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Senato della Repubblica - Comunicati di fine seduta
Aggiornato: 2 ore 45 min fa

Giovedì 27 Aprile 2017 - 813ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 27/04/2017 - 09:50
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:33

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2085, Legge annuale per il mercato e la concorrenza, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il provvedimento, nel testo proposto dalla Commissione, si compone di 74 articoli. L'articolo 1 indica, quali finalità del provvedimento, la rimozione degli ostacoli regolatori all'apertura dei mercati, la promozione della concorrenza e la garanzia della tutela dei consumatori, anche in applicazione dei principi e delle politiche dell'Unione europea. Il Capo II riguarda le assicurazioni e i fondi pensione. Il Capo III introduce misure finalizzate a facilitare il passaggio dei clienti da un operatore all'altro e a favorire una maggiore trasparenza dei costi di recesso. Il Capo IV elimina la riserva di Poste italiane sulla spedizione degli atti giudiziari e delle notifiche di sanzione della pubblica amministrazione. Il Capo V abroga la disciplina transitoria di definizione amministrativa delle tariffe dell'energia elettrica e del gas, confermando le attuali agevolazioni per le famiglie in condizioni disagiate. Il Capo VII interviene in materia di costo delle chiamate ai servizi di assistenza ai clienti per favorire il confronto tra servizi bancari. Il Capo VIII riguarda i servizi professionali. Il Capo X disciplina il settore del turismo e il servizio di trasporto. Il Capo XI reca ulteriori disposizioni di semplificazione.

Nella discussione generale sono intervenuti i sen. Cioffi, Castaldi, Michela Montevecchi (M5S), Scalia, Linda Lanzillotta (PD) e Serenella Fucksia (Misto). Il seguito dell'esame è quindi rinviato ad altra seduta.

A conclusione del dibattito sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri in vista del Consiglio europeo straordinario del 29 aprile, l'Assemblea ha approvato le risoluzioni di maggioranza e del Gruppo ALA nonché le risoluzioni, riformulate, di SI-SEL e FI-PdL.

Il Presidente del Consiglio Gentiloni ha ricordato che il vertice straordinario prevede, come unico punto all'ordine del giorno, l'avvio del negoziato per l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea. I dieci mesi trascorsi dal voto britannico e i risultati che si sono registrati in alcuni Paesi membri - in attesa anche del voto francese - hanno dimostrato che la Brexit non ha costituito una minaccia per un'implosione dell'Unione, come qualcuno temeva o sperava. Al contrario, nonostante le difficoltà dovute al contesto internazionale, alla gestione dei flussi migratori, alla crisi economica, si è registrata una spinta maggiore verso il progetto europeo. I cittadini dell'Unione hanno capito che il valore del patriottismo non va in alcun modo confuso con un nazionalismo ostile. In questo senso, le celebrazioni del sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma, con l'importante sottoscrizione di un documento da parte di tutti i 27 Paesi membri, hanno evidenziato per la prima volta come i diversi livelli di integrazione nel processo europeo costituiscano una potenzialità positiva dell'Unione. L'Italia affronterà questa fase negoziale con un atteggiamento di cooperazione, mirando innanzi tutto al mutuo riconoscimento dei diritti dei cittadini Ue nel Regno Unito e del Regno Unito in Ue. Il mercato unico europeo non potrà essere scelto dal Governo britannico "à la carte". Con l'uscita di Londra il nostro Paese giocherà un ruolo ancora più rilevante nel contesto europeo: la trazione italiana sulle questioni migratorie sarà forte affinché si arrivi a risultati consistenti nella creazione di politiche migratorie comuni. Parimenti, il progetto di difesa comune è sempre più auspicabile per un ruolo strategico dell'Unione europea nel contesto geopolitico internazionale e per un'ottimizzazione delle risorse economiche.

Alla conseguente discussione hanno preso parte i sen. Monti, Serenella Fucksia, Manuela Repetti (Misto), Sangalli, Emma Fattorini, Martini (PD), Lucidi (M5S), Centinaio (LN), Compagna (GAL), Barani (ALA), Loredana de Petris (SI-SEL),

Il Governo ha accolto integralmente le proposte di risoluzione n. 1 della maggioranza e n. 4 di ALA. La prima impegna il Governo ad attivarsi affinché il processo negoziale sulla Brexit sia improntato al principio della sincera cooperazione; ad impegnarsi per preservare gli accordi di pace del 1998 tra Regno Unito e Irlanda; a sostenere la necessità di garantire ai cittadini europei che vivono nel Regno Unito un trattamento soggetto ai principi di reciprocità ed equità, non diverso da quello dei cittadini britannici che risiedono nell'Unione, tutelando al contempo i diritti acquisiti dai nostri connazionali operativi in territorio britannico; ad attivarsi per minimizzare le conseguenze negative dell'Uscita del Regno Unito dall'UE su cittadini, imprese e settore pubblico; a sostenere la necessità di nuovi accordi di cooperazione tra UK e UE; ad operare per un negoziato in cui Londra non esca dal mercato finanziario europeo; a rivedere la direttiva sul bail-in; a sostenere la candidatura di Milano come sede dell'EMA. La seconda proposta impegna altresì il Governo a una difesa degli interessi italiani nel corso dei negoziati e ad adoperarsi attivamente per una revisione delle regole del fiscal compact.

Il Governo ha respinto le proposte di risoluzione della Lega mentre ha accettato, con riformulazione, le proposte n. 6 della sen De Petris (SI-SEL) e n. 7 del sen Romani (FI-PdL). La prima impegna il Governo a informare periodicamente il Parlamento dello svolgimento dei negoziati; a proporre l'istituzione di un bilancio interno dell'Eurozona finalizzato a politiche di contrasto a diseguaglianze e povertà. La seconda impegna altresì il Governo ad adoperarsi per garantire le frontiere esterne dell'UE; a farsi portavoce del problema legato alla gestione dei flussi; a sostenere la volontà di mantenere il partenariato con il Regno Unito nel reciproco vantaggio. Entrambe le proposte impegnano il Governo alla tutela dei cittadini italiani ed europei residenti nel Regno Unito. L'Assemblea ha respinto la proposta di risoluzione n. 5 del sen. Martelli (M5S)nonavendo quest'ultimo accettato l'espunzione di alcuni impegni del dispositivo richiesta dal Governo

Nelle dichiarazioni di voto il sen. Fornaro (Art 1) ha sottolineato la necessità di un approccio europeo unitario nella trattativa e la contrarietà ad accordi bilaterali. Il sen. Barani (ALA) ha invocato un aiuto concreto dell'Europa nella gestione dei flussi migratori. Il sen. Panizza (Aut) ha evidenziato un contesto europeo più favorevole rispetto al passato anche per affrontare sfide anti europeiste. Il sen. Casini (AP) ha condiviso le parole del Premier nell'affermare con forza l'amicizia storica con il Regno Unito. Secondo il sen. Martelli (M5S) è ora di smetterla di raccontare agli italiani che l'Europa è un mondo fantastico. L'UE non è altro che una copia del WTO e si basa su false premesse e promesse, ovvero la creazione di maggior benessere e l'annullamento delle disuguaglianze. Il sen. Mineo (SI-SEL) ha rimarcato che la vera Unione si raggiungerà rilanciando un'Europa solidale, che combatte le diseguaglianze, in direzione opposta a quella dell'America di Trump. Secondo il sen. Alicata (FI-PdL) la Brexit dovrà essere soprattutto l'occasione per rivedere i rapporti che regolano l'Unione europea e i propri cittadini. Il sen. Cociancich (PD) ha infine ribadito la necessità di cogliere questa opportunità per realizzare un progetto fino ad oggi solo parzialmente compiuto.

Giovedì 27 Aprile 2017 - 813ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 27/04/2017 - 09:50
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:33

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2085, Legge annuale per il mercato e la concorrenza, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il provvedimento, nel testo proposto dalla Commissione, si compone di 74 articoli. L'articolo 1 indica, quali finalità del provvedimento, la rimozione degli ostacoli regolatori all'apertura dei mercati, la promozione della concorrenza e la garanzia della tutela dei consumatori, anche in applicazione dei principi e delle politiche dell'Unione europea. Il Capo II riguarda le assicurazioni e i fondi pensione. Il Capo III introduce misure finalizzate a facilitare il passaggio dei clienti da un operatore all'altro e a favorire una maggiore trasparenza dei costi di recesso. Il Capo IV elimina la riserva di Poste italiane sulla spedizione degli atti giudiziari e delle notifiche di sanzione della pubblica amministrazione. Il Capo V abroga la disciplina transitoria di definizione amministrativa delle tariffe dell'energia elettrica e del gas, confermando le attuali agevolazioni per le famiglie in condizioni disagiate. Il Capo VII interviene in materia di costo delle chiamate ai servizi di assistenza ai clienti per favorire il confronto tra servizi bancari. Il Capo VIII riguarda i servizi professionali: quanto agli avvocati, elimina il vincolo di appartenenza a una sola associazione professionale, introduce l'obbligo di presentare un preventivo, consente la costituzione di società multiprofessionali e l'ingresso di soci di capitali; quanto ai notai, elimina il divieto di pubblicità, allarga il bacino di competenza ed elimina il reddito minimo di 50.000 euro; per le farmacie elimina il limite di titolarità di quattro licenze in capo a un unico soggetto e consente l'ingresso di soci di capitale. Al Capo X, riguardante il settore del turismo e il servizio di trasporto, è introdotto l'obbligo per i concessionari e gestori di servizi di linea di trasporto passeggeri di informare i fruitori del servizio delle modalità per accedere alla carta dei servizi. Il Capo XI, introdotto dalla Camera, reca ulteriori disposizioni di semplificazione.

Nella discussione generale sono intervenuti i sen. Cioffi, Castaldi, Michela Montevecchi (M5S), Scalia, Linda Lanzillotta (PD) e Serenella Fucksia (Misto). Il seguito dell'esame è quindi rinviato ad altra seduta.

L'Assemblea ha avviato il dibattito sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri in vista del Consiglio europeo straordinario del 29 aprile.

Il Presidente del Consiglio Gentiloni ha ricordato che il vertice straordinario prevede, come unico punto all'ordine del giorno, l'avvio del negoziato per l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea. I dieci mesi trascorsi dal voto britannico e i risultati che si sono registrati in alcuni Paesi membri - in attesa anche del voto francese - hanno dimostrato che Brexit non ha costituito una minaccia per un'implosione dell'Unione, come qualcuno temeva o sperava. Al contrario, nonostante le difficoltà dovute al contesto internazionale, alla gestione dei flussi migratori, alla crisi economica, si è registrata una spinta maggiore verso il progetto europeo. I cittadini dell'Unione hanno capito che il valore del patriottismo non va in alcun modo confuso con un nazionalismo ostile. In questo senso, le celebrazioni del sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma, con l'importante sottoscrizione di un documento da parte di tutti i 27 Paesi membri, hanno evidenziato per la prima volta come i diversi livelli di integrazione nel processo europeo costituiscano una potenzialità positiva dell'Unione. L'Italia avrà un ruolo ancora più rilevante nel contesto europeo con l'uscita di Londra: la trazione del nostro Paese sulle questioni migratorie sarà più forte affinché si comprenda la necessità di politiche migratorie comuni. Parimenti, il progetto di difesa comune è sempre più auspicabile per un ruolo strategico dell'Unione europea nel contesto geopolitico internazionale e per un'ottimizzazione delle risorse economiche.

