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Senato della Repubblica - Comunicati di fine seduta
Aggiornato: 51 min 12 sec fa

Mercoledì 25 Ottobre 2017 - 905ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 25/10/2017 - 09:48
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:04

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2941, Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali, già approvato dalla Camera dei deputati.

Nella seduta di ieri il sen. Torrisi (AP) ha illustrato il testo e, dopo che sono state respinte le questioni incidentali, il Ministro per i rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha posto la questione di fiducia sull'approvazione senza emendamenti degli articoli 1, 2, 3, 4 e 6.

Il ddl delinea un sistema elettorale misto: 232 seggi alla Camera e 116 seggi al Senato sono assegnati in collegi uninominali con formula maggioritaria, in cui è proclamato eletto il candidato più votato. I restanti seggi sono assegnati, nell'ambito di collegi plurinominali, con metodo proporzionale tra le liste e le coalizioni che abbiano superato le soglie di sbarramento che, alla Camera, sono del 3 per cento a livello nazionale per le liste singole e del 10 per cento per le coalizioni (purché almeno una lista infra-coalizione raggiunga la soglia del 3 per cento), mentre al Senato accedono al riparto le coalizioni che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 10 per cento dei voti e le liste che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 3 per cento, nonché le liste che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti nella Regione. Ciascun partito o gruppo politico organizzato che intende presentarsi alle elezioni è tenuto a depositare, oltre al proprio contrassegno, il programma elettorale, nel quale viene dichiarato il nome del capo della forza politica. I partiti possono presentarsi come lista singola o in coalizione: la coalizione è unica a livello nazionale e i partiti in coalizione presentano candidati unitari nei collegi uninominali. Non è possibile candidarsi in più di cinque collegi plurinominali; la candidatura in più di un collegio uninominale è nulla ma chi si candida in un collegio uninominale può essere candidato nei collegi plurinominali nel limite di cinque. Non è ammesso voto disgiunto e non è previsto un meccanismo di scorporo: ciascun elettore dispone di un voto da esprimere su un'unica scheda, recante il nome del candidato nel collegio uninominale e il contrassegno di ciascuna lista con a fianco i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. Sono previste specifiche disposizioni per garantire la rappresentanza di genere.

La discussione congiunta sulle fiducie, iniziata ieri sera sta proseguendo oggi con gli interventi dei sen. Maria Mussini (Misto), Maurizio Romani (Misto-IdV), Micheloni (PD), Manuela Serra, Marton (M5S).

Martedì 24 Ottobre 2017 - 904ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 24/10/2017 - 11:33
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 11:04

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2941, Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il presidente della Commissione affari costituzionali, sen. Torrisi (AP), ha ricordato che i sistemi vigenti per l'elezione del Senato e della Camera risultano dagli effetti di annullamento prodotti da sentenze della Corte costituzionale e presentano differenze significative rispetto alla formazione di coalizioni, alle soglie di sbarramento, all'attribuzione del premio di maggioranza, alle preferenze e alla rappresentanza di genere. Ha svolto quindi considerazioni generali sulla necessità di un intervento legislativo responsabile per evitare che risultati elettorali eterogenei abbiano conseguenze negative sulla stabilità e sull'efficienza del sistema istituzionale.

Il ddl, licenziato dalla Camera lo scorso 12 ottobre ed esaminato dal Senato in tempi serrati, delinea un sistema elettorale misto: 232 seggi alla Camera e 116 seggi al Senato sono assegnati in collegi uninominali con formula maggioritaria, in cui è proclamato eletto il candidato più votato. I restanti seggi (ferma la specificità della disciplina per la circoscrizione Estero) sono assegnati, nell'ambito di collegi plurinominali, con metodo proporzionale tra le liste e le coalizioni di liste che abbiano superato le soglie di sbarramento; i candidati sono proclamati eletti in ciascun collegio plurinominale secondo l'ordine di presentazione. Le soglie di sbarramento, alla Camera, sono del 3 per cento a livello nazionale per le liste singole e del 10 per cento per le coalizioni (purché almeno una lista infra-coalizione raggiunga la soglia del 3 per cento); per le coalizioni non sono computati i voti dei partiti che non abbiano superato la soglia dell'1 per cento. Al Senato accedono al riparto le coalizioni di liste che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 10 per cento dei voti e le liste che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 3 per cento, nonché le liste che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti nella Regione. Ciascun partito o gruppo politico organizzato che intende presentarsi alle elezioni è tenuto a depositare il proprio contrassegno e ad indicare la propria denominazione presso il Ministero dell'interno nei termini previsti; contestualmente, deve essere depositato anche il programma elettorale, nel quale viene dichiarato il nome e cognome della persona indicata come capo della forza politica. I partiti o i gruppi politici organizzati possono presentarsi come lista singola o in coalizione. La coalizione è unica a livello nazionale e i partiti in coalizione presentano candidati unitari nei collegi uninominali. La lista deve essere sottoscritta da almeno 1.500 e da non più di 2.000 elettori. Nessun candidato può essere incluso in liste con lo stesso contrassegno in più di cinque collegi plurinominali; la candidatura della stessa persona in più di un collegio uninominale è nulla; il candidato in un collegio uninominale può essere candidato nei collegi plurinominali, fermo restando il limite di cinque. Ciascun elettore dispone di un voto da esprimere su un'unica scheda, recante il nome del candidato nel collegio uninominale e il contrassegno di ciascuna lista o, nel caso di liste collegate in coalizione, i contrassegni di tali liste, con a fianco i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. Non è ammesso voto disgiunto e non è previsto un meccanismo di scorporo. Sono previste specifiche disposizioni per garantire la rappresentanza di genere.

I sen. Endrizzi e Crimi (M5S), Loredana De Petris (SI-Sel), Fornaro e Doris Lo Moro (Art.1-MDP), nell'avanzare questioni incidentali (quattro questioni pregiudiziali e una questione sospensiva) hanno rilevato profili di incostituzionalità rispetto al merito del provvedimento e alla procedura seguita: le norme riguardanti il voto congiunto con effetto di trascinamento, la disciplina speciale introdotta per il Trentino Alto Adige, le coalizioni non programmatiche e le pluricandidature manipolano l'intenzione dell'elettore e violano i principi del voto personale, eguale, libero e diretto. La delega al Governo per determinare i collegi è eccessivamente ampia. L'iter d'esame accelerato e la posizione della questione di fiducia contrastano con la procedura normale che la Costituzione richiede in materia elettorale. Infine, l'intervento sulla legge elettorale in prossimità delle consultazioni viola il codice di buona condotta del Consiglio europeo. Contro le questioni incidentali hanno parlato i sen. Mazzoni (ALA) e Pagliari (PD); a favore si sono dichiarati i sen. Alessia Petraglia (SI-Sel) e Morra (M5S). Nella discussione è intervenuto anche il sen. Giovanardi (FL), che ha rilevato vizi di costituzionalità nelle norme sull'alternanza di genere.

Il Presidente Grasso, richiamando l'articolo 93 del Regolamento, che prescrive una votazione unica e per alzata di mano delle questioni incidentali, ha dichiarato inammissibili le richieste di voto segreto per la questione sospensiva e per una parte della questione pregiudiziale n. 2 relativa alle minoranze linguistiche. Respinte le questioni incidentali, il Ministro per i rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha posto la questione di fiducia sull'approvazione senza emendamenti degli articoli 1, 2, 3, 4 e 6.

