Contratti istituzionali di sviluppo, la realizzazione di interventi di particolare complessità finanziati a valere sulle risorse nazionali ed europee. L'articolo 8 dispone una deroga per l'ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria di cui al decreto-legge n. 347 del 2003. L'articolo 9 interviene sulla disciplina concernente la classificazione dei rifiuti. L'articolo 10 reca uno stanziamento al fine dello svolgimento di programmi per la riqualificazione e la ricollocazione di lavoratori coinvolti in situazioni di crisi aziendale o settoriale nelle regioni del Mezzogiorno. L'articolo 11 reca interventi per il contrasto della povertà educativa minorile e della dispersine scolastica nel Mezzogiorno. L'articolo 12 ridefinisce a livello legislativo, a decorrere dal 2018, la disciplina per il calcolo del costo standard per studente universitario. L'articolo 13 contiene disposizioni in materia di risanamento ambientale da parte dell'amministrazione straordinaria ILVA. L'articolo 14 proroga dal 30 giugno 2018 al 31 luglio 2018 il termine per l'effettuazione degli investimenti ammessi al beneficio fiscale cosiddetto del super ammortamento. L'articolo 15 conferisce agli enti locali delle regioni del Sud, in via sperimentale e per la durata di tre anni, la facoltà di ottenere supporto tecnico e amministrativo da parte delle prefetture. L'articolo 16 reca misure urgenti per affrontare situazioni di marginalità sociale.

Respinta la questione pregiudiziale del sen. Cassinelli (FI-PdL), a favore della quale si è pronunciato il sen. Giovanardi (FL), è iniziata la discussione generale.

Martedì 25 Luglio 2017 - 864ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 25/07/2017 - 12:31
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 11:00

L'Assemblea ha avviato la discussione di mozioni in materia agricola.

I sen. Candiani (LN), Elena Ferrara (PD) e Daniela Donno (M5S), hanno illustrato rispettivamente le mozioni 746 (testo 2), 764 e 821 che, in considerazione della crisi del settore risicolo italiano, legata a debolezze produttive e dall'importazione da Paesi meno avanzati, impegnano il Governo ad assumere diverse iniziative di tutela tra cui l'attivazione della clausola di salvaguardia per il ripristino dei dazi doganali, l'adozione della disciplina sull'etichettatura e l'adozione di regole reciproche tra gli Stati dell'Unione europea. a tutela del settore risicolo italiano. Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Pizzetti ha espresso parere favorevole con riformulazioni.

Lo stesso rappresentante del Governo ha espresso parere favorevole con riformulazioni sulle mozioni 583, 747, 762, 766 (testo 2) e 768, illustrate dai sen. Camilla Fabbri (PD), D'Ambrosio Lettieri (GAL), Maria Grazia Gatti (Art.1-MDP), Daniela Donno (M5S) e Lumia (PD), che impegnano il Governo a evidenziare e monitorare criticità nell'applicazione della legge sul caporalato approvata nel 2016.

Alla discussione generale hanno partecipato i sen. Dalla Tor (AP), Daniela Donno (M5S), Fasiolo (PD). Le dichiarazioni e il voto finale sono stati rinviati ad altra seduta.

Martedì 25 Luglio 2017 - 864ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 25/07/2017 - 12:31
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 11:00

L'Assemblea ha avviato la discussione di mozioni in materia agricola.

I sen. Candiani (LN), Elena Ferrara (PD) e Daniela Donno (M5S), hanno illustrato rispettivamente le mozioni 746 (testo 2), 764 e 821 che, in considerazione della crisi del settore risicolo italiano, legata a debolezze produttive e dall'importazione da Paesi meno avanzati, impegnano il Governo ad assumere diverse iniziative di tutela tra cui l'attivazione della clausola di salvaguardia per il ripristino dei dazi doganali, l'adozione della disciplina sull'etichettatura e l'adozione di regole reciproche tra gli Stati dell'Unione europea. a tutela del settore risicolo italiano. Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Pizzetti ha espresso parere favorevole con riformulazioni.

Lo stesso rappresentante del Governo ha espresso parere favorevole con riformulazioni sulle mozioni 583, 747, 762, 766 (testo 2) e 768, illustrate dai sen. Camilla Fabbri (PD), D'Ambrosio Lettieri (GAL), Maria Grazia Gatti (Art.1-MDP), Daniela Donno (M5S) e Lumia (PD), che impegnano il Governo a evidenziare e monitorare criticità nell'applicazione della legge sul caporalato approvata nel 2016.

Alla discussione generale hanno partecipato i sen. Dalla Tor (AP), Daniela Donno (M5S), Fasiolo (PD). Le dichiarazioni e il voto finale sono stati rinviati ad altra seduta.

