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Senato della Repubblica - Comunicati di fine seduta
Aggiornato: 2 ore 24 min fa

Giovedì 20 Luglio 2017 - 863ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 20/07/2017 - 11:30
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:05

L'Assemblea ha approvato con modifiche il ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale. Il testo passa alla Camera dei deputati.

Nella seduta pomeridiana di ieri è terminata la votazione degli emendamenti.

Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato voto contrario i sen. Maurizio Romani (Misto-IdV), Arrigoni (LN), Alessia Petraglia (SI), Paola Taverna (M5S). Con diversi accenti e motivazioni, hanno annunciato voto favorevole i sen. Di Giacomo (FL), Laniece (Aut), Aiello (AP), Malan (FI-PDL) e Emilia Grazia De Biasi (PD). Ritenendo che l'impostazione coercitiva del decreto sia stata corretta grazie al lavoro costruttivo del Senato, nonostante permangono criticità e zone d'ombra, i sen. Barani (ALA) e la sen. Guerra (Art.1-MDP) hanno annunciato voto favorevole, lasciando però libertà di scelta. In dissenso dai rispettivi Gruppi hanno annunciato voto contrario i sen. Paola De Pin (GAL), Scilipoti Isgrò, Piccoli, Amidei (FI-PdL), D'Anna, Langella (ALA), Nerina Dirindin (Art.1-MDP). Il sen. Zuffada (FI-PdL) ha annunciato l'astensione, il sen. Floris (FI-PdL) la non partecipazione al voto.

Il Gruppo LN ritiene che un decreto pasticciato, illiberale e poco trasparente abbia spaccato il Paese e la comunità scientifica, abbia aumentato la diffidenza dei genitori nei confronti delle vaccinazioni e la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni. Il decreto viola l'articolo 32 della Costituzione secondo cui nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario, salvo necessità: in questo caso nessuna emergenza epidemiologica giustifica l'arroganza del Governo che, con la complicità di una parte della comunità scientifica, ha inventato lo stato di necessità con notizie false e ha negato le reazioni avverse, peraltro riconosciute in sede giudiziaria. Il decreto non è stato varato per tutelare l'interesse nazionale: la copertura vaccinale in Italia è analoga a quella degli altri Paesi europei, dove non sussiste l'obbligo di dieci vaccini; la decisione di fare una sperimentazione di massa, nell'interesse di alcune multinazionali del farmaco, è stata presa a Washington.

Il Gruppo Art.1-MDP ritiene che le vaccinazioni siano indispensabili per la prevenzione di malattie infettive e la riduzione della mortalità e che la tutela della collettività possa legittimare l'adozione di misure coercitive, ma l'obbligo non sia il solo strumento, neanche in presenza di alto rischio di contagio. Per questo motivo è condivisibile l'impostazione del Piano nazionale di prevenzione vaccinale, che mira a recuperare la copertura vaccinale attraverso l'adesione volontaria e consapevole. Il Senato ha corretto in parte l'impostazione originaria, che prevedeva un'estensione drastica dell'obbligo con misure sanzionatorie eccessive; permangono però il problema della situazione vaccinale di operatori sanitari e scolastici, la sanzione del mancato accesso alla scuola dell'infanzia, la formulazione monocomponente prevista solo "di norma e nei limiti della disponibilità del Servizio sanitario" per i soggetti immunizzati. Infine, nel metodo, la scelta di privilegiare l'accordo politico con Forza Italia ha il sapore dello scambio anziché dell'allargamento del consenso.

Il Gruppo SI-Sel ha evidenziato le gravi responsabilità della Ministra della salute che ha alimentato lo scontro, ricorrendo alla propaganda per giustificare un decreto confezionato male dalla tecnocrazia sanitaria e banalizzando una discussione parlamentare che è stata invece utile e seria. Anche il premier Gentiloni ha dichiarato che non esiste un'emergenza nazionale. Il calo della copertura vaccinale in Italia è fisiologico e lo Stato non può sostituirsi alla responsabilità genitoriale. Il Governo avrebbe dovuto promuovere campagne informative, anziché irridere i genitori e trattare i cittadini come sudditi e avrebbe dovuto contribuire a ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini, comunità scientifica, servizio sanitario e medici di base attraverso campagne informative e lotta alla corruzione legata agli intrecci tra sanità e multinazionali. L'impostazione autoritaria del decreto è un segnale di arretratezza e riflette una tendenza generale alla verticalizzazione del potere: resta da capire perché il PD si sia assunto la responsabilità del pasticcio e abbia consegnato a FI-PdL il merito delle modifiche.

Il Gruppo FI-PdL ha osservato che l'emergenza dovrebbe unire, non spaccare il Paese. Il decreto è nato male, con un'impostazione repressiva, ingiusta e controproducente: prevedeva l'obbligo di 12 vaccinazioni, multe fino a 7.500 euro e il rischio di perdita della potestà genitoriale. Di fronte alla minaccia di ricorso alla questione di fiducia, il Gruppo ha fatto una scelta difficile ma utile al Paese: anziché limitarsi a fare opposizione e denunciare i difetti del testo, ha reso possibile una discussione di merito al fine di evitare un duplice rischio: che il decreto producesse effetti opposti a quelli desiderati e che l'eventuale bocciatura facesse passare il messaggio secondo cui è bene non vaccinarsi. Il Senato ha dimostrato di saper fare il suo lavoro: raccogliendo le preoccupazioni dei cittadini ha sviluppato un confronto che ha consentito di approvare importanti modifiche: l'obbligo per le istituzioni di convocare le famiglie inadempienti e fornire informazioni, la riduzione delle sanzioni tra 100 e 500 euro, l'estensione degli adempimenti vaccinali ai minori stranieri non accompagnati, la dichiarazione della situazione vaccinale per il personale scolastico e sanitario. Permangono questioni irrisolte: l'entrata in vigore immediata del calendario vaccinale e la mancanza di risorse delle Asl sulle quali viene scaricato un peso enorme. Il Gruppo auspica che siano affrontate, nel successivo passaggio parlamentare, i temi dell'elasticità del calendario vaccinale e di un'adeguata raccolta di dati sulle reazioni avverse.

Il Gruppo M5S ha rilevato che il decreto vaccini si iscrive in una successione di provvedimenti autoritari e fallimentari, dal Jobs act alla buona scuola, dalla legge elettorale alla modifica costituzionale. Il Senato ha smantellato un decreto folle e impresentabile che certifica il fallimento politico di un Ministro della salute che ha imposto tagli di 4 miliardi alla sanità e ha promosso il fertility day. Qualora sia in atto un'epidemia di morbillo, il Ministro della salute dovrebbe prevedere il vaccino specifico in formulazione monocomponente da somministrare anche nei comparti scolastico e sanitario. Il Governo invece è forte con i soggetti deboli (genitori e bambini), debole con i soggetti forti (le aziende farmaceutiche che producono solo vaccini plurivalenti), attento al suo bacino elettorale. In tutta Europa, dove le coperture vaccinali sono maggiori, le vaccinazioni sono raccomandate, non obbligatorie, e le istituzioni accompagnano i cittadini verso scelte consapevoli.

Il Gruppo PD ha rilevato che coltivare il dubbio in nome della razionalità è cosa diversa da coltivare il sospetto: secondo i dati scientifici di AIFA i vaccini previsti sono sicuri, sperimentati e vanno somministrarti nella prima fase della vita. Non vi è alcuna sperimentazione di massa: l'OMS ha lanciato un allarme e la UE ha fatto un richiamo all'Italia per aumentare la copertura vaccinale. In un mondo globale sregolato, dove crescono paura ed egoismi, è più difficile contemperare libertà e sicurezza, ma la tutela della salute pubblica deve rimanere preminente rispetto alla libertà di scelta individuale. Il Parlamento ha svolto il suo ruolo migliorando il testo: sono state coinvolte le Regioni, è stata potenziata la farmacovigilanza e istituita l'anagrafe nazionale vaccini, sono state ridotte le sanzioni e soppressa la possibilità di perdita della potestà genitoriale.

Mercoledì 19 Luglio 2017 - 862ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 19/07/2017 - 11:10
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:34

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

Nella seduta pomeridiana di ieri sono stati approvati gli emendamenti della Commissione riferiti all'articolo 2. Questa mattina il Presidente della Commissione bilancio, sen. Tonini (PD), ha rinnovato, in assenza della relazione tecnica del Governo, il parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sull'emendamento 1.1500/9 (testo 2) della sen. Taverna (M5S) e altri, che prevede vaccinazioni disponibili in formulazione monocomponente. Dopo che il Ministro Lorenzin ha espresso sull'emendamento parere contrario dal punto di vista tecnico sanitario, il Presidente Grasso ha proposto di anticipare la votazione dell'emendamento 5.0.3000/1 (testo 2) del sen. Arrigoni (LN) e altri, in base al quale le procedure accentrate di acquisto devono riguardare anche i vaccini in formulazione monocomponente, per evitare l'inoculazione dello stesso vaccino in forma combinata. I sen. Arrigoni (LN), Taverna (M5S), D'Anna (ALA). Scilipoti Isgrò (FI-PdL) e Maurizio Romani (Misto-IdV) hanno criticato il Ministro Lorenzin: alcuni medici sostengono che ripetere la vaccinazione è dannoso, altri ritengono che sia inutile; in ogni caso le decisioni relative alla sanità non possono dipendere dagli interessi delle aziende farmaceutiche; inoltre, la disponibilità di vaccinazioni in formulazione monocomponente è necessaria ai fini dell'attuazione del decreto stesso che al comma 2 dell'articolo 1 prevede che l'avvenuta immunizzazione esonera dall'obbligo di relativa vaccinazione. La sen. Fucksia (FL) ha proposto di affrontare la questione con un ordine del giorno, per dare tempo alle aziende farmaceutiche di produrre vaccini monocomponenti.