Alla discussione congiunta hanno preso parte i sen. Cioffi, Rosetta Blundo, Vilma Moronese, Puglia, Castaldi (M5S), Laura Bignami (Misto), Di Biagio (AP), Maria Grazia Gatti, Gotor, Lucrezia Ricchiuti, Campanella (Art.1-MDP), Collina, Tocci, Lumia (PD), Alessandra Bencini (Misto-IdV), De Cristofaro (SI-Sel). La maggioranza degli intervenuti ha evidenziato che il ricorso alla fiducia, concordato con una parte dell'opposizione, per ratificare, prima delle elezioni siciliane, un'intesa extraparlamentare tra Renzi e Berlusconi che prefigura un governo di larghe intese, rappresenta uno strappo istituzionale di inaudita gravità nella storia repubblicana. Il cosiddetto Rosatellum, in continuità con il Porcellum e l'Italicum, indebolisce il potere degli elettori e il legame tra cittadini ed eletti, generando un Parlamento di nominati, debole e frammentato. Il sistema non garantisce né la rappresentanza né la governabilità; manipola piuttosto l'intenzione di voto degli elettori con una serie di inganni: liste bloccate, pesca a strascico del voto, soglie incoerenti, coalizioni acchiappavoti e liste civetta in luogo di coalizioni con un programma di governo. I senatori favorevoli al ddl hanno evidenziato che le critiche alla legge Rosato non prefigurano un sistema elettorale alternativo.

Martedì 24 Ottobre 2017 - 904ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 24/10/2017 - 11:33
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 11:04

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2941, Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il presidente della Commissione affari costituzionali, sen. Torrisi (AP), ha ricordato che i sistemi vigenti per l'elezione del Senato e della Camera risultano dagli effetti di annullamento prodotti da sentenze della Corte costituzionale e presentano differenze significative rispetto alla formazione di coalizioni, alle soglie di sbarramento, all'attribuzione del premio di maggioranza, alle preferenze e alla rappresentanza di genere. Ha svolto quindi considerazioni generali sulla necessità di un intervento legislativo responsabile per evitare che risultati elettorali eterogenei abbiano conseguenze negative sulla stabilità e sull'efficienza del sistema istituzionale.

Il ddl, licenziato dalla Camera lo scorso 12 ottobre ed esaminato dal Senato in tempi serrati, delinea un sistema elettorale misto: 232 seggi alla Camera e 116 seggi al Senato sono assegnati in collegi uninominali con formula maggioritaria, in cui è proclamato eletto il candidato più votato. I restanti seggi (ferma la specificità della disciplina per la circoscrizione Estero) sono assegnati, nell'ambito di collegi plurinominali, con metodo proporzionale tra le liste e le coalizioni di liste che abbiano superato le soglie di sbarramento; i candidati sono proclamati eletti in ciascun collegio plurinominale secondo l'ordine di presentazione. Le soglie di sbarramento, alla Camera, sono del 3 per cento a livello nazionale per le liste singole e del 10 per cento a livello nazionale per le coalizioni (purché almeno una lista infra-coalizione raggiunga la soglia del 3 per cento); per le coalizioni non sono computati i voti dei partiti che non abbiano superato la soglia dell'1 per cento. Al Senato accedono al riparto le coalizioni di liste che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 10 per cento dei voti e le liste che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 3 per cento, nonché le liste che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti nella Regione. Ciascun partito o gruppo politico organizzato che intende presentarsi alle elezioni è tenuto a depositare il proprio contrassegno e ad indicare la propria denominazione presso il Ministero dell'interno nei termini previsti; contestualmente, deve essere depositato anche il programma elettorale, nel quale viene dichiarato il nome e cognome della persona indicata come capo della forza politica. I partiti o i gruppi politici organizzati possono presentarsi come lista singola o in coalizione. La coalizione è unica a livello nazionale e i partiti in coalizione presentano candidati unitari nei collegi uninominali. La lista deve essere sottoscritta da almeno 1.500 e da non più di 2.000 elettori. Nessun candidato può essere incluso in liste con lo stesso contrassegno in più di cinque collegi plurinominali. La candidatura della stessa persona in più di un collegio uninominale è nulla. Il candidato in un collegio uninominale può essere candidato nei collegi plurinominali, fermo restando il limite di cinque. Ciascun elettore dispone di un voto da esprimere su un'unica scheda, recante il nome del candidato nel collegio uninominale e il contrassegno di ciascuna lista o, nel caso di liste collegate in coalizione, i contrassegni di tali liste, con a fianco i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. Non è ammesso voto disgiunto e non è previsto un meccanismo di scorporo. Sono previste specifiche disposizioni per garantire la rappresentanza di genere.

I sen. Endrizzi e Crimi (M5S), Loredana De Petris (SI-Sel), Fornaro e Doris Lo Moro (Art.1-MDP), nell'avanzare questioni incidentali (quattro questioni pregiudiziali e una questione sospensiva) hanno rilevato profili di incostituzionalità nel merito del provvedimento e nella procedura seguita: le norme riguardanti il voto congiunto con effetto di trascinamento, la disciplina speciale introdotta per il Trentino Alto Adige, le coalizioni non programmatiche e le pluricandidature manipolano l'intenzione e violano i principi del voto personale, eguale, libero e diretto. La delega al Governo per determinare i collegi è eccessivamente ampia. L'iter d'esame accelerato e la posizione della questione di fiducia contrastano con la procedura normale che è richiesta in materia elettorale dalla Costituzione. L'intervento sulla legge elettorale in prossimità delle consultazioni viola il codice di buona condotta del Consiglio europeo. Contro le questioni incidentali hanno parlato i sen. Mazzoni (ALA) e Pagliari (PD); a favore si sono dichiarati i sen. Alessia Petraglia (SI-Sel) e Morra (M5S). Nella discussione è intervenuto anche il sen. Giovanardi (FL), che ha rilevato vizi di costituzionalità nelle norme sulle candidature alternate.

Dopo una sospensione dei lavori, alle ore 16,30 i sen. Zanda (PD), Consiglio (LN) e Azzollini (FI-PdL) hanno ricordato la figura di Guido Rossi, giurista democratico, primo presidente della Consob, senatore nella decima legislatura, che è venuto a mancare lo scorso 21 agosto. L'Assemblea ha osservato un minuto di silenzio.

Il Presidente Grasso, richiamando l'articolo 93 del Regolamento, che prescrive una votazione unica e per alzata di mano delle questioni incidentali, ha dichiarato inammissibili le richieste di voto segreto per la questione sospensiva e per una parte della questione pregiudiziale n. 2 relativa alle minoranze linguistiche. Respinte le questioni incidentali, il Ministro per i rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha posto la questione di fiducia sull'approvazione senza emendamenti degli articoli 1, 2, 3, 4 e 6. La Conferenza dei Capigruppo ha stabilito che la discussione unica sulle cinque fiducie terminerà domani alle ore 14; seguiranno, a intervalli di un'ora, le votazioni degli articoli. Le dichiarazioni di voto finale inizieranno giovedì mattina: il voto è previsto alle ore 11. Seguirà la riunione della Conferenza dei Capigruppo per decidere il calendario delle prossime settimane.

