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Senato della Repubblica - Comunicati di fine seduta
Aggiornato: 2 ore 14 min fa

Mercoledì 31 Maggio 2017 - 833ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 31/05/2017 - 09:49
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:35

Su richiesta del relatore, sen. Russo (PD), il ddl n. 302 sul riconoscimento della lingua italiana dei segni è stato rinviato in Commissione al fine di introdurre le modifiche richieste dalla relazione tecnica.

L'Assemblea ha approvato il ddl n. 968, norme in materia di domini collettivi. Il testo passa alla Camera.

Il primo relatore, sen. Cucca (PD), ha illustrato il testo proposto dalla Commissione, che mira a risolvere problemi interpretativi e contenziosi sull'utilizzo dei domini collettivi; il secondo relatore, sen. Vaccari (PD), ha ricordato la storia delle terre di proprietà collettiva. L'articolo 1 riconosce i domini collettivi quali soggetti neoistituzionali cui spetta la gestione delle terre di proprietà collettiva. L'articolo 2 definisce la competenza dello Stato, che tutela e valorizza i beni di collettivo godimento e riconosce i diritti di uso e gestione dei cittadini. L'articolo 3 definisce i beni collettivi che costituiscono demanio civico, sono inalienabili, indivisibili, inusucapibili e possono essere utilizzati nel rispetto del vincolo di destinazione.

Hanno partecipato alla discussione generale i sen. Cecilia Guerra (Art.1-MDP), Divina, Candiani (LN), Panizza (Aut), Rosanna Filippin (PD). All'articolo 3 è stato approvato l'emendamento 3.100 (testo 2) a prima firma della sen. De Petris (SI-Sel) il quale stabilisce che negli eventuali procedimenti di assegnazione dei beni collettivi, i comuni o gli enti esponenziali delle collettività conferiscono priorità ai giovani agricoltori.

Hanno svolto dichiarazione di voto favorevole i sen. Erika Stefani (LN), Pegorer (Art.1-MDP), Barani (ALA), Panizza (Aut), Marinello (AP), Loredana De Petris (SI-Sel), Floris (FI-PdL), Bertorotta (M5S) e Pagliari (PD).

Martedì 30 Maggio 2017 - 832ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 30/05/2017 - 17:10
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:31

Il Presidente Grasso ha comunicato il calendario dei lavori fino al 29 giugno: questa settimana proseguirà l'esame del ddl sul riconoscimento della lingua italiana dei segni e saranno discussi altri provvedimenti tra cui il ddl in materia di domini collettivi. La prossima settimana l'Assemblea non terrà seduta per consentire alle Commissioni 1a e 5a di esaminare il decreto in materia finanziaria che giungerà in Aula la settimana successiva. Martedì 13 giugno è previsto l'esame di mozioni sulla politica agricola. Nella seduta antimeridiana del 15 giugno sarà avviato l'esame del ddl sulla cittadinanza. Martedì 20 giugno è prevista la discussione di mozioni sui vertici Consip e sulla proliferazione nucleare. Mercoledì 21 giugno il Presidente del Consiglio renderà comunicazioni in vista del Consiglio europeo.

Giovedì 25 Maggio 2017 - 831ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 25/05/2017 - 16:33
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:00

La seduta è dedicata allo svolgimento di interrogazioni.

Il Sottosegretario di Stato alla difesa Alfano ha risposto all'interrogazione 3-02305 della sen. Fasiolo (PD) sull'istituzione di una denominazione di origine controllata transfrontaliera tra Italia e Slovenia per il vino "Terrano". Il Sottosegretario di Stato Alfano ha poi risposto all'interrogazione 3-03372 del sen. Malan (FI-PdL), sull'opportunità di esercitazioni navali congiunte con la marina iraniana. L'interrogante si è dichiarato soddisfatto. Il Sottosegretario di Stato Alfano ha risposto all'interrogazione 3-02116, presentata nel luglio 2015 dalla sen. Petraglia (SI-Sel), sulla bonifica della laguna di Orbetello (Grosseto). Sempre il Sottosegretario Alfano ha risposto all'interrogazione 3-02602, presentata nel febbraio 2016 dalla sen. Gambaro (ALA), sulla proliferazione della fauna selvatica nei territori del bolognese.

Giovedì 25 Maggio 2017 - 830ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 25/05/2017 - 16:13
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:34

In attesa del parere della Commissione bilancio, la Presidenza ha rinviato ad altra seduta il seguito dell'esame del ddl relativo al riconoscimento della lingua italiana dei segni. I sen. Silvana Comaroli (LN), Mario Mauro (GAL) e Maria Rizzotti (FI-PdL) hanno precisato che la mancata espressione del parere dipende non da un ritardo della Commissione bensì dal Governo che non ha ancora presentato la relazione tecnica.