Dopo una sospensione, chiesta dal Ministro Lorenzin, la relatrice, sen. Manassero (PD), ha depositato un nuovo emendamento 1.1600 che, in relazione all'esonero, prevede che il soggetto immunizzato adempie all'obbligo vaccinale, di norma, con vaccini in formulazione monocomponente o combinata in cui sia assente l'antigene per la malattia infettiva per la quale sussiste immunizzazione. Conseguentemente la procedura accentrata di acquisto per vaccinazioni obbligatorie riguarda anche i vaccini monocomponente. La Commissione bilancio ha richiesto di inserire l'inciso "nei limiti delle disponibilità del Servizio sanitario nazionale". Il sen. Arrigoni (LN) ha evidenziato che l'emendamento della relatrice smentisce le affermazioni del Ministro e riproduce il contenuto di due emendamenti della Lega, che miravano a sanare lacune del testo. Secondo la sen. Taverna (M5S) l'emendamento della relatrice non risolve il problema alla radice e determina ulteriori complicazioni nella somministrazione. La sen. Dirindin (Art.1-MDP) ha rilevato che la Commissione sanità avrebbe dovuto approvare l'emendamento sulla possibilità di somministrazione in formulazione monocomponente. Ha ricordato inoltre che la somministrazione in forma polivante a persone che non ne hanno bisogno è in contrasto che il principio di appropriatezza più volte richiamato dal Ministro della salute. Ha affermato infine che il vero nodo è la mancata produzione della formulazione monocomponente da parte delle aziende farmaceutiche. La sen. Petraglia (SI) ha rilevato che la condizione finanziaria svuota il contenuto della previsione: la politica del Ministro mira a privatizzare la sanità. Il sen. Maurizio Romani (Misto) ha osservato che la correzione apportata in corso d'opera, con il richiamo ai limiti della disponibilità finanziaria, è pasticciata e pone un problema di eguaglianza. Il sen. Malan (FI-PdL) ha proposto di sopprimere le parole "di norma". Il sen. D'Anna (ALA) ha proposto di prevedere l'obbligo per le aziende che vincono la gara pubblica di produrre vaccini anche in forma monocomponente. I sen. Mancuso (AP), Romano, Laniece, Elena Cattaneo (Aut), D'Ambrosio Lettieri (GAL) hanno affermato che la richiesta della formulazione monocomponente ha una motivazione politico elettorale ma è priva di fondamento scientifico: il sovraccarico vaccinale non esiste e l'industria farmaceutica non si arricchisce con i vaccini. Il sen. Gaetti (M5S) ha riproposto il tema della produzione dei vaccini da parte di uno stabilimento pubblica. L'emendamento 1.1600 è stato approvato insieme a un subemendamento del sen. Arrigoni (LN), in base al quale l'AIFA pubblica annualmente i dati relativi alla disponibilità di vaccini in formulazione monocomponente e combinata. E' stato poi approvato, insieme ai subemendamenti 1.1500/41 e 1.1500/42 del sen. D'Ambrosio Lettieri (GAL), l'emendamento 1.1500 della Commissione che, in relazione alle vaccinazioni per i minori di età compresa tra zero e sedici anni, inserisce il richiamo agli obiettivi prioritari del Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017/2019 e distingue tra vaccinazioni obbligatorie (anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b), vaccinazioni la cui obbligatorietà è sottoposta a verifica triennale (anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella) e vaccinazioni raccomandate (anti-meningococcica B e C, anti-pneumococcica, anti-rotavirus). All'articolo 3, riguardante gli adempimenti vaccinali per l'iscrizione ai servizi educativi, sono stati approvati gli emendamenti della Commissione 3.9, 3.19 (testo 3), 3.46 (testo corretto), e gli emendamenti 3.7 (testo 2) del sen. Malan, che estende la norma ai minori stranieri non accompagnati, e 3.48 (testo 2) della sen. Rizzotti (FI-PdL) che prevede l'autocertificazione per la situazione vaccinale degli operatori scolastici, sanitari e sociosanitari. Approvato anche l'emendamento della Commissione 3.0.1000 (testo 2) che prevede misure di semplificazione a decorrere dall'anno scolastico 2019/2020. E' stato invece respinto l'emendamento 3.35 della sen. Dirindin (Art.1-MDP), sostenuto anche dai Gruppi SI, M5S, LN, ALA e GAL, volto a sopprimere il comma 3, che prevede la presentazione della documentazione vaccinale quale requisito di accesso ai servizi educativi e alle scuole dell'infanzia. All'articolo 4, recante ulteriori adempimenti delle istituzioni scolastiche, è stato approvato l'emendamento 4.7 della Commissione. Sono stati quindi approvati gli emendamenti della Commissione 4.0.3 (testo 2), con un subemendamento della sen. Dirindin (Art.1-MDP), che istituisce l'anagrafe nazionale vaccini al fine di monitorare l'attuazione dei programmi vaccinali, e 4.0.5 (testo 2), che integra l'unità di crisi per il raggiungimento degli obiettivi di prevenzione e gestione delle emergenze sanitarie. All'articolo 5, recante disposizioni transitorie, sono stati approvati gli emendamenti della Commissione 5.9 (testo corretto) e 5.10 e, unitamente ai subemendamenti 5.20/1 e 5.20/3 (testo 2) della sen. Dirindin (Art.1-MDP), 5.20/2 del sen. D'Ambrosio Lettieri (GAL) e 5.20/4 della sen. Petraglia (SI), l'emendamento 5.20 della relatrice, che prevede in via sperimentale la prenotazione delle vaccinazioni presso le farmacie convenzionate. Dopo le critiche dei sen. Maria Mussini, Uras (Misto), Michela Montevecchi (M5S) e Maria Rizzotti (FI-PdL) al distoglimento di fondi dell'offerta formativa per gli adempimenti di certificazione vaccinale, la relatrice ha ritirato l'emendamento 5.14 (testo 2). Sono stati approvati gli emendamenti della Commissione 5.0.2 (testo 3) sulle controversie in materia di riconoscimento del danno da vaccino e somministrazione dei farmaci; 5.0.1000 (testo corretto), con un subemendamento del sen. Arrigoni (LN), che stanzia risorse sul comando di 20 unità di personale per definire le procedure di ristoro dei soggetti danneggiati da trasfusioni con sangue infetto, da somministrazione di emoderivati infetti o da vaccinazioni obbligatorie; 5.0.2000, relativo agli indennizzi per i soggetti danneggiati da complicanze irreversibili da vaccinazioni. All'articolo 6, relativo ad abrogazioni, è stato approvato l'emendamento 6.2 della Commissione. E' stato approvato, infine, l'emendamento 7.0.1 della Commissione che reca una clausola di salvaguardia per le regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e Bolzano.

Le dichiarazioni e il voto finale sono stati rinviati alla seduta di domani.

Mercoledì 19 Luglio 2017 - 862ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 19/07/2017 - 11:10
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:34

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

Nella seduta pomeridiana di ieri sono stati approvati gli emendamenti della Commissione riferiti all'articolo 2. Questa mattina il Presidente della Commissione bilancio, sen. Tonini (PD), ha comunicato che, in assenza della relazione tecnica del Governo, la Commissione bilancio rinnova il parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sull'emendamento 1.1500/9 (testo 2) della sen. Taverna (M5S) e altri, che prevede vaccinazioni disponibili in formulazione monocomponente. Dopo che il Ministro Lorenzin ha espresso sull'emendamento parere contrario dal punto di vista tecnico sanitario, il Presidente Grasso ha proposto di anticipare la votazione dell'emendamento 5.0.3000/1 (testo 2) del sen. Arrigoni (LN) e altri, in base al quale le procedure accentrate di acquisto devono riguardare anche i vaccini in formulazione monocomponente, per evitare l'inoculazione dello stesso vaccino in forma combinata. I sen. Arrigoni (LN), Taverna (M5S), D'Anna (ALA). Scilipoti Isgrò (FI-PdL) e Maurizio Romani (Misto-IdV) hanno criticato il Ministro Lorenzin: alcuni medici sostengono che ripetere la vaccinazione è dannoso, altri ritengono che sia inutile; in ogni caso le decisioni relative alla sanità non possono dipendere dagli interessi delle aziende farmaceutiche; inoltre, la disponibilità di vaccinazioni in formulazione monocomponente è necessaria ai fini dell'attuazione del decreto stesso che al comma 2 dell'articolo 1 prevede che l'avvenuta immunizzazione esonera dall'obbligo di relativa vaccinazione. La sen. Fucksia (FL) ha proposto di affrontare la questione con un ordine del giorno, per dare tempo alle aziende farmaceutiche di produrre vaccini monocomponenti.

Dopo una sospensione, chiesta dal Ministro Lorenzin, la relatrice, sen. Manassero (PD), ha depositato un nuovo emendamento 1.1600 che, in relazione all'esonero, prevede che il soggetto immunizzato adempie all'obbligo vaccinale, di norma, con vaccini in formulazione monocomponente o combinata in cui sia assente l'antigene per la malattia infettiva per la quale sussiste immunizzazione. Conseguentemente la procedura accentrata di acquisto per vaccinazioni obbligatorie riguarda anche i vaccini monocomponente. La Commissione bilancio ha richiesto di inserire l'inciso "nei limiti delle disponibilità del Servizio sanitario nazionale". Il sen. Arrigoni (LN) ha evidenziato che l'emendamento della relatrice riproduce il contenuto di due emendamenti della Lega, che miravano a sanare lacune del testo, e smentisce clamorosamente le affermazioni del Ministro. Secondo la sen. Taverna (M5S) l'emendamento della relatrice non risolve il problema alla radice e determina ulteriori complicazioni nella somministrazione. La sen. Dirindin (Art.1-MDP) ha rilevato che la questione avrebbe potuto essere risolta in Commissione sanità, prevedendo la possibilità di somministrazione in formulazione monocomponente. Ha ricordato inoltre che la somministrazione in forma polivante a persone che non ne hanno bisogno è in contrasto che il principio di appropriatezza più volte richiamato dal Ministro della salute. Ha affermato infine che il vero nodo è la mancata produzione della formulazione monocomponente da parte delle aziende farmaceutiche. La sen. Petraglia (SI) ha rilevato che la condizione finanziaria svuota il contenuto della previsione: la politica del Ministro mira a privatizzare la sanità. Il sen. Maurizio Romani (Misto) ha osservato che la correzione apportata in corso d'opera, con il richiamo ai limiti della disponibilità finanziaria, è pasticciata e pone un problema di eguaglianza. Il sen. Malan (FI-PdL) ha proposto di sopprimere le parole "di norma". Il sen. D'Anna (ALA) ha proposto di prevedere l'obbligo per le aziende che vincono la gara pubblica di produrre vaccini anche in forma monocomponente. Secondo i sen. Mancuso (AP), Romano, Laniece, Elena Cattaneo (Aut), D'Ambrosio Lettieri (GAL) hanno affermato che la richiesta della formulazione monocomponente ha una motivazione politico elettorale ma è priva di fondamento scientifico: i vaccini multipli non creano problemi, il sovraccarico vaccinale non esiste, l'industria farmaceutica non si arricchisce con i vaccini. Il sen. Gaetti (M5S) ha riproposto il tema della produzione dei vaccini da parte di un'istituzione pubblica. L'emendamento 1.1600 è stato approvato insieme a un subemendamento del sen. Arrigoni (LN), in base al quale l'AIFA pubblica annualmente i dati relativi alla disponibilità di vaccini in formulazione monocomponente e combinata. E' stato poi approvato, insieme ai subemendamenti 1.1500/41 e 1.1500/42 del sen. D'Ambrosio Lettieri (GAL), l'emendamento 1.1500 della Commissione che, in relazione alle vaccinazioni per i minori di età compresa tra zero e sedici anni, inserisce il richiamo agli obiettivi prioritari del Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017/2019 e distingue tra vaccinazioni obbligatorie (anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b), vaccinazioni la cui obbligatorietà è sottoposta a verifica triennale (anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella) e vaccinazioni raccomandate (anti-meningococcica B e C, anti-pneumococcica, anti-rotavirus). All'articolo 3, riguardante gli adempimenti vaccinali per l'iscrizione ai servizi educativi e scolastici, sono stati approvati gli emendamenti della Commissione 3.9, 3.19 (testo 3), 3.46 (testo corretto), e gli emendamenti 3.7 (testo 2) del sen. Malan, che richiama i minori stranieri non accompagnati, e 3.48 (testo 2) della sen. Rizzotti (FI-PdL) che prevede l'autocertificazione per la situazione vaccinale degli operatori scolastici, sanitari e sociosanitari. Approvato anche l'emendamento della Commissione 3.0.1000 (testo 2) che prevede misure di semplificazione a decorrere dall'anno scolastico 2019/2020. E' stato invece respinto l'emendamento 3.35 della sen. Dirindin (Art.1-MDP), sostenuto anche dai Gruppi SI, M5S, LN, ALA e GAL, volto a sopprimere il comma 3, che prevede la presentazione della documentazione vaccinale quale requisito di accesso ai servizi educativi e alle scuole dell'infanzia.