Martedì 24 Ottobre 2017 - 904ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 24/10/2017 - 11:33
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 11:00

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2941, Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il relatore, sen. Torrisi (AP), ha ricordato che i vigenti sistemi per l'elezione del Senato e della Camera risultano dagli effetti di annullamento prodotti da sentenze della Corte costituzionale e presentano differenze significative in ordine alla possibilità di formare coalizioni, alle soglie di sbarramento, all'attribuzione del premio di maggioranza, alle preferenze e alla rappresentanza di genere. Ha svolto quindi considerazioni generali sulla necessità di un intervento legislativo responsabile per evitare che risultati elettorali eterogenei abbiano conseguenze negative sulla stabilità e sull'efficienza del sistema istituzionale.

Il ddl, licenziato dalla Camera lo scorso 12 ottobre ed esaminato in tempi serrati dalla Commissione affari costituzionali, delinea un sistema elettorale misto: 232 seggi alla Camera e 116 seggi al Senato sono assegnati in collegi uninominali con formula maggioritaria, in cui è proclamato eletto il candidato più votato. I restanti seggi (ferma la specificità della disciplina per i seggi della circoscrizione Estero) sono assegnati, nell'ambito di collegi plurinominali, con metodo proporzionale tra le liste e le coalizioni di liste che hanno superato le soglie di sbarramento; i candidati sono proclamati eletti in ciascun collegio plurinominale secondo l'ordine di presentazione. Le soglie di sbarramento, alla Camera, sono del 3 per cento a livello nazionale per le liste singole e del 10 per cento a livello nazionale per le coalizioni (purché almeno una lista infra-coalizione raggiunga la soglia del 3 per cento); per le coalizioni non vengono computati i voti dei partiti che non hanno superato la soglia dell'1 per cento. Al Senato accedono al riparto le coalizioni di liste che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 10 per cento dei voti validi espressi e le liste che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 3 per cento dei voti, nonché le liste che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti espressi nella Regione o, per le minoranze linguistiche, aver eletto almeno due candidati nei collegi uninominali. Ciascun partito o gruppo politico organizzato che intende presentarsi alle elezioni è tenuto a depositare il proprio contrassegno e ad indicare la propria denominazione presso il Ministero dell'interno nei termini previsti; contestualmente al deposito del contrassegno deve essere depositato anche il programma elettorale, nel quale viene dichiarato il nome e cognome della persona indicata come capo della forza politica. I partiti o i gruppi politici organizzati possono presentarsi come lista singola o in coalizione. La coalizione è unica a livello nazionale; i partiti in coalizione presentano candidati unitari nei collegi uninominali. La lista deve essere sottoscritta da almeno 1.500 e da non più di 2.000 elettori. Nessun candidato può essere incluso in liste con lo stesso contrassegno in più di cinque collegi plurinominali. La candidatura della stessa persona in più di un collegio uninominale è nulla. Il candidato in un collegio uninominale può essere candidato nei collegi plurinominali, fermo restando il limite di cinque. Ciascun elettore dispone di un voto da esprimere su un'unica scheda, recante il nome del candidato nel collegio uninominale e il contrassegno di ciascuna lista o, nel caso di liste collegate in coalizione, i contrassegni di tali liste, con a fianco i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. Non è ammesso voto disgiunto e non è previsto un meccanismo di scorporo. Sono previste specifiche disposizioni per garantire la rappresentanza di genere.

I sen. Endrizzi e Crimi (M5S), Loredana De Petris (SI-Sel), Fornaro e Doris Lo Moro (Art.1-MDP), nell'avanzare questioni incidentali (quattro questioni pregiudiziali e una questione sospensiva) hanno rilevato profili di incostituzionalità nel merito del provvedimento e nella procedura seguita: le norme riguardanti il voto congiunto con effetto di trascinamento, la disciplina speciale introdotta per il Trentino Alto Adige, le coalizioni non programmatiche e le pluricandidature manipolano l'intenzione e violano i principi del voto personale, eguale, libero e diretto. La delega al Governo per determinare i collegi è eccessivamente ampia. L'iter d'esame accelerato e la posizione della questione di fiducia contrastano con la procedura normale che è richiesta in materia elettorale dalla Costituzione. L'intervento sulla legge elettorale in prossimità delle consultazioni viola il codice di buona condotta del Consiglio europeo. Contro le questioni incidentali hanno parlato i sen. Mazzoni (ALA) e Pagliari (PD); a favore si sono dichiarati i sen. Alessia Petraglia (SI-Sel) e Morra (M5S). Nella discussione è intervenuto anche il sen. Giovanardi (FL), che ha rilevato vizi di costituzionalità nelle norme sulle candidature di genere alternate.

Il Presidente ha sospeso la seduta che riprenderà alle ore 16,30.

Martedì 24 Ottobre 2017 - 904ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 24/10/2017 - 11:33
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 11:00

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2941, Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il relatore, sen. Torrisi (AP), ha ricordato che i vigenti sistemi per l'elezione del Senato e della Camera risultano dagli effetti di annullamento prodotti dalle sentenze della Corte costituzionale e presentano differenze significative in ordine alla possibilità di formare coalizioni, alle soglie di sbarramento, all'attribuzione del premio di maggioranza, alle preferenze e alla rappresentanza di genere. Ha svolto quindi considerazioni generali sulla necessità di un intervento legislativo responsabile per evitare che risultati elettorali eterogenei abbiano conseguenze negative sulla stabilità e sull'efficienza del sistema istituzionale.

Il ddl, licenziato dalla Camera lo scorso 12 ottobre ed esaminato in tempi serrati dalla Commissione affari costituzionali, delinea un sistema elettorale misto: 232 seggi alla Camera e 116 seggi al Senato sono assegnati in collegi uninominali con formula maggioritaria, in cui è proclamato eletto il candidato più votato. I restanti seggi (ferma la specificità della disciplina per i seggi della circoscrizione Estero) sino assegnati, nell'ambito di collegi plurinominali, con metodo proporzionale tra le liste e le coalizioni di liste che hanno superato le soglie di sbarramento; i candidati sono proclamati eletti in ciascun collegio plurinominale secondo l'ordine di presentazione. Le soglie di sbarramento, alla Camera, sono del 3 per cento a livello nazionale per le liste singole e del 10 per cento a livello nazionale per le coalizioni (purché almeno una lista infra-coalizione raggiunga la soglia del 3 per cento); per le coalizioni non vengono in ogni caso computati i voti dei partiti che non hanno superato la soglia dell'1 per cento. Al Senato accedono al riparto le coalizioni di liste che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 10 per cento dei voti validi espressi e le liste che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 3 per cento dei voti validi espressi, nonché le liste che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi espressi nella Regione o, per le minoranze linguistiche, aver eletto almeno due candidati nei collegi uninominali. Ciascun partito o gruppo politico organizzato che intende presentarsi alle elezioni è tenuto a depositare il proprio contrassegno e ad indicare la propria denominazione presso il Ministero dell'interno nei termini previsti; contestualmente al deposito del contrassegno deve essere altresì depositato il programma elettorale, nel quale viene dichiarato il nome e cognome della persona indicata come capo della forza politica. I partiti o i gruppi politici organizzati possono presentarsi come lista singola o in coalizione. La coalizione è unica a livello nazionale; i partiti in coalizione presentano candidati unitari nei collegi uninominali. La lista deve essere sottoscritta da almeno 1.500 e da non più di 2.000 elettori. Nessun candidato può essere incluso in liste con lo stesso contrassegno in più di cinque collegi plurinominali. La candidatura della stessa persona in più di un collegio uninominale è nulla. Il candidato in un collegio uninominale può essere candidato nei collegi plurinominali, fermo restando il limite di cinque. Sono previste specifiche disposizioni per garantire la rappresentanza di genere. Ciascun elettore dispone di un voto da esprimere su un'unica scheda, recante il nome del candidato nel collegio uninominale e il contrassegno di ciascuna lista o, nel caso di liste collegate in coalizione, i contrassegni di tali liste, con a fianco i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. Non è ammesso voto disgiunto e non è previsto un meccanismo di scorporo.