La Presidenza ha comunicato che martedì 30 maggio alle ore 15 è convocata la Conferenza dei Capigruppo. Ha informato inoltre l'Assemblea della costituzione di un nuovo Gruppo, Federazione della Libertà, presieduto dal sen. Quagliarello.

Mercoledì 24 Maggio 2017 - 829ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 24/05/2017 - 16:52
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:34

Poiché la Commissione bilancio non ha ancora espresso il parere sul ddl relativo al riconoscimento della lingua dei segni, l'Assemblea ha esaminato e approvato il ddl n. 2291, Modifiche agli articoli 317, 319-ter, 346 e 346-bis del codice penale in materia di reati commessi in riferimento all'attività giudiziaria. Il testo passa alla Camera.

Il relatore, sen. Cucca (PD), ha illustrato il testo proposto dalla Commissione che si compone di 5 articoli e introduce aggravanti specifiche (aumento della pena fino alla metà) per i reati di concussione, corruzione, induzione indebita, millantato credito, traffico di influenze illecite qualora siano commessi in riferimento all'attività giudiziaria, ovvero riguardino magistrati o esercenti la professione forense.

Alla discussione generale hanno preso parte i sen. Doris Lo Moro (Art.1-MDP), Cappelletti (M5S), Falanga (ALA), Palma (FI-PdL). All'articolo 2 è stato approvato l'emendamento del relatore 2.501.

Con accenti molto diversi hanno dichiarato voto favorevole i sen. Erika Stefani (LN), Casson (Art.1-MDP), Falanga (ALA), Buemi (Aut), Albertini (AP), Loredana De Petris (SI-Sel), Buccarella (M5S), Caliendo (FI-PdL), Lumia (PD). I Gruppi ALA, FI-PdL, AP e Aut sono convintamente favorevoli al provvedimento perché colma una lacuna rispetto alla disciplina dei reati contro la pubblica amministrazione e tutela la neutralità dell'azione giudiziaria. Favorevole anche il Gruppo LN, che insiste però sul principio della certezza della pena. Art.1-MDP, SI-Sel e M5S, hanno, invece, espresso riserve su un provvedimento eccessivamente enfatizzato, che non affronta i nodi della giustizia e presume una sfiducia rispetto all'operato della magistratura. Il Gruppo SI-Sel è contrario in generale all'aumento delle pene; secondo M5S per contrastare efficacemente la corruzione sarebbe più utile intervenire su prescrizione, falso in bilancio, Dapso (interdizione dai pubblici uffici). Secondo il PD il provvedimento è un tassello di un approccio integrato di contrasto alla corruzione e non deve essere strumentalizzato.

Mercoledì 24 Maggio 2017 - 829ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 24/05/2017 - 16:52
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:34

Poiché la Commissione bilancio non ha ancora espresso il parere sul ddl relativo al riconoscimento della lingua dei segni, l'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2291, Modifiche agli articoli 317, 319-ter, 346 e 346-bis del codice penale in materia di reati commessi in riferimento all'attività giudiziaria.

Il relatore, sen. Cucca (PD), ha illustrato il testo proposto dalla Commissione che si compone di 5 articoli e introduce aggravanti specifiche (aumento della pena fino alla metà) per i reati di concussione, corruzione, millantato credito, traffico di influenze illecite qualora siano commessi in riferimento all'attività giudiziaria, ovvero riguardino magistrati o esercenti la professione forense.

Alla discussione generale hanno preso parte i sen. Doris Lo Moro (Art.1-MDP), Cappelletti (M5S), Falanga (ALA), Palma (FI-PdL). Secondo Art.1-MDP il provvedimento che, non merita un'enfasi particolare, avrebbe dovuto prevedere un'aggravante semplice lasciando al magistrato la libertà di decidere la sanzione; secondo M5S il provvedimento è inutile: per contrastare la corruzione sarebbe necessario riformare la prescrizione e il falso in bilancio e introdurre il Dapso per i corrotti (interdizione dai pubblici uffici). I Gruppi ALA e FI-PdL sono invece favorevoli al provvedimento che colma una lacuna rispetto ai reati contro la pubblica amministrazione e tutela la neutralità dell'azione giudiziaria.

All'articolo 2 è stato approvato l'emendamento 2.501.

Mercoledì 24 Maggio 2017 - 828ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 24/05/2017 - 10:29
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:32

Non avendo la Commissione bilancio espresso ancora i pareri sul ddl n. 302 (riconoscimento della lingua italiana dei segni) né la Commissione giustizia concluso l'esame in sede referente del ddl n. 2134 (modifiche al codice antimafia), l'Assemblea ha esaminato e approvato con modifiche il ddl n. 1110, nel testo proposto dalla Commissione, recante «Misure per il coordinamento della politica spaziale e aerospaziale e disposizioni concernenti l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia spaziale italiana». Il testo passa ora alla Camera.