Mercoledì 19 Luglio 2017 - 862ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 19/07/2017 - 11:10
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:34

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

Nella seduta pomeridiana di ieri sono stati approvati gli emendamenti della Commissione riferiti all'articolo 2, relativo alle iniziative di comunicazione e informazione sulle vaccinazioni. Questa mattina il Presidente della Commissione bilancio, sen. Tonini (PD), ha comunicato che, in assenza della relazione tecnica del Governo, la Commissione bilancio rinnova il parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sull'emendamento 1.1500/9 (testo 2) della sen. Taverna (M5S) e altri, che prevede vaccinazioni disponibili in formulazione monocomponente. Dopo che il Ministro Lorenzin ha espresso parere contrario sull'emendamento dal punto di vista tecnico sanitario, il Presidente Grasso ha proposto di anticipare la votazione dell'emendamento 5.0.3000/1 (testo 2) del sen. Arrigoni (LN) e altri, in base al quale le procedure accentrate di acquisto devono riguardare anche i vaccini in formulazione monocomponente, per evitare l'inoculazione dello stesso vaccino in forma combinata. I sen. Arrigoni (LN), Taverna (M5S), D'Anna (ALA). Scilipoti Isgrò (FI-PdL) e Maurizio Romani (Misto-IdV) hanno criticato il Ministro Lorenzin: alcuni medici sostengono che ripetere la vaccinazione è dannoso, altri ritengono che sia inutile; in ogni caso le decisioni relative alla sanità non possono dipendere dagli interessi delle aziende farmaceutiche; inoltre, la disponibilità di vaccinazioni in formulazione monocomponente è necessaria ai fini dell'attuazione del decreto stesso che al comma 2 dell'articolo 1 prevede che l'avvenuta immunizzazione esonera dall'obbligo di relativa vaccinazione. La sen. Fucksia (FL) ha proposto di affrontare la questione con un ordine del giorno, per dare tempo alle aziende farmaceutiche di produrre vaccini monocomponenti.

Dopo una sospensione, chiesta dal Ministro Lorenzin, la relatrice, sen. Manassero (PD), ha depositato un nuovo emendamento 1.1600 che, in relazione all'esonero, prevede che il soggetto immunizzato adempie all'obbligo vaccinale, di norma, con vaccini in formulazione monocomponente o combinata in cui sia assente l'antigene per la malattia infettiva per la quale sussiste immunizzazione. Conseguentemente la procedura accentrata di acquisto per vaccinazioni obbligatorie riguarda anche i vaccini monocomponente. La Commissione bilancio ha richiesto di inserire l'inciso "nei limiti delle disponibilità del Servizio sanitario nazionale". Il sen. Arrigoni (LN) ha evidenziato che l'emendamento della relatrice riproduce il contenuto di due emendamenti della Lega, che miravano a sanare lacune del testo, e smentisce clamorosamente le affermazioni del Ministro. Secondo la sen. Taverna (M5S) l'emendamento della relatrice non risolve il problema alla radice e determina ulteriori complicazioni nella somministrazione. La sen. Dirindin (Art.1-MDP) ha rilevato che la questione avrebbe potuto essere risolta in Commissione sanità, prevedendo la possibilità di somministrazione in formulazione monocomponente. Ha ricordato inoltre che la somministrazione in forma polivante a persone che non ne hanno bisogno è in contrasto che il principio di appropriatezza più volte richiamato dal Ministro della salute. Ha affermato infine che il vero nodo è la mancata produzione della formulazione monocomponente da parte delle aziende farmaceutiche. La sen. Petraglia (SI) ha rilevato che la condizione finanziaria svuota il contenuto della previsione: la politica del Ministro mira a privatizzare la sanità. Il sen. Maurizio Romani (Misto) ha osservato che la correzione apportata in corso d'opera, con il richiamo ai limiti della disponibilità finanziaria, è pasticciata e pone un problema di eguaglianza. Il sen. Malan (FI-PdL) ha proposto di sopprimere le parole "di norma". Il sen. D'Anna (ALA) ha proposto di prevedere l'obbligo per le aziende che vincono la gara pubblica di produrre vaccini anche in forma monocomponente. Secondo i sen. Mancuso (AP), Romano, Laniece, Elena Cattaneo (Aut), D'Ambrosio Lettieri (GAL) hanno affermato che la richiesta della formulazione monocomponente ha una motivazione politico elettorale ma è priva di fondamento scientifico: i vaccini multipli non creano problemi, il sovraccarico vaccinale non esiste, l'industria farmaceutica non si arricchisce con i vaccini. Il sen. Gaetti (M5S) ha riproposto il tema della produzione dei vaccini da parte di un'istituzione pubblica. L'emendamento 1.1600 è stato approvato insieme ad un subemendamento del sen. Arrigoni (LN), in base al quale l'AIFA pubblica annualmente i dati relativi alla disponibilità di vaccini in formulazione monocomponente e combinata.

Mercoledì 19 Luglio 2017 - 862ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 19/07/2017 - 11:10
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:34

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

Nella seduta pomeridiana di ieri sono stati approvati gli emendamenti della Commissione riferiti all'articolo 2, relativo alle iniziative di comunicazione e informazione sulle vaccinazioni. Questa mattina il Presidente della Commissione bilancio, sen. Tonini (PD), ha comunicato che, in assenza della relazione tecnica del Governo, la Commissione bilancio deve rinnovare il parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sull'emendamento 1.1500/9 (testo 2) della sen. Taverna (M5S) e altri, che prevede vaccinazioni disponibili in formulazione monocomponente. Dopo che il Ministro Lorenzin ha espresso parere contrario sull'emendamento, il Presidente Grasso ha proposto di anticipare la votazione dell'emendamento 5.0.3000/1 (testo 2) del sen. Arrigoni (LN) e altri, in base al quale le procedure accentrate di acquisto devono riguardare anche i vaccini in formulazione monocomponente, per evitare l'inoculazione dello stesso vaccino in forma combinata. I sen. Arrigoni (LN), Taverna (M5S), D'Anna (ALA). Scilipoti Isgrò (FI-PdL) e Maurizio Romani (Misto-IdV) hanno criticato il Ministro Lorenzin: alcuni medici sostengono che ripetere la vaccinazione è dannoso, altri ritengono che sia inutile; in ogni caso le decisioni relative alla sanità non possono dipendere dagli interessi delle aziende farmaceutiche; inoltre, la disponibilità di vaccinazioni in formulazione monocomponente è necessaria ai fini dell'attuazione del decreto stesso che al comma 2 dell'articolo 1 prevede che l'avvenuta immunizzazione esonera dall'obbligo di relativa vaccinazione. La sen. Fucksia (FL) ha proposto di affrontare la questione con un ordine del giorno, per dare tempo alle aziende farmaceutiche di produrre vaccini monocomponenti.

Dopo una sospensione, chiesta dal Ministro Lorenzin, la relatrice sen. Manassero (PD), ha depositato un nuovo emendamento che, in relazione all'esonero dall'obbligo di vaccinazione per il soggetto immunizzato, prevede l'impiego di vaccini in cui sia assente l'antigene per la malattia immunizzata. Conseguentemente la procedura accentrata di acquisto per vaccinazioni obbligatorie riguarda anche i vaccini monocomponente.

Il Presidente di turno Calderoli ha fissato alle ore 13,30 il termine di presentazione dei subemendamenti. La seduta è stata sospesa e riprenderà alle ore 15.

Martedì 18 Luglio 2017 - 861ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 18/07/2017 - 16:51
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:35

L'Assemblea ha proseguito l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

Nella seduta antimeridiana del 13 luglio è iniziata la votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 1, relativo alle vaccinazioni obbligatorie. Oggi il Presidente della Commissione bilancio, sen. Tonini (PD), ha comunicato che non è ancora pervenuta la relazione tecnica del Governo sugli emendamenti accantonati riferiti all'articolo 1, in particolare sull'emendamento 1.1500/27 (testo 2) relativo alle vaccinazioni in formulazione monocomponente. Il Presidente Grasso ha disposto un nuovo accantonamento, ma non ha accolto la richiesta di sospendere i lavori, avanzata dai sen. Arrigoni (LN), Taverna (M5S), D'Anna (ALA), Alessia Petraglia (SI), Paola De Pin (GAL), Scilipoti Isgrò (FI-PdL) e Quagliarello (FI).

All'articolo 2, relativo alle iniziative di comunicazione e informazione sulle vaccinazioni, sono stati approvati l'emendamento 2.4-bis della relatrice e gli emendamenti della Commissione 2.3 (testo 3), , 2.5, 2.7 (testo 2) e 2.11 (testo 2). In conseguenza delle modifiche approvate, al Ministero della salute, con la collaborazione di medici e farmacisti, sono attribuite iniziative di informazione per promuovere un'adesione volontaria e consapevole alle vaccinazioni del Piano nazionale di prevenzione e per diffondere la cultura delle vaccinazioni. Nelle iniziative di formazione ed educazione è previsto anche il coinvolgimento delle associazioni di categoria delle professioni sanitarie. Infine, ai consultori familiari è affidato il compito di diffondere informazioni relative al decreto.

Dopo che il Presidente ha accantonato gli emendamenti riferiti all'articolo 3 in quanto correlati all'emendamento 1.1500, i sen. Arrigoni (LN) e Taverna (M5S) hanno osservato che anche gli emendamenti riferiti agli articoli successivi sono correlati all'articolo 1; l'esame del provvedimento è stato quindi rinviato a domani.

L'Assemblea ha respinto la richiesta, illustrata dal sen. Cappelletti (M5S), di inserire con urgenza in calendario mozioni sulla responsabilità gestionale degli amministratori delle banche fallite. A favore della richiesta si sono pronunciati i sen. Quagliarello (FL), Tosato (LN), Malan (FI-PdL), Cecilia Guerra (Art.1-MDP), Loredana De Petris (SI), i quali hanno evidenziato che il decreto sulle banche non sarà emendabile. Secondo il sen. Zanda (PD), che ha annunciato voto contrario, la delicatezza dell'argomento richiede una valutazione prudente in sede di Conferenza dei Capigruppo.

Martedì 18 Luglio 2017 - 861ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 18/07/2017 - 16:51
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:35

L'Assemblea ha proseguito l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

Nella seduta antimeridiana del 13 luglio è iniziata la votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 1, relativo alle vaccinazioni obbligatorie. Oggi il Presidente della Commissione bilancio, sen. Tonini (PD), ha comunicato che non è ancora pervenuta la relazione tecnica del Governo sugli emendamenti accantonati riferiti all'articolo 1, in particolare sull'emendamento 1.1500/27 (testo 2) relativo alle vaccinazioni in formulazione monocomponente. Il Presidente Grasso ha disposto un nuovo accantonamento, ma non ha accolto la richiesta di sospendere i lavori, avanzata dai sen. Arrigoni (LN), Taverna (M5S), D'Anna (ALA), Alessia Petraglia (SI), Paola De Pin (GAL), Scilipoti Isgrò (FI-PdL) e Quagliarello (FI).

All'articolo 2, relativo alle iniziative di comunicazione e informazione sulle vaccinazioni, sono stati approvati l'emendamento 2.4-bis della relatrice e gli emendamenti della Commissione 2.3 (testo 3), , 2.5, 2.7 (testo 2) e 2.11 (testo 2). In conseguenza delle modifiche approvate, al Ministero della salute, con la collaborazione di medici e farmacisti, è attribuita l'informazione per promuovere una adesione volontaria e consapevole alle vaccinazioni del Piano nazionale di prevenzione e per diffondere la cultura delle vaccinazioni. Nelle iniziative di formazione ed educazione è previsto anche il coinvolgimento delle associazioni di categoria delle professioni sanitarie. Infine, ai consultori familiari è affidato il compito di diffondere informazioni relative al decreto.

Dopo che il Presidente ha accantonato gli emendamenti riferiti all'articolo 3 in quanto correlati all'emendamento 1.1500, e i sen. Arrigoni (LN) e Taverna (M5S) hanno osservato che anche gli emendamenti riferiti agli articoli successivi sono correlati all'articolo 1, l'esame del provvedimento è stato sospeso.

L'Assemblea è passata quindi alla deliberazione della richiesta, illustrata dal sen. Cappelletti (M5S), di dichiarare urgente l'esame della mozione n. 813 sulla responsabilità gestionale degli amministratori delle banche fallite.

Martedì 18 Luglio 2017 - 860ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 18/07/2017 - 13:19
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 11:02

L'Assemblea ha avviato la discussione di mozioni sulla proliferazione delle armi nucleari.

