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Senato della Repubblica - Comunicati di fine seduta
Aggiornato: 5 min 50 sec fa

Martedì 1 Agosto 2017 - 870ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 01/08/2017 - 16:40
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:00

L'Assemblea ha avviato la discussione dei documenti: Rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2016 (doc. VIII, n. 9) e Progetto di bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2017 (doc. VIII, n. 10).

Il Presidente della Commissione bilancio, sen. Tonini (PD), citando Beniamino Andreatta, ha rilevato che da molti anni - precisamente dal 1988 - il Senato sta cercando di svolgere al meglio la sua funzione istituzionale con il massimo risparmio possibile: tutti gli apparati dello Stato dovrebbero muoversi in questa direzione. Nell'ultima legislatura questo trend si è accelerato e i dati del rendiconto sono lusinghieri: la spesa si riduce in termini nominali e reali (nel conto consuntivo passa da 512 milioni nel 2012 a 492 milioni del 2016), ma restano da affrontare, d'intesa con la Camera, alcune criticità, evidenziate dalle tabelle 5 e 7: sul fronte della composizione della spesa bisogna intervenire per riequilibrare il rapporto tra spesa di funzionamento generale (55 per cento) e spesa previdenziale (45 per cento); sul fronte della spesa obbligatoria, non immediatamente comprimibile, si registra una caduta rapida della spesa per i dipendenti in servizio, al limite di un depauperamento dell'istituzione che compromette la funzionalità di servizi essenziali, e un forte aumento della spesa per prestazioni previdenziali. Il sen. Tonini ha ricordato infine l'eccellente contributo dell'Ufficio parlamentare del bilancio chiamato dall'articolo 81 della Costituzione a valutare i provvedimenti di spesa del Governo a tutela del risparmio collettivo.

Il sen. questore De Poli (AP) ha evidenziato le iniziative assunte per rendere più efficiente, snella e produttiva l'amministrazione richiamando, in particolare, i risparmi conseguiti attraverso la riduzione, riorganizzazione e integrazione del personale (istituzione del ruolo unico del personale della Camera e del Senato) e la riduzione della spesa per le gare di appalto. Ha sottolineato infine l'obiettivo di una idonea rappresentazione contabile dei bilanci dei due rami del Parlamento. La sen. questore Laura Bottici (M5S) ha ricordato la novità della valutazione d'impatto delle politiche pubbliche: un progetto innovativo e faticoso per valutare se i soldi dei cittadini sono stati spesi bene e per rendere più efficace l'attività legislativa.

Martedì 1 Agosto 2017 - 869ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 01/08/2017 - 12:14
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 11:03

In apertura di seduta il sen. Casini (AP) ha espresso una ferma condanna nei confronti del presidente Maduro a seguito dell'arresto, avvenuto nella notte, dei due leader dell'opposizione Lopez e Ledezma. Sono intervenuti per esprimere solidarietà al popolo venezuelano contro la deriva totalitaria i sen. Mauro Mario (FI-PdL), Sangalli (PD), Buemi (Aut), Rossi (AP), Amoruso (ALA), Corsini (Art. 1-MDP), Tarquinio (GAL), De Cristofaro (SI-SEL) e Quagliariello (FL).

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2085-B, Legge annuale per il mercato e la concorrenza, approvato dalla Camera, modificato dal Senato e nuovamente modificato dalla Camera dei deputati.

Il provvedimento, le cui finalità, elencate al comma 1, sono la rimozione degli ostacoli regolatori all'apertura dei mercati, la promozione della concorrenza e la garanzia della tutela dei consumatori, si compone di un solo articolo contenente 192 commi che intervengono in diversi settori: assicurazioni e fondi pensione, telefonia, settore bancario e finanziario (come il cosiddetto leasing finanziario), professionisti (notai, avvocati, odontoiatri), farmacie, turismo (con la cosiddetta norma booking), trasporti di linea e non di linea, delega per il settore taxi, circolazione internazionale di beni culturali.

Il relatore, sen. Marino Luigi (AP) si è soffermato sulle cinque modifiche apportate dalla Camera dei deputati.Con la prima è stata soppressa una disposizione introdotta dal Senato che prevedeva che le polizze assicurative del ramo danni di ogni tipologia, alla loro scadenza, non potessero essere rinnovate tacitamente. La seconda modifica riguarda la soppressione del comma 44, che prevedeva che gli operatori di telefonia avessero l'obbligo di comunicare, all'esordio della conversazione, una serie di dati identificativi del soggetto committente e dello scopo commerciale o promozionale del contatto; inoltre si disponeva che non si potessero più offrire servizi in abbonamento senza il previo consenso, espresso e documentato, dell'utente. La terza modifica riguarda il comma 60, relativo alla cessazione del regime di maggior tutela per l'energia elettrica. La Camera ha accolto un emendamento che chiarisce che il servizio di salvaguardia si applica, dopo il superamento del regime di maggior tutela, unicamente ai clienti domestici e alle piccole e medie imprese che si trovino temporaneamente senza fornitore. La quarta modifica - al comma 153 - riguarda l'esercizio dell'attività odontoiatrica anche all'interno di società operanti nel settore. Si tratta di correzioni, più formali che sostanziali, volte a precisare che le prestazioni odontoiatriche devono essere svolte solo e unicamente dai soggetti abilitati secondo la legge. Infine, l'Assemblea della Camera ha modificato il comma 117 che garantisce la bonifica dei terreni precedentemente utilizzati da distributori dismessi di carburanti. Nel corso dell'esame al Senato il comma era stato modificato prevedendo la bonifica del sito solo in caso di accertata contaminazione. La Camera ha modificato il testo inserendo il sintagma "in ogni caso". Pur nella consapevolezza che in alcuni settori si poteva fare di più, il relatore ha auspicato una rapida approvazione in quanto il provvedimento è comunque incisivo e riformatore; forse non risolutivo, ma evolutivo in molti settori dell'economia.

Dopo che il Ministro per i rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha posto la questione di fiducia sull'approvazione, senza modifiche, del testo approvato dalla Camera, a seguito della Conferenza dei Capigruppo, il Presidente Grasso ha comunicato che la discussione sulla fiducia avrà luogo nella seduta pomeridiana mentre le dichiarazioni di voto e la chiama si svolgeranno nella seduta unica di domani, a partire dalle ore 9.

L'Assemblea ha respinto la richiesta di dichiarazione d'urgenza, ai sensi dell'articolo 77 del Regolamento, in ordine al ddl n. 2888, Disposizioni in materia di abolizione dei vitalizi e nuova disciplina dei trattamenti pensionistici dei membri del Parlamento e dei consiglieri regionali, approvato dalla Camera dei deputati.

Dopo l'illustrazione del sen. Cappelletti (M5S), sono intervenuti per esprimere contrarietà alla richiesta d'urgenza i sen. Quagliariello (FL), Malan (FI-PdL), Falanga (ALA), Zeller (Aut), De Cristofaro (SI-SEL) e Zanda (PD): il contenuto del provvedimento, che suona come uno spot elettorale, non è pienamente noto e presenta punti di dubbia interpretazione, sui quali è necessario un approfondimento. Secondo FL, FI-PdL e ALA, la Corte costituzionale interverrà per bocciare il principio di retroattività contenuto nel testo.

Giovedì 27 Luglio 2017 - 868ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 27/07/2017 - 17:02
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:03

La seduta è dedicata allo svolgimento di interrogazioni.

Il Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Bobba ha risposto all'interrogazione n. 3645, della sen. Fasiolo (PD), concernente la sospensione di quattro operai della Fincantieri di Monfalcone (Gorizia). L'interrogante si è dichiarata pienamente soddisfatta: accogliendo l'istanza, il giudice è intervenuto a salvaguardia dei lavoratori sul piano etico e morale.

Il Sottosegretario di Stato per la giustizia Federica Chiavaroli ha risposto all'interrogazione n. 3620, del sen. Barani (ALA), concernente il sistema di aggiudicazione degli appalti pubblici presso il Comune di Roma. L'interrogante si è dichiarato insoddisfatto: il processo Mafia Capitale ha confermato l'esistenza di irregolarità connesse al sistema degli appalti e il fatto che il Ministero ritenga di non dover intervenire nella vicenda significa che probabilmente si vuole coprire qualcuno o qualcosa a danno della trasparenza e della legalità.

Il vice presidente Gasparri ha comunicato che l'interrogazione n. 3526, del sen. Girotto (M5S) ed altri, concernente l'applicazione della strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, in linea con gli obiettivi europei, è stata trasformata dall'interrogante nell'interrogazione a risposta scritta n. 4-07908.

Giovedì 27 Luglio 2017 - 867ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 27/07/2017 - 13:17
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:30

A conclusione di un dibattito vivo e partecipato (v. Resoconto stenografico), l'Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando definitivamente l'articolo unico del ddl n. 2879 di conversione del decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99, recante disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A.

Nella seduta di ieri il relatore, sen. Marino Mauro Maria (PD) ha illustrato il provvedimento, sono state respinte questioni pregiudiziali ed è iniziata la discussione generale.

L'articolo 1 delimita l'ambito di applicazione della disposizione. L'articolo 2 definisce la procedura attraverso cui il Ministro dell'economia e delle finanze, con propri decreti adottati su proposta della Banca d'Italia, provvede a sottoporre le banche a liquidazione coatta amministrativa. L'articolo 3 disciplina la cessione dell'azienda delle banche venete poste in liquidazione e le spese connesse alla procedura selettiva. L'articolo 4 definisce gli interventi finanziari posti a carico dello Stato finalizzati ad assicurare la protezione del risparmio e il rafforzamento patrimoniale del sistema bancario: l'iniezione di liquidità è pari a circa 4,8 miliardi di euro e la concessione di garanzie statali arriva ad un ammontare massimo di circa 12 miliardi di euro. L'articolo 5 regola la cessione alla società S.G.A. S.p.A., da parte dei commissari liquidatori, dei crediti deteriorati e di altri attivi non ceduti o retrocessi. L'articolo 6 disciplina le misure di ristoro a favore degli investitori. L'articolo 7 introduce specifiche norme in materia di trattamento fiscale delle cessioni. L'articolo 8 prevede misure tecniche di attuazione. L'articolo 9 contiene disposizioni finanziarie.