Giovedì 27 Aprile 2017 - 813ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 27/04/2017 - 09:50
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:33

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2085, Legge annuale per il mercato e la concorrenza, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il provvedimento, nel testo proposto dalla Commissione, si compone di 74 articoli. L'articolo 1 indica, quali finalità del provvedimento, la rimozione degli ostacoli regolatori all'apertura dei mercati, la promozione della concorrenza e la garanzia della tutela dei consumatori, anche in applicazione dei principi e delle politiche dell'Unione europea. Il Capo II riguarda le assicurazioni e i fondi pensione. Il Capo III introduce misure finalizzate a facilitare il passaggio dei clienti da un operatore all'altro e a favorire una maggiore trasparenza dei costi di recesso. Il Capo IV elimina la riserva di Poste italiane sulla spedizione degli atti giudiziari e delle notifiche di sanzione della pubblica amministrazione. Il Capo V abroga la disciplina transitoria di definizione amministrativa delle tariffe dell'energia elettrica e del gas, confermando le attuali agevolazioni per le famiglie in condizioni disagiate. Il Capo VII interviene in materia di costo delle chiamate ai servizi di assistenza ai clienti per favorire il confronto tra servizi bancari. Il Capo VIII riguarda i servizi professionali: quanto agli avvocati, elimina il vincolo di appartenenza a una sola associazione professionale, introduce l'obbligo di presentare un preventivo, consente la costituzione di società multiprofessionali e l'ingresso di soci di capitali; quanto ai notai, elimina il divieto di pubblicità, allarga il bacino di competenza ed elimina il reddito minimo di 50.000 euro; per le farmacie elimina il limite di titolarità di quattro licenze in capo a un unico soggetto e consente l'ingresso di soci di capitale. Al Capo X, riguardante il settore del turismo e il servizio di trasporto, è introdotto l'obbligo per i concessionari e gestori di servizi di linea di trasporto passeggeri di informare i fruitori del servizio delle modalità per accedere alla carta dei servizi. Il Capo XI, introdotto dalla Camera, reca ulteriori disposizioni di semplificazione.

Nella seduta antimeridiana di giovedì scorso si sono svolte le relazioni.

Mercoledì 26 Aprile 2017 - 812ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 26/04/2017 - 11:19
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 11:04

A conclusione dell'esame del Documento di economia e finanza 2017, l'Assemblea ha approvato la risoluzione di maggioranza n. 4 (testo 2) presentata dai sen. Zanda (PD), Laura Bianconi (AP), Zeller (Aut) e Cecilia Guerra (Art.1-MDP).

Nel DEF il Governo afferma che obiettivo prioritario della politica di bilancio resta l'innalzamento di crescita e occupazione, nel rispetto delle esigenze di consolidamento della finanza pubblica, e precisa che le previsioni sono ispirate a principi di prudenza. La valutazione congiunturale dell'economia italiana è favorevole: nella seconda metà del 2016 la crescita ha ripreso slancio, anche se permangono fattori di incertezza legati a rischi geopolitici e a eventuali politiche protezionistiche. La previsione di crescita del Pil per il 2017 è dell'1,1 per cento (1 per cento nel 2018 e 1,1 nel 2019). L'indebitamento netto è programmato al 2,1 per cento nel 2017, all'1,2 nel 2018 e allo 0,2 nel 2019, il pareggio strutturale sarà raggiunto nel 2020. Con la manovra correttiva di 3,4 miliardi, le cui principali misure sono l'estensione dello split payment, gli interventi su compensazioni, Ace, patent box e giochi) l'indebitamento programmatico scende dunque dello 0,2 per cento. Nel DEF è confermato l'impegno a sterilizzare le clausole di salvaguardia (aumento dell'Iva e delle accise) con nuovi interventi di revisione della spesa e di contrasto all'evasione fiscale nella legge di bilancio 2018. Il rapporto debito/Pil nel 2017, comprensivo di possibili interventi di ricapitalizzazione delle banche, è programmato al 132,5 per cento. La diminuzione del rapporto dovrebbe accelerare nel periodo 2018-2020 grazie all'aumento del surplus primario. Il programma nazionale di riforme per il 2017 prevede misure per la concorrenza e l'apertura dei mercati, politiche attive per il lavoro e contrattazione di secondo livello, contrasto alla povertà (per cui vengono stanziati 1,2 miliardi), interventi sulla giustizia (riforma del processo penale e efficienza della giustizia civile).

La risoluzione di maggioranza impegna il Governo a conseguire i saldi programmatici di finanza pubblica; a promuovere una riforma della politica economica europea sostenendo con maggior forza l'introduzione di uno strumento comune di stabilizzazione macroeconomica; a disattivare l'incremento delle aliquote IVA e delle accise nel 2018; a rafforzare gli investimenti pubblici; a favorire forme di reale autonomia e responsabilità finanziaria degli enti locali; a dare attuazione alla delega per il contrasto alla povertà; a dare seguito agli impegni assunti sul pubblico impiego; a intervenire sul cuneo fiscale per favorire l'occupazione giovanile; a proseguire la semplificazione del sistema tributario e a ridefinire l'IRPEF; a valutare il programma di privatizzazioni anche in rapporto agli obiettivi strategici di politica industriale; a proseguire nello sforzo di messa in sicurezza degli edifici; a considerare collegato alla manovra il ddl recante delega per il codice dello spettacolo.

Il relatore, sen. Guerrieri Paleotti (PD), illustrando il DEF, ha evidenziato la continuità con le politiche degli ultimi tre anni che puntano a far uscire il Paese dalla stretta tra bassa crescita ed elevato stock di debito. L'ambizioso programma di riduzione del debito deve essere conseguito in tempi certi e con misure credibili, anche in considerazione del fatto che nel 2018 cesserà l'acquisto di titoli della BCE; da questo punto di vista va verificata la compatibilità della sostituzione delle clausole di salvaguardia con il conseguimento del pareggio strutturale. E' auspicabile una revisione in sede europea del patto di stabilità per non compromettere la ripresa ma, secondo il relatore, non esistono scorciatoie o alternative rispetto all'aggiustamento. Infine, il sen. Guerrieri Paleotti ha posto l'accento sulla necessità di aumentare gli investimenti pubblici migliorando la progettazione e la realizzazione delle opere e ha apprezzato l'inserimento nel DEF di indicatori di benessere equo e sostenibile.

Nella discussione hanno preso la parola i sen. Anna Cinzia Bonfrisco, D'Ambrosio Lettieri (Misto), Magda Zanoni, Moscardelli, Annamaria Parente, Lumia, Filippi, Bianco, Rosa Maria Di Giorgi, Santini (PD), Tosato, Crosio (LN), Lucrezia Ricchiuti, Nerina Dirindin (Art.1-MDP), Paola De Pin, Monica Casaletto (GAL), Zuffada, Boccardi, Ceroni, Azzollini (FI-PdL), Giovanna Mangili, Elisa Bulgarelli (M5S), Raffaela Bellot (Misto-Fare), Mazzoni (ALA), Orellana, Berger (Aut), Conte (AP), Bocchino (SI-Sel). Secondo la Lega Nord il documento certifica il fallimento delle politiche degli ultimi anni che stanno condannando il Paese a una lenta agonia. Il Governo non è riuscito a rispettare i parametri europei né a rilanciare la crescita: il pareggio strutturale è costantemente rinviato, la crescita è modestissima, le risorse destinate all'accoglienza dei migranti superano quelle stanziate per il contrasto della povertà, non vi è la possibilità di neutralizzare le clausole di salvaguardia. La manovra aggiuntiva richiesta dalla Commissione europea si compone per tre quarti di aumenti delle entrate e lo split payment priva le imprese di liquidità. Secondo Art.1-MDP occorrerebbe destinare lo 0,5 per cento del Pil per tre anni ad un piano per il lavoro e per l'ambiente. Il DEF è generico e deludente: si prosegue la politica dell'offerta, basata su bonus e sconti fiscali, anziché concentrare le risorse su investimenti pubblici ad alto moltiplicatore; il Governo non assume impegni per l'occupazione giovanile e per il Mezzogiorno, taglia la spesa sanitaria e la spesa per l'istruzione, non prende una posizione politica sul Fiscal compact. Secondo M5S le politiche di austerità degli ultimi anni non hanno avuto un tratto espansivo né hanno tracciato un modello di sviluppo più equo e sostenibile. La quota italiana sulle esportazioni mondiali è diminuita e il made in Italy incontra crescenti difficoltà competitive. I dati sulla povertà assoluta e relativa indicano che tredici milioni di italiani sono in difficoltà. Nel DEF manca una strategia di lotta alla povertà e alla diseguaglianza, non si indicano risorse per il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, crolla il rapporto tra Pil e spesa sanitaria, non si prende in considerazione la possibilità di non ratificare il Fiscal compact. Secondo FI-PdL le politiche degli ultimi anni, nonostante alcuni fattori congiunturali favorevoli, non hanno rilanciato la crescita italiana, che resta tra le più basse in Europa, ma hanno aumentato la pressione fiscale portandola a livelli insostenibili. Lo Stato spende per l'accoglienza dei migranti 4,6 miliardi, più di quanto destina ai cittadini italiani in difficoltà. Il cuneo fiscale è uno dei più elevati, gli investimenti sono in calo anche in conseguenza delle complicazioni procedurali introdotte dal codice degli appalti. Gli enti locali non riescono ad assolvere ai loro compiti e i fondi comunitari per il Mezzogiorno restano inutilizzati. Secondo SI-Sel il DEF è lo specchio di un euroriformismo di facciata e di piccolo cabotaggio. Si prosegue con una politica fatta di un po' di sgravi, di tagli consistenti alla spesa sociale, di rinvii della riduzione della pressione fiscale, di precarizzazione del lavoro e di massicce privatizzazioni.

In replica il Vice Ministro dell'economia Morando, dopo aver accettato la proposta di risoluzione presentata dai Gruppi di maggioranza, ha sottolineato positivamente la vicinanza del quadro tendenziale al quadro programmatico; ha ricordato i risulti conseguiti sul versante del contenimento della spesa pubblica, che resta elevata a causa della spesa previdenziale. Ha richiamato la riforma del bilancio che consentirà dal prossimo anno interventi di riduzione selettiva della spesa; ha imputato la bassa crescita italiana alla scarsa produttività, negando una correlazione con la politica fiscale europea, e ha ricondotto il peggioramento del rating dell'Italia al rischio di instabilità politica legato ad un eventuale referendum sulla permanenza nell'euro.

Tutti gli emendamenti presentati alla risoluzione di maggioranza sono stati respinti. Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato voto contrario i sen. Silvana Comaroli (LN), Barani (ALA), Barbara Lezzi (M5S), Alessia Petraglia (SI-Sel), Mandelli (FI-PdL). Hanno annunciato voto favorevole i sen. Cecilia Guerra (Art.1-MDP), la quale ha precisato che il voto favorevole rappresenta l'apertura di un confronto con il Governo, Fravezzi (Aut), Gualdani (AP) e Tonini (PD).