Il sen. Cotti (M5S) ha illustrato la mozione n. 405, sottoscritta dai Gruppi M5S, PD, Misto, Art. 1-MDP, GAL, FL, ALA, Aut e FI-PdL, che impegna il Governo a non procedere all'acquisizione dei requisiti hardware e software necessari per equipaggiare le varie versioni del velivolo F-35 delle capacità necessarie per trasportare e sganciare armi nucleari del tipo B61-12, il cui schieramento operativo sul territorio europeo è previsto a partire dalla fine del presente decennio nell'ambito dei programmi di condivisione nucleare dell'Alleanza atlantica.

La sen. De Petris (SI-SEL) ha illustrato la mozione n. 739 (Testo 2) che, partendo dal presupposto che la sussistenza delle armi nucleari sul pianeta rappresenta una minaccia per la sopravvivenza dell'umanità, impegna il Governo a ratificare, subito dopo la data del 20 settembre 2017, il Trattato per la messa al bando delle armi nucleari, anche al fine di garantire la sua effettiva entrata in vigore che avverrà successivamente alla ratifica da parte di 50 Paesi; ad avviare, nell'immediato, un percorso che porti alla totale rimozione, da parte degli Stati Uniti, delle armi nucleari presenti nelle basi e nei porti italiani.

Il sen. Cotti ha illustrato la mozione n. 795 (Testo 2) che impegna il Governo ad aderire al Trattato per il bando definitivo giuridicamente vincolante per vietare le armi nucleari, che porti alla loro totale eliminazione, approvato a New York il 7 luglio 2017 dalla conferenza ONU appositamente convocata, dando seguito alle conseguenti procedure di ratifica dello stesso nei termini più brevi possibili; ad avviare un percorso giuridico-diplomatico per la revisione di tutti gli accordi e trattati in essere che consentono il transito, la sosta e il ricovero nel territorio italiano di armamenti nucleari; a promuovere in Italia azioni, progetti e programmi, di concerto con la società civile, per la promozione di politiche di pace e disarmo nucleare.

Il sen. Divina (LN) ha illustrato la mozione n. 799 che, impegna il Governo a intensificare i propri sforzi in tutte le sedi competenti, affinché venga progressivamente depotenziata la spinta ad allargare e modernizzare gli arsenali nucleari militari; a favorire il dialogo tra le maggiori potenze nucleari del pianeta, quale miglior precondizione della progressiva e bilanciata riduzione degli ordigni atomici nel mondo; a confermare l'impegno del nostro Paese a scoraggiare il fenomeno della proliferazione nucleare tra le potenze emergenti ed altresì nei confronti di Stati nostri alleati, come la Germania ed il Giappone, che starebbero riflettendo sull'opportunità o meno di dotarsi di propri arsenali atomici; a non rinunciare, data la criticità dell'attuale situazione internazionale, alla garanzia comunque ancora offerta dalla disponibilità statunitense a proteggere anche nuclearmente l'Europa, ed il nostro stesso Paese, non necessariamente rispetto alla Russia, ma, più in generale, contro qualsiasi aggressore potenziale; a chiarire la posizione del nostro Paese in merito all'eventualità che un giorno la "Force de frappe" francese divenga il nucleo del deterrente nucleare di un'Europa integrata anche dal punto di vista militare.

La sen. Manassero (PD) ha illustrato la mozione n. 801 della maggioranza che, partendo dal presupposto che il disarmo nucleare costituisce uno degli obiettivi principali di politica estera del Governo italiano, impegna il Governo a continuare a perseguire l'obiettivo di un mondo privo di armi nucleari, attraverso un approccio progressivo e inclusivo al disarmo, che riconosca la centralità del Trattato di non proliferazione nucleare e attraverso modalità che promuovano la stabilità internazionale; ad impegnarsi con i partner per favorire l'universalizzazione ed il rafforzamento del Trattato di non proliferazione nucleare, l'entrata in vigore del Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBT), la conclusione di un Trattato sulla messa al bando del materiale fissile idoneo alla fabbricazione di armi nucleari (FMCT), il consolidamento e la creazione di zone libere da armi nucleari, soprattutto in Medio oriente, e altre misure di trasparenza e costruzione della fiducia.

Il sen. Fornaro ha illustrato la mozione n. 817, che impegna il Governo ad adottare, attraverso una nuova strategia diplomatica, azioni opportune al fine di consentire, nel rispetto degli impegni internazionali già assunti, la sottoscrizione del trattato giuridicamente vincolante sul divieto delle armi nucleari, approvato a New York il 7 luglio 2017 dalla conferenza ONU appositamente convocata, dando seguito alle conseguenti procedure di ratifica dello stesso.

Alla conseguente discussione hanno preso parte i sen. Battista (Art. 1-MDP) e Silvana Amati (PD).

Il sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale Amendola ha accolto la mozione della maggioranza e, previa riformulazione, la mozione di Art. 1-MDP respingendo le restanti mozioni.

Hanno svolto dichiarazione di voto i sen. Fornaro (Art. 1-MDP), Divina (LN), Marino Luigi (AP), Loredana De Petris (SI-SEL), Cotti (M5S), Alicata (FI-PdL) e Sangalli (PD). Secondo Art. 1- MDP, pur manifestando talune perplessità, l'impegno del Governo è un piccolo passo nella giusta direzione. LN ha evidenziato che le armi nucleari hanno anche contribuito a mantenere la pace tra le maggiori potenze del pianeta; quello che preoccupa è piuttosto il crescente interesse nei confronti della loro acquisizione da parte di Paesi che spesso non condividono la medesima cultura e razionalità strategica "occidentale". A giudizio di AP, FI-PdL e PD il disarmo nucleare deve avvenire seguendo un approccio progressivo e negoziato. Secondo SI-SEL e M5S la mancata sottoscrizione dell'Italia del Trattato per la messa al bando delle armi nucleari nonché il mancato avvio di un percorso che porti alla totale rimozione, da parte degli Stati Uniti, delle armi nucleari presenti nelle basi e nei porti italiani rappresentano un pericolo per il destino dei popoli.

Respinte le mozioni n. 405, sottoscritta da M5S, PD, Misto, Art. 1-MDP, GAL, FL, ALA, Aut e FI-PdL, n. 739 (testo 2) del Gruppo Misto, n. 795 (Testo 2) di M5S e n. 799 di LN, dopo che per due volte è mancato il numero legale sulla votazione della mozione di maggioranza, la presidente di turno Di Giorgi ha rinviato il seguito delle votazioni ad altra seduta.

Giovedì 13 Luglio 2017 - 859ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 13/07/2017 - 16:36
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:01

La seduta è dedicata al sindacato ispettivo.

Il Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca D'Onghia ha risposto all'interpellanza n. 427, illustrata dal sen. Mario Mauro (FI-PdL), concernente la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado: in relazione all'anno scolastico 2015-2016, l'utilizzo del cedolino unico (ordini collettivi di pagamento) per corrispondere il beneficio di 500 euro, previsto dalla legge n. 107 del 2015, è stato uno strumento straordinario e provvisorio; per l'anno 2016-2017 le spese rendicontate ed effettuate con i buoni elettronici saranno validate e rimborsate ai docenti tramite le istituzioni scolastiche. L'interpellante si è dichiarato parzialmente soddisfatto e ha ricordato che l'anno scorso il Governo ha erogato il beneficio, in ritardo e secondo una modalità anomala, pochi giorni prima del referendum costituzionale.

Lo stesso Sottosegretario D'Onghia ha risposto all'interrogazione n. 3548, del sen. Orellana (Aut), concernente i servizi per il diritto allo studio degli alunni diversamente abili. L'interrogante si è dichiarato soddisfatto.

Giovedì 13 Luglio 2017 - 858ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 13/07/2017 - 10:42
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:34

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

A seguito di approfondimenti della Commissione bilancio, l'emendamento 1.1500/5 del sen. Malan (FI-PdL) ha ricevuto parere di nulla osta. La relatrice, sen. Manassero (PD), ha ritirato gli emendamenti della Commissione 1.127, che riduce la sanzione pecuniaria massima da 7.000 a 3.5000 euro, 1.0.1500, relativo all'adesione alle vaccinazioni obbligatorie per operatori sanitari e scolastici, e 1.0.1 (testo 3), riguardante la somministrazione delle vaccinazioni in farmacia.

Con riferimento all'articolo 1, che riguarda le vaccinazioni obbligatorie, l'Assemblea ha approvato gli emendamenti 1.1500/5 del sen. Malan (FI-PdL), che prevede l'estensione delle vaccinazioni obbligatorie ai minori stranieri non accompagnati; 1.98 (testo 2) della Commissione che, al fine di rafforzare la farmacovigilanza, prevede l'obbligo per l'AIFA di pubblicare una relazione annuale, avvalendosi della collaborazione di una commissione tecnico-scientifica indipendente, nonché il monitoraggio sul rispetto del calendario vaccinale e sull'erogazione uniforme dei livelli essenziali di assistenza; 1.110 (testo 3) a prima firma della sen. Rizzotti (FI-PdL) che prevede, in caso di mancata osservanza dell'obbligo vaccinale, che i genitori siano convocati dall'azienda sanitaria locale per un colloquio informativo; 1.116 della Commissione e 1.112 (testo 3) a prima firma della sen. Rizzotti (FI-PdL), che riduce la sanzione amministrativa pecuniaria, in caso di mancata effettuazione delle vaccinazioni, da 100 a 500 euro (il decreto prevedeva una sanzione da 500 e 7.000 euro); 1.134 della Commissione, il quale prevede che all'accertamento e irrogazione delle sanzioni provvedono gli organi competenti in base alla normativa di regioni e province autonome; 1.135 della Commissione, che sopprime la norma relativa alla segnalazione dell'Asl alla procura della Repubblica presso il tribunale dei minori per la revoca della responsabilità genitoriale; 1.157 (testo 2) della Commissione il quale prevede che i vaccini indicati nel calendario nazionale sono sottoposti alla negoziazione obbligatoria dell'AIFA; 1.159 (testo 2) della Commissione, in base al quale la commissione per il monitoraggio dei LEA verifica il rispetto degli obiettivi del calendario vaccinale nazionale e il Governo esercita poteri sostitutivi. Mentre gli emendamenti della Commissione hanno raccolto un consenso unanime, sull'emendamento 1.1500/5 il sen. Arrigoni (LN) ha rilevato la discriminazione nei confronti dei minori stranieri accompagnati; la sen. Petraglia (SI) ha osservato che l'emendamento è pleonastico perché la copertura sanitaria è già prevista dalla legislazione vigente; il sen. D'Anna (ALA) ha sottolineato la rinascita del patto del Nazareno tra PD e FI-PdL. Quanto all'emendamento 1.112 (testo 3), LN, insieme ai Gruppi M5S, MDP e SI, avrebbe preferito abolire o ridurre da 100 a 200 euro le sanzioni pecuniarie, che determinano una discriminazione di censo per l'accesso scolastico.

Alcuni emendamenti all'articolo 1 sono stati accantonati, a seguito di una precisazione del sen. Tonini (PD) sulla procedura seguita dalla Commissione bilancio per verificare la copertura finanziaria. I sen. Paola Taverna (M5S), Cecilia Guerra (MDP), Arrigoni (LN), Maurizio Romani (Misto) e Loredana De Petris (SI) hanno sollecitato un riesame, attraverso la relazione tecnica, dell'emendamento 1.1500/27, che prevede la somministrazione dei vaccini in formulazione monocomponente. Per gli stessi motivi è stato accantonato anche l'emendamento 1.93 del sen. Volpi (LN) che prevede l'omissione o il differimento delle vaccinazioni in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate.

Nel corso delle votazioni sono stati respinti gli emendamenti che prevedevano direndere raccomandate o facoltative tutte le vaccinazioni e di affidare la produzione dei vaccini allo stabilimento farmaceutico militare.