I sen. Endrizzi e Crimi (M5S), Loredana De Petris (SI-Sel), Fornaro e Doris Lo Moro (Art.1-MDP), nell'avanzare questioni incidentali (quattro questioni pregiudiziali e una questione sospensiva) hanno rilevato profili di incostituzionalità attinenti al merito del provvedimento e alla procedura seguita: le norme riguardanti il voto unico con effetto di trascinamento, la disciplina speciale introdotta per il Trentino Alto Adige e le pluricandidature violano i principi del voto personale, eguale, libero e diretto. La delega al Governo per determinare i collegi è eccessivamente ampia. L'iter d'esame accelerato e la posizione della questione di fiducia contrastano con la procedura normale che è richiesta in materia elettorale dalla Costituzione. L'intervento sulla legge elettorale in prossimità delle consultazioni viola il codice di buona condotta del Consiglio europeo.

Giovedì 19 Ottobre 2017 - 903ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 19/10/2017 - 10:26
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:31

La seduta è dedicata allo svolgiimento di interrogazioni.

Il Sottosegretario di Stato per l'interno Manzione ha risposto all'interrogazione n. 3952,della sen. D'Adda (PD) e altri,concernente minacce ricevute dal giornalista Paolo Berizzi da parte di formazioni neofasciste. L'interrogante si è dichiarata soddisfatta della risposta, augurandosi una rapida approvazione del ddl, già approvato dalla Camera, che introduce il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista.

Il Sottosegretario di Stato Manzione ha poi risposto all'interrogazione n. 3817, del sen. Uras (Misto) e altri, concernente una manifestazione di protesta svoltasi ad Oristano il 12 giugno 2017. L'interrogante si è dichiarato soddisfatto e ha ribadito la necessità di tutelare le organizzazioni sindacali nella loro azione di mediazione responsabile.

Il Sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali Dorina Bianchi ha risposto all'interrogazione n. 3530, della sen. Bernini (FI-PdL), concernente la progressiva chiusura dei corpi di ballo italiani nelle fondazioni lirico-sinfoniche. L'interrogante si è dichiarata profondamente insoddisfatta: la legge sullo spettacolo è rimasta sorda alle petizioni provenienti da più parti affinché, conformemente ai maggiori partners europei, i corpi di ballo fossero considerati un valore aggiunto. Al contrario, il loro smantellamento rappresenta un grande limite sociale.

Il Sottosegretario di Stato Dorina Bianchi ha infine risposto all'interrogazione n. 4012, del sen. Castaldi (M5S) e altri, concernente la realizzazione di un tunnel di raccordo stradale tra il porto di Termoli e il lungomare Cristoforo Colombo. L'interrogante si è dichiarato pienamente soddisfatto: la conferma del parere negativo espresso dalla soprintendenza del Molise eviterà un vero e proprio scempio paesaggistico, archeologico e monumentale.

Mercoledì 18 Ottobre 2017 - 902ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 18/10/2017 - 16:37
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:04

A conclusione del dibattito sullecomunicazioni del Presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 ottobre 2017, l'Assemblea ha approvato la proposta di risoluzione n. 3 dei sen. Zanda (PD), Laura Bianconi (AP) e Zeller (Aut) e, con riformulazioni, le proposte n. 1 della sen. Guerra (Art.1-MDP) e altri e n. 4 del sen Barani (ALA) e altri (cfr. allegato A del resoconto stenografico).

Il Presidente del Consiglio Gentiloni ha ricordato i temi all'ordine del giorno del prossimo Consiglio europeo: futuro dell'Unione, migrazioni, difesa, digitale, Brexit. E' diffusa la consapevolezza che i prossimi 15-16 mesi costituiscono un'opportunità per introdurre novità politiche e operative: in questo quadro, elementi incoraggianti sono il tasso di crescita stabile, il successo elettorale di forze politiche favorevoli al consolidamento, l'evoluzione interna al Regno Unito. Il Governo italiano non condivide la politica della salvaguardia degli equilibri esistenti; è favorevole, invece, ad una maggiore integrazione europea. Domani si faranno progressi sulla cooperazione rafforzata alla difesa e sulla piattaforma digitale, ma non si discuterà ancora di un'Europa della crescita e del lavoro, che preveda un bilancio comune, investimenti diretti sui beni comuni, un fondo monetario europeo, un Ministro dell'economia dell'Eurozona. Sul tema migratorio, l'Italia rivendica con orgoglio i risultati conseguiti (salvataggio di vite umane, contrasto dei trafficanti e riduzione degli sbarchi nel Mediterraneo) che hanno salvato l'onore dell'Europa; chiede però un impegno economico maggiore dei Paesi membri e della Commissione per la regolazione dei flussi, tenendo conto che è interesse comune un sistema migratorio più regolare e socialmente accettabile. Sul tema Brexit, l'Italia ritiene che, prima di discutere di rapporti futuri con l'Unione, occorra fare passi avanti sulle questioni pendenti (fondi da restituire all'UE, rapporti con l'Irlanda e, soprattutto, definizione dello status dei cittadini europei che risiedono nel Regno Unito). Infine, il Governo italiano sosterrà la candidatura di Milano quale sede dell'Agenzia europeo del farmaco.

Alla conseguente discussione hanno partecipato i sen. Monti (Misto), Casini (AP), Paolo Romani (FI-PdL), Tronti (PD), Zeller (Aut), Endrizzi (M5S), Micheloni (PD), Compagna (FL), Tosato (LN), Mara Valdinosi (PD), Cioffi (M5S), Barani (ALA), Fornaro (Art.1-MDP), Liuzzi (GAL), De Cristofaro (SI-Sel), Santangelo (M5S), Susta (PD) che hanno toccato rispettivamente i temi del futuro bilancio dell'Unione, della difesa comune, della Libia, della cultura europea, della questione catalana, del codice di condotta europea in materia elettorale, degli effetti della Brexit sui cittadini europei residenti nel Regno Unito, sul ruolo della Commissione europea, sui dati dell'immigrazione e dell'emigrazione in Italia, sul mercato unico digitale, sul surplus economico tedesco, sui ricollocamenti e i rimpatri, sull'impegno disatteso dal premier di non interferire nella legge elettorale, sul crescente distacco dei leader europei dagli interessi delle popolazioni, sul rischio di disgregazione legato a una costruzione europea che ha prodotto diseguaglianze sociali e deficit democratico, sulle missioni internazionali e sulla cooperazione rafforzata.

Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Gozi, dopo aver fornito chiarimenti sulla trattativa con il Regno Unito, la candidatura di Milano e l'istituzione del fondo europeo di difesa, ha espresso parere favorevole sulla proposta di risoluzione n. 3 dei sen. Zanda (PD), Laura Bianconi (AP) e Zeller (AP); ha chiesto riformulazioni sulle proposte di risoluzione n. 1 della sen. Guerra (Art.1-MDP) e altri e n. 4 del sen. Barani (ALA) e altri. Ha, infine, espresso parere contrario sulle risoluzioni n. 2 del sen. Centinaio (LN) e altri, n. 5 della sen. De Petris (SI-Sel) e altri, n. 6 della sen. Montevecchi (M5S) e altri e n. 7 del sen. Paolo Romani (FI-PdL) e altri.

Nelle dichiarazioni di voto il sen. Quagliarello (FI) ha annunciato voto favorevole alle risoluzioni di LN e FI-PdL e astensione sugli altri atti di indirizzo, lamentando l'assenza di un processo definito di cessione della sovranità nazionale e la mancanza di una politica per i confini europei. Il sen. Candiani (LN) ha accusato il Governo di non avere consapevolezza del proprio ruolo in Europa e di non rappresentare gli interessi del Paese. Il sen. Barani (ALA) ha insisto sulle misure necessarie per sconfiggere i populismi. Il sen. Fornaro (Art.1-MDP) ha protestato per l'assenza del Presidente del Consiglio alla discussione. Il sen. Liuzzi (GAL) ha annunciato voto favorevole alle risoluzioni di LN e FI-PdL e astensione sulle altre proposte. Il sen. Panizza (Aut) ha annunciato voto favorevole alla risoluzione di maggioranza. Il sen. De Cristofaro (SI-Sel) ha annunciato voto favorevole alle proposte di risoluzione del suo Gruppo, di Art.1-MDP e di M5S, e contrario sulle altre. La sen. Montevecchi (M5S) ha annunciato voto favorevole alla risoluzione del suo Gruppo e alle proposte di Art.1-MDP e SI-Sel, richiamando le indicazioni sulla web tax (fiscalità per i grandi operatori delle piattaforme digitali) e la politica migratoria (revisione del regolamento di Dublino); ha poi annunciato voto contrario alla risoluzione di ALA e a quella di maggioranza, di cui non condivide il sostegno all'industria militare e la costituzione di un embrione di esercito comune, e astensione sulla risoluzione di FI-PdL e di LN, di cui condivide la necessità dei rimpatri e la tutela delle minoranze linguistiche. Il sen. Gasparri (FI-PdL), nell'annunciare voto favorevole alla risoluzione del Gruppo, ha invitato il Governo a rinunciare allo ius soli e ad affrontare il tema della cittadinanza a livello europeo. Il sen. Martini (PD) ha annunciato voto favorevole alle proposte di risoluzioni accolte dal Governo.

Mercoledì 18 Ottobre 2017 - 902ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 18/10/2017 - 16:37
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:00

La seduta è dedicata alle comunicazioni del Presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 ottobre 2017.

Il Presidente del Consiglio Gentiloni ha ricordato i temi all'ordine del giorno del prossimo Consiglio europeo: futuro dell'Unione, migrazioni, difesa, digitale, Brexit. E' diffusa la consapevolezza che i prossimi 15-16 mesi costituiscono un'opportunità per introdurre novità politiche e operative: in questo quadro, elementi incoraggianti sono il tasso di crescita stabile, il successo elettorale di forze politiche favorevoli al consolidamento, l'evoluzione interna al Regno Unito. Il Governo italiano non condivide la politica della salvaguardia degli equilibri esistenti; è favorevole, invece, ad una maggiore integrazione europea. Domani si faranno progressi sulla cooperazione rafforzata alla difesa e sulla piattaforma digitale, ma non si discuterà ancora di un'Europa della crescita e del lavoro, che preveda un bilancio comune, investimenti diretti sui beni comuni, un fondo monetario europeo, un Ministro dell'economia dell'Eurozona. Sul tema migratorio, l'Italia rivendica con orgoglio i risultati conseguiti (salvataggio di vite umane, contrasto dei trafficanti e riduzione degli sbarchi nel Mediterraneo) che hanno salvato l'onore dell'Europa; chiede però un impegno economico maggiore dei Paesi membri e della Commissione per la regolazione dei flussi, tenendo conto che è interesse comune un sistema migratorio più regolare e socialmente accettabile. Sul tema Brexit, l'Italia ritiene che, prima di discutere di rapporti futuri con l'Unione, occorra fare passi avanti sulle questioni pendenti (fondi da restituire all'UE, rapporti con l'Irlanda e, soprattutto, definizione dello status dei cittadini europei che risiedono nel Regno Unito). Infine, il Governo italiano sosterrà la candidatura di Milano quale sede dell'Agenzia europeo del farmaco.

Mercoledì 18 Ottobre 2017 - 901ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 18/10/2017 - 11:14
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 11:00

L'Assemblea ha approvato con modifiche il ddl n. 2208, recante disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell'ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato. Il testo torna alla Camera dei deputati.

L'articolo 1 prevede che il pubblico dipendente che segnala al responsabile della prevenzione della corruzione ovvero all'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), o denuncia all'autorità giudiziaria condotte illecite, di cui è venuto a conoscenza in ragione del proprio rapporto di lavoro, non può essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi. Gli atti discriminatori o ritorsivi adottati dal datore di lavoro sono nulli. L'articolo prevede, inoltre, che l'identità del segnalante non possa essere rivelata e che spetti al datore di lavoro dimostrare che le misure discriminatorie sono motivate da ragioni estranee alla segnalazione. L'articolo 2 estende le particolari tutele ai dipendenti del settore privato.

Nella seduta pomeridiana di ieri si è conclusa la votazione degli articoli. Hanno svolto dichiarazione di voto finale contro il provvedimento i sen. Compagna (FL), Mazzoni (ALA) e Malan (FI-PdL): il provvedimento, ammantato della retorica anticorruzione, stabilisce misure premiali che favoriscono la delazione e il ricatto e ledono i diritti costituzionali alla difesa e al giusto processo. La normativa vigente prevede già tutele per i dipendenti che denunciano abusi e irregolarità: il ddl, infarcito dell'ideologia del sospetto e dell'odio sociale, è sbilanciato sulla tutela del denunciante e produce effetti destabilizzanti sulla pubblica amministrazione. La sen. Stefani (LN) ha annunciato l'astensione, esprimendo perplessità sull'anonimato, sull'inversione dell'onere della prova e sulla revisione della disciplina del segreto professionale ed evidenziando i costi sociali del rallentamento dell'attività amministrativa. Hanno dichiarato voto favorevole i sen. Lucrezia Ricchiuti (Art.1-MDP), Maria Mussini (Misto), Crimi (M5S), Pagliari (PD) e Mancuso (AP): la corruzione è la principale piaga del Paese e coloro che denunciano abusi subiscono ritorsioni e sono emarginati; è giusto, quindi, mutuare un istituto del diritto anglosassone (whistleblower) prevedendo tutele speciali. In dissenso dal Gruppo, hanno votato contro il provvedimento i sen. Sacconi (AP) e Buemi (Aut); il sen. Giovanardi (FL) ha annunciato l'astensione.