Oggi la discussione generale si è conclusa con l'intervento del sen. Moscardelli (PD). Dopo la replica del relatore, il Ministro dei rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha posto la questione di fiducia sull'approvazione del testo licenziato dalla Camera. Nella discussione sulla fiducia sono intervenuti i sen. Erika Stefani (LN), Laura Bottici, Barbara Lezzi, Martelli, Manuela Serra (M5S), Anna Cinzia Bonfrisco (FL), Barani (ALA). Hanno svolto dichiarazione di voto convintamente favorevole i sen. Conte (AP) e Gianluca Rossi (PD). Hanno espresso un voto favorevole per senso di responsabilità nei confronti del Paese, pur manifestando disagio e nutrendo riserve e perplessità di merito e di metodo, i sen. Fornaro (Art.1-MDP) e Molinari (Misto-IdV). Hanno annunciato voto contrario, valorizzando però il lavoro svolto in Parlamento e riconoscendo i presupposti di necessità del decreto, i sen. Barani (ALA), Anna Cinzia Bonfrisco (FL) e Carraro (FI-PdL). Hanno annunciato un convinto voto contrario, evidenziando che il decreto non segna una discontinuità rispetto ai provvedimenti ingiusti e non risolutivi adottati in passato i sen. Tosato (LN) Paola De Pin (GAL), Loredana De Petris (SI) e Cappelletti (M5S). Tutti i Gruppi parlamentari hanno concordato sulla necessità di una nuova politica che tuteli i risparmiatori, il credito popolare e cooperativo, la specificità del sistema Paese nel contesto internazionale, una politica capace di promuovere un autentico sviluppo, di restituire fiducia ai cittadini, di garantire una prospettiva alle future generazioni. In dissenso dal Gruppo il sen. Sacconi (AP) non ha votato la fiducia.

Giovedì 27 Luglio 2017 - 867ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 27/07/2017 - 13:17
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:30

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2879 di conversione del decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99, recante disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A, approvato dalla Camera dei deputati.

Nella seduta di ieri il relatore, sen. Marino Mauro Maria (PD) ha illustrato il provvedimento, sono state respinte questioni pregiudiziali ed è iniziata la discussione generale.

L'articolo 1 delimita l'ambito di applicazione della disposizione. L'articolo 2 definisce la procedura attraverso cui il Ministro dell'economia e delle finanze, con propri decreti adottati su proposta della Banca d'Italia, provvede a sottoporre le banche a liquidazione coatta amministrativa. L'articolo 3 disciplina la cessione dell'azienda delle banche venete poste in liquidazione e le spese connesse alla procedura selettiva. L'articolo 4 definisce gli interventi finanziari posti a carico dello Stato finalizzati ad assicurare la protezione del risparmio e il rafforzamento patrimoniale del sistema bancario: l'iniezione di liquidità è pari a circa 4,8 miliardi di euro e la concessione di garanzie statali arriva ad un ammontare massimo di circa 12 miliardi di euro. L'articolo 5 regola la cessione alla società S.G.A. S.p.A., da parte dei commissari liquidatori, dei crediti deteriorati e di altri attivi non ceduti o retrocessi. L'articolo 6 disciplina le misure di ristoro a favore degli investitori. L'articolo 7 introduce specifiche norme in materia di trattamento fiscale delle cessioni. L'articolo 8 prevede misure tecniche di attuazione. L'articolo 9 contiene disposizioni finanziarie.

La discussione generale si è conclusa con l'intervento del sen. Moscardelli (PD). Dopo la replica del relatore il Ministro dei rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha posto la questione di fiducia sull'approvazione del testo licenziato dalla Camera. Nella discussione sulla fiducia sono intervenuti i sen. Erika Stefani (LN), Laura Bottici, Barbara Lezzi, Martelli, Manuela Serra (M5S), Anna Cinzia Bonfrisco (FL), Barani (ALA).

Mercoledì 26 Luglio 2017 - 866ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 26/07/2017 - 10:03
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:31

Con 154 voti favorevoli e 117 contrari, l'Assemblea ha rinnovato al fiducia al Governo approvando il maxiemendamento governativo, comprensivo delle modifiche approvate in Commissione, che sostituisce il ddl n. 2860 di conversione in legge del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, recante disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno. Il testo passa ora alla Camera.

Nella seduta pomeridiana di ieri i relatori, sen. Simona Vicari (AP) e Tomaselli (PD), hanno illustrato i contenuti del provvedimento (v. comunicato n. 865) ed è iniziata la discussione generale, che si è conclusa questa mattina con gli interventi dei sen. Perrone (GAL), Marinello (AP), Barozzino (SI-SEL), Cioffi (M5S), Mandelli, Gasparri (FI-PdL), Lai, Esposito, Santini (PD), Romano (Aut) e Candiani (LN).

In sede di replica, in risposta all'assenza di concretezza stigmatizzata dalle opposizioni nel corso del dibattito, i relatori hanno evidenziato che il provvedimento, lungi dal costituire la panacea di tutti i mali, definisce un quadro legislativo che mancava, attraverso misure tangibili e lo stanziamento di risorse destinate a interventi specifici, a sostegno del rilancio del Mezzogiorno, che verranno individuati dalla governance unitaria tra Governo nazionale, Regioni ed enti locali. Il ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno De Vincenti hamanifestato apprezzamento per una discussione proficua che, anche grazie all'accoglimento di taluni emendamenti dell'opposizione, ha contribuito a migliorare il testo iniziale. Ha quindi richiamato le linee ispiratrici del provvedimento soffermandosi sugli interventi di sostegno alla nuova imprenditorialità, in particolare giovanile, che, lungi dal costituire un reddito di cittadinanza a tempo determinato, come definiti da FI, consentono ai giovani di prendere in mano il proprio destino. Nella stessa direzione va la norma che consente di mettere a disposizione terreni incolti o abbandonati. Il Ministro ha poi messo in risalto l'attrazione di investimenti, che potrà beneficiare dell'istituzione di ZES concentrate attorno alle aree portuali di particolare rilievo nonché le norme di semplificazione e snellimento delle procedure amministrative.

Il Ministro dei rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha quindi posto la questione di fiducia su un maxiemendamento sostitutivo del testo del decreto-legge, che accoglie gli emendamenti approvati in Commissione ad eccezione di quelli dichiarati improponibili dalla Presidenza.

Accolte le richieste della Commissione bilancio circa le due osservazioni della Ragioneria dello Stato, a conclusione della discussione sulla questione di fiducia, alla quale hanno preso parte i sen. Boccardi (FI-PdL), Loredana De Petris (SI-SEL), Puglia (M5S) e Tosato (LN), nelle dichiarazioni di voto hanno annunciato voto contrario i sen. Quagliariello (FL), Silvana Comaroli (LN), Compagnone (ALA), Mauro (GAL) De Cristofaro (SI-SEL), Barbara Lezzi (M5S) e Azzollini (FI-PdL). Hanno annunciato la fiducia i sen. Uras (Misto), Cecilia Guerra (Art. 1-MDP), Fravezzi (Aut), Gualdani (AP) e Tonini (PD). Pur condividendo gli intenti del provvedimento, FL ha evidenziato come si tratti dell'ennesima delega all'Esecutivo: in merito alle ZES mancano paletti rigidi e requisiti inderogabili rispetto all'applicazione delle agevolazioni. LN ha stigmatizzato l'assenza di misure davvero incisive sui problemi reali del Mezzogiorno quali la mancanza di infrastrutture di collegamento, la malasanità, la scuola. Secondo ALA il testo contiene norme troppo eterogenee che non incidono sui tre assi strategici fondamentali: infrastrutture, sviluppo economico e coesione sociale. GAL ha criticato il Governo per non aver stanziato un solo euro aggiuntivo per il Sud, limitandosi a rimodulare le risorse precedentemente assegnate. SI-SEL ha rilevato che il finanziamento individuale previsto nel programma denominato "Resto al Sud" appare troppo limitato per la creazione di aziende di un qualche rilievo. Secondo M5S il Fondo per lo sviluppo e la coesione è stato svuotato negli anni per ripianare gli equilibri di bilancio a danno del Mezzogiorno: il testo è un insieme di elargizioni senza alcuna programmazione finalizzate a coltivare il bacino elettorale. Ad avviso di FI il provvedimento contiene norme positive per le quali mancano tuttavia finanziamenti cospicui e moderni. Secondo i Gruppi di maggioranza le misure contenute nel provvedimento costituiscono un grande passo avanti verso un vero rilancio del Mezzogiorno grazie alla previsione di interventi strutturali e innovativi. Art. 1-MDP ha tuttavia manifestato una certa delusione: il decreto non affronta l'ammodernamento della pubblica amministrazione e l'investimento nel miglior funzionamento dei servizi pubblici.

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2879 di conversione del decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99, recante disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A, approvato dalla Camera dei deputati.

Nell'illustrare il provvedimento, il relatore, sen. Marino Mauro Maria (PD), ha osservato che il decreto-legge in titolo rappresenta un ulteriore passo verso la completa stabilizzazione del sistema bancario italiano. L'articolo 1 delimita l'ambito di applicazione della disposizione. L'articolo 2 definisce la procedura attraverso cui il Ministro dell'economia e delle finanze, con propri decreti adottati su proposta della Banca d'Italia, provvede a sottoporre le banche a liquidazione coatta amministrativa. L'articolo 3 disciplina la cessione dell'azienda delle banche venete poste in liquidazione e le spese connesse alla procedura selettiva. L'articolo 4 definisce gli interventi finanziari posti a carico dello Stato finalizzati ad assicurare la protezione del risparmio e il rafforzamento patrimoniale del sistema bancario: l'iniezione di liquidità è pari a circa 4,8 miliardi di euro e la concessione di garanzie statali arriva ad un ammontare massimo di circa 12 miliardi di euro. L'articolo 5 regola la cessione alla società S.G.A. S.p.A., da parte dei commissari liquidatori, dei crediti deteriorati e di altri attivi non ceduti o retrocessi. L'articolo 6 disciplina le misure di ristoro a favore degli investitori. L'articolo 7 introduce specifiche norme in materia di trattamento fiscale delle cessioni. L'articolo 8 prevede misure tecniche di attuazione. L'articolo 9 contiene disposizioni finanziarie.

Respinte le pregiudiziali di costituzionalità, illustrate dai sen. Loredana De Petris (SI-SEL), Erika Stefani (LN) e Endrizzi (M5S), è iniziata la discussione generale, alla quale hanno preso parte i sen. Martelli, Girotto, Airola, Laura Bottici (M5S), Alessia Petraglia, Bocchino (SI-SEL), Marin, Piccoli (FI-PdL), Monica Casaletto, Paola De Pin (GAL), Tosato (LN), Barani (ALA), Sonego (Art. 1-MDP), Santini, Puppato (PD), Conte (AP) e Molinari (Misto). Il seguito della discussione è stato rinviato a domani mattina.