Giovedì 13 Luglio 2017 - 858ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 13/07/2017 - 10:42
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:34

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

Nella seduta pomeridiana di ieri sono stati illustrati gli emendamenti riferiti all'articolo 1, relativo alle vaccinazioni obbligatorie, e per alcuni emendamenti è stato chiesto il riesame della copertura finanziaria.

Questa mattina a seguito di approfondimenti della Commissione bilancio, l'emendamento 1.500/5 ha ricevuto parere di nulla osta. La relatrice, sen. Manassero (PD), ha ritirato gli emendamenti della Commissione 1.127, che riduce la sanzione pecuniaria massima da 7.000 a 3.5000 euro, 1.0.1500, relativo all'adesione alle vaccinazioni obbligatorie per operatori sanitari e scolastici, e 1.0.1 (testo 3), relativo alla somministrazione delle vaccinazioni in farmacia.

L'Assemblea ha approvato gli emendamenti 1.500/5 del sen. Malan (FI-PdL), che prevede l'estensione delle vaccinazioni obbligatorie ai minori stranieri non accompagnati; 1.98 (testo 2) della Commissione che, al fine di rafforzare la farmacovigilanza, prevede l'obbligo per l'AIFA di pubblicare una relazione annuale, avvalendosi della collaborazione di una commissione tecnico-scientifica indipendente, nonché il monitoraggio sul rispetto del calendario vaccinale e sull'erogazione uniforme dei livelli essenziali di assistenza; 1.110 (testo 3) a prima firma della sen. Rizzotti (FI-PdL) che prevede, in casa di mancata osservanza dell'obbligo vaccinale, che i genitori siano convocati dall'azienda sanitaria locale per un colloquio informativo; 1.116 della Commissione e 112 (testo 3) a prima firma della sen. Rizzotti (FI-PdL), che riduce la sanzione amministrativa pecuniaria, in caso di mancata effettuazione delle vaccinazioni, da 100 a 500 euro (il decreto prevedeva una sanzione da 500 e 7.000 euro); 1.134 della Commissione, il quale prevede che all'accertamento e irrogazione delle sanzioni provvedono gli organi competenti in base alla normativa di regioni e province autonome; 1.135 della Commissione, che sopprime la norma relativa alla segnalazione dell'Asl alla procura della Repubblica presso il tribunale dei minori per la revoca della responsabilità genitoriale; 1.157 (testo 2) della Commissione il quale prevede che i vaccini indicati nel calendario nazionale sono sottoposti alla negoziazione obbligatoria dell'AIFA. Mentre gli emendamenti della Commissione hanno registrato l'unanimità, sull'emendamento 1.500/5 il sen. Arrigoni (LN) ha criticato la discriminazione nei confronti dei minori stranieri accompagnati; la sen. Petraglia (SI) ha osservato che l'emendamento è pleonastico perché la copertura sanitaria è già prevista dalla legislazione vigente; il sen. D'Anna (ALA) ha sottolineato la rinascita del patto del Nazareno tra PD e FI-PdL. Quanto all'emendamento 1.112, LN, insieme ai Gruppi M5S, MDP e SI, avrebbe preferito abolire le sanzioni pecuniarie o ridurle da 100 a 200 euro.

Alcuni emendamenti all'articolo 1 sono stati accantonati, a seguito di una precisazione del sen. Tonini (PD) sulla procedura seguita dalla Commissione bilancio per verificare la copertura finanziaria. I sen. Paola Taverna (M5S), Cecilia Guerra (MDP), Arrigoni (LN), Maurizio Romani (Misto) e Loredana De Petris (SI) hanno sollecitato un riesame, attraverso la relazione tecnica, dell'emendamento 1.500/27, che prevede la somministrazione dei vaccini in formulazione monocomponente. Per gli stessi motivi è stato accantonato anche l'emendamento 1.93 del sen. Volpi (LN) che prevede l'omissione o il differimento delle vaccinazioni in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate.

Nel corso delle votazioni sono stati respinti gli emendamenti che prevedevano direndere raccomandate o facoltative tutte le vaccinazioni comprese nell'elenco e di affidare la produzione dei vaccini allo stabilimento farmaceutico militare.

Giovedì 13 Luglio 2017 - 858ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 13/07/2017 - 10:42
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:34

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

Nella seduta pomeridiana di ieri sono stati illustrati gli emendamenti riferiti all'articolo 1, che amplia l'elenco delle vaccinazioni obbligatorie, e la relatrice e la Ministra della salute hanno espresso il parere; sono stati inoltre accantonati alcuni emendamenti per riesaminare la copertura finanziaria.

Questa mattina il Presidente della Commissione bilancio Tonini (PD) ha riferito che sull'emendamento 1.500/5 del sen. Malan (FI-PdL), relativo alla vaccinazione dei minori non accompagnati, è giunta la relazione tecnica del Governo positivamente verificata; la relazione tecnica non è giunta invece per l'emendamento della Commissione 1.0.1 (testo 4).

La relatrice Manassero (PD) ha confermato il parere favorevole sull'emendamento 1.500/5; ha ritirato l'emendamento 1.127 della Commissione, che riduce la sanzione pecuniaria massima da 7.000 a 3.5000 euro, ritenendo che la questione possa essere risolta dall'emendamento 1.112 (testo 2) della sen. Rizzotti (FI-PdL); ha chiesto alla Presidenza l'autorizzazione a presentare una nuova formulazione dell'emendamento 1.0.1, relativo alla possibilità di somministrare vaccini nelle farmacie; in considerazione del parere ostativo della Commissione bilancio, ha ritirato anche l'emendamento della Commissione 1.0.1500, sull'adesione alle vaccinazioni obbligatorie per operatori sanitari e scolastici, e ha espresso parere contrario sui restanti emendamenti riferiti all'articolo 1.

Su richiesta delle sen. Comaroli (LN) e Mangili (M5S) si è riunita la Commissione bilancio per alcuni approfondimenti e la seduta è stata sospesa. Alla ripresa dei lavori il Presidente ha comunicato il parere non ostativo sull'emendamento 1.500/5. I sen. Arrigoni (LN) e D'Anna (ALA) hanno rilevato la rinascita del patto del Nazareno tra PD e FI-PdL.

Mercoledì 12 Luglio 2017 - 857ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 12/07/2017 - 16:59
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:59

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

La discussione generale si è conclusa con gli interventi dei sen. Monica Casaletto (GAL), Fabiola Anitori (AP), Manuela Serra (M5S), Maria Rizzotti (FI-PdL) e Bianco (PD). Secondo il Gruppo FI-PdL il provvedimento nasce da un'esigenza reale, ma per metodo e contenuti ha un impatto devastante perché alimenta paure, dubbi, ritardi e ricorsi. Il decreto, infatti, ha annullato il Piano nazionale di prevenzione vaccinale e ha sostituito l'informazione e il monitoraggio con misure coercitive inaccettabili, fornendo così argomenti ai comitati "no vax". Anche M5S ha posto l'accento sugli errori commessi dal Governo che, anziché intervenire sulle cause della riduzione della copertura vaccinale promuovendo il consenso informato e garantendo l'operatività delle strutture, in assenza di una situazione emergenziale e sulla base di dati non chiari ha imposto per decreto misure coercitive che hanno spaccato il Paese. Secondo il PD le proposte approvate dalla Commissione sanità migliorano il testo, rimodulando le vaccinazioni in base al Piano di prevenzione, riducendo le sanzioni e configurando una diversa strategia operativa.

In replica la relatrice, sen. Manassero (PD), ha ricordato la proposta della Commissione sanità di rimodulare l'obbligatorietà distinguendo tra vaccini storici, vaccini obbligatori per situazioni di emergenza sottoposti a verifica triennale, vaccini raccomandati. Ha poi sottolineato l'importanza di un'informazione più comprensibile e ha riconosciuto che la diminuzione della copertura vaccinale dipende anche dai tagli alla sanità e dalla riduzione del personale sanitario.

Il Ministro della salute Beatrice Lorenzin ha evidenziato il lavoro costruttivo svolto dalla Commissione sanità che ha portato a un testo condiviso. Ha ricordato che i vaccini sono una delle più grandi conquiste della sanità moderna e che la buona politica dovrebbe accompagnare e diffondere i progressi della scienza. Consapevole della progressiva riduzione della copertura vaccinale, delle disparità sul territorio nazionale e della diminuita percezione del rischio di malattie infettive, il Governo ha adottato il decreto per aumentare rapidamente l'immunizzazione dopo che gli operatori sanitari hanno segnalato un'epidemia di morbillo e una riapparizione di casi di pertosse. Il Ministro ha negato qualsiasi legame tra vaccinazione anti-morbillo e autismo; ha ricordato il caso stamina e la mancanza in Italia di una solida cultura scientifica; ha affermato che solo una piccola minoranza di cittadini è contraria ai vaccini: il Paese non è spaccato, è stato diviso dalla politica.

Dopo che il sen. Endrizzi (M5S) ha avanzato una proposta di non passaggio agli articoli, il sen. Tosato (LN) ha annunciato voto favorevole: il Ministro ha falsato il dibattito che non è sull'utilità dei vaccini, bensì sull'utilità dello strumento prescelto: l'impostazione coercitiva del decreto non aumenta la copertura vaccinale ma mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Nell'annunciare voto favorevole, il sen. D'Anna (ALA) ha ricordato che il metodo scientifico si basa sulla controvertibilità dei dati e ha richiamato le indagini sulle sostanze inquinanti dei vaccini. Il sen. Romani (Misto) ha rilevato che non ci sono casi di morte legati al morbillo e ha osservato che è offensivo bollare come "no vax" le persone che hanno dubbi e contestano il decreto; ha quindi annunciato voto favorevole, ritenendo utile un ulteriore passaggio in Commissione. Il sen. Paolo Romani (FI-PdL) ha annunciato voto contrario: il Governo non ha posto la questione di fiducia, appare disponibile ad accogliere ulteriori emendamenti e il Gruppo vuole affrontare il dibattito di merito. Oltre ai sen. Laura Bianconi (AP), Buemi (Aut) e Bianco (PD), hanno annunciato voto contrario anche i sen. D'Ambrosio (GAL), Serenella Fucksia (FI) e a titolo personale il sen. Mazzoni (ALA). In dissenso dai rispettivi Gruppi i sen. Scilipoti Isgrò (FI-PdL) e Pepe (GAL) hanno annunciato voto favorevole al non passaggio agli articoli: il decreto è stato scritto da persone sponsorizzate da multinazionali farmaceutiche. La sen. Paola De Pin (GAL), annunciando a titolo personale voto favorevole, ha chiesto al Ministro della sanità di non dividere il Paese.

Respinta la proposta di non passaggio agli articoli, è iniziata l'illustrazione degli emendamenti all'articolo 1, cheamplia l'elenco delle vaccinazioni obbligatorie e gratuite per i minori di età compresa tra zero e sedici anni. Gli emendamenti della Commissione sanità propongono di inserire il richiamo agli obiettivi prioritari del Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017/2019 e di distinguere tra vaccinazioni obbligatorie (anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae), vaccinazioni la cui obbligatorietà è sottoposta a verifica triennale (anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella) e vaccinazioni raccomandate (anti-meningococcica B e C, anti-pneumococcica, anti-rotavirus). Propone, inoltre, di ridurre le sanzioni pecuniarie per inadempimenti vaccinali, fissando in 3.500 euro, anziché 7.000, la sanzione massima e sopprimendo il riferimento alla segnalazione dell'Asl alla procura della Repubblica presso il tribunale dei minori. Propone, infine, di rafforzare la farmacovigilanza con l'obbligo per l'AIFA di pubblicare una relazione annuale, avvalendosi della collaborazione di una commissione tecnico-scientifica indipendente, e con il monitoraggio sul rispetto del calendario vaccinale e sull'erogazione uniforme dei livelli essenziali di assistenza. Gli emendamenti di M5S propongono di rendere tutti i vaccini raccomandati e di affidarne la produzione allo stabilimento farmaceutico militare, per fugare i dubbi sugli interessi economici coinvolti. Gli emendamenti di LN propongono di rendere facoltative tutte le vaccinazioni, di verificare l'immunizzazione, di richiedere l'analisi prevaccinale per ogni individuo, di prevedere vaccini monodose in relazione agli esoneri, di sopprimere le sanzioni pecuniarie o di ridurle tra i cento e i duecento euro. Gli emendamenti di Art.1-MDP propongono di rendere obbligatori solo i vaccini storici e l'anti-morbillo. La relatrice ha espresso parere favorevole solo sugli emendamenti della Commissione 1.1500, 1.98 (testo 2), 1.116, 1.134, 1.135, 1.157 (testo 2), 1.159 (testo 2) nonché, con riformulazione, sugli emendamenti 1.110 e 1.112 della sen. Rizzotti (FI-PdL) e su due subemendamenti 1.1500/40 e 1.1500/42 del sen. D'Ambrosio Lettieri (GAL).