La relatrice, sen. Pelino (FI-PdL), ha sottolineato che il testo, il cui obiettivo è conferire maggiore centralità alle politiche spaziali e aerospaziali italiane, è frutto di un grande lavoro della Commissione industria che ha audito le principali associazioni del settore. L'articolo 1 attribuisce al Presidente del Consiglio dei Ministri i compiti di indirizzo governativo e il coordinamento delle politiche concernenti il settore spaziale e aerospaziale. L'articolo 2 stabilisce che per tali compiti il Presidente del Consiglio dei Ministri si avvale di un apposito Comitato, composto da diversi Ministri che, a vario titolo, sono competenti in materia, disciplinandone composizione e funzionamento. L'articolo 3 reca norme per il coordinamento delle politiche del settore. L'articolo 4 concerne modifiche allo statuto dell'Agenzia spaziale italiana (ASI), mentre gli articoli 5 e 6 recano disposizioni transitorie e di coordinamento. Il relatore, sen. Tomaselli (PD), ha ricordato che l'Italia è tra i leader mondiali nel settore della ricerca e dell'industria aerospaziale: un comparto che conta migliaia di addetti e ricercatori e produce un fatturato del valore complessivo di circa due miliardi di euro, rappresentando quindi un tassello fondamentale e imprescindibile per l'innovazione nell'industria e nel sistema economico nazionale.

A conclusione della discussione generale, alla quale hanno preso parte i sen. Mara Valdinosi, Stefania Pezzopane (PD), Consiglio (LN), Bocchino (SI-SEL), Castaldi (M5S), Rossi (AP) e Liuzzi (GAL), i relatori - rivolgendosi in particolare al sen. Bocchino, che ha lamentato la mancata istituzione di un organismo parlamentare di monitoraggio e indirizzo della politica aerospaziale - hanno replicato che il testo finale ha tenuto conto del contributo di tutti i Gruppi e che il comitato parlamentare avrebbe rischiato di sovrapporsi al comitato interministeriale e alle Commissioni parlamentari competenti per merito.

All'articolo 2 sono stati approvati gli emendamenti di LN 2.101 e 2.110 e gli emendamenti di M5S 2.112 (testo corretto), 2.113 e, previa riformulazione, 2.114 e 2.118. All'articolo 3 sono stati approvati gli emendamenti di M5S 3.100, 3.101 (testo 2) e 3.102.

Hanno svolto dichiarazione di voto favorevole i sen. Consiglio (LN), Manuela Granaiola (Art. 1), Marino (AP), Barani (ALA), Bocchino (SI-SEL), Castaldi (M5S), Galimberti (FI-PdL) e Angelica Saggese (PD). Tutti i senatori intervenuti hanno evidenziato che il provvedimento è atteso e interviene su un settore che ha importanti ricadute sul potenziale di crescita del Paese. Secondo LN e AP la concorrenza di Paesi emergenti, quali India e Cina, deve essere uno stimolo per una politica sempre più competitiva. Pur favorevoli al provvedimento, Art.1 e SI-SEL hanno messo in luce criticità legate alla perdita di autonomia dell'ASI, che passa di fatto sotto il controllo del Comitato interministeriale. M5S ha espresso apprezzamento per il ruolo svolto dal Parlamento.

Mercoledì 24 Maggio 2017 - 828ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 24/05/2017 - 10:29
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:32

Non avendo ancora la Commissione bilancio espresso i pareri sul ddl n. 302 (riconoscimento della lingua italiana dei segni) né la Commissione giustizia concluso l'esame in sede referente del ddl n. 2134 (modifiche al codice antimafia), l'Assemblea ha esaminato e approvato con modifiche il ddl n. 1110, nel testo proposto dalla Commissione, recante «Misure per il coordinamento della politica spaziale e aerospaziale e disposizioni concernenti l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia spaziale italiana». Il testo passa ora alla Camera.

La relatrice, sen. Pelino (FI-PdL) ha sottolineato che il testo, il cui obiettivo è conferire maggiore centralità alle politiche spaziali e aerospaziali italiane, è frutto di un grande lavoro della Commissione industria che ha audito le principali associazioni del settore. L'articolo 1 attribuisce al Presidente del Consiglio dei Ministri i compiti di indirizzo governativo e il coordinamento delle politiche concernenti il settore spaziale e aerospaziale. L'articolo 2 stabilisce che per tali compiti il Presidente del Consiglio dei Ministri si avvale di un apposito Comitato, composto da diversi Ministri che, a vario titolo, sono competenti in materia, disciplinandone composizione e funzionamento. L'articolo 3 reca norme per il coordinamento delle politiche del settore. L'articolo 4 concerne modifiche allo statuto dell'Agenzia spaziale italiana (ASI), mentre gli articoli 5 e 6 recano disposizioni transitorie e di coordinamento. Il relatore, sen. Tomaselli (PD) ha ricordato che l'Italia è tra i leader mondiali nel settore della ricerca e dell'industria aerospaziale: un comparto che conta migliaia di addetti e ricercatori e produce un fatturato del valore complessivo di circa due miliardi di euro, rappresentando quindi un tassello fondamentale e imprescindibile per l'innovazione nell'industria e nel sistema economico nazionale.