Su richiesta del relatore Luigi Marino, il seguito dell'esame della legge annuale su mercato e concorrenza è stato rinviato a domani mattina.

Mercoledì 26 Aprile 2017 - 812ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 26/04/2017 - 11:19
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 11:03

L'Assemblea ha avviato l'esame del Documento di economia e finanza 2017.

Nel documento il Governo afferma che obiettivo prioritario della politica di bilancio resta l'innalzamento di crescita e occupazione, nel rispetto delle esigenze di consolidamento della finanza pubblica, e precisa che le previsioni sono ispirate a principi di prudenza. La valutazione congiunturale dell'economia italiana è favorevole: nella seconda metà del 2016 la crescita ha ripreso slancio, anche se permangono fattori di incertezza legati a rischi geopolitici e a eventuali politiche protezionistiche. La previsione di crescita del Pil per il 2017 è dell'1,1 per cento (1 per cento nel 2018 e 1,1 nel 2019). L'indebitamento netto è programmato al 2,1 per cento nel 2017, all'1,2 nel 2018 e allo 0,2 nel 2019, il pareggio strutturale sarà raggiunto nel 2020. Con la manovra correttiva di 3,4 miliardi, le cui principali misure sono l'estensione dello split payment, gli interventi su compensazioni, Ace, patent box e giochi) l'indebitamento programmatico scende dunque dello 0,2 per cento. Nel DEF è confermato l'impegno a sterilizzare le clausole di salvaguardia (aumento dell'Iva e delle accise) con nuovi interventi di revisione della spesa e di contrasto all'evasione fiscale nella legge di bilancio 2018. Il rapporto debito/Pil nel 2017, comprensivo di possibili interventi di ricapitalizzazione delle banche, è programmato al 132,5 per cento. La diminuzione del rapporto dovrebbe accelerare nel periodo 2018-2020 grazie all'aumento del surplus primario. Il programma nazionale di riforme per il 2017 prevede misure per la concorrenza e l'apertura dei mercati, politiche attive per il lavoro e contrattazione di secondo livello, contrasto alla povertà (per cui vengono stanziati 1,2 miliardi), interventi sulla giustizia (riforma del processo penale e efficienza della giustizia civile).

Il relatore, sen. Guerrieri Paleotti (PD), ha evidenziato la continuità con le politiche degli ultimi tre anni che puntano a far uscire il Paese dalla stretta tra bassa crescita ed elevato stock di debito. L'ambizioso programma di riduzione del debito deve essere conseguito in tempi certi e con misure credibili, anche in considerazione del fatto che nel 2018 cesserà l'acquisto di titoli della BCE; da questo punto di vista va verificata la compatibilità della sostituzione delle clausole di salvaguardia con il conseguimento del pareggio strutturale. E' auspicabile una revisione in sede europea del patto di stabilità per non compromettere la ripresa ma, secondo il relatore, non esistono scorciatoie o alternative rispetto all'aggiustamento. Infine, il sen. Guerrieri Paleotti ha posto l'accento sulla necessità di aumentare gli investimenti pubblici migliorando la progettazione e la realizzazione delle opere e ha apprezzato l'inserimento nel DEF di indicatori di benessere equo e sostenibile.

Nella discussione hanno preso la parola i sen. Anna Cinzia Bonfrisco, D'Ambrosio Lettieri (Misto), Magda Zanoni, Moscardelli, Annamaria Parente, Lumia, Filippi, Bianco, Rosa Maria Di Giorgi, Santini (PD), Tosato, Crosio (LN), Lucrezia Ricchiuti, Nerina Dirindin (Art.1-MDP), Paola De Pin, Monica Casaletto (GAL), Zuffada, Boccardi, Ceroni, Azzollini (FI-PdL), Giovanna Mangili, Elisa Bulgarelli (M5S), Raffaela Bellot (Misto-Fare), Mazzoni (ALA), Orellana, Berger (Aut), Conte (AP).

Secondo la Lega Nord il documento certifica il fallimento delle politiche degli ultimi anni che stanno condannando il Paese a una lenta agonia. Il Governo non è riuscito a rispettare i parametri europei né a rilanciare la crescita: il pareggio strutturale è costantemente rinviato, la crescita è modestissima, le risorse destinate all'accoglienza dei migranti superano quelle stanziate per il contrasto della povertà, non vi è la possibilità di neutralizzare le clausole di salvaguardia. La manovra aggiuntiva richiesta dalla Commissione europea si compone per tre quarti di aumenti delle entrate e lo split payment priva le imprese di liquidità. Secondo Art.1-MDP e SI-Sel occorrerebbe destinare lo 0,5 per cento del Pil per tre anni ad un piano per il lavoro e per l'ambiente. Il DEF è generico e deludente: si prosegue la politica dell'offerta, basata su bonus e sconti fiscali, anziché concentrare le risorse su investimenti pubblici ad alto moltiplicatore; il Governo non assume impegni per l'occupazione giovanile e per il Mezzogiorno, taglia la spesa sanitaria e la spesa per l'istruzione, non prende una posizione politica sul Fiscal compact. Secondo M5S le politiche di austerità degli ultimi anni non hanno avuto un tratto espansivo né hanno tracciato un modello di sviluppo più equo e sostenibile. La quota italiana sulle esportazioni mondiali è diminuita e il made in Italy incontra crescenti difficoltà competitive. I dati sulla povertà assoluta e relativa indicano che tredici milioni di italiani sono in difficoltà. Nel DEF manca una strategia di lotta alla povertà e alla diseguaglianza, non si indicano risorse per il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, crolla il rapporto tra Pil e spesa sanitaria, non si prende in considerazione la possibilità di non ratificare il Fiscal compact. Secondo FI-PdL le politiche degli ultimi anni, nonostante alcuni fattori congiunturali favorevoli, non hanno rilanciato la crescita italiana, che resta una delle più basse in Europa, ma hanno aumentato la pressione fiscale portandola a livelli insostenibili. Lo Stato spende per l'accoglienza dei migranti 4,6 miliardi, più di quanto destina ai cittadini italiani in difficoltà. Il cuneo fiscale è uno dei più elevati, gli investimenti sono in calo anche in conseguenza delle complicazioni procedurali introdotte dal codice degli appalti. Gli enti locali non riescono ad assolvere ai loro compiti e i fondi comunitari per il Mezzogiorno restano inutilizzati.

In replica il Vice Ministro dell'economia Morando, dopo aver accettato la proposta di risoluzione presentata dai Gruppi di maggioranza, ha sottolineato positivamente la vicinanza del quadro tendenziale al quadro programmatico; ha ricordato i risulti conseguiti sul versante del contenimento della spesa pubblica, che resta elevata a causa della spesa previdenziale. Ha imputato la bassa crescita italiana alla scarsa produttività, negando una correlazione con la politica fiscale europea, e ha ricondotto il peggioramento del rating dell'Italia al rischio di instabilità politica.

Mercoledì 26 Aprile 2017 - 812ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 26/04/2017 - 11:19
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 11:03

L'Assemblea ha avviato l'esame del Documento di economia e finanza 2017.

Nel documento il Governo afferma che obiettivo prioritario della politica di bilancio resta l'innalzamento di crescita e occupazione, nel rispetto delle esigenze di consolidamento della finanza pubblica, e che le previsioni sono ispirate a principi di prudenza. La valutazione congiunturale dell'economia italiana è favorevole: nella seconda metà del 2016 la crescita ha ripreso slancio, anche se permangono fattori di incertezza legati a rischi geopolitici e a eventuali politiche protezionistiche. La previsione di crescita del Pil per il 2017 è dell'1,1 per cento (1 per cento nel 2018 e 1,1 nel 2019). L'indebitamento netto è programmato al 2,1 per cento nel 2017, all'1,2 nel 2018 e allo 0,2 nel 2019. Il pareggio strutturale sarà raggiunto nel 2020. Con la manovra correttiva di 3,4 miliardi, le cui principali misure sono l'estensione dello split playment, gli interventi su compensazioni, Ace, Patent box e giochi) l'indebitamento programmatico scende dunque dello 0,2 per cento. Nel DEF è confermato l'impegno a sterilizzare le clausole di salvaguardia (aumento dell'Iva e accise) con nuovi interventi di revisione della spesa e di contrasto all'evasione nella legge di bilancio 2018. Il rapporto debito/Pil nel 2017, comprensivo di possibili interventi di ricapitalizzazione delle banche, è programmato al 132,5 per cento. La diminuzione del rapporto dovrebbe accelerare nel periodo 2018-2020 grazie all'aumento del surplus primario. Il programma nazionale di riforme per il 2017 prevede misure per la concorrenza e l'apertura dei mercati, politiche attive per il lavoro e contrattazione di secondo livello, contrasto alla povertà (per cui vengono stanziati 1,2 miliardi), interventi sulla giustizia (riforma del processo penale e efficienza della giustizia civile).

Il relatore, sen. Guerrieri Paleotti (PD), ha evidenziato la continuità con le politiche degli ultimi tre anni che puntano a far uscire il Paese dalla stretta tra bassa crescita ed elevato stock di debito. L'ambizioso programma di riduzione del debito deve essere conseguito in tempi certi e con misure credibili, anche in considerazione del fatto che nel 2018 cesserà l'acquisto di titoli della BCE; da questo punto di vista va verificata la compatibilità della sostituzione delle clausole di salvaguardia con il conseguimento del pareggio strutturale. E' auspicabile una revisione in sede europea del patto di stabilità per non compromettere la ripresa ma, secondo il relatore, non esistono scorciatoie o alternative rispetto all'aggiustamento. Infine, il sen. Guerrieri Paleotti ha posto l'accento sulla necessità di aumentare gli investimenti pubblici migliorando la progettazione e la realizzazione delle opere e ha apprezzato l'inserimento nel DEF di indicatori di benessere equo e sostenibile.

Giovedì 20 Aprile 2017 - 811ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 20/04/2017 - 17:01
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:00

La seduta è dedicata allo svolgimento di interrogazioni.

Il Sottosegretario di Stato per la giustizia Ferri ha risposto all'interrogazione 3-03310 della sen. Bisinella (Misto-Fare), sul rilascio di tre malviventi albanesi arrestati tra le province di Treviso e Pordenone: l'ispezione del Ministero non ha ravvisato una condotta contraria alla legge da parte dell'autorità giudiziaria competente. Nell'ambito del ddl di riforma del diritto penale, il Governo ha dedicato particolare attenzione ai reati predatori, inasprendo il quadro sanzionatorio. L'interrogante si è dichiarata insoddisfatta.

Il Sottosegretario di Stato Ferri ha risposto all'interrogazione 3-03490 del sen. Cardiello (FI-PdL) sulla chiusura dell'ufficio del giudice di pace di Eboli (Salerno): il Ministero ha revocato il decreto di soppressione della sede, spetta però al comune farsi carico degli oneri.