A seguito di una richiesta del sen. Paolo Romani (FI-PdL), che ha richiamato l'accordo raggiunto sulle vaccinazioni obbligatorie dei minori non accompagnati, i vaccini per gli operatori sanitari e la riduzione delle sanzioni, la relatrice ha chiesto l'accantonamento, oltre che dell'emendamento 1.1500/5 del sen. Malan (FI-PdL), degli emendamenti della Commissione 1.127, 1.0.1 (testo 3) e 1.0.1500 della Commissione, sui quali sono in corso accertamenti di copertura finanziaria. Le sen. Cecilia Guerra (Art.1-MDP), Taverna (M5S), Comaroli (LN) e De Petris (SI) hanno evidenziato il carattere anomalo della procedura e, per ragioni di uguaglianza, hanno chiesto l'accantonamento di tutti gli altri emendamenti sui quali la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Il Ministro dei rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha precisato che non vi è un trattamento privilegiato di una parte politica: l'accantonamento riguarda emendamenti della Commissione, largamente condivisi.

Mercoledì 12 Luglio 2017 - 857ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 12/07/2017 - 16:59
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:59

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

La discussione generale si è conclusa con gli interventi dei sen. Monica Casaletto (GAL), Fabiola Anitori (AP), Manuela Serra (M5S), Maria Rizzotti (FI-PdL) e Bianco (PD). Secondo il Gruppo FI-PdL il provvedimento nasce da un'esigenza reale, ma per metodo e contenuti ha un impatto devastante perché alimenta paure, dubbi, ritardi e ricorsi. Il decreto, infatti, ha annullato il Piano nazionale di prevenzione vaccinale e ha sostituito l'informazione e il monitoraggio con misure coercitive inaccettabili, fornendo così argomenti ai comitati "no vax". Anche M5S ha posto l'accento sugli errori commessi dal Governo che, anziché intervenire sulle cause della riduzione della copertura vaccinale promuovendo il consenso informato e garantendo l'operatività delle strutture, in assenza di una situazione emergenziale e sulla base di dati non chiari ha imposto per decreto misure coercitive che hanno spaccato il Paese. Secondo il PD le proposte approvate dalla Commissione sanità migliorano il testo, rimodulando le vaccinazioni in base al Piano di prevenzione, riducendo le sanzioni e configurando una diversa strategia operativa.

In replica la relatrice, sen. Manassero (PD), ha ricordato la proposta della Commissione sanità di rimodulare l'obbligatorietà distinguendo tra vaccini storici, vaccini obbligatori per situazioni di emergenza sottoposti a verifica triennale, vaccini raccomandati. Ha poi sottolineato l'importanza di un'informazione più comprensibile e ha riconosciuto che la diminuzione della copertura vaccinale dipende anche dai tagli alla sanità e dalla riduzione del personale sanitario.

Il Ministro della salute Beatrice Lorenzin ha evidenziato il lavoro costruttivo svolto dalla Commissione sanità che ha portato a un testo condiviso. Ha ricordato che i vaccini sono una delle più grandi conquiste della sanità moderna e che la buona politica dovrebbe accompagnare e diffondere i progressi della scienza. Consapevole della progressiva riduzione della copertura vaccinale, delle disparità sul territorio nazionale e della diminuita percezione del rischio di malattie infettive, il Governo ha adottato il decreto per aumentare rapidamente l'immunizzazione dopo che gli operatori sanitari hanno segnalato un'epidemia di morbillo e una riapparizione di casi di pertosse. Il Ministro ha negato qualsiasi legame tra vaccinazione anti-morbillo e autismo; ha ricordato il caso stamina e la mancanza in Italia di una solida cultura scientifica; ha affermato che solo una piccola minoranza di cittadini è contraria ai vaccini: il Paese non è spaccato, è stato diviso dalla politica.

Dopo che il sen. Endrizzi (M5S) ha avanzato una proposta di non passaggio agli articoli, il sen. Tosato (LN) ha annunciato voto favorevole: il Ministro ha falsato il dibattito che non è sull'utilità dei vaccini, bensì sull'utilità dello strumento prescelto: l'impostazione coercitiva del decreto non aumenta la copertura vaccinale ma mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Nell'annunciare voto favorevole, il sen. D'Anna (ALA) ha ricordato che il metodo scientifico si basa sulla controvertibilità dei dati e ha richiamato le indagini sulle sostanze inquinanti dei vaccini. Il sen. Romani (Misto) ha rilevato che non ci sono casi di morte legati al morbillo e ha osservato che è offensivo bollare come "no vax" le persone che hanno dubbi e contestano il decreto; ha quindi annunciato voto favorevole, ritenendo utile un ulteriore passaggio in Commissione. Il sen. Paolo Romani (FI-PdL) ha annunciato voto contrario: il Governo non ha posto la questione di fiducia, appare disponibile ad accogliere ulteriori emendamenti e il Gruppo vuole affrontare il dibattito di merito. Oltre ai sen. Laura Bianconi (AP), Buemi (Aut) e Bianco (PD), hanno annunciato voto contrario anche i sen. D'Ambrosio (GAL), Serenella Fucksia (FI) e a titolo personale il sen. Mazzoni (ALA). In dissenso dai rispettivi Gruppi i sen. Scilipoti Isgrò (FI-PdL) e Pepe (GAL) hanno annunciato voto favorevole al non passaggio agli articoli: il decreto è stato scritto da persone sponsorizzate da multinazionali farmaceutiche. La sen. Paola De Pin (GAL), annunciando a titolo personale voto favorevole, ha chiesto al Ministro della sanità di non dividere il Paese.

Respinta la proposta di non passaggio agli articoli, è iniziata l'illustrazione degli emendamenti all'articolo 1, cheamplia l'elenco delle vaccinazioni obbligatorie e gratuite per i minori di età compresa tra zero e sedici anni. Gli emendamenti della Commissione sanità propongono di inserire il richiamo agli obiettivi prioritari del Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017/2019 e di distinguere tra vaccinazioni obbligatorie (anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae), vaccinazioni la cui obbligatorietà è sottoposta a verifica triennale (anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella) e vaccinazioni raccomandate (anti-meningococcica B e C, anti-pneumococcica, anti-rotavirus). Propone, inoltre, di ridurre le sanzioni pecuniarie per inadempimenti vaccinali, fissando in 3.500 euro, anziché 7.000, la sanzione massima e sopprimendo il riferimento alla segnalazione dell'Asl alla procura della Repubblica presso il tribunale dei minori. Propone, infine, di rafforzare la farmacovigilanza con l'obbligo per l'AIFA di pubblicare una relazione annuale, avvalendosi della collaborazione di una commissione tecnico-scientifica indipendente, e con il monitoraggio sul rispetto del calendario vaccinale e sull'erogazione uniforme dei livelli essenziali di assistenza. Gli emendamenti di M5S propongono di rendere tutti i vaccini raccomandati e di affidarne la produzione allo stabilimento farmaceutico militare, per fugare i dubbi sugli interessi economici coinvolti. Gli emendamenti di LN propongono di rendere facoltative tutte le vaccinazioni, di verificare l'immunizzazione, di richiedere l'analisi prevaccinale per ogni individuo, di prevedere vaccini monodose in relazione agli esoneri, di sopprimere le sanzioni pecuniarie o di ridurle tra i cento e i duecento euro. Gli emendamenti di Art.1-MDP propongono di rendere obbligatori solo i vaccini storici e l'anti-morbillo. La relatrice ha espresso parere favorevole solo sugli emendamenti della Commissione 1.500, 1.98 (testo 2), 1.116, 1.134, 1.135, 1.157 (testo 2), 1.159 (testo 2) nonché, con riformulazione, sugli emendamenti 1.110 e 1.112 della sen. Rizzotti (FI-PdL) e su due subemendamenti 1.500/40 e 1.500/42 del sen. D'Ambrosio Lettieri (GAL).

A seguito di una richiesta del sen. Paolo Romani (FI-PdL), che ha richiamato l'accordo raggiunto sulle vaccinazioni obbligatorie dei minori non accompagnati, i vaccini per gli operatori sanitari e la riduzione delle sanzioni, la relatrice ha chiesto l'accantonamento, oltre che dell'emendamento 1.500/5 del sen. Malan (FI-PdL), degli emendamenti della Commissione 1.127, 1.0.1 (testo 3) e 1.0.1500 della Commissione, sui quali sono in corso accertamenti di copertura finanziaria. Le sen. Cecilia Guerra (Art.1-MDP), Taverna (M5S), Comaroli (LN) e De Petris (SI) hanno evidenziato il carattere anomalo della procedura e, per ragioni di uguaglianza, hanno chiesto l'accantonamento di tutti gli altri emendamenti sui quali la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Il Ministro dei rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha precisato che non vi è un trattamento privilegiato di una parte politica: l'accantonamento riguarda emendamenti della Commissione, largamente condivisi.

Mercoledì 12 Luglio 2017 - 857ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 12/07/2017 - 16:59
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:59

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

L'articolo 1 del decreto amplia l'elenco delle vaccinazioni obbligatorie e gratuite per i minori di età compresa tra zero e sedici anni. La Commissione sanità propone di inserire il riferimento agli obiettivi prioritari del Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017/2019 e di distinguere tra vaccinazioni obbligatorie (anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae), vaccinazioni la cui obbligatorietà è sottoposta a verifica triennale (anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella) e vaccinazioni raccomandate (anti-meningococcica B e C, anti-pneumococcica, anti-rotavirus). Propone, inoltre, di ridurre le sanzioni pecuniarie per inadempimenti vaccinali, fissando in 3.500 euro, anziché 7.000, la sanzione massima e sopprimendo il riferimento alla segnalazione dell'Asl alla procura della Repubblica presso il tribunale dei minori. Propone, infine, di rafforzare la farmacovigilanza con l'obbligo per l'AIFA di pubblicare una relazione annuale, avvalendosi della collaborazione di una commissione tecnico-scientifica indipendente, priva di conflitti di interesse, e con il monitoraggio sul rispetto del calendario vaccinale e sull'erogazione uniforme dei livelli essenziali di assistenza. Un emendamento aggiuntivo autorizza i medici a somministrare i vaccini presso le farmacie. L'articolo 2 riguarda le iniziative di comunicazione e informazione: la Commissione propone di potenziare le campagne informative e di coinvolgere i consultori familiari. Gli articoli 3 e 4 riguardano gli adempimenti vaccinali delle istituzioni scolastiche e dei servizi educativi: la Commissione propone di inserire misure di semplificazione e di istituire l'Anagrafe nazionale vaccini. L'articolo 5 reca disposizioni transitorie: la Commissione propone di aggiungere norme in materia di riconoscimento del danno da somministrazione di farmaci e di ristoro dei soggetti danneggiati da trasfusione.