A conclusione della discussione generale, alla quale hanno preso parte i sen. Mara Valdinosi, Stefania Pezzopane (PD), Consiglio (LN), Bocchino (SI-SEL), Castaldi (M5S), Rossi (AP) e Liuzzi (GAL), in replica in particolare al sen. Bocchino, che aveva condannato la mancata istituzione di un organismo parlamentare di monitoraggio e indirizzo della politica aerospaziale, alla base di uno dei ddl unificati nel testo della Commissione, i relatori hanno sottolineato che il testo finale ha tenuto conto dello sforzo collettivo di tutti i Gruppi. Inoltre, il comitato parlamentare rischiava di sovrapporsi all'istituito comitato interministeriale e alle competenze delle Commissioni parlamentari di merito.

Nel passaggio all'esame dell'articolato del ddl., all'articolo 2 sono stati approvati gli emendamenti 2.101 e 2.110 della LN e gli emendamenti di M5S 2.112 (testo corretto), 2.113 e, previa riformulazione, 2.114 e 2.118. All'articolo 3 l'Assemblea ha approvato gli emendamenti di M5S 3.100, 3.101 (testo 2) e 3.102.

Nelle dichiarazioni finali sono intervenuti i sen. Consiglio (LN), Manuela Granaiola (Art. 1), Marino (AP), Barani (ALA), Bocchino (SI-SEL), Castaldi (M5S), Galimberti (FI-PdL) e Angelica Saggese (PD). Tutti hanno messo in evidenza la rilevanza di un provvedimento molto atteso poiché interviene su un settore che ha importanti ricadute in termini economici e di crescita del Paese, quindi sulla vita dei cittadini. Secondo LN e AP la concorrenza di Paesi emergenti nel settore, quali India e Cina, deve essere uno stimolo per una politica sempre più competitiva. Art 1 e SI-SEL, comunque favorevoli al provvedimento, hanno posto in luce talune criticità legate all'ASI, che di fatto passa sotto il controllo del Comitato interministeriale perdendo parte della propria autonomia, anche nella gestione delle risorse finanziarie. M5S ha espresso apprezzamento per un provvedimento rispetto al quale il Parlamento ha ripreso la sua centralità.

Prima della votazione finale, è stata approvata una proposta di coordinamento, presentata dai relatori.

Mercoledì 24 Maggio 2017 - 828ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 24/05/2017 - 10:29
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:32

Non avendo ancora la Commissione bilancio espresso i pareri sul ddl n. 302 (riconoscimento della lingua italiana dei segni) né la Commissione giustizia concluso l'esame in sede referente del ddl n. 2134 (modifiche al codice antimafia), l'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 1110 e connessi, nel testo proposto dalla Commissione, recante «Misure per il coordinamento della politica spaziale e aerospaziale e disposizioni concernenti l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia spaziale italiana».

La relatrice, sen. Pelino (FI-PdL) ha sottolineato che il testo, il cui obiettivo è conferire maggiore centralità alle politiche spaziali e aerospaziali italiane, è frutto di un grande lavoro della Commissione industria che ha audito le principali associazioni del settore. L'articolo 1 attribuisce al Presidente del Consiglio dei Ministri i compiti di indirizzo governativo e il coordinamento delle politiche concernenti il settore spaziale e aerospaziale. L'articolo 2 stabilisce che per tali compiti il Presidente del Consiglio dei Ministri si avvale di un apposito Comitato, composto da diversi Ministri che, a vario titolo, sono competenti in materia. L'articolo 3 reca norme per il coordinamento delle politiche del settore. L'articolo 4 concerne modifiche allo statuto dell'Agenzia spaziale italiana (ASI), mentre gli articoli 5 e 6 recano disposizioni transitorie e di coordinamento. Il relatore, sen. Tomaselli (PD) ha ricordato come l'Italia sia tra i leader mondiali nel settore della ricerca e dell'industria aerospaziale: un comparto che conta migliaia di addetti e ricercatori e produce un fatturato del valore complessivo di circa due miliardi di euro, rappresentando quindi un tassello fondamentale e imprescindibile per l'innovazione nell'industria e nel sistema economico nazionale.

Martedì 23 Maggio 2017 - 827ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 23/05/2017 - 16:50
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:31

Poiché la Commissione bilancio non ha espresso i pareri sul ddl n. 302 (riconoscimento della lingua italiana dei segni) e la Commissione giustizia non ha concluso l'esame in sede referente del ddl n. 2134 (modifiche al codice antimafia), l'Assemblea ha esaminato e approvato il ddl n. 1641, Disposizioni per la salvaguardia degli agrumeti caratteristici. Il testo torna alla Camera dei deputati.