Martedì 17 Ottobre 2017 - 900ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 17/10/2017 - 16:44
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:31

In apertura di seduta il Presidente Grasso ha comunicato gli esiti della Conferenza dei Capigruppo che ha modificato il calendario corrente dei lavori e ha approvato il nuovo calendario fino al 27 ottobre:la prossima settimana l'Aula esaminerà la legge elettorale in sedute uniche fino a venerdì: eventuali pregiudiziali saranno votate entro le ore 17 di martedì 24. Il calendario potrà essere integrato con le comunicazioni del Presidente sul contenuto della legge di bilancio.

Sul nuovo calendario si è svolto un dibattito. La sen. Guerra (Art.1-MDP) ha proposto di espungere dal calendario la legge elettorale: a pochi mesi dalle elezioni, il ricorso alla fiducia alla Camera su una materia squisitamente parlamentare e l'esame accelerato in Senato rappresentano forzature istituzionali di inaudita gravità; la sen. Lo Moro (Art.1-MDP) ha proposto la calendarizzazione del ddl per gli orfani del femminicidio e ha rilevato vizi di incostituzionalità nella legge elettorale licenziata dalla Camera. La sen. De Petris (SI-Sel) ha ricordato che l'articolo 72 della Costituzione richiede la procedura normale per i ddl in materia elettorale; ha proposto quindi di sostituire la legge elettorale con lo ius soli; il sen. De Cristofaro (SI-Sel) ha posto l'accento sull'arroganza della maggioranza e ha proposto di sostituire la legge elettorale con il testamento biologico. Il sen. Endrizzi (M5S) ha chiesto di non esaminare la legge elettorale durante la sessione di bilancio; il sen. Crimi (M5S) ha proposto di calendarizzare il ddl sui vitalizi; la sen. Lezzi (M5S) ha sollecitato un programma di audizioni per approfondire la legge elettorale. Il sen. Falanga (ALA) ha suggerito tempi più lunghi di esame per varare una legge tecnicamente ineccepibile e quanto più possibile condivisa, mentre il sen. Mazzoni (ALA) ha approvato l'iter deciso dalla Conferenza dei Capigruppo. Il sen. Zanda (PD), nell'annunciare voto favorevole al calendario, ha evidenziato che, per esaminare la legge elettorale, sono state fissate sedute in sede referente della Commissione affari costituzionali. Le modifiche proposte al calendario sono state respinte.

L'Assemblea ha proseguito l'esame del ddl n. 2208, nel testo proposto dalla Commissione affari costituzionali, recante disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell'ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato, già approvato dalla Camera dei deputati.

L'articolo 1 prevede che il pubblico dipendente che segnala al responsabile della prevenzione della corruzione ovvero all'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), o denuncia all'autorità giudiziaria condotte illecite, di cui è venuto a conoscenza in ragione del proprio rapporto di lavoro, non può essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi. Gli atti discriminatori o ritorsivi adottati dal datore di lavoro sono nulli. L'articolo prevede inoltre che l'identità del segnalante non possa essere rivelata e che spetti al datore di lavoro dimostrare che le misure discriminatorie sono motivate da ragioni estranee alla segnalazione. L'articolo 2 estende le tutele al dipendente del settore privato.

Nella seduta antimeridiana del 12 ottobre è iniziata la votazione degli emendamenti. Oggi, all'articolo 1, sono stati approvati gli emendamenti: 1.215 (testo 2) del sen. Mancuso (AP), identico all'1.216 (testo 2) del sen. Malan (FI-PdL) e altri, che estende la disciplina ai lavoratori delle imprese fornitrici di beni e servizi della pubblica amministrazione; 1.222 (testo corretto) e 1.225 (testo corretto) del relatore; 1.226 (testo 2) delle sen. Ricchiuti e Lo Moro (Art.1-MDP) in base al quale il reintegro del segnalante, in mancanza del provvedimento del datore di lavoro, è disposta dal giudice e il datore di lavoro deve risarcire i danni ingiusti. Hanno svolto dichiarazione di voto contraria all'articolo 1, ritenuto lesivo del diritto alla difesa e al giusto processo, i sen. Palma (FI-PdL), Buemi (Aut), Falanga (ALA) e Compagna (FL). All'articolo 2 sono stati approvati gli emendamenti del relatore 2.203 e 2.0.200, che integra la disciplina dell'obbligo del segreto d'ufficio, aziendale, professionale, scientifico e industriale.

Le dichiarazioni di voto finali si svolgeranno nella seduta antimeridiana di domani che avrà inizio alle ore 11.

Martedì 17 Ottobre 2017 - 900ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 17/10/2017 - 16:44
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:30

Il Presidente Grasso ha comunicato gli esiti della Conferenza dei Capigruppo che ha modificato il calendario corrente dei lavori e ha approvato il nuovo calendario fino al 27 ottobre:la prossima settimana l'Aula esaminerà la legge elettorale in sedute uniche fino a venerdì: eventuali pregiudiziali saranno votate entro le ore 17 di martedì 24. Il calendario potrà essere integrato con le comunicazioni del Presidente sul contenuto della legge di bilancio.

Sul nuovo calendario si è svolto un dibattito. La sen. Guerra (Art.1-MDP) ha proposto di espungere dal calendario la legge elettorale: a pochi mesi dalle elezioni, il ricorso alla fiducia alla Camera su una materia squisitamente parlamentare e l'esame accelerato in Senato rappresentano forzature istituzionali di inaudita gravità; la sen. Lo Moro (Art.1-MDP) ha proposto la calendarizzazione del ddl per gli orfani del femminicidio e ha rilevato vizi di incostituzionalità nella legge elettorale licenziata dalla Camera. La sen. De Petris (SI-Sel) ha ricordato che l'articolo 72 della Costituzione richiede la procedura normale per i ddl in materia elettorale; ha proposto quindi di sostituire la legge elettorale con lo ius soli; il sen. De Cristofaro (SI-Sel) ha posto l'accento sull'arroganza della maggioranza e ha proposto di sostituire la legge elettorale con il testamento biologico. Il sen. Endrizzi (M5S) ha chiesto di non esaminare la legge elettorale durante la sessione di bilancio; il sen. Crimi (M5S) ha proposto di calendarizzare il ddl sui vitalizi; la sen. Lezzi (M5S) ha sollecitato un programma di audizioni per approfondire la legge elettorale. Il sen. Falanga (ALA) ha suggerito tempi più lunghi di esame per varare una legge tecnicamente ineccepibile e quanto più possibile condivisa, mentre il sen. Mazzoni (ALA) ha approvato l'iter deciso dalla Conferenza dei Capigruppo. Il sen. Zanda (PD), nell'annunciare voto favorevole al calendario, ha evidenziato che, per esaminare la legge elettorale, sono state fissate sedute in sede referente della Commissione affari costituzionali. Le modifiche proposte al calendario sono state respinte.

Martedì 17 Ottobre 2017 - 899ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 17/10/2017 - 11:51
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 11:00

L'Assemblea avrebbe dovuto discutere mozioni sull'applicazione della direttiva Bolkestein. Dopo che per tre volte è mancato il numero legale nella votazione del processo verbale, la Presidenza ha comunicato la presentazione, dal parte del Governo, del decreto-legge n. 148, recante misure urgenti in materia finanziaria e, apprezzate le circostanze, ha tolto la seduta.

Martedì 17 Ottobre 2017 - 899ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 17/10/2017 - 11:51
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 11:00

L'Assemblea avrebbe dovuto discutere mozioni sull'applicazione della direttiva Bolkestein. Dopo che per tre volte è mancato il numero legale nella votazione del processo verbale, la Presidenza ha comunicato la presentazione, dal parte del Governo, del decreto-legge n. 148, recante misure urgenti in materia finanziaria e, apprezzate le circostanze, ha tolto la seduta.