Il Sottosegretario Ferri ha poi risposto all'interrogazione 3-02914, a prima firma della sen. Gambaro (ALA), sulla ripartizione delle risorse finanziarie per l'accoglienza degli immigrati: la politica dell'accoglienza diffusa e condivisa ha portato a un'equa ripartizione dei migranti tra le Regioni anche se permangono disallineamenti tra i comuni. Il Governo ha quindi concordato con l'ANCI un nuovo piano per la distribuzione sostenibile. Gli oneri dell'accoglienza sono a carico del bilancio dello Stato. L'interrogante si è dichiarata soddisfatta.

Il Sottosegretario Ferri ha risposto anche all'interrogazione 3-03206 del sen. Cardiello (FI-PdL), sulla regolarità di numerosi appalti pubblici concessi dai comuni alla SOGET Spa, riferendo gli esiti dell'attività di vigilanza di ANAC che ha trasmesso la relazione all'autorità giudiziaria di Pescara.

Infine, il Sottosegretario Ferri ha risposto congiuntamente alle interrogazioni 3-03494 e 3-03678 della sen. Munerato (Misto-Fare), 3-03675 del sen. Mandelli (FI-PdL) e 3-03677 del sen. Consiglio (LN), sulla sicurezza di passeggeri e personale ferroviario a bordo dei treni, riferendo sull'attività svolta da 4.400 unità di polizia ferroviaria e assicurando che non vi sarà alcun depotenziamento dei controlli. Gli interroganti si sono dichiarati parzialmente soddisfatti.

Giovedì 20 Aprile 2017 - 810ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 20/04/2017 - 10:10
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:32

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2085, Legge annuale per il mercato e la concorrenza, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il provvedimento, originariamente di 32 articoli, diventati 52 dopo il passaggio alla Camera, si compone ora, nel testo proposto dalla Commissione, di 74 articoli. L'articolo 1 indica, quali finalità del provvedimento, la rimozione degli ostacoli regolatori all'apertura dei mercati, la promozione della concorrenza e la garanzia della tutela dei consumatori, anche in applicazione dei principi e delle politiche dell'Unione europea. Il Capo II riguarda le assicurazioni e i fondi pensione: le misure tendono a riconoscere sconti e riduzione dei costi delle polizze e a contrastare le frodi che rappresentano uno dei fattori determinanti dell'incremento annuale dei costi. Per quanto riguarda i fondi pensione è prevista la piena facoltà di portabilità per i lavoratori dei propri contributi pensionistici. Il Capo III, riguardante la telefonia mobile, le comunicazioni elettroniche e i media audiovisivi, introduce misure finalizzate a facilitare il passaggio dei clienti da un operatore all'altro e a favorire una maggiore trasparenza dei costi di recesso. Il Capo IV, sui servizi postali, elimina la riserva di Poste italiane sulla spedizione degli atti giudiziari e delle notifiche di sanzione della pubblica amministrazione. Il Capo V abroga la disciplina transitoria di definizione amministrativa delle tariffe dell'energia elettrica e del gas, confermando le attuali agevolazioni per le famiglie in condizioni disagiate. Il Capo VII interviene in materia di costo delle chiamate ai servizi di assistenza ai clienti per favorire il confronto tra servizi bancari. Il Capo VIII riguarda i servizi professionali: quanto agli avvocati, elimina il vincolo di appartenenza a una sola associazione professionale, introduce l'obbligo di presentare un preventivo, consente la costituzione di società multiprofessionali e l'ingresso di soci di capitali; quanto ai notai, elimina il divieto di pubblicità, allarga il bacino di competenza ed elimina il reddito minimo di 50.000 euro; per le farmacie elimina il limite di titolarità di quattro licenze in capo a un unico soggetto e consente l'ingresso di soci di capitale. Al Capo X, riguardante il settore del turismo e il servizio di trasporto, è introdotto l'obbligo per i concessionari e gestori di servizi di linea di trasporto passeggeri di informare i fruitori del servizio delle modalità per accedere alla carta dei servizi. Il Capo XI, introdotto dalla Camera, reca ulteriori disposizioni di semplificazione.

Il relatore, sen. Luigi Marino (AP), ha dato conto del lavoro della Commissione che ha tenuto numerose audizioni, ha esaminato più di mille emendamenti e ne ha approvati 142, una trentina dei quali delle opposizioni. Il ddl è complesso, ha avuto un iter molto tortuoso e su diversi punti è stato difficile trovare una sintesi; a causa del ritardo con cui è stato calendarizzato in Aula, richiede limature, rimodulazioni delle scadenze, soppressioni e integrazioni: considerata la disponibilità delle opposizioni, sarebbe stato opportuno un ritorno in Commissione per licenziare un testo pulito. Il sen. Marino ha sottolineato che l'Italia non è il fanalino di coda in Europa rispetto all'apertura dei mercati e ha rilevato che privatizzazioni e liberalizzazioni non sono una panacea: in alcuni casi hanno provocato un aumento dei prezzi e la formazione di oligopoli. Il relatore, sen. Tomaselli (PD), ha dato atto alle opposizioni, in particolare a M5S, di aver contribuito al miglioramento del provvedimento. Ha sottolineato che l'intervento sul regime transitorio delle tariffe energetiche deve mettere al centro il consumatore e non il mercato; ha ricordato il rafforzamento dei poteri di controllo dell'IVASS contro le frodi in materia assicurativa e l'inserimento di una delega al Governo per ammodernare la disciplina del servizio di trasporto non di linea. Si è rammaricato, infine, della mancata introduzione di una disciplina delle lobbies e di una regolamentazione dell'economia del web.

Il seguito dell'esame è rinviato ad altra seduta.

Con 142 voti favorevoli, 105 contrari e 4 astenuti, l'Assemblea ha approvato le dimissioni presentate dal senatore Minzolini.

Giovedì 20 Aprile 2017 - 810ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 20/04/2017 - 10:10
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:33

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2085, Legge annuale per il mercato e la concorrenza, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il provvedimento, originariamente di 32 articoli, diventato di 52 articoli dopo il passaggio alla Camera, si compone ora nel testo proposto dalla Commissione di 74 articoli suddivisi in undici capi. L'articolo 1 indica, quali finalità del provvedimento, la rimozione degli ostacoli regolatori all'apertura dei mercati, la promozione della concorrenza e la garanzia della tutela dei consumatori, anche in applicazione dei principi e delle politiche dell'Unione europea. L'idea sottesa alla proposta è che il mercato rappresenti il migliore strumento per produrre e distribuire risorse e che interventi per rimuovere barriere in entrata e promuovere la concorrenza diminuiscano i costi, aumentino la produttività e promuovano la crescita. Il Capo II riguarda le assicurazioni e i fondi pensione: le misure tendono a riconoscere sconti e riduzione dei costi delle polizze e a contrastare le frodi che rappresentano uno dei fattori determinanti dell'incremento annuale dei costi. Per quanto riguarda i fondi pensione è prevista la piena facoltà di portabilità per i lavoratori dei propri contributi pensionistici. Il Capo III, riguardante la telefonia mobile, le comunicazioni elettroniche e i media audiovisivi, introduce misure finalizzate a facilitare il passaggio dei clienti da un operatore all'altro e a favorire una maggiore trasparenza dei costi di recesso. Il Capo IV, sui servizi postali, elimina la riserva di Poste italiane sulla spedizione degli atti giudiziari e delle notifiche di sanzione della pubblica amministrazione. Il Capo V abroga la disciplina transitoria di definizione amministrativa delle tariffe dell'energia elettrica e del gas, confermando le attuali agevolazioni per le famiglie in condizioni disagiate. Il Capo VII interviene in materia di costo delle chiamate ai servizi di assistenza ai clienti per favorire il confronto tra servizi bancari. Il Capo VIII riguarda i servizi professionali: quanto agli avvocati, elimina il vincolo di appartenenza a una sola associazione professionale, introduce l'obbligo di presentare un preventivo, consente la costituzione di società multiprofessionali e l'ingresso di soci di capitali; quanto ai notai, elimina il divieto di pubblicità, allarga il bacino di competenza ed elimina il reddito minimo di 50.000 euro; per le farmacie elimina il limite di titolarità di quattro licenze in capo a un unico soggetto e consente l'ingresso di soci di capitale. Al Capo X, riguardante il settore del turismo e il servizio di trasporto, è introdotto l'obbligo per i concessionari e gestori di servizi di linea di trasporto passeggeri di informare i fruitori del servizio delle modalità per accedere alla carta dei servizi. Il Capo XI, introdotto dalla Camera, reca ulteriori disposizioni di semplificazione.

Il relatore, sen. Luigi Marino (AP), ha dato conto del lavoro della Commissione che ha tenuto numerose audizioni, ha esaminato più di mille emendamenti e ne ha approvati 142, una trentina dei quali delle opposizioni. Il ddl è complesso, ha avuto un iter molto tortuoso e su diversi punti è stato difficile trovare una sintesi; a causa del ritardo con cui è stato calendarizzato in Aula, richiede limature, rimodulazioni delle scadenze, soppressioni e integrazioni: considerata la disponibilità delle opposizioni, sarebbe stato opportuno un ritorno in Commissione per licenziare un testo pulito. Il sen. Marino ha sottolineato che l'Italia non è il fanalino di coda in Europa rispetto all'apertura dei mercati e ha rilevato che privatizzazioni e liberalizzazioni non sono una panacea: in alcuni casi hanno provocato un aumento dei prezzi e la formazione di oligopoli. Il relatore, sen. Tomaselli (PD), ha dato atto alle opposizioni, in particolare a M5S, di aver contribuito al miglioramento del provvedimento. Ha sottolineato che l'intervento sul regime transitorio delle tariffe energetiche deve mettere al centro il consumatore e non il mercato; ha ricordato il rafforzamento dei poteri di controllo dell'IVASS contro le frodi in materia assicurativa e l'inserimento di una delega al Governo per ammodernare la disciplina del servizio di trasporto non di linea. Si è rammaricato, infine, della mancata introduzione di una disciplina delle lobbies e di una regolamentazione dell'economia del web.

Il seguito dell'esame è rinviato ad altra seduta.

Con 142 voti favorevoli, 102 contrari e 4 astensioni, l'Assemblea ha approvato le dimissioni presentate dal senatore Minzolini.

Il sen. Minzolini (FI-PdL) ha spiegato che, per libera scelta, e non per una partita di ritorno, ha presentato lettera di dimissioni in coerenza con un impegno assunto nella seduta del 16 marzo scorso nella quale l'Assemblea ha respinto la sua decadenza dal mandato per incandidabilità sopravvenuta. Hanno dichiarato voto contrario alle dimissioni i sen. Alessandra Bencini (Misto-IdV), Quagliarello (GAL), che ha richiamato ragioni di cortesia istituzionale, Falanga (ALA), secondo il quale va negata la connessione tra rigetto della decadenza e accettazione delle dimissioni, e D'Ascola (AP), che ha richiamato invece la coerenza con il voto del 16 marzo a tutela dell'integrità del plenum. Hanno dichiarato voto favorevole i sen. Cecilia Guerra (Art.1-MDP), Crimi (M5S), Loredana De Petris (SI-Sel) e Zanda (PD).

L'Assemblea ha respinto le dimissioni reiterate più volte dal senatore Vacciano.