Mercoledì 26 Luglio 2017 - 866ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 26/07/2017 - 10:03
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:31

Con 154 voti favorevoli e 117 contrari, l'Assemblea ha rinnovato al fiducia al Governo approvando il maxiemendamento governativo, comprensivo delle modifiche approvate in Commissione, che sostituisce il ddl n. 2860 di conversione in legge del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, recante disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno. Il testo passa ora alla Camera.

Nella seduta pomeridiana di ieri i relatori, sen. Simona Vicari (AP) e Tomaselli (PD), hanno illustrato i contenuti del provvedimento (v. comunicato n. 866) ed è iniziata la discussione generale, che si è conclusa questa mattina con gli interventi dei sen. Perrone (GAL), Marinello (AP), Barozzino (SI-SEL), Cioffi (M5S), Mandelli, Gasparri (FI-PdL), Lai, Esposito, Santini (PD), Romano (Aut) e Candiani (LN).

In sede di replica, in risposta all'assenza di concretezza stigmatizzata dalle opposizioni nel corso del dibattito, i relatori hanno evidenziato che il provvedimento, lungi dal costituire la panacea di tutti i mali, definisce un quadro legislativo che mancava, attraverso misure tangibili e lo stanziamento di risorse destinate a interventi specifici, a sostegno del rilancio del Mezzogiorno, che verranno individuati dalla governance unitaria tra Governo nazionale, Regioni ed enti locali. Il ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno De Vincenti hamanifestato apprezzamento per una discussione proficua che, anche grazie all'accoglimento di taluni emendamenti dell'opposizione, ha contribuito a migliorare il testo iniziale. Ha quindi richiamato le linee ispiratrici del provvedimento soffermandosi sugli interventi di sostegno alla nuova imprenditorialità, in particolare giovanile, che, lungi dal costituire un reddito di cittadinanza a tempo determinato, come definiti da FI, consentono ai giovani di prendere in mano il proprio destino. Nella stessa direzione va la norma che consente di mettere a disposizione terreni incolti o abbandonati. Il Ministro ha poi messo in risalto l'attrazione di investimenti, che potrà beneficiare dell'istituzione di ZES concentrate attorno alle aree portuali di particolare rilievo nonché le norme di semplificazione e snellimento delle procedure amministrative.

Il Ministro dei rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha quindi posto la questione di fiducia su un maxiemendamento sostitutivo del testo del decreto-legge, che accoglie gli emendamenti approvati in Commissione ad eccezione di quelli dichiarati improponibili dalla Presidenza.

Accolte le richieste della Commissione bilancio circa le due osservazioni della Ragioneria dello Stato, a conclusione della discussione sulla questione di fiducia, alla quale hanno preso parte i sen. Boccardi (FI-PdL), Loredana De Petris (SI-SEL), Puglia (M5S) e Tosato (LN), nelle dichiarazioni di voto hanno annunciato voto contrario i sen. Quagliariello (FL), Silvana Comaroli (LN), Compagnone (ALA), Mauro (GAL) De Cristofaro (SI-SEL), Barbara Lezzi (M5S) e Azzollini (FI-PdL). Hanno annunciato la fiducia i sen. Uras (Misto), Cecilia Guerra (Art. 1-MDP), Fravezzi (Aut), Gualdani (AP) e Tonini (PD). Pur condividendo gli intenti del provvedimento, FL ha evidenziato come si tratti dell'ennesima delega all'Esecutivo: in merito alle ZES mancano paletti rigidi e requisiti inderogabili rispetto all'applicazione delle agevolazioni. LN ha stigmatizzato l'assenza di misure davvero incisive sui problemi reali del Mezzogiorno quali la mancanza di infrastrutture di collegamento, la malasanità, la scuola. Secondo ALA il testo contiene norme troppo eterogenee che non incidono sui tre assi strategici fondamentali: infrastrutture, sviluppo economico e coesione sociale. GAL ha criticato il Governo per non aver stanziato un solo euro aggiuntivo per il Sud, limitandosi a rimodulare le risorse precedentemente assegnate. SI-SEL ha rilevato che il finanziamento individuale previsto nel programma denominato "Resto al Sud" appare troppo limitato per la creazione di aziende di un qualche rilievo. Secondo M5S il Fondo per lo sviluppo e la coesione è stato svuotato negli anni per ripianare gli equilibri di bilancio a danno del Mezzogiorno: il testo è un insieme di elargizioni senza alcuna programmazione finalizzate a coltivare il bacino elettorale. Ad avviso di FI il provvedimento contiene norme positive per le quali mancano tuttavia finanziamenti cospicui e moderni. Secondo i Gruppi di maggioranza le misure contenute nel provvedimento costituiscono un grande passo avanti verso un vero rilancio del Mezzogiorno grazie alla previsione di interventi strutturali e innovativi. Art. 1-MDP ha tuttavia manifestato una certa delusione: il decreto non affronta l'ammodernamento della pubblica amministrazione e l'investimento nel miglior funzionamento dei servizi pubblici.

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2879 di conversione del decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99, recante disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A, approvato dalla Camera dei deputati.

Nell'illustrare il provvedimento, il relatore, sen. Marino Mauro Maria (PD), ha osservato che il decreto-legge in titolo rappresenta un ulteriore passo verso la completa stabilizzazione del sistema bancario italiano. L'articolo 1 delimita l'ambito di applicazione della disposizione. L'articolo 2 definisce la procedura attraverso cui il Ministro dell'economia e delle finanze, con propri decreti adottati su proposta della Banca d'Italia, provvede a sottoporre le banche a liquidazione coatta amministrativa. L'articolo 3 disciplina la cessione dell'azienda delle banche venete poste in liquidazione e le spese connesse alla procedura selettiva. L'articolo 4 definisce gli interventi finanziari posti a carico dello Stato finalizzati ad assicurare la protezione del risparmio e il rafforzamento patrimoniale del sistema bancario: l'iniezione di liquidità è pari a circa 4,8 miliardi di euro e la concessione di garanzie statali arriva ad un ammontare massimo di circa 12 miliardi di euro. L'articolo 5 regola la cessione alla società S.G.A. S.p.A., da parte dei commissari liquidatori, dei crediti deteriorati e di altri attivi non ceduti o retrocessi. L'articolo 6 disciplina le misure di ristoro a favore degli investitori. L'articolo 7 introduce specifiche norme in materia di trattamento fiscale delle cessioni. L'articolo 8 prevede misure tecniche di attuazione. L'articolo 9 contiene disposizioni finanziarie.

Respinte le pregiudiziali di costituzionalità, illustrate dai sen. Loredana De Petris (SI-SEL), Erika Stefani (LN) e Endrizzi (M5S), è iniziata la discussione generale, alla quale hanno preso parte i sen. Martelli, Girotto, Airola, Laura Bottici (M5S), Alessia Petraglia, Bocchino (SI-SEL), Marin, Piccoli (FI-PdL), Monica Casaletto, Paola De Pin (GAL), Tosato (LN), Barani (ALA), Sonego (Art. 1-MDP), Santini, Puppato (PD), Conte (AP) e Molinari (Misto). Il seguito della discussione è stato rinviato a domani mattina.

Mercoledì 26 Luglio 2017 - 866ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 26/07/2017 - 10:03
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:31

Con 154 voti favorevoli e 117 contrari, l'Assemblea ha rinnovato al fiducia al Governo approvando il maxiemendamento governativo, comprensivo delle modifiche approvate in Commissione, che sostituisce il ddl n. 2860 di conversione in legge del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, recante disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno.

Il Capo I reca misure di sostegno alla nascita e crescita delle imprese nel Mezzogiorno (articolo 1-3) con forme di incentivazione per i giovani, per promuovere la costituzione di nuove imprese nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il Capo II riguarda le Zone Economiche Speciali (articoli 4 e 5), il cui scopo è la creazione di condizioni favorevoli in termini economici, finanziari e amministrativi, che consentano lo sviluppo delle imprese già operanti e l'insediamento di nuove imprese. il Capo III contiene semplificazioni (articoli 6-9)e l'accelerazione delle procedure adottate per la realizzazione degli interventi previsti nell'ambito dei Patti per lo sviluppo. Il Capo IV concerne misure in favore dell'occupazione, interventi per il contrasto della povertà educativa minorile e della dispersine scolastica; la disciplina per il calcolo del costo standard per studente universitario; disposizioni in materia di risanamento ambientale da parte dell'amministrazione straordinaria ILVA; la proroga del termine per l'effettuazione degli investimenti ammessi al beneficio fiscale cosiddetto del super ammortamento; misure urgenti per affrontare situazioni di marginalità sociale.

Nella seduta pomeridiana di ieri è iniziata la discussione generale, che si è conclusa questa mattina con gli interventi dei sen. Perrone (GAL), Marinello (AP), Barozzino (SI-SEL), Cioffi (M5S), Mandelli, Gasparri (FI-PdL), Lai, Esposito, Santini (PD), Romano (Aut) e Candiani (LN).

In sede di replica, in risposta all'assenza di concretezza stigmatizzata dalle opposizioni nel corso del dibattito, i relatori, sen. Simona Vicari (AP) e Tomaselli (PD), hanno evidenziato che il provvedimento, lungi dal costituire la panacea di tutti i mali, definisce un quadro legislativo che mancava, attraverso misure tangibili e lo stanziamento di risorse destinate a interventi specifici, a sostegno del rilancio del Mezzogiorno, che verranno individuati dalla governance unitaria tra Governo nazionale, Regioni ed enti locali. Il ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno De Vincenti hamanifestato apprezzamento per una discussione proficua che, anche grazie all'accoglimento di taluni emendamenti dell'opposizione, ha contribuito a migliorare il testo iniziale. Ha quindi richiamato le linee ispiratrici del provvedimento soffermandosi sugli interventi di sostegno alla nuova imprenditorialità, in particolare giovanile, che, lungi dal costituire un reddito di cittadinanza a tempo determinato, come definiti da FI, consentono ai giovani di prendere in mano il proprio destino. Nella stessa direzione va la norma che consente di mettere a disposizione terreni incolti o abbandonati. Il Ministro ha poi messo in risalto l'attrazione di investimenti, che potrà beneficiare dell'istituzione di ZES concentrate attorno alle aree portuali di particolare rilievo nonché le norme di semplificazione e snellimento delle procedure amministrative.

Il Ministro dei rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha quindi posto la questione di fiducia su un maxiemendamento sostitutivo del testo del decreto-legge, che accoglie gli emendamenti approvati in Commissione ad eccezione di quelli dichiarati improponibili dalla Presidenza.