Il relatore, sen. Scoma (FI-PdL), dopo aver ricordato che l'aumento dei costi di produzione, la ridotta dimensione delle aziende e la competizione estera hanno causato l'abbandono di terreni agricoli, con conseguenze negative sulla tutela ambientale e la difesa del suolo, ha illustrato il testo proposto dalla Commissione. L'articolo 1 delinea le finalità e richiama il particolare pregio degli agrumeti e il legame con le peculiarità del territorio d'origine. L'articolo 2 rinvia ad un decreto ministeriale l'individuazione dei territori, la definizione di criteri e tipologie di interventi e la determinazione dei contributi erogabili. L'articolo 3 prevede un contributo parziale per gli investimenti volti al recupero e alla salvaguardia degli agrumeti. L'articolo 4 concede un contributo per gli investimenti volti al ripristino degli agrumeti abbandonati. L'articolo 5 disciplina l'attuazione degli interventi, mentre l'articolo 6 istituisce un fondo per la salvaguardia, con una dotazione di 3 milioni di euro nel 2017. L'articolo 7 sui consorzi di tutela è stato soppresso. L'articolo 8 riguarda la procedura per l'assegnazione dei contributi a carico delle Regioni. L'articolo 9 disciplina i controlli e le sanzioni.

Alla discussione generale hanno preso parte i sen. Laura Cantini, Laura Fasiolo, Venera Padua (PD); Candiani (LN); Dalla Tor (AP); Liuzzi (GAL); Gaetti (M5S); Ruvolo (ALA); Stefano (Misto).

In replica il Vice Ministro per le politiche agricole Olivero ha assicurato che risorse ulteriori, rispetto a quelle stanziate dal ddl, potranno aggiungersi a livello nazionale e locale.

Durante l'esame dell'articolato, sono stati respinti tutti gli emendamenti. Sono stati accolti, invece, diversi ordini del giorno. Un ordine del giorno del sen. Candiani (LN) che invita il Governo a estendere gli interventi ad altre produzioni agricole come vite di montagna, castagneti, erbacce minori; un ordine del giorno del relatore che impegna a tenere conto della specificità della coltura del mandarino tradivo di Ciaculli; un ordine del giorno della sen. Donno (M5S) che invita a prevedere benefici contributi per le imprese agricole che assumono personale per gli interventi di ripristino; un ordine del giorno del sen. Campanella (SI-Sel) che invita a prevedere interventi volti a fronteggiare la crisi del settore agrumicolo.

Hanno dichiarato voto favorevole i sen. Candiani (LN), che ha però criticato il Governo per aver ritardato di due anni l'approvazione del provvedimento, Maria Grazia Gatti (Art.1-MDP), Panizza (Aut), Formigoni (AP), Loredana De Petris (SI-Sel), Compagnone (ALA), D'Alì (FI-PdL), che ha posto l'accento sull'insufficienza delle risorse stanziate dal provvedimento che non ha immediata efficacia operativa, Maria Teresa Bertuzzi (PD) e Gaetti (M5S), che ha lamentato l'assenza di un piano strutturale per l'agricoltura.

In apertura di seduta la Presidente di turno Lanzillotta ha ricordato le giovani vittime dell'attentato terroristico avvenuto ieri in tarda serata a Manchester: l'Assemblea ha osservato un minuto di silenzio. Al termine della seduta il Presidente di turno Gasparri ha ricordato le vittime della strage di Capaci, avvenuta il 23 maggio del 1992: l'Assemblea ha osservato un minuto di silenzio.

Martedì 23 Maggio 2017 - 827ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 23/05/2017 - 16:50
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:31

In apertura di seduta la Presidente di turno Lanzillotta ha ricordato le giovani vittime dell'attentato terroristico avvenuto ieri in tarda serata a Manchester: l'Assemblea ha osservato un minuto di silenzio.

Poiché la Commissione bilancio non ha ancora espresso i pareri sul ddl n. 302 (riconoscimento della lingua italiana dei segni) e la Commissione giustizia non ha concluso l'esame in sede referente del ddl n. 2134 (modifiche al codice antimafia) l'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 1641, Disposizioni per la salvaguardia degli agrumeti caratteristici, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il relatore, sen. Scoma (FI-PdL), ha ricordato che l'aumento dei costi di produzione, la ridotta dimensione delle aziende e la competizione estera hanno causato l'abbandono di terreni agricoli con conseguenze negative sulla tutela ambientale e la difesa del suolo. Ha quindi illustrato il testo proposto dalla Commissione: l'articolo 1 delinea le finalità e richiama il particolare pregio degli agrumeti e il legame con le peculiarità del territorio d'origine. L'articolo 2 rinvia ad un decreto ministeriale l'individuazione dei territori, la definizione di criteri e tipologie di interventi e la determinazione dei contributi erogabili. L'articolo 3 prevede un contributo parziale per gli investimenti volti al recupero e alla salvaguardia degli agrumeti. L'articolo 4 concede un contributo per gli investimenti volti al ripristino degli agrumeti abbandonati. L'articolo 5 disciplina l'attuazione degli interventi, mentre l'articolo 6 istituisce un fondo per la salvaguardia, con una dotazione di 3 milioni di euro nel 2017. L'articolo 7 sui consorzi di tutela è stato soppresso. L'articolo 8 riguarda la procedura per l'assegnazione dei contributi a carico delle Regioni. L'articolo 9 disciplina i controlli e le sanzioni.