La sen. Bencini (Misto-IdV) ha annunciato voto contrario.

Mercoledì 19 Aprile 2017 - 809ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 19/04/2017 - 16:39
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:31

L'Assemblea ha approvato definitivamente il ddl n. 2784 di conversione in legge del decreto-legge 17 marzo 2017, n. 25, recante disposizioni urgenti per l'abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti (abrogazione voucher).

L'articolo 1 dispone l'abrogazione dell'istituto del lavoro accessorio, sul quale pende un referendum, prevedendo che i buoni per prestazioni di lavoro richiesti alla data di entrata in vigore del decreto possono essere impiegati fino al 31 dicembre 2017. L'articolo 2 modifica l'articolo 29, comma 2, del decreto legislativo n. 276 del 2003, sopprimendo deroghe parziali al regime ordinario di responsabilità solidale del committente imprenditore o datore di lavoro con l'appaltatore e con gli eventuali subappaltatori nei confronti dei lavoratori.

Nella seduta antimeridiana è iniziata la discussione generale che si è conclusa nel pomeriggio con gli interventi dei sen. Barozzino (SI-Sel), Galimberti (FI-PdL) e Maria Spilabotte (PD). In sede di replica il Sottosegretario di Stato per il lavoro Boba ha negato che il Governo sia ostaggio della CGIL, ha motivato la scelta dell'abrogazione del lavoro accessorio con la necessità di evitare uno scontro ideologico e ha richiamato l'impegno, contenuto nel DEF, a varare una disciplina per il lavoro discontinuo.

Tutti gli emendamenti sono stati respinti. Sono stati accolti ordini del giorno di FI-PdL e testi riformulati di LN che impegnano il Governo a valutare l'opportunità di disciplinare prestazioni di natura accessoria prevenendo gli abusi e individuandone l'ambito applicativo, anche con riferimento ai settori di attività e a valutare l'opportunità di confermare l'efficacia dei voucher per baby-sitting.

Hanno svolto dichiarazione di voto contraria al provvedimento i sen. Centinaio (LN), Mazzoni (ALA) e Malan (FI-PdL): il Governo avrebbe dovuto correggere la normativa onde evitare abusi, anziché cancellare un istituto funzionale in alcuni settori; l'abrogazione non aumenta l'occupazione ma determina un vuoto normativo che crea difficoltà alle famiglie e alle imprese. Il sen. Puglia (M5S) ha annunciato l'astensione del Gruppo, ponendo in risalto le contraddizioni di una maggioranza che abolisce i voucher dopo averne esteso l'ambito di applicazione.

Hanno svolto dichiarazione di voto favorevole i sen. Maria Grazia Gatti (Art.1-MDP), Berger (Aut), Pagano (AP), Barozzino (SI-Sel), Lepri (PD). In dissenso dal Gruppo il sen. Sacconi (AP) non ha votato il provvedimento. Mentre MDP e SI-Sel sono favorevoli all'abrogazione di un istituto che è stato utilizzato in sostituzione del lavoro dipendente e parasubordinato per ridurre il costo del lavoro, i Gruppi Aut e AP condividono l'opportunità di evitare la campagna referendaria ma invitano il Governo a varare un intervento sostitutivo prima dell'inizio della stagione estiva.

Mercoledì 19 Aprile 2017 - 809ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 19/04/2017 - 16:39
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:31

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2784 di conversione in legge del decreto-legge 17 marzo 2017, n. 25, recante disposizioni urgenti per l'abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti (abrogazione voucher), già approvato dalla Camera dei deputati.

L'articolo 1 dispone l'abrogazione dell'istituto del lavoro accessorio, sul quale pende un referendum, prevedendo che i buoni per prestazioni di lavoro richiesti alla data di entrata in vigore del decreto possono essere impiegati fino al 31 dicembre 2017. L'articolo 2 modifica l'articolo 29, comma 2, del decreto legislativo n. 276 del 2003, sopprimendo deroghe parziali al regime ordinario di responsabilità solidale del committente imprenditore o datore di lavoro con l'appaltatore e con gli eventuali subappaltatori nei confronti dei lavoratori.

Nella seduta antimeridiana è iniziata la discussione generale che si è conclusa nel pomeriggio con gli interventi dei sen. Barozzino (SI-Sel), Galimberti (FI-PdL) e Maria Spilabotte (PD).

In sede di replica la relatrice, sen. Parente (PD), ha ribadito che il jobs act non ha esteso l'ambito di applicazione del lavoro accessorio (lo ha fatto la legge Fornero) ma ha introdotto la tracciabilità a fini antielusivi. Il Sottosegretario di Stato per il lavoro Boba ha negato che il Governo sia ostaggio della CGIL, ha motivato la scelta dell'abrogazione con la necessità di evitare uno scontro ideologico e ha richiamato l'impegno, contenuto nel DEF, a varare una nuova disciplina per il lavoro discontinuo.

Tutti gli emendamenti sono stati respinti. Sono stati accolti ordini del giorno di FI-PdL e testi riformulati di LN che impegnano il Governo a valutare l'opportunità di disciplinare prestazioni di natura accessoria prevenendo gli abusi e individuandone l'ambito applicativo, anche con riferimento ai settori di attività e a valutare l'opportunità di confermare l'efficacia dei voucher per baby-sitting.

Mercoledì 19 Aprile 2017 - 809ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 19/04/2017 - 16:39
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:31

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2784 di conversione in legge del decreto-legge 17 marzo 2017, n. 25, recante disposizioni urgenti per l'abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti (abrogazione voucher), già approvato dalla Camera dei deputati.

L'articolo 1 dispone l'abrogazione dell'istituto del lavoro accessorio, sul quale pende un referendum, prevedendo che i buoni per prestazioni di lavoro richiesti alla data di entrata in vigore del decreto possono essere impiegati fino al 31 dicembre 2017. L'articolo 2 modifica l'articolo 29, comma 2, del decreto legislativo n. 276 del 2003, sopprimendo deroghe parziali al regime ordinario di responsabilità solidale del committente imprenditore o datore di lavoro con l'appaltatore e con gli eventuali subappaltatori nei confronti dei lavoratori.

Nella seduta antimeridiana è iniziata la discussione generale che si è conclusa nel pomeriggio con gli interventi dei sen. Barozzino (SI-Sel), Galimberti (FI-PdL) e Maria Spilabotte (PD).

In sede di replica la relatrice, sen. Parente (PD), ha ribadito che il jobs act non ha esteso l'ambito di applicazione del lavoro accessorio (lo ha fatto la legge Fornero) ma ha introdotto la tracciabilità a fini antielusivi. Il Sottosegretario di Stato per il lavoro Boba ha negato che il Governo sia ostaggio della CGIL, ha motivato la scelta dell'abrogazione con la necessità di evitare uno scontro ideologico e ha richiamato l'impegno, contenuto nel DEF, a varare una nuova disciplina per il lavoro discontinuo.

Tutti gli emendamenti sono stati respinti. Sono stati accolti ordini del giorno di FI-PdL e testi riformulati di LN che impegnano il Governo a valutare l'opportunità di disciplinare prestazioni di natura accessoria prevenendo gli abusi e individuandone l'ambito applicativo, anche con riferimento ai settori di attività e a valutare l'opportunità di confermare l'efficacia dei voucher per baby-sitting.

Mercoledì 19 Aprile 2017 - 808ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 19/04/2017 - 10:24
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:34

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2784 di conversione in legge del decreto-legge 17 marzo 2017, n. 25, recante disposizioni urgenti per l'abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti (abrogazione voucher), già approvato dalla Camera dei deputati.

L'articolo 1 dispone l'abrogazione dell'istituto del lavoro accessorio, sul quale pende un referendum, prevedendo che i buoni per prestazioni di lavoro richiesti alla data di entrata in vigore del decreto possono essere impiegati fino al 31 dicembre 2017. L'articolo 2 modifica l'articolo 29, comma 2, del decreto legislativo n. 276 del 2003, sopprimendo deroghe parziali al regime ordinario di responsabilità solidale del committente imprenditore o datore di lavoro con l'appaltatore e con gli eventuali subappaltatori nei confronti dei lavoratori.

La relatrice, sen. Parente (PD), ha ricostruito l'evoluzione normativa dei voucher che, introdotti dalla legge Biagi per prestazioni di natura occasionale di una limitata platea di soggetti, hanno avuto un'applicazione sempre più ampia con effetti distorsivi e contrari alla finalità originaria dell'istituto. L'abrogazione delle norme in esame potrà rappresentare l'occasione per affrontare il tema del lavoro discontinuo, con normative adeguate che diano tutele alle lavoratrici e ai lavoratori e non consentano abusi o elusioni. La relatrice ha invitato, infine, il Governo a valutare attentamente i possibili effetti della revisione della disciplina sulla responsabilità solidale nei confronti di chi ha adempiuto rispetto al coobbligato inadempiente.

Respinte le pregiudiziali di costituzionalità, avanzate dai sen. Erika Stefani (LN), Barani (ALA) e Malan (FI-PdL), è iniziata la discussione generale, alla quale hanno preso parte i sen. Ichino, Angioni, Nicoletta Favero (PD), Puglia, Sara Paglini (M5S), Marin, Piccoli (FI-PdL), Alessandra Bencini (Misto-IdV), Consiglio (LN), Berger, Panizza (Aut), Pegorer (MDP), Mazzoni (ALA). Le opposizioni hanno accusato il Governo di abrogare il lavoro accessorio al solo scopo di evitare una sconfitta referendaria. Secondo FI-PdL, LN e ALA il provvedimento è privo dei requisiti costituzionali di necessità e urgenza e politicamente sbagliato perché restituisce alla CGIL un potere di veto in materia di rapporti di lavoro. Il lavoro accessorio, che ha facilitato l'incontro tra domanda e offerta di lavoro in specifici settori, non dovrebbe essere eliminato bensì disciplinato in modo da evitarne un uso improprio. Contrario alla battaglia della Cgil, che ha fatto del lavoro a chiamata un simbolo della precarietà, il Gruppo delle Autonomie condivide però l'opportunità di evitare una lacerante campagna referendaria. Anche i senatori del PD hanno espresso perplessità sulla semplice cancellazione di un istituto che non è alternativo al lavoro subordinato e non costituisce la fonte di reddito principale. MDP è invece favorevole al provvedimento che rappresenta un'occasione per ripensare le politiche del lavoro: la crescita e la competitività non si possono rilanciare con la precarizzazione, la compressione delle tutele e dei salari. M5S ha posto l'accento sulle contraddizioni di una maggioranza la quale ha approvato il Jobs act che ha esteso i voucher al fine di gonfiare i dati relativi all'occupazione.

Mercoledì 19 Aprile 2017 - 808ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 19/04/2017 - 10:24
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:34

L'Assemblea ha approvato definitivamente il ddl n. 2784 di conversione in legge del decreto-legge 17 marzo 2017, n. 25, recante disposizioni urgenti per l'abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti (abrogazione voucher).