Accolte le richieste della Commissione bilancio circa le due osservazioni della Ragioneria dello Stato, a conclusione della discussione sulla questione di fiducia, alla quale hanno preso parte i sen. Boccardi (FI-PdL), Loredana De Petris (SI-SEL), Puglia (M5S) e Tosato (LN), nelle dichiarazioni di voto hanno annunciato voto contrario i sen. Quagliariello (FL), Silvana Comaroli (LN), Compagnone (ALA), Mauro (GAL) De Cristofaro (SI-SEL), Barbara Lezzi (M5S) e Azzollini (FI-PdL). Hanno annunciato la fiducia i sen. Uras (Misto), Cecilia Guerra (Art. 1-MDP), Fravezzi (Aut), Gualdani (AP) e Tonini (PD). Pur condividendo gli intenti del provvedimento, FL ha evidenziato come si tratti dell'ennesima delega all'Esecutivo: in merito alle ZES mancano paletti rigidi e requisiti inderogabili rispetto all'applicazione delle agevolazioni. LN ha stigmatizzato l'assenza di misure davvero incisive sui problemi reali del Mezzogiorno quali la mancanza di infrastrutture di collegamento, la malasanità, la scuola. Secondo ALA il testo contiene norme troppo eterogenee che non incidono sui tre assi strategici fondamentali: infrastrutture, sviluppo economico e coesione sociale. GAL ha criticato il Governo per non aver stanziato un solo euro aggiuntivo per il Sud, limitandosi a rimodulare le risorse precedentemente assegnate. SI-SEL ha rilevato che il finanziamento individuale previsto nel programma denominato "Resto al Sud" appare troppo limitato per la creazione di aziende di un qualche rilievo. Secondo M5S il Fondo per lo sviluppo e la coesione è stato svuotato negli anni per ripianare gli equilibri di bilancio a danno del Mezzogiorno: il testo è un insieme di elargizioni senza alcuna programmazione finalizzate a coltivare il bacino elettorale. Ad avviso di FI il provvedimento contiene norme positive per le quali mancano tuttavia finanziamenti cospicui e moderni. Secondo i Gruppi di maggioranza le misure contenute nel provvedimento costituiscono un grande passo avanti verso un vero rilancio del Mezzogiorno grazie alla previsione di interventi strutturali e innovativi. Art. 1-MDP ha tuttavia manifestato una certa delusione: il decreto non affronta l'ammodernamento della pubblica amministrazione e l'investimento nel miglior funzionamento dei servizi pubblici.

Mercoledì 26 Luglio 2017 - 866ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 26/07/2017 - 10:03
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:31

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2860 di conversione in legge del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, recante disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno.

Il Capo I reca misure di sostegno alla nascita e crescita delle imprese nel Mezzogiorno (articolo 1-3) con forme di incentivazione per i giovani, per promuovere la costituzione di nuove imprese nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il Capo II riguarda le Zone Economiche Speciali (articoli 4 e 5), il cui scopo è la creazione di condizioni favorevoli in termini economici, finanziari e amministrativi, che consentano lo sviluppo delle imprese già operanti e l'insediamento di nuove imprese. il Capo III riguarda le semplificazioni (articoli 6-9)con l'accelerazione delle procedure adottate per la realizzazione degli interventi previsti nell'ambito dei Patti per lo sviluppo. Il Capo IV concerne ulteriori interventi per il Mezzogiorno e per la coesione territoriale: misure in favore dell'occupazione, interventi per il contrasto della povertà educativa minorile e della dispersine scolastica; disciplina per il calcolo del costo standard per studente universitario; disposizioni in materia di risanamento ambientale da parte dell'amministrazione straordinaria ILVA; proroga del termine per l'effettuazione degli investimenti ammessi al beneficio fiscale cosiddetto del super ammortamento; misure urgenti per affrontare situazioni di marginalità sociale.

Nella seduta pomeridiana di ieri i relatori, sen. Simona Vicari (AP) e Tomaselli (PD), hanno illustrato il contenuto del provvedimento ed è iniziata la discussione generale, che si è conclusa questa mattina con gli interventi dei sen. Perrone (GAL), Marinello (AP), Barozzino (SI-SEL), Cioffi (M5S), Mandelli, Gasparri (FI-PdL), Lai, Esposito, Santini (PD), Romano (Aut) e Candiani (LN).

In sede di replica, in risposta all'assenza di concretezza stigmatizzata dalle opposizioni nel corso del dibattito, i relatori hanno evidenziato che il provvedimento, lungi dal costituire la panacea di tutti i mali, definisce un quadro legislativo che mancava attraverso misure tangibili e lo stanziamento di risorse destinate a interventi specifici, a sostegno del rilancio del Mezzogiorno, che verranno individuati dalla governance unitaria tra Governo nazionale, Regioni ed enti locali. Il ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno De Vincenti hamanifestato apprezzamento per una discussione proficua che, anche grazie all'accoglimento di taluni emendamenti dell'opposizione, ha contribuito a migliorare il testo iniziale. Ha quindi richiamato le linee ispiratrici del provvedimento soffermandosi sugli interventi di sostegno alla nuova imprenditorialità, in particolare giovanile, che, lungi dal costituire un reddito di cittadinanza a tempo determinato, come definito da FI, consentono ai giovani di prendere in mano il proprio destino. Nella stessa direzione va la norma che consente di mettere a disposizione terreni incolti o abbandonati. Il Ministro ha poi messo in risalto l'attrazione di investimenti, che potrà beneficiare dell'istituzione di ZES concentrate attorno alle aree portuali di particolare rilievo nonché le norme di semplificazione e snellimento delle procedure amministrative, sia sul fronte dei patti per lo sviluppo sia su quello dei contratti istituzionali di sviluppo.

Il Ministro dei rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha quindi posto la questione di fiducia su un maxiemendamento sostitutivo del testo del decreto-legge, che accoglie gli emendamenti approvati in Commissione ad eccezione di quelli dichiarati improponibili dalla Presidenza.

Mercoledì 26 Luglio 2017 - 866ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 26/07/2017 - 10:03
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:31

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2860 di conversione in legge del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, recante disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno.

Il Capo I reca misure di sostegno alla nascita e crescita delle imprese nel Mezzogiorno (articolo 1-3) con forme di incentivazione per i giovani, per promuovere la costituzione di nuove imprese nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il Capo II riguarda le Zone Economiche Speciali (articoli 4 e 5), il cui scopo è la creazione di condizioni favorevoli in termini economici, finanziari e amministrativi, che consentano lo sviluppo delle imprese già operanti e l'insediamento di nuove imprese. il Capo III riguarda le semplificazioni (articoli 6-9)con l'accelerazione delle procedure adottate per la realizzazione degli interventi previsti nell'ambito dei Patti per lo sviluppo. Il Capo IV concerne ulteriori interventi per il Mezzogiorno e per la coesione territoriale: misure in favore dell'occupazione, interventi per il contrasto della povertà educativa minorile e della dispersine scolastica; disciplina per il calcolo del costo standard per studente universitario; disposizioni in materia di risanamento ambientale da parte dell'amministrazione straordinaria ILVA; proroga del termine per l'effettuazione degli investimenti ammessi al beneficio fiscale cosiddetto del super ammortamento; misure urgenti per affrontare situazioni di marginalità sociale.

Nella seduta pomeridiana di ieri i relatori, sen. Vicari (AP) e Tomaselli (PD), hanno illustrato il contenuto del provvedimento ed è iniziata la discussione generale,

Martedì 25 Luglio 2017 - 865ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 25/07/2017 - 17:39
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:30

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2860 di conversione in legge del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, recante disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno.

I relatori sen. Vicari (AP) e Tomaselli (PD) hanno illustrato il contenuto del provvedimento che all'articolo 1 contempla forme di incentivazione per i giovani del Mezzogiorno, per promuovere la costituzione di nuove imprese nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. La misura, denominata "Resto al Sud", è rivolta ai giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che consiste per il 35 per cento in erogazioni a fondo perduto e per il 65 per cento è un prestito a tasso zero da rimborsare, complessivamente, in otto anni di cui i primi due di preammortamento. L'articolo 2 mira a favorire il ricambio generazionale e lo sviluppo dell'imprenditoria giovanile in agricoltura nelle regioni del Mezzogiorno, mediante una specifica destinazione di 50 milioni di euro del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione. L'articolo 3, al fine di promuovere la costituzione di nuove imprese, detta disposizioni per consentire ai comuni delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia di dare in concessione o in affitto ai soggetti in età compresa tra i 18 e i 40 anni terreni e aree in stato di abbandono. L'articolo 4 disciplina le procedure e le condizioni per istituire in alcune aree del Paese, comprendenti almeno un'area portuale, zone economiche speciali. Lo scopo delle ZES è infatti quello di creare condizioni favorevoli in termini economici, finanziari e amministrativi, che consentano lo sviluppo delle imprese già operanti e l'insediamento di nuove imprese. Tali imprese beneficiano di speciali condizioni, in relazione alla natura incrementale degli investimenti e delle attività di sviluppo di impresa. L'articolo 5 prevede i benefici fiscali e le altre agevolazioni che sono riconosciute alle imprese già esistenti e alle nuove che si insediano e che avviano un programma di attività economiche imprenditoriali o di investimenti nella ZES. L'articolo 6 è finalizzato a semplificare ed accelerare le procedure adottate per la realizzazione degli interventi previsti nell'ambito dei Patti per lo sviluppo. L'articolo 7 è volto a promuovere, favorendo l'utilizzo dei Contratti istituzionali di sviluppo, la realizzazione di interventi di particolare complessità finanziati a valere sulle risorse nazionali ed europee. L'articolo 8 dispone una deroga per l'ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria di cui al decreto-legge n. 347 del 2003. L'articolo 9 interviene sulla disciplina concernente la classificazione dei rifiuti. L'articolo 10 reca uno stanziamento al fine dello svolgimento di programmi per la riqualificazione e la ricollocazione di lavoratori coinvolti in situazioni di crisi aziendale o settoriale nelle regioni del Mezzogiorno. L'articolo 11 reca interventi per il contrasto della povertà educativa minorile e della dispersine scolastica nel Mezzogiorno. L'articolo 12 ridefinisce a livello legislativo, a decorrere dal 2018, la disciplina per il calcolo del costo standard per studente universitario. L'articolo 13 contiene disposizioni in materia di risanamento ambientale da parte dell'amministrazione straordinaria ILVA. L'articolo 14 proroga dal 30 giugno 2018 al 31 luglio 2018 il termine per l'effettuazione degli investimenti ammessi al beneficio fiscale cosiddetto del super ammortamento. L'articolo 15 conferisce agli enti locali delle regioni del Sud, in via sperimentale e per la durata di tre anni, la facoltà di ottenere supporto tecnico e amministrativo da parte delle prefetture. L'articolo 16 reca misure urgenti per affrontare situazioni di marginalità sociale.