Giovedì 18 Maggio 2017 - 826ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 18/05/2017 - 09:56
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:34

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 302, nel testo proposto dalla Commissione, recante "Riconoscimento della lingua italiana dei segni".

Il relatore, sen. Russo (PD), ha evidenziato che la legge cornice volta a garantire piena cittadinanza alle persone sorde è molto attesa e giunge all'approvazione con venti anni di ritardo. L'articolo 1 riconosce e garantisce i diritti delle persone sorde, con disabilità uditive e sordo cieche e promuove la rimozione delle barriere comunicative e la partecipazione alla vita collettiva. L'articolo 2 riconosce il diritto alla libera scelta in merito alle modalità di comunicazione e ai percorsi educativi. L'articolo 3 promuove l'uso di strumenti idonei a prevenire e identificare precocemente la sordità e la sordocecità. L'articolo 4 promuove l'accessibilità alle comunicazioni, all'informazione, agli spazi pubblici e privati, ai rapporti con la pubblica amministrazione attraverso la diffusione e l'uso della LIS, della LIS tattile e delle tecnologie per la sottotitolazione. L'articolo 5 riguarda l'inclusione scolastica, l'articolo 6 la formazione universitaria, l'articolo 7 l'inclusione lavorativa, l'articolo 8 la tutela della salute, l'articolo 9 l'accessibilità al patrimonio culturale, l'articolo 10 l'accesso ai trasporti, l'articolo 11 la partecipazione politica. L'articolo 15 istituisce un fondo con una dotazione di 50 milioni di euro per il 2017.

Alla discussione generale hanno preso parte i sen. Laura Puppato, Laura Fasiolo, Lepri (PD), Giovanardi, Liuzzi (GAL), Malan, Mario Mauro (FI-PdL), Consiglio (LN), Nerina Dirindin (Art.1-MDP), Panizza (Aut), De Poli (AP), Daniela Donno (M5S). Il seguito dell'esame è stato rinviato alla seduta di martedì 23 maggio.

Giovedì 18 Maggio 2017 - 826ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 18/05/2017 - 09:56
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:30

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 302, nel testo proposto dalla Commissione, recante "Riconoscimento della lingua italiana dei segni".

Il relatore, sen. Russo (PD), ha evidenziato che la legge cornice allarga i diritti delle persone con disabilità uditive con la finalità di garantire loro una piena cittadinanza. Il provvedimento, che investe sulla formazione e sugli strumenti atti ad assicurare la padronanza linguistica, è molto atteso e giunge all'approvazione con venti anni di ritardo.

Mercoledì 17 Maggio 2017 - 825ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 17/05/2017 - 15:40
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 15:01

Il Ministro degli affari esteri Alfano ha reso un'informativa sulla situazione in Venezuela, dove sono concreti i rischi di una guerra civile. Il Governo di Caracas non ha compiuto alcun atto per avviare un dialogo: ha rinviato sine die le elezioni, non ha liberato i leader dell'opposizione in carcere e continua a reprimere con crescente violenza le manifestazioni di dissenso. Il presidente Maduro ha annunciato la formazione di un'assemblea costituente secondo modalità ritenute illegittime dalle opposizioni, ha respinto gli appelli della comunità internazionale, ha scelto l'isolamento, uscendo dall'Organizzazione degli Stati americani. Il Governo italiano, in stretto contatto con la Santa Sede, sosterrà ogni iniziativa della diplomazia vaticana. Insieme a Spagna e Portogallo, l'Italia ha promosso un'iniziativa in sede europea a sostegno dei 600.000 cittadini europei residenti in Venezuela. Per l'assistenza dei quasi 150.000 connazionali coinvolti nella crisi, la Farnesina ha predisposto un piano di assistenza di un milione di euro e ha potenziato la rete consolare. Infine, il Governo continuerà a occuparsi del problema dei crediti vantati dalle imprese italiane che non hanno abbandonato il Venezuela.