Martedì 25 Luglio 2017 - 864ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 25/07/2017 - 12:31
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 11:00

L'Assemblea ha avviato la discussione di mozioni in materia agricola.

I sen. Candiani (LN), Elena Ferrara (PD) e Daniela Donno (M5S), hanno illustrato rispettivamente le mozioni 746 (testo 2), 764 e 821 che impegnano il Governo ad assumere iniziative a tutela del settore risicolo italiano.

I sen. Camilla Fabbri (PD), D'Ambrosio Lettieri (GAL), Maria Grazia Gatti (Art.1-MDP) e Daniela Donno (M5S) hanno illustrato rispettivamente le mozioni 583, 747, 762 e 766 (testo 2) che impegnano il Governo a modificare e monitorare l'attuazione della legge sul caporalato.

Giovedì 20 Luglio 2017 - 863ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 20/07/2017 - 11:30
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:02

L'Assemblea ha approvato con modifiche il ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale. Il testo passa alla Camera dei deputati.

Nella seduta pomeridiana di ieri è terminata la votazione degli emendamenti.

Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato voto contrario i sen. Maurizio Romani (Misto-IdV), Arrigoni (LN), Alessia Petraglia (SI), Paola Taverna (M5S). Con diversi accenti e motivazioni, hanno annunciato voto favorevole i sen. Di Giacomo (FL), Laniece (Aut), Aiello (AP), D'Ambrosio Lettieri (GAL), Malan (FI-PDL) e Emilia Grazia De Biasi (PD). Ritenendo che l'impostazione coercitiva del decreto sia stata corretta grazie al lavoro costruttivo del Senato, nonostante permangono criticità e zone d'ombra, i sen. Barani (ALA) e la sen. Guerra (Art.1-MDP) hanno annunciato voto favorevole, lasciando però libertà di scelta. In dissenso dai rispettivi Gruppi hanno annunciato voto contrario i sen. Paola De Pin (GAL), Scilipoti Isgrò, Piccoli, Amidei (FI-PdL), D'Anna, Langella (ALA), Nerina Dirindin (Art.1-MDP). Il sen. Zuffada (FI-PdL) ha annunciato l'astensione, il sen. Floris (FI-PdL) la non partecipazione al voto.

Il Gruppo LN ritiene che un decreto pasticciato, illiberale e poco trasparente abbia spaccato il Paese e la comunità scientifica, abbia aumentato la diffidenza dei genitori nei confronti delle vaccinazioni e la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni. Il decreto viola l'articolo 32 della Costituzione secondo cui nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario, salvo necessità: in questo caso nessuna emergenza epidemiologica giustifica l'arroganza del Governo che, con la complicità di una parte della comunità scientifica, ha inventato lo stato di necessità con notizie false e ha negato le reazioni avverse, peraltro riconosciute in sede giudiziaria. Il decreto non è stato varato per tutelare l'interesse nazionale: la copertura vaccinale in Italia è analoga a quella degli altri Paesi europei, dove non sussiste l'obbligo di dieci vaccini; la decisione di fare una sperimentazione di massa, nell'interesse di alcune multinazionali del farmaco, è stata presa a Washington.

Il Gruppo Art.1-MDP ritiene che le vaccinazioni siano indispensabili per la prevenzione di malattie infettive e la riduzione della mortalità e che la tutela della collettività possa legittimare l'adozione di misure coercitive, ma l'obbligo non sia il solo strumento, neanche in presenza di alto rischio di contagio. Per questo motivo è condivisibile l'impostazione del Piano nazionale di prevenzione vaccinale, che mira a recuperare la copertura vaccinale attraverso l'adesione volontaria e consapevole. Il Senato ha corretto in parte l'impostazione originaria, che prevedeva un'estensione drastica dell'obbligo con misure sanzionatorie eccessive; permangono però il problema della situazione vaccinale di operatori sanitari e scolastici, la sanzione del mancato accesso alla scuola dell'infanzia, la formulazione monocomponente prevista solo "di norma e nei limiti della disponibilità del Servizio sanitario" per i soggetti immunizzati. Infine, nel metodo, la scelta di privilegiare l'accordo politico con Forza Italia ha il sapore dello scambio anziché dell'allargamento del consenso.

Il Gruppo SI-Sel ha evidenziato le gravi responsabilità della Ministra della salute che ha alimentato lo scontro, ricorrendo alla propaganda per giustificare un decreto confezionato male dalla tecnocrazia sanitaria e banalizzando una discussione parlamentare che è stata invece utile e seria. Anche il premier Gentiloni ha dichiarato che non esiste un'emergenza nazionale. Il calo della copertura vaccinale in Italia è fisiologico e lo Stato non può sostituirsi alla responsabilità genitoriale. Il Governo avrebbe dovuto promuovere campagne informative, anziché irridere i genitori e trattare i cittadini come sudditi e avrebbe dovuto contribuire a ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini, comunità scientifica, servizio sanitario e medici di base attraverso campagne informative e lotta alla corruzione legata agli intrecci tra sanità e multinazionali. L'impostazione autoritaria del decreto è un segnale di arretratezza e riflette una tendenza generale alla verticalizzazione del potere: resta da capire perché il PD si sia assunto la responsabilità del pasticcio e abbia consegnato a FI-PdL il merito delle modifiche.