Respinta la questione pregiudiziale del sen. Cassinelli (FI-PdL), a favore della quale si è pronunciato il sen. Giovanardi (FL), è iniziata la discussione generale.

Martedì 25 Luglio 2017 - 864ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 25/07/2017 - 12:31
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 11:00

L'Assemblea ha avviato la discussione di mozioni in materia agricola.

I sen. Candiani (LN), Elena Ferrara (PD) e Daniela Donno (M5S), hanno illustrato rispettivamente le mozioni 746 (testo 2), 764 e 821 che, in considerazione della crisi del settore risicolo italiano, legata a debolezze produttive e dall'importazione da Paesi meno avanzati, impegnano il Governo ad assumere diverse iniziative di tutela tra cui l'attivazione della clausola di salvaguardia per il ripristino dei dazi doganali, l'adozione della disciplina sull'etichettatura e l'adozione di regole reciproche tra gli Stati dell'Unione europea. a tutela del settore risicolo italiano. Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Pizzetti ha espresso parere favorevole con riformulazioni.

Lo stesso rappresentante del Governo ha espresso parere favorevole con riformulazioni sulle mozioni 583, 747, 762, 766 (testo 2) e 768, illustrate dai sen. Camilla Fabbri (PD), D'Ambrosio Lettieri (GAL), Maria Grazia Gatti (Art.1-MDP), Daniela Donno (M5S) e Lumia (PD), che impegnano il Governo a evidenziare e monitorare criticità nell'applicazione della legge sul caporalato approvata nel 2016.

Alla discussione generale hanno partecipato i sen. Dalla Tor (AP), Daniela Donno (M5S), Fasiolo (PD). Le dichiarazioni e il voto finale sono stati rinviati ad altra seduta.

Martedì 25 Luglio 2017 - 864ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 25/07/2017 - 12:31
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 11:00

L'Assemblea ha avviato la discussione di mozioni in materia agricola.

I sen. Candiani (LN), Elena Ferrara (PD) e Daniela Donno (M5S), hanno illustrato rispettivamente le mozioni 746 (testo 2), 764 e 821 che, in considerazione della crisi del settore risicolo italiano, legata a debolezze produttive e dall'importazione da Paesi meno avanzati, impegnano il Governo ad assumere diverse iniziative di tutela tra cui l'attivazione della clausola di salvaguardia per il ripristino dei dazi doganali, l'adozione della disciplina sull'etichettatura e l'adozione di regole reciproche tra gli Stati dell'Unione europea. a tutela del settore risicolo italiano. Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Pizzetti ha espresso parere favorevole con riformulazioni.

Lo stesso rappresentante del Governo ha espresso parere favorevole con riformulazioni sulle mozioni 583, 747, 762, 766 (testo 2) e 768, illustrate dai sen. Camilla Fabbri (PD), D'Ambrosio Lettieri (GAL), Maria Grazia Gatti (Art.1-MDP), Daniela Donno (M5S) e Lumia (PD), che impegnano il Governo a evidenziare e monitorare criticità nell'applicazione della legge sul caporalato approvata nel 2016.

Alla discussione generale hanno partecipato i sen. Dalla Tor (AP), Daniela Donno (M5S), Fasiolo (PD). Le dichiarazioni e il voto finale sono stati rinviati ad altra seduta.

Martedì 25 Luglio 2017 - 864ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 25/07/2017 - 12:31
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 11:00

L'Assemblea ha avviato la discussione di mozioni in materia agricola.

I sen. Candiani (LN), Elena Ferrara (PD) e Daniela Donno (M5S), hanno illustrato rispettivamente le mozioni 746 (testo 2), 764 e 821 che impegnano il Governo ad assumere iniziative a tutela del settore risicolo italiano.

I sen. Camilla Fabbri (PD), D'Ambrosio Lettieri (GAL), Maria Grazia Gatti (Art.1-MDP) e Daniela Donno (M5S) hanno illustrato rispettivamente le mozioni 583, 747, 762 e 766 (testo 2) che impegnano il Governo a modificare e monitorare l'attuazione della legge sul caporalato.

Giovedì 20 Luglio 2017 - 863ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 20/07/2017 - 11:30
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:02

L'Assemblea ha approvato con modifiche il ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale. Il testo passa alla Camera dei deputati.

Nella seduta pomeridiana di ieri è terminata la votazione degli emendamenti.

Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato voto contrario i sen. Maurizio Romani (Misto-IdV), Arrigoni (LN), Alessia Petraglia (SI), Paola Taverna (M5S). Con diversi accenti e motivazioni, hanno annunciato voto favorevole i sen. Di Giacomo (FL), Laniece (Aut), Aiello (AP), D'Ambrosio Lettieri (GAL), Malan (FI-PDL) e Emilia Grazia De Biasi (PD). Ritenendo che l'impostazione coercitiva del decreto sia stata corretta grazie al lavoro costruttivo del Senato, nonostante permangono criticità e zone d'ombra, i sen. Barani (ALA) e la sen. Guerra (Art.1-MDP) hanno annunciato voto favorevole, lasciando però libertà di scelta. In dissenso dai rispettivi Gruppi hanno annunciato voto contrario i sen. Paola De Pin (GAL), Scilipoti Isgrò, Piccoli, Amidei (FI-PdL), D'Anna, Langella (ALA), Nerina Dirindin (Art.1-MDP). Il sen. Zuffada (FI-PdL) ha annunciato l'astensione, il sen. Floris (FI-PdL) la non partecipazione al voto.

Il Gruppo LN ritiene che un decreto pasticciato, illiberale e poco trasparente abbia spaccato il Paese e la comunità scientifica, abbia aumentato la diffidenza dei genitori nei confronti delle vaccinazioni e la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni. Il decreto viola l'articolo 32 della Costituzione secondo cui nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario, salvo necessità: in questo caso nessuna emergenza epidemiologica giustifica l'arroganza del Governo che, con la complicità di una parte della comunità scientifica, ha inventato lo stato di necessità con notizie false e ha negato le reazioni avverse, peraltro riconosciute in sede giudiziaria. Il decreto non è stato varato per tutelare l'interesse nazionale: la copertura vaccinale in Italia è analoga a quella degli altri Paesi europei, dove non sussiste l'obbligo di dieci vaccini; la decisione di fare una sperimentazione di massa, nell'interesse di alcune multinazionali del farmaco, è stata presa a Washington.

Il Gruppo Art.1-MDP ritiene che le vaccinazioni siano indispensabili per la prevenzione di malattie infettive e la riduzione della mortalità e che la tutela della collettività possa legittimare l'adozione di misure coercitive, ma l'obbligo non sia il solo strumento, neanche in presenza di alto rischio di contagio. Per questo motivo è condivisibile l'impostazione del Piano nazionale di prevenzione vaccinale, che mira a recuperare la copertura vaccinale attraverso l'adesione volontaria e consapevole. Il Senato ha corretto in parte l'impostazione originaria, che prevedeva un'estensione drastica dell'obbligo con misure sanzionatorie eccessive; permangono però il problema della situazione vaccinale di operatori sanitari e scolastici, la sanzione del mancato accesso alla scuola dell'infanzia, la formulazione monocomponente prevista solo "di norma e nei limiti della disponibilità del Servizio sanitario" per i soggetti immunizzati. Infine, nel metodo, la scelta di privilegiare l'accordo politico con Forza Italia ha il sapore dello scambio anziché dell'allargamento del consenso.

Il Gruppo SI-Sel ha evidenziato le gravi responsabilità della Ministra della salute che ha alimentato lo scontro, ricorrendo alla propaganda per giustificare un decreto confezionato male dalla tecnocrazia sanitaria e banalizzando una discussione parlamentare che è stata invece utile e seria. Anche il premier Gentiloni ha dichiarato che non esiste un'emergenza nazionale. Il calo della copertura vaccinale in Italia è fisiologico e lo Stato non può sostituirsi alla responsabilità genitoriale. Il Governo avrebbe dovuto promuovere campagne informative, anziché irridere i genitori e trattare i cittadini come sudditi e avrebbe dovuto contribuire a ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini, comunità scientifica, servizio sanitario e medici di base attraverso campagne informative e lotta alla corruzione legata agli intrecci tra sanità e multinazionali. L'impostazione autoritaria del decreto è un segnale di arretratezza e riflette una tendenza generale alla verticalizzazione del potere: resta da capire perché il PD si sia assunto la responsabilità del pasticcio e abbia consegnato a FI-PdL il merito delle modifiche.

Il Gruppo FI-PdL ha osservato che l'emergenza dovrebbe unire, non spaccare il Paese. Il decreto è nato male, con un'impostazione repressiva, ingiusta e controproducente: prevedeva l'obbligo di 12 vaccinazioni, multe fino a 7.500 euro e il rischio di perdita della potestà genitoriale. Di fronte alla minaccia di ricorso alla questione di fiducia, il Gruppo ha fatto una scelta difficile ma utile al Paese: anziché limitarsi a fare opposizione e denunciare i difetti del testo, ha reso possibile una discussione di merito al fine di evitare un duplice rischio: che il decreto producesse effetti opposti a quelli desiderati e che l'eventuale bocciatura facesse passare il messaggio secondo cui è bene non vaccinarsi. Il Senato ha dimostrato di saper fare il suo lavoro: raccogliendo le preoccupazioni dei cittadini ha sviluppato un confronto che ha consentito di approvare importanti modifiche: l'obbligo per le istituzioni di convocare le famiglie inadempienti e fornire informazioni, la riduzione delle sanzioni tra 100 e 500 euro, l'estensione degli adempimenti vaccinali ai minori stranieri non accompagnati, la dichiarazione della situazione vaccinale per il personale scolastico e sanitario. Permangono questioni irrisolte: l'entrata in vigore immediata del calendario vaccinale e la mancanza di risorse delle Asl sulle quali viene scaricato un peso enorme. Il Gruppo auspica che siano affrontate, nel successivo passaggio parlamentare, i temi dell'elasticità del calendario vaccinale e di un'adeguata raccolta di dati sulle reazioni avverse.

Il Gruppo M5S ha rilevato che il decreto vaccini si iscrive in una successione di provvedimenti autoritari e fallimentari, dal Jobs act alla buona scuola, dalla legge elettorale alla modifica costituzionale. Il Senato ha smantellato un decreto folle e impresentabile che certifica il fallimento politico di un Ministro della salute che ha imposto tagli di 4 miliardi alla sanità e ha promosso il fertility day. Qualora sia in atto un'epidemia di morbillo, il Ministro della salute dovrebbe prevedere il vaccino specifico in formulazione monocomponente da somministrare anche nei comparti scolastico e sanitario. Il Governo invece è forte con i soggetti deboli (genitori e bambini), debole con i soggetti forti (le aziende farmaceutiche che producono solo vaccini plurivalenti), attento al suo bacino elettorale. In tutta Europa, dove le coperture vaccinali sono maggiori, le vaccinazioni sono raccomandate, non obbligatorie, e le istituzioni accompagnano i cittadini verso scelte consapevoli.