Giovedì 12 Ottobre 2017 - 898ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 12/10/2017 - 17:08
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:00

La seduta è dedicata allo svolgimento di interrogazioni.

Il Sottosegretario di Stato per la salute Faraone ha risposto all'interrogazione 3-03823 della sen. Mussini (Misto) e altri sulla vicenda di un connazionale residente a Tokyo, precisando che, sebbene la vicenda non si configuri come una sottrazione internazionale di minori, la Farnesina si è attivata per fornire assistenza al connazionale.

Il Sottosegretario di Stato Faraone ha poi risposto all'interrogazione 3-03741 del sen. Campanella (Art.1-MDP) sulla sospensione dell'attività ospedaliera da parte del San Vincenzo di Taormina (Messina) alla fine di maggio 2017. L'interrogante si è dichiarato soddisfatto.

Il Sottosegretario di Stato per la salute ha risposto infine alle interrogazioni 3-04001, della sen. D'Adda (PD) e altri, e 3-04024 del sen. Pagliari (PD), sull'indennizzo a favore delle persone affette da sindrome da Talidomide. In replica il sen. Angioni (PD) ha auspicato che il nuovo regolamento preveda una dilatazione dei tempi per la presentazione di richieste di indennizzo; il sen. Pagliari (PD) si è dichiarato soddisfatto.

Il Vice Ministro dell'agricoltura Olivero ha risposto all'interrogazione 3-03688 dei sen. Conte e Dalla Tor (AP), sulle misure di contrasto alla siccità e all'ultima ondata di gelo in Veneto, ricordando gli interventi predisposti nella manovra di bilancio e richiamando in particolare il fondo per le opere irrigue e lo stanziamento di 106 milioni per finanziare sei progetti strategici volti al risanamento ambientale. Il sen. Dalla Tor (AP) si è dichiarato soddisfatto.

La Sottosegretaria di Stato per l'ambiente Degani ha risposto all'interrogazione 3-03940 della sen. Blundo (M5S) e altri, sulla realizzazione dei piani antincendio boschivo delle Regioni. La sen. Blundo (M5S) si è dichiarata non completamente soddisfatta.

Il Sottosegretario di Stato alla giustizia Ferri ha risposto all'interrogazione 3-00165, della sen. Ginetti (PD), sul processo telematico, segnalando che la digitalizzazione dei procedimenti civili ha consentito una sensibile riduzione dei tempi di definizione. La sen. Ginetti (PD) si è dichiarata soddisfatta.

Giovedì 12 Ottobre 2017 - 897ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 12/10/2017 - 09:59
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:32

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2208, Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell'ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato, già approvato dalla Camera dei deputati.

Nella seduta pomeridiana di ieri il relatore, sen. Maran (PD), ha illustrato il testo proposto dalla Commissione affari costituzionali. L'articolo 1 prevede che il pubblico dipendente che segnala al responsabile della prevenzione della corruzione ovvero all'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), o denuncia all'autorità giudiziaria condotte illecite, di cui è venuto a conoscenza in ragione del proprio rapporto di lavoro, non può essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi. Gli atti discriminatori o ritorsivi adottati dal datore di lavoro sono nulli. L'articolo prevede inoltre l'anonimato e l'inversione dell'onere della prova: l'identità del segnalante non può essere rivelata; spetta al datore di lavoro dimostrare che le misure discriminatorie sono motivate da ragioni estranee alla segnalazione. L'articolo 2 estende le tutele al dipendente del settore privato.

Oggi si è conclusa la discussione generale con gli interventi dei sen. Doris Lo Moro (Art.1-MDP), Cassinelli, Malan (FI-PdL), Serenella Fucksia (FL), Buemi (Aut), Sacconi (AP), Maria Mussini (Misto) e Ichino (PD). E' poi iniziata la votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 1: sono state respinte le proposte del sen. Malan (FI-PdL) tese a precisare che la segnalazione deve fornire elementi di prova.

Giovedì 12 Ottobre 2017 - 897ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 12/10/2017 - 09:59
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:30

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2208, Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell'ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato, già approvato dalla Camera dei deputati.

Nella seduta pomeridiana di ieri il relatore, sen. Maran (PD), ha illustrato il testo proposto dalla Commissione affari costituzionali. L'articolo 1 prevede che il pubblico dipendente che segnala al responsabile della prevenzione della corruzione ovvero all'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), o denuncia all'autorità giudiziaria condotte illecite, di cui è venuto a conoscenza in ragione del proprio rapporto di lavoro, non può essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi. Gli atti discriminatori o ritorsivi adottati dal datore di lavoro sono nulli. L'articolo prevede inoltre l'anonimato e l'inversione dell'onere della prova: l'identità del segnalante non può essere rivelata; spetta al datore di lavoro dimostrare che le misure discriminatorie sono motivate da ragioni estranee alla segnalazione. L'articolo 2 estende le tutele al dipendente del settore privato.

Oggi si è conclusa la discussione generale con gli interventi dei sen. Doris Lo Moro (Art.1-MDP), Cassinelli, Malan (FI-PdL), Serenella Fucksia (FL), Buemi (Aut), Sacconi (AP), Maria Mussini (Misto) e Ichino (PD). E' poi iniziata la votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 1: sono state respinte le proposte del sen. Malan (FI-PdL) tese a precisare che la segnalazione deve fornire elementi di prova.

Giovedì 12 Ottobre 2017 - 897ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 12/10/2017 - 09:59
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:30

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2208, Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell'ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato, già approvato dalla Camera dei deputati.

Nella seduta pomeridiana di ieri il relatore, sen. Maran (PD), ha illustrato il testo proposto dalla Commissione affari costituzionali. L'articolo 1 prevede che il pubblico dipendente che segnala al responsabile della prevenzione della corruzione ovvero all'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), o denuncia all'autorità giudiziaria condotte illecite, di cui è venuto a conoscenza in ragione del proprio rapporto di lavoro, non può essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi. Gli atti discriminatori o ritorsivi adottati dal datore di lavoro sono nulli. L'articolo prevede inoltre l'anonimato e l'inversione dell'onere della prova: l'identità del segnalante non può essere rivelata; spetta al datore di lavoro dimostrare che le misure discriminatorie sono motivate da ragioni estranee alla segnalazione. L'articolo 2 estende le tutele al dipendente del settore privato.

La discussione generale si è oggi conclusa con gli interventi dei sen. Doris Lo Moro (Art.1-MDP), Cassinelli, Malan (FI-PdL), Serenella Fucksia (FL), Buemi (Aut), Sacconi (AP), Maria Mussini (Misto) e Ichino (PD).

Mercoledì 11 Ottobre 2017 - 896ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 11/10/2017 - 17:05
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:31

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2208, Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell'ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il relatore, sen. Maran (PD) ha illustrato il testo proposto dalla Commissione affari costituzionali. L'articolo 1 prevede che il pubblico dipendente che segnala al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza ovvero all'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), o denuncia all'autorità giudiziaria, condotte illecite di cui è venuto a conoscenza in ragione del proprio rapporto di lavoro non può essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi. L'identità del segnalante non può essere rivelata. Gli atti discriminatori o ritorsivi adottati dal datore di lavoro pubblico sono nulli. E' a carico del datore di lavoro dimostrare che le misure discriminatorie sono motivate da ragioni estranee alla segnalazione. L'articolo 2 estende le tutele al dipendente del settore privato.