La discussione generale si è conclusa oggi pomeriggio con gli interventi dei sen. Monica Casaletto (GAL), Fabiola Anitori (AP), Manuela Serra (M5S), Maria Rizzotti (FI-PdL) e Bianco (PD). Secondo il Gruppo FI-PdL il provvedimento nasce da un'esigenza reale, ma per metodo e contenuti ha un impatto devastante perché alimenta paure, dubbi, ritardi e ricorsi. Il decreto, infatti, ha annullato il Piano nazionale di prevenzione vaccinale e ha sostituito l'informazione e il monitoraggio con misure coercitive inaccettabili, fornendo così argomenti ai comitati "no vax". Anche M5S ha posto l'accento sugli errori commessi dal Governo che, anziché intervenire sulle cause della riduzione della copertura vaccinale promuovendo il consenso informato e garantendo l'operatività delle strutture, in assenza di una situazione emergenziale e sulla base di dati non chiari ha imposto per decreto misure coercitive che hanno spaccato il Paese. Secondo il PD le proposte approvate dalla Commissione sanità hanno migliorato il testo, rimodulando le vaccinazioni in base al Piano di prevenzione, riducendo le sanzioni e configurando una diversa strategia operativa.

In replica la relatrice, sen. Manassero (PD), ha ricordato la proposta della Commissione sanità di rimodulare l'obbligatorietà distinguendo tra vaccini storici, vaccini obbligatori per situazioni di emergenza sottoposti a verifica triennale, vaccini raccomandati. Ha poi sottolineato l'importanza di un'informazione più comprensibile, il potenziamento della farmacovigilanza, l'istituzione dell'Anagrafe vaccinale, la semplificazione burocratica nelle istituzioni scolastiche. Ha riconosciuto, infine, che la diminuzione della copertura vaccinale dipende anche dai tagli alla sanità e dalla riduzione del personale sanitario.

Il Ministro della salute Lorenzin ha evidenziato il lavoro costruttivo svolto dalla Commissione sanità che ha portato a un testo condiviso. Ha ricordato che i vaccini sono una delle più grandi conquiste della sanità moderna, rilevando che la buona politica dovrebbe accompagnare e diffondere i progressi della scienza. Consapevole della progressiva riduzione della copertura vaccinale, delle disparità sul territorio nazionale e della diminuita percezione del rischio di malattie infettive, il Governo ha adottato il decreto per aumentare rapidamente l'immunizzazione dopo che gli operatori sanitari hanno segnalato un'epidemia di morbillo e una riapparizione di casi di pertosse. Il Ministro ha negato qualsiasi legame tra vaccinazione anti-morbillo e autismo; ha ricordato il caso stamina e la mancanza in Italia di una solida cultura scientifica; ha affermato che solo una piccola minoranza di cittadini è contraria ai vaccini: il Paese non è spaccato, è stato diviso dalla politica.

Dopo che il sen. Endrizzi (M5S) ha avanzato una proposta di non passaggio agli articoli, il sen. Tosato (LN) ha annunciato voto favorevole: il Ministro ha falsato il dibattito che non è sull'utilità dei vaccini, bensì sull'utilità dello strumento prescelto: l'impostazione coercitiva non aumenta la copertura vaccinale ma mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Nell'annunciare voto favorevole, il sen. D'Anna (ALA) ha ricordato che il metodo scientifico si basa sulla controvertibilità dei dati e ha richiamato le indagini sulle sostanze inquinanti dei vaccini. Il sen. Romani (Misto), ha rilevato che non ci sono casi di morte legati al morbillo e ha osservato che è offensivo bollare come "no vax" le persone che contestano il decreto; ha quindi annunciato voto favorevole, ritenendo utile un ulteriore passaggio in Commissione. Il sen. Paolo Romani (FI-PdL) ha annunciato voto contrario: il Governo non ha posto la questione di fiducia, appare disponibile ad accogliere ulteriori emendamenti e il Gruppo vuole affrontare il dibattito di merito. Oltre ai sen. Laura Bianconi (AP), Buemi (Aut) e Bianco (PD), hanno annunciato voto contrario anche i sen. D'Ambrosio (GAL), Serenella Fucksia (FI) e a titolo personale il sen. Mazzoni (ALA). In dissenso dai rispettivi Gruppi i sen. Scilipoti Isgrò (FI-PdL), Pepe (GAL) hanno annunciato voto favorevole al non passaggio agli articoli: il decreto è stato scritto da persone sponsorizzate da multinazionali farmaceutiche. Anche la sen. Paola De Pin (GAL) a titolo personale ha annunciato voto favorevole, chiedendo al Ministro della sanità di non dividere il Paese.

Mercoledì 12 Luglio 2017 - 856ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 12/07/2017 - 10:55
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:33

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

Nella seduta di ieri la relatrice, sen. Manassero (PD), ha illustrato il contenuto del decreto e gli emendamenti approvati in Commissione; sono state respinte le questioni pregiudiziali ed è iniziata la discussione generale.

L'articolo 1 amplia l'elenco delle vaccinazioni obbligatorie e gratuite per i minori di età compresa tra zero e sedici anni. La Commissione propone di inserire il riferimento agli obiettivi prioritari del Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017/2019 e di distinguere tra vaccinazioni obbligatorie (anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae), vaccinazioni la cui obbligatorietà è sottoposta a verifica triennale (anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella) e vaccinazioni raccomandate (anti-meningococcica B e C, anti-pneumococcica, anti-rotavirus). Propone, inoltre, di ridurre le sanzioni pecuniarie per inadempimenti vaccinali, fissando in 3.500 euro, anziché 7.000, la sanzione massima ed eliminando la segnalazione dell'azienda sanitaria locale alla procura della Repubblica presso il tribunale dei minori; di rafforzare la farmacovigilanza con l'obbligo per l'AIFA di pubblicare una relazione annuale, avvalendosi della collaborazione di una commissione tecnico-scientifica indipendente, priva di conflitti di interesse, e con il monitoraggio sul rispetto del calendario vaccinale e sull'erogazione uniforme dei livelli essenziali di assistenza da parte di una specifica commissione. Un emendamento aggiuntivo autorizza i medici a somministrare i vaccini presso le farmacie. L'articolo 2 riguarda le iniziative di comunicazione e informazione: la Commissione propone di coinvolgere i consultori familiari. Gli articoli 3 e 4 riguardano gli adempimenti vaccinali delle istituzioni scolastiche e dei servizi educativi: la Commissione propone di inserire misure di semplificazione e di aggiungere norme che prevedono l'istituzione dell'Anagrafe nazionale vaccini. L'articolo 5 reca disposizioni transitorie: la Commissione propone di aggiungere norme in materia di riconoscimento del danno da somministrazione di farmaci e di ristoro dei soggetti danneggiati da trasfusione.

La discussione generale è proseguita questa mattina con gli interventi dei sen. Mattesini, Maturani (PD), Romano, Cattaneo (Aut), Mussini, Maurizio Romani (Misto), Gaetti (M5S), Floris, Zuffada (FI-PdL), Fucksia (FL), Divina (LN), Mazzoni (ALA), Nerina Dirindin (MDP), D'Ambrosio Lettieri (GAL), Conte (AP). I senatori dei Gruppi Misto, M5S, LN, FL e FI-PdL hanno posto l'accento sugli errori commessi dal Ministro della sanità che, anziché affrontare le cause della riduzione della copertura vaccinale, con misure coercitive, adottate sulla base di dati non chiari, ha alimentato lo scetticismo vaccinale e ha trasformato la profilassi in una guerra. La diminuzione della copertura vaccinale andrebbe contrastata recuperando la fiducia dei cittadini nelle indicazioni delle istituzioni sanitarie attraverso l'informazione, la responsabilizzazione, la riduzione dei costi e la facilità di accesso alle vaccinazioni. Il Governo dovrebbe ricorrere all'obbligatorietà soltanto in presenza di evidenze scientifiche robuste su rischi di epidemie. Mentre sul metodo stamina l'inchiesta parlamentare ha dato un esito condiviso, i dubbi sull'utilità e addirittura sulla nocività di alcuni vaccini sono fondati scientificamente: la scelta di rendere obbligatorie vaccinazioni massicce equivale quindi alla volontà di compiere una sperimentazione di massa, che aprirà contenziosi e minerà la fiducia tra medico e paziente. Molti senatori hanno lamentato il fatto che nel dibattito fattori culturali, politici ed economici hanno avuto un peso maggiore dei dati scientifici; anche per questa ragione il Governo non avrebbe dovuto emanare un decreto che appare condizionato dalla ricerca di consenso e dalla compiacenza nei confronti di poteri forti. Il progresso scientifico, peraltro, si fonda sulla ricerca, non su verità indubitabili, e la medicina dovrebbe tenere conto delle peculiarità individuali. I senatori di PD, Aut e AP hanno espresso preoccupazione per il calo della copertura vaccinale, per la diffusione di false informazioni, per la sottovalutazione del rischio di patologie che sono scomparse proprio grazie all'uso dei vaccini, per le pressioni demagogiche che hanno ideologizzato il dibattito a scapito della tutela della salute pubblica. Hanno rilevato, inoltre, che l'interesse pubblico prevale sulla libera scelta individuale basata sul principio di precauzione.

Mercoledì 12 Luglio 2017 - 856ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 12/07/2017 - 10:55
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:33

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

Nella seduta di ieri la relatrice, sen. Manassero (PD), ha illustrato il contenuto del decreto e gli emendamenti approvati in Commissione; sono state respinte le questioni pregiudiziali ed è iniziata la discussione generale.

L'articolo 1 amplia l'elenco delle vaccinazioni obbligatorie e gratuite per i minori di età compresa tra zero e sedici anni. La Commissione propone di inserire il riferimento agli obiettivi prioritari del Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017/2019 e di distinguere tra vaccinazioni obbligatorie (anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae), vaccinazioni la cui obbligatorietà è sottoposta a verifica triennale (anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella) e vaccinazioni raccomandate (anti-meningococcica B e C, anti-pneumococcica, anti-rotavirus). Propone, inoltre, di ridurre le sanzioni pecuniarie per inadempimenti vaccinali, fissando in 3.500 euro, anziché 7.000, la sanzione massima ed eliminando la segnalazione dell'azienda sanitaria locale alla procura della Repubblica presso il tribunale dei minori; di rafforzare la farmacovigilanza con l'obbligo per l'AIFA di pubblicare una relazione annuale, avvalendosi della collaborazione di una commissione tecnico-scientifica indipendente, priva di conflitti di interesse, e con il monitoraggio sul rispetto del calendario vaccinale e sull'erogazione uniforme dei livelli essenziali di assistenza da parte di una specifica commissione. Un emendamento aggiuntivo autorizza i medici a somministrare i vaccini presso le farmacie. L'articolo 2 riguarda le iniziative di comunicazione e informazione: la Commissione propone di coinvolgere i consultori familiari. Gli articoli 3 e 4 riguardano gli adempimenti vaccinali delle istituzioni scolastiche e dei servizi educativi: la Commissione propone di inserire misure di semplificazione e di aggiungere norme che prevedono l'istituzione dell'Anagrafe nazionale vaccini. L'articolo 5 reca disposizioni transitorie: la Commissione propone di aggiungere norme in materia di riconoscimento del danno da somministrazione di farmaci e di ristoro dei soggetti danneggiati da trasfusione.