Il Gruppo PD ha rilevato che coltivare il dubbio in nome della razionalità è cosa diversa da coltivare il sospetto: secondo i dati scientifici di AIFA i vaccini previsti sono sicuri, sperimentati e vanno somministrarti nella prima fase della vita. Non vi è alcuna sperimentazione di massa: l'OMS ha lanciato un allarme e la UE ha fatto un richiamo all'Italia per aumentare la copertura vaccinale. In un mondo globale sregolato, dove crescono paura ed egoismi, è più difficile contemperare libertà e sicurezza, ma la tutela della salute pubblica deve rimanere preminente rispetto alla libertà di scelta individuale. Il Parlamento ha svolto il suo ruolo migliorando il testo: sono state coinvolte le Regioni, è stata potenziata la farmacovigilanza e istituita l'anagrafe nazionale vaccini, sono state ridotte le sanzioni e soppressa la possibilità di perdita della potestà genitoriale. Anche i Gruppi AP e Aut, che ha richiamato la clausola di salvaguardia per le Regioni a Statuto speciale, ritengono che il provvedimento abbia un fondamento scientifico e politico e sia volto alla tutela della la salute collettiva.

L'Assemblea ha approvato il parere favorevole della 1a Commissione permanente in ordine alla sussistenza dei presupposti costituzionali di necessità e urgenza relativamente al decreto-legge sulla liquidazione di Banca popolare di Vicenza e di Veneto banca.

Contro il parere si sono pronunciati i sen. Erika Stefani (LN), Endrizzi (M5S), Loredana De Petris (SI), Cinzia Bonfrisco (FL), Paola De Pin (GAL).

Giovedì 20 Luglio 2017 - 863ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 20/07/2017 - 11:30
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:05

L'Assemblea ha approvato con modifiche il ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale. Il testo passa alla Camera dei deputati.

Nella seduta pomeridiana di ieri è terminata la votazione degli emendamenti.

Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato voto contrario i sen. Maurizio Romani (Misto-IdV), Arrigoni (LN), Alessia Petraglia (SI), Paola Taverna (M5S). Con diversi accenti e motivazioni, hanno annunciato voto favorevole i sen. Di Giacomo (FL), Laniece (Aut), Aiello (AP), Malan (FI-PDL) e Emilia Grazia De Biasi (PD). Ritenendo che l'impostazione coercitiva del decreto sia stata corretta grazie al lavoro costruttivo del Senato, nonostante permangono criticità e zone d'ombra, i sen. Barani (ALA) e la sen. Guerra (Art.1-MDP) hanno annunciato voto favorevole, lasciando però libertà di scelta. In dissenso dai rispettivi Gruppi hanno annunciato voto contrario i sen. Paola De Pin (GAL), Scilipoti Isgrò, Piccoli, Amidei (FI-PdL), D'Anna, Langella (ALA), Nerina Dirindin (Art.1-MDP). Il sen. Zuffada (FI-PdL) ha annunciato l'astensione, il sen. Floris (FI-PdL) la non partecipazione al voto.

Il Gruppo LN ritiene che un decreto pasticciato, illiberale e poco trasparente abbia spaccato il Paese e la comunità scientifica, abbia aumentato la diffidenza dei genitori nei confronti delle vaccinazioni e la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni. Il decreto viola l'articolo 32 della Costituzione secondo cui nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario, salvo necessità: in questo caso nessuna emergenza epidemiologica giustifica l'arroganza del Governo che, con la complicità di una parte della comunità scientifica, ha inventato lo stato di necessità con notizie false e ha negato le reazioni avverse, peraltro riconosciute in sede giudiziaria. Il decreto non è stato varato per tutelare l'interesse nazionale: la copertura vaccinale in Italia è analoga a quella degli altri Paesi europei, dove non sussiste l'obbligo di dieci vaccini; la decisione di fare una sperimentazione di massa, nell'interesse di alcune multinazionali del farmaco, è stata presa a Washington.

Il Gruppo Art.1-MDP ritiene che le vaccinazioni siano indispensabili per la prevenzione di malattie infettive e la riduzione della mortalità e che la tutela della collettività possa legittimare l'adozione di misure coercitive, ma l'obbligo non sia il solo strumento, neanche in presenza di alto rischio di contagio. Per questo motivo è condivisibile l'impostazione del Piano nazionale di prevenzione vaccinale, che mira a recuperare la copertura vaccinale attraverso l'adesione volontaria e consapevole. Il Senato ha corretto in parte l'impostazione originaria, che prevedeva un'estensione drastica dell'obbligo con misure sanzionatorie eccessive; permangono però il problema della situazione vaccinale di operatori sanitari e scolastici, la sanzione del mancato accesso alla scuola dell'infanzia, la formulazione monocomponente prevista solo "di norma e nei limiti della disponibilità del Servizio sanitario" per i soggetti immunizzati. Infine, nel metodo, la scelta di privilegiare l'accordo politico con Forza Italia ha il sapore dello scambio anziché dell'allargamento del consenso.

Il Gruppo SI-Sel ha evidenziato le gravi responsabilità della Ministra della salute che ha alimentato lo scontro, ricorrendo alla propaganda per giustificare un decreto confezionato male dalla tecnocrazia sanitaria e banalizzando una discussione parlamentare che è stata invece utile e seria. Anche il premier Gentiloni ha dichiarato che non esiste un'emergenza nazionale. Il calo della copertura vaccinale in Italia è fisiologico e lo Stato non può sostituirsi alla responsabilità genitoriale. Il Governo avrebbe dovuto promuovere campagne informative, anziché irridere i genitori e trattare i cittadini come sudditi e avrebbe dovuto contribuire a ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini, comunità scientifica, servizio sanitario e medici di base attraverso campagne informative e lotta alla corruzione legata agli intrecci tra sanità e multinazionali. L'impostazione autoritaria del decreto è un segnale di arretratezza e riflette una tendenza generale alla verticalizzazione del potere: resta da capire perché il PD si sia assunto la responsabilità del pasticcio e abbia consegnato a FI-PdL il merito delle modifiche.

Il Gruppo FI-PdL ha osservato che l'emergenza dovrebbe unire, non spaccare il Paese. Il decreto è nato male, con un'impostazione repressiva, ingiusta e controproducente: prevedeva l'obbligo di 12 vaccinazioni, multe fino a 7.500 euro e il rischio di perdita della potestà genitoriale. Di fronte alla minaccia di ricorso alla questione di fiducia, il Gruppo ha fatto una scelta difficile ma utile al Paese: anziché limitarsi a fare opposizione e denunciare i difetti del testo, ha reso possibile una discussione di merito al fine di evitare un duplice rischio: che il decreto producesse effetti opposti a quelli desiderati e che l'eventuale bocciatura facesse passare il messaggio secondo cui è bene non vaccinarsi. Il Senato ha dimostrato di saper fare il suo lavoro: raccogliendo le preoccupazioni dei cittadini ha sviluppato un confronto che ha consentito di approvare importanti modifiche: l'obbligo per le istituzioni di convocare le famiglie inadempienti e fornire informazioni, la riduzione delle sanzioni tra 100 e 500 euro, l'estensione degli adempimenti vaccinali ai minori stranieri non accompagnati, la dichiarazione della situazione vaccinale per il personale scolastico e sanitario. Permangono questioni irrisolte: l'entrata in vigore immediata del calendario vaccinale e la mancanza di risorse delle Asl sulle quali viene scaricato un peso enorme. Il Gruppo auspica che siano affrontate, nel successivo passaggio parlamentare, i temi dell'elasticità del calendario vaccinale e di un'adeguata raccolta di dati sulle reazioni avverse.

Il Gruppo M5S ha rilevato che il decreto vaccini si iscrive in una successione di provvedimenti autoritari e fallimentari, dal Jobs act alla buona scuola, dalla legge elettorale alla modifica costituzionale. Il Senato ha smantellato un decreto folle e impresentabile che certifica il fallimento politico di un Ministro della salute che ha imposto tagli di 4 miliardi alla sanità e ha promosso il fertility day. Qualora sia in atto un'epidemia di morbillo, il Ministro della salute dovrebbe prevedere il vaccino specifico in formulazione monocomponente da somministrare anche nei comparti scolastico e sanitario. Il Governo invece è forte con i soggetti deboli (genitori e bambini), debole con i soggetti forti (le aziende farmaceutiche che producono solo vaccini plurivalenti), attento al suo bacino elettorale. In tutta Europa, dove le coperture vaccinali sono maggiori, le vaccinazioni sono raccomandate, non obbligatorie, e le istituzioni accompagnano i cittadini verso scelte consapevoli.

Il Gruppo PD ha rilevato che coltivare il dubbio in nome della razionalità è cosa diversa da coltivare il sospetto: secondo i dati scientifici di AIFA i vaccini previsti sono sicuri, sperimentati e vanno somministrarti nella prima fase della vita. Non vi è alcuna sperimentazione di massa: l'OMS ha lanciato un allarme e la UE ha fatto un richiamo all'Italia per aumentare la copertura vaccinale. In un mondo globale sregolato, dove crescono paura ed egoismi, è più difficile contemperare libertà e sicurezza, ma la tutela della salute pubblica deve rimanere preminente rispetto alla libertà di scelta individuale. Il Parlamento ha svolto il suo ruolo migliorando il testo: sono state coinvolte le Regioni, è stata potenziata la farmacovigilanza e istituita l'anagrafe nazionale vaccini, sono state ridotte le sanzioni e soppressa la possibilità di perdita della potestà genitoriale.