Nel successivo dibattito hanno preso la parola i sen. Casini (AP), Stucchi (LN), Sonego (Art.1-MDP), Amoruso (ALA), Orellana (Aut), De Cristofaro (SI-Sel), Ornella Bertorotta (M5S), Malan (FI-PdL) e Sangalli (PD). I Gruppi di maggioranza hanno apprezzato le parole del Ministro; LN e FI-PdL hanno criticato il regime venezuelano e hanno chiesto al Governo italiano un'azione più decisa per il rispetto dei principi costituzionali e per la tutela delle imprese italiane. M5S ha sottolineato che la crisi economica del Venezuela deriva da una politica che ha puntato esclusivamente sulla produzione del petrolio. Contrario all'ingerenza e favorevole all'autodeterminazione dei popoli, il Gruppo ritiene che occorra lavorare per scongiurare una guerra civile ed evitare una destabilizzazione analoga a quella mediorientale. SI-Sel ha evidenziato che giganteschi interessi economici puntano al fallimento della mediazione, che parte dell'opposizione venezuelana non vuole il dialogo e alcune forze cavalcano il malcontento popolare con intenti golpisti.

L'Assemblea ha approvato con modifiche il ddl n. 580-B, Disposizioni in materia di criteri per l'esecuzione di procedure di demolizione di manufatti abusivi. Il testo torna alla Camera.

Nella seduta antimeridiana il relatore, sen. Caliendo (FI-PdL), ha ricordato che il ddl mira a garantire uniformità alle procedure di demolizione, individuando criteri di priorità ai quali il pubblico ministero deve attenersi nell'esecuzione di provvedimenti giurisdizionali di condanna per illeciti edilizi. Ha quindi richiamato le principali modifiche introdotte dalla Camera: all'articolo 1 si prevede che il pubblico ministero dovrà dare adeguata considerazione agli immobili di rilevante impatto ambientale; l'articolo 3 istituisce un fondo rotativo per le opere di demolizione con una dotazione di 45 milioni di euro per il quinquennio 2016-2020; l'articolo 4 istituisce la Banca dati nazionale sull'abusivismo edilizio.

La discussione generale si è conclusa con gli interventi dei sen. Loredana De Petris (SI-Sel) e Palma (FI-PdL). Nell'esame dell'articolato, sono stati approvati gli emendamenti del relatore 3.500 e 4.500 che, recependo un rilievo della Commissione bilancio, sopprimono il riferimento agli stanziamenti per l'anno 2016. Sono stati accolti, inoltre, gli ordini del giorno presentati dai senatori di M5S e Art.1-MDP. In particolare, il G1.100 impegna il Governo a specificare che tra i criteri per l'esecuzione degli ordini di demolizione siano considerati anche gli immobili nella disponibilità di soggetti condannati per gravi reati, anche se abitati da componenti della famiglia; il G2.100 impegna a chiarire che l'iniziativa dell'esecuzione spetta al pubblico ministero e la competenza al giudice.

Nelle dichiarazioni finali, i sen. Erika De Stefani (LN), Casson (Art.1-MDP), Loredana De Petris (SI-Sel) e Cappelletti (M5S) hanno annunciato voto contrario ad un provvedimento che rallenta le demolizioni, legalizza l'abusivismo edilizio, incentiva gli illeciti. Hanno invece annunciato voto favorevole i sen. Falanga (ALA), Albertini (AP), De Siano (FI-PdL) e Angelica Saggese (PD). I Gruppi favorevoli al ddl hanno affermato che il provvedimento nasce da esigenze reali: rendere più fluide le procedure di demolizione e sanare l'ingiustizia provocata da una legge della regione Campania del 2003 che ha illegittimamente bloccato un condono edilizio.

Mercoledì 17 Maggio 2017 - 825ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 17/05/2017 - 15:40
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 15:01

Il Ministro degli affari esteri Alfano ha reso un'informativa sulla situazione in Venezuela, dove sono concreti i rischi di una guerra civile. Il Governo di Caracas non ha compiuto alcun atto per avviare un dialogo: ha rinviato sine die le elezioni, non ha liberato i leader dell'opposizione in carcere e continua a reprimere con crescente violenza le manifestazioni di dissenso. Il presidente Maduro ha annunciato la formazione di un'assemblea costituente secondo modalità ritenute illegittime dalle opposizioni, ha respinto gli appelli della comunità internazionale, ha scelto l'isolamento, uscendo dall'Organizzazione degli Stati americani. Il Governo italiano è in stretto contatto con la Santa Sede e sosterrà ogni iniziativa della diplomazia vaticana. Si è poi attivato, insieme a Spagna e Portogallo, per un'iniziativa in sede europea a sostegno dei 600.000 cittadini europei residenti in Venezuela. Per l'assistenza dei quasi 150.000 connazionali coinvolti nella crisi, la Farnesina ha predisposto un piano di assistenza di un milione di euro, ha potenziato la rete consolare, ha segnalato il problema dei crediti vantati dalle imprese italiane che non hanno abbandonato il Paese.