La discussione generale è proseguita questa mattina con gli interventi dei sen. Mattesini, Maturani (PD), Romano, Cattaneo (Aut), Mussini, Maurizio Romani (Misto), Gaetti (M5S), Floris (FI-PdL), Fucksia (FL), Divina (LN), Mazzoni (ALA), Nerina Dirindin (PD), D'Ambrosio Lettieri (GAL), Conte (AP). I senatori dei Gruppi Misto, M5S, FL e FI-PdL hanno posto l'accento sugli errori commessi dal Ministro della sanità che, anziché affrontare le cause della riduzione della copertura vaccinale, con misure coercitive, adottate sulla base di dati non chiari, ha alimentato lo scetticismo vaccinale e ha trasformato la profilassi in una guerra. La diminuzione della copertura vaccinale andrebbe contrastata recuperando la fiducia dei cittadini nelle indicazioni delle istituzioni sanitarie attraverso l'informazione, la responsabilizzazione, la riduzione dei costi e la facilità di accesso alle vaccinazioni. Il Governo dovrebbe ricorrere all'obbligatorietà soltanto in presenza di evidenze scientifiche robuste su rischi di epidemie. Mentre sul metodo stamina l'inchiesta parlamentare ha dato un esito condiviso, i dubbi sull'utilità e addirittura sulla nocività di alcuni vaccini sono fondati scientificamente: la scelta di rendere obbligatorie vaccinazioni massicce equivale quindi alla volontà di compiere una sperimentazione di massa, che aprirà contenziosi e minerà la fiducia tra medico e paziente. Molti senatori hanno lamentato il fatto che nel dibattito fattori culturali, politici ed economici hanno avuto un peso maggiore dei dati scientifici; anche per questa ragione il Governo non avrebbe dovuto emanare un decreto che appare condizionato dalla ricerca di consenso e dalla compiacenza nei confronti di poteri forti. Il progresso scientifico, peraltro, si fonda sulla ricerca, non su verità indubitabili, e la medicina dovrebbe tenere conto delle peculiarità individuali. I senatori di PD, Aut e AP hanno espresso preoccupazione per il calo della copertura vaccinale, per la diffusione di false informazioni, per la sottovalutazione del rischio di patologie che sono scomparse proprio grazie all'uso dei vaccini, per le pressioni demagogiche che hanno ideologizzato il dibattito a scapito della tutela della salute pubblica. Hanno rilevato, inoltre, che l'interesse pubblico prevale sulla libera scelta individuale basata sul principio di precauzione.

Martedì 11 Luglio 2017 - 855ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 11/07/2017 - 17:13
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:32

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

La relatrice, sen. Manassero (PD), dopo aver espresso preoccupazione per la diminuzione della copertura vaccinale, ha illustrato il contenuto del decreto. L'articolo 1 amplia l'elenco delle vaccinazioni obbligatorie, che diventano 14, per i minori di età compresa tra zero e sedici anni, richiamando le finalità di assicurare la tutela della salute pubblica e il mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza epidemiologica, nonché di garantire il rispetto degli obblighi assunti a livello europeo ed internazionale. L'articolo 2 riguarda le campagne informative, l'articolo 3 gli adempimenti delle scuole, l'articolo 4 ulteriori adempimenti, l'articolo 5 le disposizioni transitorie. La Commissione, ritenendo che la prevenzione debba fondarsi anche sull'adesione consapevole, propone di introdurre una distinzione tra vaccini obbligatori, vaccini obbligatori con valutazione triennale e vaccini raccomandati; di rimodulare le sanzioni pecuniarie, riducendo la sanzione massima da 7.000 a 3.500 euro; di potenziare l'informazione, i consultori familiari e la farmacovigilanza e di informatizzare le Anagrafi vaccinali.

Hanno illustrato questioni pregiudiziali i sen. Erika Stefani (LN), Endrizzi (M5S), D'Anna (ALA), Alessia Petraglia (SI) e Pepe (GAL). I senatori intervenuti hanno rilevato la mancanza dei requisiti di necessità e urgenza del decreto, negando che vi sia un'emergenza sanitaria legata a un'epidemia. In particolare, la sen. Stefani (LN) ha posto l'accento sulle disparità economiche legate alle sanzioni pecuniarie; il sen. Endrizzi (M5S) e il sen. Pepe (GAL) hanno richiamato il consenso libero e informato nonché il principio sancito dall'articolo 32 della Costituzione: nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge che non può violare i limiti imposti dal rispetto della persona. Hanno denunciato inoltre gli interessi delle aziende farmaceutiche, eccependo la mancanza di una procedura per verificare l'innocuità dei vaccini. Il sen. D'Anna (ALA) ha criticato l'intervento dello Stato nella sfera della potestà genitoriale. La sen. Petraglia (SI) ha criticato l'approccio repressivo del decreto, ha richiamato la competenza concorrente di Stato e Regioni in materia di tutela della salute e ha rilevato l'insufficiente copertura finanziaria del provvedimento. I sen. Paolo Romani (FI-PdL), Quagliarello (FL), e a titolo personale il sen. D'Ambrosio Lettieri (GAL), hanno annunciato voto contrario alle pregiudiziali ritenendo fondamentale una discussione di merito; hanno però invitato il Governo a non mettere la fiducia sul provvedimento. A titolo personale, hanno annunciato voto favorevole alle questioni pregiudiziali i sen. Scilipoti Isgrò (FI-PdL) e Anna Cinzia Bonfrisco (FL). Il sen. Buemi (Aut) ha annunciato voto contrario.

Respinte le questioni pregiudiziali, è iniziata la discussione generale alla quale hanno preso parte i sen. Venera Padua, Francesca Puglisi, Annalisa Silvestro (PD), Pepe, Paola De Pin (GAL), Aiello (AP), Elena Fattori (M5S), Tosato, Candiani (LN), D'Anna (ALA). Le senatrici del PD hanno apprezzato il lavoro svolto dalla Commissione sanità, che ha peraltro soppresso il riferimento alla perdita di potestà genitoriale. Il sen. Aiello (AP) ha evidenziato i correttivi approvati in sede referente, ma ha richiamato l'attenzione del Governo sulla questione dei vaccini monodose. Secondo la sen. Fattori (M5S) l'epidemia di morbillo va affrontata con misure temporanee; l'obbligatorietà implica la rinuncia a un servizio di qualità e, sebbene il decreto sia stato fortemente ridimensionato nel passaggio in Commissione, occorrerebbe comunque sottoporre il piano vaccinale al controllo di un organo indipendente. Pur convinto dell'utilità dei vaccini, il sen. Tosato (LN) ha rilevato che il decreto è un atto d'imperio non migliorabile, genera sfiducia nei cittadini e usa le nuove generazioni come cavie. Secondo i sen. D'Anna (ALA) e De Pin (GAL) il decreto è illegittimo, risponde ad una concezione illiberale dello Stato ed è condizionato dagli interessi delle aziende farmaceutiche.

L'esame proseguirà domani.

Martedì 11 Luglio 2017 - 855ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 11/07/2017 - 17:13
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:32

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

La relatrice, sen. Manassero (PD), dopo aver espresso preoccupazione per la diminuzione della copertura vaccinale, ha illustrato il contenuto del decreto che, all'articolo 1, amplia l'elenco delle vaccinazioni per i minori di età compresa tra zero e sedici anni, richiamando le finalità di assicurare la tutela della salute pubblica e il mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza epidemiologica, nonché di garantire il rispetto degli obblighi assunti a livello europeo ed internazionale. L'articolo 2 riguarda le campagne informative, l'articolo 3 gli adempimenti delle scuole, l'articolo 4 ulteriori adempimenti, l'articolo 5 le disposizioni transitorie. La Commissione, ritenendo che la prevenzione debba fondarsi anche sull'adesione consapevole, propone di introdurre una distinzione tra vaccini obbligatori, vaccini obbligatori con valutazione triennale e vaccini raccomandati; di rimodulare le sanzioni pecuniarie, riducendo la sanzione massima da 7.000 a 3.500 euro; di potenziare l'informazione, i consultori familiari e la farmacovigilanza e di informatizzare le Anagrafi vaccinali.

Hanno illustrato questioni pregiudiziali i sen. Erika Stefani (LN), Endrizzi (M5S), D'Anna (ALA), Alessia Petraglia (SI) e Pepe (GAL). I senatori intervenuti hanno rilevato la mancanza dei requisiti di necessità e urgenza del decreto, negando che vi sia un'emergenza sanitaria legata a un'epidemia. In particolare, la sen. Stefani (LN) ha posto l'accento sulle disparità economiche legate alle sanzioni pecuniarie; il sen. Endrizzi (M5S) e il sen. Pepe (GAL) hanno richiamato il consenso libero e informato e il principio sancito dall'articolo 32 della Costituzione: nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge che non può violare i limiti imposti dal rispetto della persona. Hanno rilevato inoltre la mancanza di una procedura per verificare l'innocuità dei vaccini. Il sen. D'Anna (ALA) ha criticato l'intervento dello Stato nella sfera della potestà genitoriale. La sen. Petraglia (SI) ha criticato l'approccio repressivo del decreto, ha richiamato la competenza concorrente di Stato e Regioni in materia di tutela della salute e ha rilevato l'insufficiente copertura finanziaria del provvedimento. I sen. Paolo Romani (FI-PdL), Quagliarello (FL), e a titolo personale il sen. D'Ambrosio Lettieri (GAL), hanno annunciato voto contrario alle pregiudiziali ritenendo fondamentale una discussione di merito; hanno però invitato il Governo a non mettere la fiducia sul provvedimento. A titolo personale, hanno annunciato voto favorevole alle questioni pregiudiziali i sen. Scilipoti Isgrò (FI-PdL), Anna Cinzia Bonfrisco (FL). Il sen. Buemi (Aut) ha annunciato voto contrario.

Respinte le questioni pregiudiziali, è iniziata la discussione generale.

Giovedì 6 Luglio 2017 - 854ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 06/07/2017 - 16:55
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:00

La seduta è dedicata allo svolgimento di interrogazioni.

Il Vice Ministro dell'interno Bubbico, rispondendo alle interrogazioni 3-01170 del sen. Vaccari (PD) e altri, 3-01455 della sen. Albano (PD) e altri, 3-03657 delle sen. Fasiolo e Favero (PD), 3-03679 del sen. Tarquinio (GAL), sulla soppressione di presidi della polizia postale e delle comunicazioni, ha precisato che il piano di razionalizzazione per l'efficientamento e l'adeguamento tecnologico, in via di definizione, non mira al depauperamento di un servizio strategico per la sicurezza e non prevede la chiusura di presidi nei capoluoghi di provincia. La sen. Albano (PD) e il sen. Tarquinio (GAL) si sono dichiarati moderatamente e parzialmente soddisfatti; la sen. Fasiolo (PD) si è dichiarata complessivamente soddisfatta.

Il Vice Ministro Bubbico, rispondendo all'interrogazione 3-03196 della sen. Fasiolo (PD), su certificazioni anagrafiche di cittadini nati in comuni ceduti dall'Italia ad altri Stati, ha richiamato i principi della direttiva e della circolare emanati in applicazione della legge n. 154 del 1989 e ha fatto riferimento al tavolo tecnico con le associazioni di esuli istriani e dalmati. La sen. Fasiolo (PD) si è dichiarata assolutamente soddisfatta.

Il Vice Ministro Bubbico ha poi risposto all'interrogazione 3-03255 del sen. Razzi (FI-PdL) e altri, sul trasferimento della caserma dei Vigili del fuoco di Pescara: tenuto conto dell'impossibilità di fronteggiare le spese di ristrutturazione della struttura, il Ministero ha individuato altre possibili sedi nell'area cittadina.

Il Vice Ministro Bubbico, rispondendo alle interrogazioni 3-03537 del sen. Crimi (M5S) e altri e 3-03560 della sen. Catalfo (M5S) e altri, sul trattamento discriminatorio del personale aeronavigante dei Vigili del fuoco rispetto agli altri corpi dello Stato, ha fatto riferimento all'apertura di un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali per armonizzare le indennità.

Il Vice Ministro Bubbico, rispondendo infine all'interrogazione 3-03776 della sen. Nugnes (M5S) e altri sulla diffusione in rete del gioco autolesionista "Blue Whale" (Balena Blu), ha assicurato che la polizia postale, che ha ricevuto 170 segnalazioni, sta indagando e monitorando il fenomeno. La sen. Nugnes (M5S) si è dichiarata sufficientemente soddisfatta.

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