Mercoledì 19 Luglio 2017 - 862ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 19/07/2017 - 11:10
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:34

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

Nella seduta pomeridiana di ieri sono stati approvati gli emendamenti della Commissione riferiti all'articolo 2. Questa mattina il Presidente della Commissione bilancio, sen. Tonini (PD), ha rinnovato, in assenza della relazione tecnica del Governo, il parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sull'emendamento 1.1500/9 (testo 2) della sen. Taverna (M5S) e altri, che prevede vaccinazioni disponibili in formulazione monocomponente. Dopo che il Ministro Lorenzin ha espresso sull'emendamento parere contrario dal punto di vista tecnico sanitario, il Presidente Grasso ha proposto di anticipare la votazione dell'emendamento 5.0.3000/1 (testo 2) del sen. Arrigoni (LN) e altri, in base al quale le procedure accentrate di acquisto devono riguardare anche i vaccini in formulazione monocomponente, per evitare l'inoculazione dello stesso vaccino in forma combinata. I sen. Arrigoni (LN), Taverna (M5S), D'Anna (ALA). Scilipoti Isgrò (FI-PdL) e Maurizio Romani (Misto-IdV) hanno criticato il Ministro Lorenzin: alcuni medici sostengono che ripetere la vaccinazione è dannoso, altri ritengono che sia inutile; in ogni caso le decisioni relative alla sanità non possono dipendere dagli interessi delle aziende farmaceutiche; inoltre, la disponibilità di vaccinazioni in formulazione monocomponente è necessaria ai fini dell'attuazione del decreto stesso che al comma 2 dell'articolo 1 prevede che l'avvenuta immunizzazione esonera dall'obbligo di relativa vaccinazione. La sen. Fucksia (FL) ha proposto di affrontare la questione con un ordine del giorno, per dare tempo alle aziende farmaceutiche di produrre vaccini monocomponenti.

Dopo una sospensione, chiesta dal Ministro Lorenzin, la relatrice, sen. Manassero (PD), ha depositato un nuovo emendamento 1.1600 che, in relazione all'esonero, prevede che il soggetto immunizzato adempie all'obbligo vaccinale, di norma, con vaccini in formulazione monocomponente o combinata in cui sia assente l'antigene per la malattia infettiva per la quale sussiste immunizzazione. Conseguentemente la procedura accentrata di acquisto per vaccinazioni obbligatorie riguarda anche i vaccini monocomponente. La Commissione bilancio ha richiesto di inserire l'inciso "nei limiti delle disponibilità del Servizio sanitario nazionale". Il sen. Arrigoni (LN) ha evidenziato che l'emendamento della relatrice smentisce le affermazioni del Ministro e riproduce il contenuto di due emendamenti della Lega, che miravano a sanare lacune del testo. Secondo la sen. Taverna (M5S) l'emendamento della relatrice non risolve il problema alla radice e determina ulteriori complicazioni nella somministrazione. La sen. Dirindin (Art.1-MDP) ha rilevato che la Commissione sanità avrebbe dovuto approvare l'emendamento sulla possibilità di somministrazione in formulazione monocomponente. Ha ricordato inoltre che la somministrazione in forma polivante a persone che non ne hanno bisogno è in contrasto che il principio di appropriatezza più volte richiamato dal Ministro della salute. Ha affermato infine che il vero nodo è la mancata produzione della formulazione monocomponente da parte delle aziende farmaceutiche. La sen. Petraglia (SI) ha rilevato che la condizione finanziaria svuota il contenuto della previsione: la politica del Ministro mira a privatizzare la sanità. Il sen. Maurizio Romani (Misto) ha osservato che la correzione apportata in corso d'opera, con il richiamo ai limiti della disponibilità finanziaria, è pasticciata e pone un problema di eguaglianza. Il sen. Malan (FI-PdL) ha proposto di sopprimere le parole "di norma". Il sen. D'Anna (ALA) ha proposto di prevedere l'obbligo per le aziende che vincono la gara pubblica di produrre vaccini anche in forma monocomponente. I sen. Mancuso (AP), Romano, Laniece, Elena Cattaneo (Aut), D'Ambrosio Lettieri (GAL) hanno affermato che la richiesta della formulazione monocomponente ha una motivazione politico elettorale ma è priva di fondamento scientifico: il sovraccarico vaccinale non esiste e l'industria farmaceutica non si arricchisce con i vaccini. Il sen. Gaetti (M5S) ha riproposto il tema della produzione dei vaccini da parte di uno stabilimento pubblica. L'emendamento 1.1600 è stato approvato insieme a un subemendamento del sen. Arrigoni (LN), in base al quale l'AIFA pubblica annualmente i dati relativi alla disponibilità di vaccini in formulazione monocomponente e combinata. E' stato poi approvato, insieme ai subemendamenti 1.1500/41 e 1.1500/42 del sen. D'Ambrosio Lettieri (GAL), l'emendamento 1.1500 della Commissione che, in relazione alle vaccinazioni per i minori di età compresa tra zero e sedici anni, inserisce il richiamo agli obiettivi prioritari del Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017/2019 e distingue tra vaccinazioni obbligatorie (anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b), vaccinazioni la cui obbligatorietà è sottoposta a verifica triennale (anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella) e vaccinazioni raccomandate (anti-meningococcica B e C, anti-pneumococcica, anti-rotavirus). All'articolo 3, riguardante gli adempimenti vaccinali per l'iscrizione ai servizi educativi, sono stati approvati gli emendamenti della Commissione 3.9, 3.19 (testo 3), 3.46 (testo corretto), e gli emendamenti 3.7 (testo 2) del sen. Malan, che estende la norma ai minori stranieri non accompagnati, e 3.48 (testo 2) della sen. Rizzotti (FI-PdL) che prevede l'autocertificazione per la situazione vaccinale degli operatori scolastici, sanitari e sociosanitari. Approvato anche l'emendamento della Commissione 3.0.1000 (testo 2) che prevede misure di semplificazione a decorrere dall'anno scolastico 2019/2020. E' stato invece respinto l'emendamento 3.35 della sen. Dirindin (Art.1-MDP), sostenuto anche dai Gruppi SI, M5S, LN, ALA e GAL, volto a sopprimere il comma 3, che prevede la presentazione della documentazione vaccinale quale requisito di accesso ai servizi educativi e alle scuole dell'infanzia. All'articolo 4, recante ulteriori adempimenti delle istituzioni scolastiche, è stato approvato l'emendamento 4.7 della Commissione. Sono stati quindi approvati gli emendamenti della Commissione 4.0.3 (testo 2), con un subemendamento della sen. Dirindin (Art.1-MDP), che istituisce l'anagrafe nazionale vaccini al fine di monitorare l'attuazione dei programmi vaccinali, e 4.0.5 (testo 2), che integra l'unità di crisi per il raggiungimento degli obiettivi di prevenzione e gestione delle emergenze sanitarie. All'articolo 5, recante disposizioni transitorie, sono stati approvati gli emendamenti della Commissione 5.9 (testo corretto) e 5.10 e, unitamente ai subemendamenti 5.20/1 e 5.20/3 (testo 2) della sen. Dirindin (Art.1-MDP), 5.20/2 del sen. D'Ambrosio Lettieri (GAL) e 5.20/4 della sen. Petraglia (SI), l'emendamento 5.20 della relatrice, che prevede in via sperimentale la prenotazione delle vaccinazioni presso le farmacie convenzionate. Dopo le critiche dei sen. Maria Mussini, Uras (Misto), Michela Montevecchi (M5S) e Maria Rizzotti (FI-PdL) al distoglimento di fondi dell'offerta formativa per gli adempimenti di certificazione vaccinale, la relatrice ha ritirato l'emendamento 5.14 (testo 2). Sono stati approvati gli emendamenti della Commissione 5.0.2 (testo 3) sulle controversie in materia di riconoscimento del danno da vaccino e somministrazione dei farmaci; 5.0.1000 (testo corretto), con un subemendamento del sen. Arrigoni (LN), che stanzia risorse sul comando di 20 unità di personale per definire le procedure di ristoro dei soggetti danneggiati da trasfusioni con sangue infetto, da somministrazione di emoderivati infetti o da vaccinazioni obbligatorie; 5.0.2000, relativo agli indennizzi per i soggetti danneggiati da complicanze irreversibili da vaccinazioni. All'articolo 6, relativo ad abrogazioni, è stato approvato l'emendamento 6.2 della Commissione. E' stato approvato, infine, l'emendamento 7.0.1 della Commissione che reca una clausola di salvaguardia per le regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e Bolzano.

Le dichiarazioni e il voto finale sono stati rinviati alla seduta di domani.

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Nella seduta pomeridiana di ieri sono stati approvati gli emendamenti della Commissione riferiti all'articolo 2. Questa mattina il Presidente della Commissione bilancio, sen. Tonini (PD), ha comunicato che, in assenza della relazione tecnica del Governo, la Commissione bilancio rinnova il parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sull'emendamento 1.1500/9 (testo 2) della sen. Taverna (M5S) e altri, che prevede vaccinazioni disponibili in formulazione monocomponente. Dopo che il Ministro Lorenzin ha espresso sull'emendamento parere contrario dal punto di vista tecnico sanitario, il Presidente Grasso ha proposto di anticipare la votazione dell'emendamento 5.0.3000/1 (testo 2) del sen. Arrigoni (LN) e altri, in base al quale le procedure accentrate di acquisto devono riguardare anche i vaccini in formulazione monocomponente, per evitare l'inoculazione dello stesso vaccino in forma combinata. I sen. Arrigoni (LN), Taverna (M5S), D'Anna (ALA). Scilipoti Isgrò (FI-PdL) e Maurizio Romani (Misto-IdV) hanno criticato il Ministro Lorenzin: alcuni medici sostengono che ripetere la vaccinazione è dannoso, altri ritengono che sia inutile; in ogni caso le decisioni relative alla sanità non possono dipendere dagli interessi delle aziende farmaceutiche; inoltre, la disponibilità di vaccinazioni in formulazione monocomponente è necessaria ai fini dell'attuazione del decreto stesso che al comma 2 dell'articolo 1 prevede che l'avvenuta immunizzazione esonera dall'obbligo di relativa vaccinazione. La sen. Fucksia (FL) ha proposto di affrontare la questione con un ordine del giorno, per dare tempo alle aziende farmaceutiche di produrre vaccini monocomponenti.