L'articolo 1 dispone l'abrogazione dell'istituto del lavoro accessorio, sul quale pende un referendum, prevedendo che i buoni per prestazioni di lavoro richiesti alla data di entrata in vigore del decreto possono essere impiegati fino al 31 dicembre 2017. L'articolo 2 modifica l'articolo 29, comma 2, del decreto legislativo n. 276 del 2003, sopprimendo deroghe parziali al regime ordinario di responsabilità solidale del committente imprenditore o datore di lavoro con l'appaltatore e con gli eventuali subappaltatori nei confronti dei lavoratori.

Nella seduta antimeridiana è iniziata la discussione generale che si è conclusa nel pomeriggio con gli interventi dei sen. Barozzino (SI-Sel), Galimberti (FI-PdL) e Maria Spilabotte (PD). In sede di replica il Sottosegretario di Stato per il lavoro Boba ha negato che il Governo sia ostaggio della CGIL, ha motivato la scelta dell'abrogazione del lavoro accessorio con la necessità di evitare uno scontro ideologico e ha richiamato l'impegno, contenuto nel DEF, a varare una disciplina per il lavoro discontinuo.

Tutti gli emendamenti sono stati respinti. Sono stati accolti ordini del giorno di FI-PdL e testi riformulati di LN che impegnano il Governo a valutare l'opportunità di disciplinare prestazioni di natura accessoria prevenendo gli abusi e individuandone l'ambito applicativo, anche con riferimento ai settori di attività e a valutare l'opportunità di confermare l'efficacia dei voucher per baby-sitting.

Hanno svolto dichiarazione di voto contraria al provvedimento i sen. Centinaio (LN), Mazzoni (ALA) e Malan (FI-PdL): il Governo avrebbe dovuto correggere la normativa onde evitare abusi, anziché cancellare un istituto funzionale in alcuni settori; l'abrogazione non aumenta l'occupazione ma determina un vuoto normativo che crea difficoltà alle famiglie e alle imprese. Il sen. Puglia (M5S) ha annunciato l'astensione del Gruppo, ponendo in risalto le contraddizioni di una maggioranza che abolisce i voucher dopo averne esteso l'ambito di applicazione.

Hanno svolto dichiarazione di voto favorevole i sen. Maria Grazia Gatti (Art.1-MDP), Berger (Aut), Pagano (AP), Barozzino (SI-Sel), Lepri (PD). In dissenso dal Gruppo il sen. Sacconi (AP) non ha votato il provvedimento. Mentre MDP e SI-Sel sono favorevoli all'abrogazione di un istituto che è stato utilizzato in sostituzione del lavoro dipendente e parasubordinato per ridurre il costo del lavoro, i Gruppi Aut e AP condividono l'opportunità di evitare la campagna referendaria ma invitano il Governo a varare un intervento sostitutivo prima dell'inizio della stagione estiva.

Mercoledì 19 Aprile 2017 - 808ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 19/04/2017 - 10:24
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:34

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2784 di conversione in legge del decreto-legge 17 marzo 2017, n. 25, recante disposizioni urgenti per l'abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti (abrogazione voucher), già approvato dalla Camera dei deputati.

L'articolo 1 dispone l'abrogazione dell'istituto del lavoro accessorio, sul quale pende un referendum, prevedendo che i buoni per prestazioni di lavoro richiesti alla data di entrata in vigore del decreto possono essere impiegati fino al 31 dicembre 2017. L'articolo 2 modifica l'articolo 29, comma 2, del decreto legislativo n. 276 del 2003, sopprimendo deroghe parziali al regime ordinario di responsabilità solidale del committente imprenditore o datore di lavoro con l'appaltatore e con gli eventuali subappaltatori nei confronti dei lavoratori.

La relatrice, sen. Parente (PD), ha ricostruito l'evoluzione normativa dei voucher che, introdotti dalla legge Biagi per prestazioni di natura occasionale di una limitata platea di soggetti, hanno avuto un'applicazione sempre più ampia con effetti distorsivi e contrari alla finalità originaria dell'istituto. L'abrogazione delle norme in esame potrà rappresentare l'occasione per affrontare il tema del lavoro discontinuo, con normative adeguate che diano tutele alle lavoratrici e ai lavoratori e non consentano abusi o elusioni. La relatrice ha invitato, infine, il Governo a valutare attentamente i possibili effetti della revisione della disciplina sulla responsabilità solidale nei confronti di chi ha adempiuto rispetto al coobbligato inadempiente.

Respinte le pregiudiziali di costituzionalità, avanzate dai sen. Erika Stefani (LN), Barani (ALA) e Malan (FI-PdL), è iniziata la discussione generale, alla quale hanno preso parte i sen. Ichino, Angioni, Nicoletta Favero (PD), Puglia, Sara Paglini (M5S), Marin, Piccoli (FI-PdL), Alessandra Bencini (Misto-IdV), Consiglio (LN), Berger, Panizza (Aut), Pegorer (MDP), Mazzoni (ALA). Le opposizioni hanno accusato il Governo di abrogare il lavoro accessorio al solo scopo di evitare una sconfitta referendaria. Secondo FI-PdL, LN e ALA il provvedimento è privo dei requisiti costituzionali di necessità e urgenza e politicamente sbagliato perché restituisce alla CGIL un potere di veto in materia di rapporti di lavoro. Il lavoro accessorio, che ha facilitato l'incontro tra domanda e offerta di lavoro in specifici settori, non dovrebbe essere eliminato bensì disciplinato in modo da evitarne un uso improprio. Contrario alla battaglia della Cgil, che ha fatto del lavoro a chiamata un simbolo della precarietà, il Gruppo delle Autonomie condivide però l'opportunità di evitare una lacerante campagna referendaria. Anche i senatori del PD hanno espresso perplessità sulla semplice cancellazione di un istituto che non è alternativo al lavoro subordinato e non costituisce la fonte di reddito principale. MDP è invece favorevole al provvedimento che rappresenta un'occasione per ripensare le politiche del lavoro: la crescita e la competitività non si possono rilanciare con la precarizzazione, la compressione delle tutele e dei salari. M5S ha posto l'accento sulle contraddizioni di una maggioranza la quale ha approvato il Jobs act che ha esteso i voucher al fine di gonfiare i dati relativi all'occupazione.

Mercoledì 19 Aprile 2017 - 808ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 19/04/2017 - 10:24
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:34

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2784 di conversione in legge del decreto-legge 17 marzo 2017, n. 25, recante disposizioni urgenti per l'abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti (abrogazione voucher), già approvato dalla Camera dei deputati.

L'articolo 1 dispone l'abrogazione dell'istituto del lavoro accessorio, sul quale pende un referendum, prevedendo che i buoni per prestazioni di lavoro richiesti alla data di entrata in vigore del decreto possono essere impiegati fino al 31 dicembre 2017. L'articolo 2 modifica l'articolo 29, comma 2, del decreto legislativo n. 276 del 2003, sopprimendo deroghe parziali al regime ordinario di responsabilità solidale del committente imprenditore o datore di lavoro con l'appaltatore e con gli eventuali subappaltatori nei confronti dei lavoratori.

La relatrice, sen. Parente (PD), ha ricostruito l'evoluzione normativa dei voucher che, introdotti dalla legge Biagi per prestazioni di natura occasionale di una limitata platea di soggetti, hanno avuto un'applicazione sempre più ampia con effetti distorsivi e contrari alla finalità originaria dell'istituto. L'abrogazione delle norme in esame potrà rappresentare l'occasione per affrontare il tema del lavoro discontinuo, con normative adeguate che diano tutele alle lavoratrici e ai lavoratori e non consentano abusi o elusioni. La relatrice ha invitato, infine, il Governo a valutare attentamente i possibili effetti della revisione della disciplina sulla responsabilità solidale nei confronti di chi ha adempiuto rispetto al coobbligato inadempiente.

Respinte le pregiudiziali di costituzionalità, avanzate dai sen. Erika Stefani (LN), Barani (ALA) e Malan (FI-PdL), è iniziata la discussione generale, alla quale hanno preso parte i sen. Ichino, Angioni, Nicoletta Favero (PD), Puglia, Sara Paglini (M5S), Marin, Piccoli (FI-PdL), Alessandra Bencini (Misto-IdV), Consiglio (LN), Berger, Panizza (Aut), Pegorer (MDP), Mazzoni (ALA). Le opposizioni hanno accusato il Governo di abrogare il lavoro accessorio al solo scopo di evitare una sconfitta referendaria. Secondo FI-PdL, LN e ALA il provvedimento è privo dei requisiti costituzionali di necessità e urgenza e politicamente sbagliato perché restituisce alla CGIL un potere di veto in materia di rapporti di lavoro. Il lavoro accessorio, che ha facilitato l'incontro tra domanda e offerta di lavoro in specifici settori, non dovrebbe essere eliminato bensì disciplinato in modo da evitarne un uso improprio. Contrario alla battaglia della Cgil, che ha fatto del lavoro a chiamata un simbolo della precarietà, il Gruppo delle Autonomie condivide però l'opportunità di evitare una lacerante campagna referendaria. Anche i senatori del PD hanno espresso perplessità sulla semplice cancellazione di un istituto che non è alternativo al lavoro subordinato e non costituisce la fonte di reddito principale. MDP è invece favorevole al provvedimento che rappresenta un'occasione per ripensare le politiche del lavoro: la crescita e la competitività non si possono rilanciare con la precarizzazione, la compressione delle tutele e dei salari. M5S ha posto l'accento sulle contraddizioni di una maggioranza la quale ha approvato il Jobs act che ha esteso i voucher al fine di gonfiare i dati relativi all'occupazione.

Mercoledì 19 Aprile 2017 - 808ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 19/04/2017 - 10:24
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:34

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2784 di conversione in legge del decreto-legge 17 marzo 2017, n. 25, recante disposizioni urgenti per l'abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti (abrogazione voucher), già approvato dalla Camera dei deputati.

L'articolo 1 dispone l'abrogazione dell'istituto del lavoro accessorio, sul quale pende un referendum, prevedendo che i buoni per prestazioni di lavoro richiesti alla data di entrata in vigore del decreto possono essere impiegati fino al 31 dicembre 2017. L'articolo 2 modifica l'articolo 29, comma 2, del decreto legislativo n. 276 del 2003, sopprimendo deroghe parziali al regime ordinario di responsabilità solidale del committente imprenditore o datore di lavoro con l'appaltatore e con gli eventuali subappaltatori nei confronti dei lavoratori.

La relatrice, sen. Parente (PD), ha ricostruito l'evoluzione normativa dei voucher che, introdotti dalla legge Biagi per prestazioni di natura occasionale di una limitata platea di soggetti, hanno avuto un'applicazione sempre più ampia con effetti distorsivi e contrari alla finalità originaria dell'istituto. L'abrogazione delle norme in esame potrà rappresentare l'occasione per affrontare il tema del lavoro discontinuo, con normative adeguate che diano tutele alle lavoratrici e ai lavoratori e non consentano abusi o elusioni. La relatrice ha invitato, infine, il Governo a valutare attentamente i possibili effetti della revisione della disciplina sulla responsabilità solidale nei confronti di chi ha adempiuto rispetto al coobbligato inadempiente.

Respinte le pregiudiziali di costituzionalità, avanzate dai sen. Erika Stefani (LN), Barani (ALA) e Malan (FI-PdL), è iniziata la discussione generale.