Il sen. Malan (FI-PdL) ha avanzato una pregiudiziale di costituzionalità, a favore della quale si sono pronunciati i sen. Buemi (Aut) e Compagna (FL): nell'ordinamento vigente sono già previste forme di tutela per le segnalazioni circostanziate; le protezioni particolari stabilite dal ddl, invece, favoriscono segnalazioni improprie e regolamenti di conti, aggravando il carico giudiziario e imponendo nuovi oneri alle piccole aziende. Contro la pregiudiziale si sono pronunciati i sen. Ichino (PD) e Sacconi (AP), che hanno invocato la maggiore certezza garantita dal ddl, Maria Mussini (Misto), la quale ha ricordato che nella cultura del Paese la segnalazione è confusa con la delazione e ha richiamato la distinzione giuridica tra segnalazione e denuncia, Endrizzi (M5S) il quale ha ricordato che, nelle università, le denunce di fatti di corruzione, malversazioni e nepotismo sono scoraggiate e osteggiate.

Respinta la pregiudiziale, è iniziata la discussione generale, alla quale hanno partecipato i sen. Michela Montevecchi, Morra (M5S), Consiglio (LN) e Mazzoni (ALA).

Mercoledì 11 Ottobre 2017 - 896ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 11/10/2017 - 17:05
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:30

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2208, Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell'ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il relatore, sen. Maran (PD) ha illustrato il testo proposto dalla Commissione affari costituzionali. L'articolo 1 prevede che il pubblico dipendente che segnala al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza ovvero all'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), o denuncia all'autorità giudiziaria, condotte illecite di cui è venuto a conoscenza in ragione del proprio rapporto di lavoro non può essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi. L'identità del segnalante non può essere rivelata. Gli atti discriminatori o ritorsivi adottati dal datore di lavoro pubblico nei sono nulli. E' a carico del datore di lavoro dimostrare che le misure discriminatorie sono motivate da ragioni estranee alla segnalazione. L'articolo 2 estende le tutele al dipendente del settore privato.

Il sen. Malan (FI-PdL) ha avanzato una pregiudiziale di costituzionalità, a favore della quale si sono pronunciati i sen. Buemi (Aut) e Compagna (FL): nell'ordinamento vigente sono già previste forme di tutela per le segnalazioni circostanziate; le protezioni particolari stabilite dal ddl, invece, favoriscono segnalazioni improprie e regolamenti di conti, aggravando il carico giudiziario e imponendo nuovi oneri alle piccole aziende. Contro la pregiudiziale si sono pronunciati i sen. Ichino (PD) e Sacconi (AP), che hanno invocato la maggiore certezza garantita dal ddl, Maria Mussini (Misto), la quale ha ricordato che nella cultura del Paese la segnalazione è confusa con la delazione e ha richiamato la distinzione giuridica tra segnalazione e denuncia, Endrizzi (M5S) il quale ha ricordato che, nelle università, le denunce di fatti di corruzione, malversazioni e nepotismo sono scoraggiate e osteggiate.

Respinta la pregiudiziale, è iniziata la discussione generale, alla quale hanno partecipato i sen. Michela Montevecchi, Morra (M5S), Consiglio (LN) e Mazzoni (ALA).

Mercoledì 11 Ottobre 2017 - 895ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 11/10/2017 - 11:01
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:33

L'Assemblea ha approvato definitivamente il ddl n. 2681,Delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell'insolvenza.

Il ddl si compone di 16 articoli suddivisi in 3 Capi. Il Capo I (articoli 1-2) reca disposizioni generali; il Capo II (articoli 3-15) detta principi e criteri direttivi per la riforma della disciplina delle procedure di crisi e di insolvenza e infine il Capo III (articolo 16) prevede disposizioni finanziarie. Più dettagliatamente, l'articolo 1 delega il Governo ad emanare uno o più decreti legislativi per riformare le procedure concorsuali, la disciplina della composizione delle crisi da sovraindebitamento e il sistema dei privilegi e delle garanzie. L'articolo 2 sostituisce il termine "fallimento" con l'espressione "liquidazione giudiziale". L'articolo 3 detta principi e criteri direttivi per la disciplina della crisi del gruppo societario. L'articolo 4 prevede l'introduzione di una fase preventiva di allerta, volta ad anticipare l'emersione della crisi. I successivi articoli dettano principi e criteri direttivi: per l'incentivazione di tutti gli strumenti di composizione stragiudiziale della crisi (art. 5); per la riforma dell'istituto del concordato preventivo (art. 6); per la disciplina della procedura di liquidazione giudiziale (art. 7); per riformare l'istituto dell'esdebitazione (art. 8); per la revisione della disciplina della composizione delle crisi da sovraindebitamento (art. 9); per il riordino e la revisione del sistema dei privilegi, nell'ottica di una loro riduzione (art. 10); per la revisione del sistema delle garanzie reali non mobiliari (art. 11); per l'adozione di disposizioni in materia di tutela dei diritti patrimoniali degli acquirenti di immobili da costruire (art. 12); per disciplinare i casi in cui la liquidazione giudiziale si interseca con i procedimenti ablatori su beni di soggetti sottoposti a procedura concorsuale disposti dalla magistratura penale (sequestro e confisca) (art. 13). L'articolo 14 autorizza il Governo ad apportare alcune modifiche al codice civile. L'articolo 15 detta principi e criteri direttivi per la riforma della liquidazione coatta amministrativa finalizzati a un sostanziale ridimensionamento dell'istituto.

Il relatore, sen Pagliari (PD), ha ringraziato tutte le forze politiche che hanno ritirato le proposte emendative per consentire la rapida approvazione di un provvedimento atteso dal mondo produttivo e dall'Unione europea. Ha rilevato, inoltre, che la riforma è ispirata a un principio rivoluzionario: la crisi d'impresa non è considerata sotto il profilo delle responsabilità dell'imprenditore, bensì della ricerca delle possibili soluzioni per superarla ed evitare le sue drammatiche conseguenze.

Al termine della discussione generale, alla quale hanno preso parte i sen. Erika Stefani, Candiani (LN-Aut), Uras (Misto), Falanga (ALA), Rosanna Filippin (PD), Lucidi (M5S) e Panizza (Aut), in replica, il relatore, sen. Pagliari (PD), il Sottosegretario di Stato per la giustizia Federica Chiavaroli ha manifestato disponibilità ad accogliere, attraverso ordini del giorno, esigenze emerse nel dibattito.

Respinti tutti gli emendamenti, nelle dichiarazioni finali hanno annunciato il voto favorevole i sen. Giovanardi (FL), Doris Lo Moro (Art. 1-MDP), Buemi (Aut), Falanga (ALA), Albertini (AP), Mineo (SI-SEL), Caliendo (FI-PdL) e Lumia (PD). I sen. Erika Stefani(LN-Aut) e Buccarella (M5S) hanno dichiarato l'astensione. Secondo LN, M5S e FI, in sede di attuazione della delega, l'Esecutivo dovrà porre rimedio al rallentamento dell'attività del tribunale delle imprese attraverso un intervento sulla distribuzione delle competenze.

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