Dopo una sospensione, chiesta dal Ministro Lorenzin, la relatrice, sen. Manassero (PD), ha depositato un nuovo emendamento 1.1600 che, in relazione all'esonero, prevede che il soggetto immunizzato adempie all'obbligo vaccinale, di norma, con vaccini in formulazione monocomponente o combinata in cui sia assente l'antigene per la malattia infettiva per la quale sussiste immunizzazione. Conseguentemente la procedura accentrata di acquisto per vaccinazioni obbligatorie riguarda anche i vaccini monocomponente. La Commissione bilancio ha richiesto di inserire l'inciso "nei limiti delle disponibilità del Servizio sanitario nazionale". Il sen. Arrigoni (LN) ha evidenziato che l'emendamento della relatrice riproduce il contenuto di due emendamenti della Lega, che miravano a sanare lacune del testo, e smentisce clamorosamente le affermazioni del Ministro. Secondo la sen. Taverna (M5S) l'emendamento della relatrice non risolve il problema alla radice e determina ulteriori complicazioni nella somministrazione. La sen. Dirindin (Art.1-MDP) ha rilevato che la questione avrebbe potuto essere risolta in Commissione sanità, prevedendo la possibilità di somministrazione in formulazione monocomponente. Ha ricordato inoltre che la somministrazione in forma polivante a persone che non ne hanno bisogno è in contrasto che il principio di appropriatezza più volte richiamato dal Ministro della salute. Ha affermato infine che il vero nodo è la mancata produzione della formulazione monocomponente da parte delle aziende farmaceutiche. La sen. Petraglia (SI) ha rilevato che la condizione finanziaria svuota il contenuto della previsione: la politica del Ministro mira a privatizzare la sanità. Il sen. Maurizio Romani (Misto) ha osservato che la correzione apportata in corso d'opera, con il richiamo ai limiti della disponibilità finanziaria, è pasticciata e pone un problema di eguaglianza. Il sen. Malan (FI-PdL) ha proposto di sopprimere le parole "di norma". Il sen. D'Anna (ALA) ha proposto di prevedere l'obbligo per le aziende che vincono la gara pubblica di produrre vaccini anche in forma monocomponente. Secondo i sen. Mancuso (AP), Romano, Laniece, Elena Cattaneo (Aut), D'Ambrosio Lettieri (GAL) hanno affermato che la richiesta della formulazione monocomponente ha una motivazione politico elettorale ma è priva di fondamento scientifico: i vaccini multipli non creano problemi, il sovraccarico vaccinale non esiste, l'industria farmaceutica non si arricchisce con i vaccini. Il sen. Gaetti (M5S) ha riproposto il tema della produzione dei vaccini da parte di un'istituzione pubblica. L'emendamento 1.1600 è stato approvato insieme a un subemendamento del sen. Arrigoni (LN), in base al quale l'AIFA pubblica annualmente i dati relativi alla disponibilità di vaccini in formulazione monocomponente e combinata. E' stato poi approvato, insieme ai subemendamenti 1.1500/41 e 1.1500/42 del sen. D'Ambrosio Lettieri (GAL), l'emendamento 1.1500 della Commissione che, in relazione alle vaccinazioni per i minori di età compresa tra zero e sedici anni, inserisce il richiamo agli obiettivi prioritari del Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017/2019 e distingue tra vaccinazioni obbligatorie (anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b), vaccinazioni la cui obbligatorietà è sottoposta a verifica triennale (anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella) e vaccinazioni raccomandate (anti-meningococcica B e C, anti-pneumococcica, anti-rotavirus). All'articolo 3, riguardante gli adempimenti vaccinali per l'iscrizione ai servizi educativi e scolastici, sono stati approvati gli emendamenti della Commissione 3.9, 3.19 (testo 3), 3.46 (testo corretto), e gli emendamenti 3.7 (testo 2) del sen. Malan, che richiama i minori stranieri non accompagnati, e 3.48 (testo 2) della sen. Rizzotti (FI-PdL) che prevede l'autocertificazione per la situazione vaccinale degli operatori scolastici, sanitari e sociosanitari. Approvato anche l'emendamento della Commissione 3.0.1000 (testo 2) che prevede misure di semplificazione a decorrere dall'anno scolastico 2019/2020. E' stato invece respinto l'emendamento 3.35 della sen. Dirindin (Art.1-MDP), sostenuto anche dai Gruppi SI, M5S, LN, ALA e GAL, volto a sopprimere il comma 3, che prevede la presentazione della documentazione vaccinale quale requisito di accesso ai servizi educativi e alle scuole dell'infanzia.

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L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

Nella seduta pomeridiana di ieri sono stati approvati gli emendamenti della Commissione riferiti all'articolo 2, relativo alle iniziative di comunicazione e informazione sulle vaccinazioni. Questa mattina il Presidente della Commissione bilancio, sen. Tonini (PD), ha comunicato che, in assenza della relazione tecnica del Governo, la Commissione bilancio rinnova il parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sull'emendamento 1.1500/9 (testo 2) della sen. Taverna (M5S) e altri, che prevede vaccinazioni disponibili in formulazione monocomponente. Dopo che il Ministro Lorenzin ha espresso parere contrario sull'emendamento dal punto di vista tecnico sanitario, il Presidente Grasso ha proposto di anticipare la votazione dell'emendamento 5.0.3000/1 (testo 2) del sen. Arrigoni (LN) e altri, in base al quale le procedure accentrate di acquisto devono riguardare anche i vaccini in formulazione monocomponente, per evitare l'inoculazione dello stesso vaccino in forma combinata. I sen. Arrigoni (LN), Taverna (M5S), D'Anna (ALA). Scilipoti Isgrò (FI-PdL) e Maurizio Romani (Misto-IdV) hanno criticato il Ministro Lorenzin: alcuni medici sostengono che ripetere la vaccinazione è dannoso, altri ritengono che sia inutile; in ogni caso le decisioni relative alla sanità non possono dipendere dagli interessi delle aziende farmaceutiche; inoltre, la disponibilità di vaccinazioni in formulazione monocomponente è necessaria ai fini dell'attuazione del decreto stesso che al comma 2 dell'articolo 1 prevede che l'avvenuta immunizzazione esonera dall'obbligo di relativa vaccinazione. La sen. Fucksia (FL) ha proposto di affrontare la questione con un ordine del giorno, per dare tempo alle aziende farmaceutiche di produrre vaccini monocomponenti.

Dopo una sospensione, chiesta dal Ministro Lorenzin, la relatrice, sen. Manassero (PD), ha depositato un nuovo emendamento 1.1600 che, in relazione all'esonero, prevede che il soggetto immunizzato adempie all'obbligo vaccinale, di norma, con vaccini in formulazione monocomponente o combinata in cui sia assente l'antigene per la malattia infettiva per la quale sussiste immunizzazione. Conseguentemente la procedura accentrata di acquisto per vaccinazioni obbligatorie riguarda anche i vaccini monocomponente. La Commissione bilancio ha richiesto di inserire l'inciso "nei limiti delle disponibilità del Servizio sanitario nazionale". Il sen. Arrigoni (LN) ha evidenziato che l'emendamento della relatrice riproduce il contenuto di due emendamenti della Lega, che miravano a sanare lacune del testo, e smentisce clamorosamente le affermazioni del Ministro. Secondo la sen. Taverna (M5S) l'emendamento della relatrice non risolve il problema alla radice e determina ulteriori complicazioni nella somministrazione. La sen. Dirindin (Art.1-MDP) ha rilevato che la questione avrebbe potuto essere risolta in Commissione sanità, prevedendo la possibilità di somministrazione in formulazione monocomponente. Ha ricordato inoltre che la somministrazione in forma polivante a persone che non ne hanno bisogno è in contrasto che il principio di appropriatezza più volte richiamato dal Ministro della salute. Ha affermato infine che il vero nodo è la mancata produzione della formulazione monocomponente da parte delle aziende farmaceutiche. La sen. Petraglia (SI) ha rilevato che la condizione finanziaria svuota il contenuto della previsione: la politica del Ministro mira a privatizzare la sanità. Il sen. Maurizio Romani (Misto) ha osservato che la correzione apportata in corso d'opera, con il richiamo ai limiti della disponibilità finanziaria, è pasticciata e pone un problema di eguaglianza. Il sen. Malan (FI-PdL) ha proposto di sopprimere le parole "di norma". Il sen. D'Anna (ALA) ha proposto di prevedere l'obbligo per le aziende che vincono la gara pubblica di produrre vaccini anche in forma monocomponente. Secondo i sen. Mancuso (AP), Romano, Laniece, Elena Cattaneo (Aut), D'Ambrosio Lettieri (GAL) hanno affermato che la richiesta della formulazione monocomponente ha una motivazione politico elettorale ma è priva di fondamento scientifico: i vaccini multipli non creano problemi, il sovraccarico vaccinale non esiste, l'industria farmaceutica non si arricchisce con i vaccini. Il sen. Gaetti (M5S) ha riproposto il tema della produzione dei vaccini da parte di un'istituzione pubblica. L'emendamento 1.1600 è stato approvato insieme ad un subemendamento del sen. Arrigoni (LN), in base al quale l'AIFA pubblica annualmente i dati relativi alla disponibilità di vaccini in formulazione monocomponente e combinata.

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L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

Nella seduta pomeridiana di ieri sono stati approvati gli emendamenti della Commissione riferiti all'articolo 2, relativo alle iniziative di comunicazione e informazione sulle vaccinazioni. Questa mattina il Presidente della Commissione bilancio, sen. Tonini (PD), ha comunicato che, in assenza della relazione tecnica del Governo, la Commissione bilancio deve rinnovare il parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sull'emendamento 1.1500/9 (testo 2) della sen. Taverna (M5S) e altri, che prevede vaccinazioni disponibili in formulazione monocomponente. Dopo che il Ministro Lorenzin ha espresso parere contrario sull'emendamento, il Presidente Grasso ha proposto di anticipare la votazione dell'emendamento 5.0.3000/1 (testo 2) del sen. Arrigoni (LN) e altri, in base al quale le procedure accentrate di acquisto devono riguardare anche i vaccini in formulazione monocomponente, per evitare l'inoculazione dello stesso vaccino in forma combinata. I sen. Arrigoni (LN), Taverna (M5S), D'Anna (ALA). Scilipoti Isgrò (FI-PdL) e Maurizio Romani (Misto-IdV) hanno criticato il Ministro Lorenzin: alcuni medici sostengono che ripetere la vaccinazione è dannoso, altri ritengono che sia inutile; in ogni caso le decisioni relative alla sanità non possono dipendere dagli interessi delle aziende farmaceutiche; inoltre, la disponibilità di vaccinazioni in formulazione monocomponente è necessaria ai fini dell'attuazione del decreto stesso che al comma 2 dell'articolo 1 prevede che l'avvenuta immunizzazione esonera dall'obbligo di relativa vaccinazione. La sen. Fucksia (FL) ha proposto di affrontare la questione con un ordine del giorno, per dare tempo alle aziende farmaceutiche di produrre vaccini monocomponenti.

Dopo una sospensione, chiesta dal Ministro Lorenzin, la relatrice sen. Manassero (PD), ha depositato un nuovo emendamento che, in relazione all'esonero dall'obbligo di vaccinazione per il soggetto immunizzato, prevede l'impiego di vaccini in cui sia assente l'antigene per la malattia immunizzata. Conseguentemente la procedura accentrata di acquisto per vaccinazioni obbligatorie riguarda anche i vaccini monocomponente.

Il Presidente di turno Calderoli ha fissato alle ore 13,30 il termine di presentazione dei subemendamenti. La seduta è stata sospesa e riprenderà alle ore 15.

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