Mercoledì 12 Aprile 2017 - 807ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 12/04/2017 - 09:54
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:05

Il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Alfano ha reso un'informativa sulla situazione in Siria. All'indomani del G7 esteri di Lucca, che è stato allargato ieri ai Paesi arabi, è emerso che la risposta americana all'attacco chimico apre l'opportunità di rilanciare il negoziato in Siria e che occorre evitare un'escalation militare. La presidenza americana vuole tornare a giocare un ruolo da protagonista e la Russia, che non va messa nell'angolo, non può promuovere da sola una transizione credibile. Assad, che non ha rispettato il cessate fuoco e non ha eliminato le armi chimiche, si è rivelato un partner inaffidabile; dopo lo stallo del processo di Aftana va dunque rilanciato un negoziato su una nuova costituzione ed elezioni in Siria. Nonostante le diverse sensibilità nei confronti della Russia, nel comunicato finale del G7 si ribadisce il sostegno al dialogo di Ginevra e si affermano la centralità delle Nazioni Unite nel processo negoziale e l'impegno per l'integrità territoriale della Siria. Il Ministro Alfano ha avuto un colloquio telefonico con il Ministro degli esteri iraniano in ordine a una commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite sugli attacchi chimici. L'Italia, che ha chiesto alla Russia e all'Iran di esercitare pressioni su Assad perché faccia concessioni politiche, si adopererà per una soluzione politica del conflitto e lavorerà affinché il Consiglio di sicurezza approvi una risoluzione che condanni l'attacco chimico e accerti le responsabilità. Infine, con la convocazione della Conferenza sulla Siria, l'Europa, che non ha giocato un ruolo militare, può giocare un ruolo politico nella processo di ricostruzione siriana.

Nel conseguente dibattito hanno preso la parola i sen. Centinaio (LN), Compagna (GAL), Corsini (MDP), Amoruso (ALA), Colucci (AP), Ornella Bertorotta (M5S), De Cristofaro (SI-Sel), Alicata (FI-PdL), Maran (PD). Tutti i senatori intervenuti hanno condiviso la necessità di non isolare la Russia e di lavorare a una soluzione politica del conflitto. Sono stati espressi forti dubbi sulla responsabilità dell'attacco chimico, che è stata frettolosamente attribuito ad Assad ma potrebbe essere stato sferrato dalle opposizioni. In particolare, LN ha espresso apprezzamento per la visita a Mosca del Presidente della Repubblica Mattarella, auspicando che la posizione italiana sulla Russia non sia un'operazione di facciata. M5S ha ricordato i crimini della Turchia, dell'Arabia Saudita e del Qatar e ha sottolineato che la priorità è la lotta al terrorismo, non la destabilizzazione dei Paesi non allineati. A differenza del Ministro Alfano, SI-Sel ha giudicato sconsiderato e unilaterale il bombardamento americano. Condividendo la necessità di un processo negoziale, FI-PdL ha ricordato gli errori occidentali: la Siria, prima della guerra civile e dell'intervento militare, era un Paese laico, tollerante, prospero.

Con 141 voti favorevoli, 97 contrari e due astensioni l'Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo approvando definitivamente il ddl n. 2754 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14, recante disposizioni urgenti in materia disicurezza delle città.

Il relatore, sen. Pagliari (PD), ha illustrato il provvedimento, dando conto delle modifiche introdotte dalla Camera. Il Capo I detta disposizioni in materia di collaborazione interistituzionale. La Sezione I (articoli da 1 a 3) disciplina modalità e strumenti di coordinamento tra Stato, Regioni, Province autonome e enti locali in materia di politiche pubbliche per la promozione della sicurezza integrata, alla quale concorrono interventi per la riqualificazione urbana e la sicurezza nelle periferie. L'articolo 2 specifica i settori di intervento delle linee generali, che sono adottate con accordo sancito in sede di Conferenza unificata e devono tenere conto della necessità di migliorare la qualità della vita e del territorio e di favorire l'inclusione sociale e la riqualificazione socioculturale delle aree interessate. L'articolo 3 prevede che, in attuazione delle linee generali per la promozione della sicurezza integrata, lo Stato, le Regioni e le Province autonome possano concludere specifici accordi. La Sezione II (articoli da 4 a 8) interviene in materia di sicurezza urbana. L'articolo 4 indica, quali aree di intervento, la riqualificazione urbanistica, sociale e culturale e il recupero delle aree o dei siti degradati; l'eliminazione dei fattori di marginalità e di esclusione sociale; la prevenzione della criminalità, in particolare di tipo predatorio; la promozione della cultura del rispetto della legalità; l'affermazione di più elevati livelli di coesione sociale e convivenza civile. L'articolo 5 indica, tra i principali strumenti per la promozione della sicurezza nelle città, i patti per l'attuazione della sicurezza urbana, sottoscritti dal prefetto e dal sindaco. La Camera ha previsto la possibilità di coinvolgere le reti territoriali di volontari per la tutela e la salvaguardia dell'arredo urbano, delle aree verdi e dei parchi cittadini. Tra le aree urbane da sottoporre a particolare tutela sono compresi plessi scolastici e sedi universitarie, musei, aree e parchi archeologici, complessi monumentali, luoghi interessati da consistenti flussi turistici, aree adibite a verde pubblico. L'articolo 6 istituisce il comitato metropolitano per l'analisi, la valutazione e il confronto sulla sicurezza nelle città metropolitane. L'articolo 7 prevede che, per incrementare i servizi di controllo e di valorizzazione del territorio, possono essere coinvolti enti pubblici e soggetti privati. La Camera ha previsto la possibilità di detrazioni dall'IMU e dalla TASI in favore dei soggetti che assumano a proprio carico quote degli oneri di investimento, manutenzione e gestione di sistemi di controllo tecnologicamente avanzati. Inoltre, per gli anni 2017 e 2018, ai Comuni che abbiano conseguito gli obiettivi di pareggio di bilancio è consentito assumere a tempo indeterminato personale di polizia locale. L'articolo 8 modifica il testo unico degli enti locali, ampliando le ipotesi in cui il sindaco può adottare ordinanze urgenti (situazioni di grave incuria o degrado o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana, con particolare riferimento alla tutela della tranquillità e del riposo dei residenti; orari di vendita e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche; prevenzione di spaccio di stupefacenti, sfruttamento della prostituzione, tratta di persone, accattonaggio con impiego di minori e disabili; fenomeni di abusivismo, quale l'illecita occupazione di spazi pubblici). Il Capo II (articoli da 9 a 18) interviene in materia di sicurezza e decoro delle città. L'articolo 9 prevede una sanzione amministrativa pecuniaria e un ordine di allontanamento nei confronti di chi, in violazione dei divieti di stazionamento e di occupazione di spazi, impedisca la libera accessibilità e fruizione di infrastrutture fisse e mobili. È prevista la misura dell'allontanamento anche per chi, nei medesimi spazi, viene trovato in stato di ubriachezza, compie atti contrari alla pubblica decenza, esercita il commercio abusivo o l'attività di parcheggiatore abusivo. L'articolo 10 detta le modalità esecutive della misura di allontanamento. La Camera dei deputati ha ripristinato, fino al 30 giugno 2020, l'efficacia della disciplina sull'arresto in flagranza differita e sull'applicazione delle misure coercitive nei confronti degli imputati di reati commessi in occasione di manifestazioni sportive (Daspo), la cui vigenza è scaduta il 30 giugno 2016. L'articolo 11 interviene in materia di occupazioni arbitrarie di immobili, definendo meglio il percorso per procedere allo sgombero; una modifica introdotta dalla Camera tutela i nuclei familiari in situazioni di disagio economico e sociale. L'articolo 12 attribuisce al questore, in caso di reiterata inosservanza delle ordinanze in materia di orari di vendita e di somministrazione di bevande alcoliche, il potere di sospendere l'attività per un massimo di 15 giorni. L'articolo 12-bis estende il potere del questore di sospensione della licenza per motivi di ordine pubblico, attualmente rivolto ai pubblici esercizi, anche agli esercizi di vicinato. L'articolo 13 prevede ulteriori misure per la prevenzione dello spaccio di stupefacenti in locali pubblici o aperti al pubblico, adottabili anche nei confronti di minori di 14 anni. L'articolo 14 consente di assumere personale per favorire l'attivazione del numero unico europeo 112 nelle Regioni. L'articolo 15 modifica la disciplina sulle misure di prevenzione personali contenuta nel codice antimafia. L'articolo 16 integra la formulazione dell'articolo 639 del codice penale in materia di deturpamento e imbrattamento di cose altrui, stabilendo che, se il reato è commesso su beni immobili, mezzi di trasporto pubblici o privati o cose di interesse storico o artistico, il giudice può subordinare l'applicazione della sospensione condizionale della pena all'obbligo di ripristino e ripulitura dei luoghi o alla prestazione di attività non retribuita a favore della collettività. L'articolo 16-bis inasprisce le sanzioni previste dal codice della strada per coloro che esercitano abusivamente l'attività di parcheggiatore. L'articolo 17 reca la clausola di neutralità finanziaria.

Respinte le pregiudiziali di costituzionalità, avanzate dai sen. Loredana De Petris (SI-Sel) e Malan (FI-PdL), è iniziata la discussione generale, alla quale hanno partecipato i sen. Piccoli, Floris, Mario Mauro, Zuffada, Anna Maria Bernini (FI-PdL), Perrone (Misto), Paola Nugnes (M5S), Donatella Albano, Nicoletta Favero, Mirabelli (PD), Nerina Dirindin, Manuela Granaiola (MDP), Uras (Misto), Patrizia Bisinella (Misto-Fare), (PD), Consiglio (LN), Giovanardi (GAL), Langella (ALA), Loredana De Petris (SI-Sel).

Secondo SI-Sel, anziché intervenire sulle cause del degrado e del disagio sociale, il decreto criminalizza la marginalità sociale. La logica del sindaco sceriffo cavalca pulsioni reazionarie e l'attribuzione ad un'autorità non giurisdizionale del potere di limitare, con atto amministrativo, la libertà personale è in contrasto con i principi costituzionali. Anche M5S giudica ideologico e pericoloso il rafforzamento dei poteri coercitivi e repressivi dei sindaci; il Gruppo ha criticato in particolare la logica emergenziale e classista della misura di allontanamento. Tra i Gruppi di maggioranza, MDP ha espresso perplessità sulle misure securitarie ed emergenziali del decreto e ha chiesto al Governo di ripristinare i fondi per le politiche sociali. Pur condividendo gli obiettivi del provvedimento, FI-PdL non ne condivide i contenuti: il decreto pone nuovi oneri in capo ai sindaci senza fornire agli enti locali le risorse necessarie; diverse norme sono di difficile applicazione e le norme dell'articolo 11 rendono più complicato lo sgombero degli immobili occupati abusivamente.

Respinta la proposta di non passare all'esame degli articoli, avanzata dal sen. Martelli (M5S), il Ministro per i rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha posto la questione di fiducia sull'approvazione, senza modifiche, del testo approvato dalla Camera.