Il Gruppo FI-PdL ha osservato che l'emergenza dovrebbe unire, non spaccare il Paese. Il decreto è nato male, con un'impostazione repressiva, ingiusta e controproducente: prevedeva l'obbligo di 12 vaccinazioni, multe fino a 7.500 euro e il rischio di perdita della potestà genitoriale. Di fronte alla minaccia di ricorso alla questione di fiducia, il Gruppo ha fatto una scelta difficile ma utile al Paese: anziché limitarsi a fare opposizione e denunciare i difetti del testo, ha reso possibile una discussione di merito al fine di evitare un duplice rischio: che il decreto producesse effetti opposti a quelli desiderati e che l'eventuale bocciatura facesse passare il messaggio secondo cui è bene non vaccinarsi. Il Senato ha dimostrato di saper fare il suo lavoro: raccogliendo le preoccupazioni dei cittadini ha sviluppato un confronto che ha consentito di approvare importanti modifiche: l'obbligo per le istituzioni di convocare le famiglie inadempienti e fornire informazioni, la riduzione delle sanzioni tra 100 e 500 euro, l'estensione degli adempimenti vaccinali ai minori stranieri non accompagnati, la dichiarazione della situazione vaccinale per il personale scolastico e sanitario. Permangono questioni irrisolte: l'entrata in vigore immediata del calendario vaccinale e la mancanza di risorse delle Asl sulle quali viene scaricato un peso enorme. Il Gruppo auspica che siano affrontate, nel successivo passaggio parlamentare, i temi dell'elasticità del calendario vaccinale e di un'adeguata raccolta di dati sulle reazioni avverse.

Il Gruppo M5S ha rilevato che il decreto vaccini si iscrive in una successione di provvedimenti autoritari e fallimentari, dal Jobs act alla buona scuola, dalla legge elettorale alla modifica costituzionale. Il Senato ha smantellato un decreto folle e impresentabile che certifica il fallimento politico di un Ministro della salute che ha imposto tagli di 4 miliardi alla sanità e ha promosso il fertility day. Qualora sia in atto un'epidemia di morbillo, il Ministro della salute dovrebbe prevedere il vaccino specifico in formulazione monocomponente da somministrare anche nei comparti scolastico e sanitario. Il Governo invece è forte con i soggetti deboli (genitori e bambini), debole con i soggetti forti (le aziende farmaceutiche che producono solo vaccini plurivalenti), attento al suo bacino elettorale. In tutta Europa, dove le coperture vaccinali sono maggiori, le vaccinazioni sono raccomandate, non obbligatorie, e le istituzioni accompagnano i cittadini verso scelte consapevoli.

Il Gruppo PD ha rilevato che coltivare il dubbio in nome della razionalità è cosa diversa da coltivare il sospetto: secondo i dati scientifici di AIFA i vaccini previsti sono sicuri, sperimentati e vanno somministrarti nella prima fase della vita. Non vi è alcuna sperimentazione di massa: l'OMS ha lanciato un allarme e la UE ha fatto un richiamo all'Italia per aumentare la copertura vaccinale. In un mondo globale sregolato, dove crescono paura ed egoismi, è più difficile contemperare libertà e sicurezza, ma la tutela della salute pubblica deve rimanere preminente rispetto alla libertà di scelta individuale. Il Parlamento ha svolto il suo ruolo migliorando il testo: sono state coinvolte le Regioni, è stata potenziata la farmacovigilanza e istituita l'anagrafe nazionale vaccini, sono state ridotte le sanzioni e soppressa la possibilità di perdita della potestà genitoriale. Anche i Gruppi AP e Aut, che ha richiamato la clausola di salvaguardia per le Regioni a Statuto speciale, ritengono che il provvedimento abbia un fondamento scientifico e politico e sia volto alla tutela della la salute collettiva.

L'Assemblea ha approvato il parere favorevole della 1a Commissione permanente in ordine alla sussistenza dei presupposti costituzionali di necessità e urgenza relativamente al decreto-legge sulla liquidazione di Banca popolare di Vicenza e di Veneto banca.

Contro il parere si sono pronunciati i sen. Erika Stefani (LN), Endrizzi (M5S), Loredana De Petris (SI), Cinzia Bonfrisco (FL), Paola De Pin (GAL).

Pagine