Nella discussione sulla fiducia sono intervenuti i sen. Consiglio (LN), D'Anna (ALA), Crimi (M5S) e Floris (FI-PdL). Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato la fiducia i sen. Cecilia Guerra (MDP), Panizza (Aut), Mancuso (AP) e Martini (PD). Hanno negato la fiducia i sen. Patrizia Bisinella (Misto), Candiani (LN), Mazzoni (ALA), Morra (M5S), De Cristofaro (SI-Sel), Gasparri (FI-PdL).

Mercoledì 12 Aprile 2017 - 807ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 12/04/2017 - 09:54
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:00

Il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Alfano ha reso un'informativa sulla situazione in Siria. All'indomani del G7 esteri di Lucca, che è stato allargato ieri ai Paesi arabi, è emerso che la risposta americana all'attacco chimico apre l'opportunità di rilanciare il negoziato in Siria e che occorre evitare un'escalation militare. La presidenza americana vuole tornare a giocare un ruolo da protagonista e la Russia, che non va messa nell'angolo, non può promuovere da sola una transizione credibile. Assad, che non ha rispettato il cessate fuoco e non ha eliminato le armi chimiche, si è rivelato un partner inaffidabile; dopo lo stallo del processo di Aftana va dunque rilanciato un negoziato su una nuova costituzione ed elezioni in Siria. Nonostante le diverse sensibilità nei confronti della Russia, nel comunicato finale del G7 si ribadisce il sostegno al dialogo di Ginevra e si affermano la centralità delle Nazioni Unite nel processo negoziale e l'impegno per l'integrità territoriale della Siria. Il Ministro Alfano ha avuto un colloquio telefonico con il Ministro degli esteri iraniano in ordine a una commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite sugli attacchi chimici. L'Italia, che ha chiesto alla Russia e all'Iran di esercitare pressioni su Assad perché faccia concessioni politiche, si adopererà per una soluzione politica del conflitto e lavorerà affinché il Consiglio di sicurezza approvi una risoluzione che condanni l'attacco chimico e accerti le responsabilità. Infine, con la convocazione della Conferenza sulla Siria, l'Europa, che non ha giocato un ruolo militare, può giocare un ruolo politico nella processo di ricostruzione siriana.

Nel conseguente dibattito hanno preso la parola i sen. Centinaio (LN), Compagna (GAL), Corsini (MDP), Amoruso (ALA), Colucci (AP), Ornella Bertorotta (M5S), De Cristofaro (SI-Sel), Alicata (FI-PdL), Maran (PD). Tutti i senatori intervenuti hanno condiviso la necessità di non isolare la Russia e di lavorare a una soluzione politica del conflitto. Sono stati espressi forti dubbi sulla responsabilità dell'attacco chimico, che è stata frettolosamente attribuito ad Assad ma potrebbe essere stato sferrato dalle opposizioni. In particolare, LN ha espresso apprezzamento per la visita a Mosca del Presidente della Repubblica Mattarella, auspicando che la posizione italiana sulla Russia non sia un'operazione di facciata. M5S ha ricordato i crimini della Turchia, dell'Arabia Saudita e del Qatar e ha sottolineato che la priorità è la lotta al terrorismo, non la destabilizzazione dei Paesi non allineati. A differenza del Ministro Alfano, SI-Sel ha giudicato sconsiderato e unilaterale il bombardamento americano. Condividendo la necessità di un processo negoziale, FI-PdL ha ricordato gli errori occidentali: la Siria, prima della guerra civile e dell'intervento militare, era un Paese laico, tollerante, prospero.

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2754 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14, recante disposizioni urgenti in materia disicurezza delle città, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il relatore, sen. Pagliari (PD), ha illustrato il provvedimento, dando conto delle modifiche introdotte dalla Camera. Il Capo I detta disposizioni in materia di collaborazione interistituzionale. La Sezione I (articoli da 1 a 3) disciplina modalità e strumenti di coordinamento tra Stato, Regioni, Province autonome e enti locali in materia di politiche pubbliche per la promozione della sicurezza integrata, alla quale concorrono interventi per la riqualificazione urbana e la sicurezza nelle periferie. L'articolo 2 specifica i settori di intervento delle linee generali, che sono adottate con accordo sancito in sede di Conferenza unificata e devono tenere conto della necessità di migliorare la qualità della vita e del territorio e di favorire l'inclusione sociale e la riqualificazione socioculturale delle aree interessate. L'articolo 3 prevede che, in attuazione delle linee generali per la promozione della sicurezza integrata, lo Stato, le Regioni e le Province autonome possano concludere specifici accordi. La Sezione II (articoli da 4 a 8) interviene in materia di sicurezza urbana. L'articolo 4 indica, quali aree di intervento, la riqualificazione urbanistica, sociale e culturale e il recupero delle aree o dei siti degradati; l'eliminazione dei fattori di marginalità e di esclusione sociale; la prevenzione della criminalità, in particolare di tipo predatorio; la promozione della cultura del rispetto della legalità; l'affermazione di più elevati livelli di coesione sociale e convivenza civile. L'articolo 5 indica, tra i principali strumenti per la promozione della sicurezza nelle città, i patti per l'attuazione della sicurezza urbana, sottoscritti dal prefetto e dal sindaco. La Camera ha previsto la possibilità di coinvolgere le reti territoriali di volontari per la tutela e la salvaguardia dell'arredo urbano, delle aree verdi e dei parchi cittadini. Tra le aree urbane da sottoporre a particolare tutela sono compresi plessi scolastici e sedi universitarie, musei, aree e parchi archeologici, complessi monumentali, luoghi interessati da consistenti flussi turistici, aree adibite a verde pubblico. L'articolo 6 istituisce il comitato metropolitano per l'analisi, la valutazione e il confronto sulla sicurezza nelle città metropolitane. L'articolo 7 prevede che, per incrementare i servizi di controllo e di valorizzazione del territorio, possono essere coinvolti enti pubblici e soggetti privati. La Camera ha previsto la possibilità di detrazioni dall'IMU e dalla TASI in favore dei soggetti che assumano a proprio carico quote degli oneri di investimento, manutenzione e gestione di sistemi di controllo tecnologicamente avanzati. Inoltre, per gli anni 2017 e 2018, ai Comuni che abbiano conseguito gli obiettivi di pareggio di bilancio è consentito assumere a tempo indeterminato personale di polizia locale. L'articolo 8 modifica il testo unico degli enti locali, ampliando le ipotesi in cui il sindaco può adottare ordinanze urgenti (situazioni di grave incuria o degrado o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana, con particolare riferimento alla tutela della tranquillità e del riposo dei residenti; orari di vendita e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche; prevenzione di spaccio di stupefacenti, sfruttamento della prostituzione, tratta di persone, accattonaggio con impiego di minori e disabili; fenomeni di abusivismo, quale l'illecita occupazione di spazi pubblici). Il Capo II (articoli da 9 a 18) interviene in materia di sicurezza e decoro delle città. L'articolo 9 prevede una sanzione amministrativa pecuniaria e un ordine di allontanamento nei confronti di chi, in violazione dei divieti di stazionamento e di occupazione di spazi, impedisca la libera accessibilità e fruizione di infrastrutture fisse e mobili. È prevista la misura dell'allontanamento anche per chi, nei medesimi spazi, viene trovato in stato di ubriachezza, compie atti contrari alla pubblica decenza, esercita il commercio abusivo o l'attività di parcheggiatore abusivo. L'articolo 10 detta le modalità esecutive della misura di allontanamento. La Camera dei deputati ha ripristinato, fino al 30 giugno 2020, l'efficacia della disciplina sull'arresto in flagranza differita e sull'applicazione delle misure coercitive nei confronti degli imputati di reati commessi in occasione di manifestazioni sportive (Daspo), la cui vigenza è scaduta il 30 giugno 2016. L'articolo 11 interviene in materia di occupazioni arbitrarie di immobili, definendo meglio il percorso per procedere allo sgombero; una modifica introdotta dalla Camera tutela i nuclei familiari in situazioni di disagio economico e sociale. L'articolo 12 attribuisce al questore, in caso di reiterata inosservanza delle ordinanze in materia di orari di vendita e di somministrazione di bevande alcoliche, il potere di sospendere l'attività per un massimo di 15 giorni. L'articolo 12-bis estende il potere del questore di sospensione della licenza per motivi di ordine pubblico, attualmente rivolto ai pubblici esercizi, anche agli esercizi di vicinato. L'articolo 13 prevede ulteriori misure per la prevenzione dello spaccio di stupefacenti in locali pubblici o aperti al pubblico, adottabili anche nei confronti di minori di 14 anni. L'articolo 14 consente di assumere personale per favorire l'attivazione del numero unico europeo 112 nelle Regioni. L'articolo 15 modifica la disciplina sulle misure di prevenzione personali contenuta nel codice antimafia. L'articolo 16 integra la formulazione dell'articolo 639 del codice penale in materia di deturpamento e imbrattamento di cose altrui, stabilendo che, se il reato è commesso su beni immobili, mezzi di trasporto pubblici o privati o cose di interesse storico o artistico, il giudice può subordinare l'applicazione della sospensione condizionale della pena all'obbligo di ripristino e ripulitura dei luoghi o alla prestazione di attività non retribuita a favore della collettività. L'articolo 16-bis inasprisce le sanzioni previste dal codice della strada per coloro che esercitano abusivamente l'attività di parcheggiatore. L'articolo 17 reca la clausola di neutralità finanziaria.

Respinte le pregiudiziali di costituzionalità, avanzate dai sen. Loredana De Petris (SI-Sel) e Malan (FI-PdL), è iniziata la discussione generale.

Martedì 11 Aprile 2017 - 806ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 11/04/2017 - 16:54
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:33

La Conferenza dei Capigruppo ha approvato modifiche e integrazioni al calendario corrente e il nuovo calendario dei lavori fino al 27 aprile. Domani mattina alle ore 9 il Ministro degli esteri renderà un'informativa sulla situazione in Siria; sarà poi discusso e definito il decreto-legge sulla sicurezza nelle città. Mercoledì 19 aprile saranno esaminati il decreto-legge in materia di lavoro e il ddl su mercato e concorrenza. Nelle sedute del 26 e 27 aprile sono previsti l'esame del DEF, il seguito del ddl concorrenza e del ddl sul reato di tortura. Nella seduta antimeridiana del 27 aprile il Presidente del Consiglio renderà comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 29. Il sen. Martelli (M5S) ha proposte di ripristinare alcune sedute per discutere alcune mozioni e il ddl sul reddito di cittadinanza; la sen. De Petris (SI-Sel) ha proposto di anticipare la discussione del ddl sul reato di tortura; la sen. Bottici (M5S) ha sollecitato l'istituzione della Commissione d'inchiesta sul Forteto. Le proposte di modifica del calendario sono state respinte.

La seduta è stata tolta per consentire alla Commissione affari costituzionali di concludere l'esame in sede referente del decreto-legge sulla sicurezza delle città.

In apertura di seduta il Presidente Grasso ha espresso partecipazione al dolore per le vittime dell'attentato terroristico di Stoccolma, avvenuto venerdì scorso, e degli attentati terroristici in Egitto che hanno colpito la comunità dei cristiani copti. L'Assemblea ha osservato un minuto di raccoglimento.

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