Nel successivo dibattito hanno preso la parola i sen. Casini (AP), Stucchi (LN), Sonego (Art.1-MDP), Amoruso (ALA), Orellana (Aut), De Cristofaro (SI-Sel), Ornella Bertorotta (M5S), Malan (FI-PdL) e Sangalli (PD). I Gruppi di maggioranza hanno apprezzato le parole del Ministro; LN e FI-PdL hanno criticato il regime venezuelano e hanno chiesto al Governo italiano un'azione più decisa per il rispetto dei principi costituzionali e per la tutela delle imprese italiane. M5S ha sottolineato che la crisi economica del Venezuela deriva da una politica che ha puntato esclusivamente sulla produzione del petrolio. Contrario all'ingerenza e favorevole all'autodeterminazione dei popoli, il Gruppo ritiene che occorra lavorare per scongiurare una guerra civile ed evitare una destabilizzazione analoga a quella mediorientale. SI-Sel ha evidenziato che giganteschi interessi economici puntano sul fallimento della mediazione, parte dell'opposizione venezuelana non vuole il dialogo e alcune forze cavalcano il malcontento popolare con intenti golpisti.

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 580-B, Disposizioni in materia di criteri per l'esecuzione di procedure di demolizione di manufatti abusivi, approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati.

Nella seduta antimeridiana il relatore, sen. Caliendo (FI-PdL), ha ricordato che il ddl mira a garantire uniformità alle procedure di demolizione, individuando criteri di priorità ai quali il pubblico ministero deve attenersi nell'esecuzione di provvedimenti giurisdizionali di condanna per illeciti edilizi. Ha quindi richiamato le principali modifiche introdotte dalla Camera: all'articolo 1 si prevede che il pubblico ministero dovrà dare adeguata considerazione agli immobili di rilevante impatto ambientale; l'articolo 3 istituisce un fondo rotativo per le opere di demolizione con una dotazione di 45 milioni di euro per il quinquennio 2016-2020; l'articolo 4 istituisce la Banca dati nazionale sull'abusivismo edilizio.

Conclusa la discussione generale, con gli interventi dei sen. Loredana De Petris (SI-Sel) e Palma (FI-PdL), il relatore ha invitato a ritirare tutti gli emendamenti.

Mercoledì 17 Maggio 2017 - 824ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 17/05/2017 - 09:59
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:33

L'Assemblea ha approvato il ddl n. 10-362-388-395-894-874-B, recante introduzione del delitto di tortura nell'ordinamento italiano. Il testo torna alla Camera dei deputati.

Nella seduta pomeridiana di ieri si è concluso l'esame dell'articolato e sono stati approvati emendamenti agli articoli 1 e 4 (v. comunicato n. 823).

Il nuovo testo dell'articolo 1 prevede che chiunque, con violenze o minacce gravi, ovvero agendo con crudeltà, cagiona acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma psichico a una persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia, potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza, ovvero che si trovi in condizioni di minore difesa, è punito con la reclusione da 4 a 10 anni se il fatto è commesso mediante più condotte ovvero se comporta un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona. Se il reato è commesso da un pubblico ufficiale nell'esercizio delle funzioni o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o in violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio, la pena è della reclusione da cinque a dodici anni. La previsione non si applica nel caso di sofferenze risultanti unicamente dall'esecuzione di legittime misure privative o limitative di diritti. Se dalla tortura deriva una lesione personale grave le pene sono aumentate di un terzo; se ne deriva una lesione gravissima sono aumentate dalle metà; se ne deriva la morte la pena è della reclusione di trenta anni. L'istigazione del pubblico ufficiale a commettere tortura, a prescindere dalla effettiva commissione del reato, è punita con la reclusione da sei mesi a tre anni. L'articolo 2 stabilisce che le dichiarazioni ottenute attraverso il delitto di tortura non sono utilizzabili in un processo penale. L'articolo 3 non ammette il respingimento o l'espulsione o l'estradizione verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che la persona rischi di essere sottoposta a tortura. L'articolo 4 esclude il riconoscimento di qualunque forma di immunità agli stranieri sottoposti a procedimento penale o condannati per il reato di tortura.

Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato voto favorevole i sen. Falanga (ALA), Albertini (AP), Caliendo (FI-PdL), Martini (PD). Il ddl copre una lacuna normativa e segna un atto di civiltà. Le modifiche approvate hanno eliminato possibili equivoci e non vi è più una presunzione di sfiducia nei confronti delle Forze dell'ordine. Pur rilevando limiti, derivanti dall'accordo di maggioranza, anche la sen. Lo Moro (Art.1-MDP) ha annunciato voto favorevole. Esprimendo perplessità sulla formulazione dell'articolo 1, che si allontana dalla definizione di tortura presente nelle convenzioni internazionali, il sen. Buccarella (M5S) ha annunciato voto favorevole, sottolineando che la configurazione della tortura come reato comune, anziché come reato specifico del pubblico ufficiale, indica chiaramente che la finalità del ddl non è quella di limitare i poteri di intervento delle Forze dell'ordine. Il sen. Mineo (SI-Sel), invece, ha annunciato l'astensione: la tortura avrebbe dovuto essere riconosciuta come un reato proprio; le modifiche introdotte hanno snaturato le finalità originarie del ddl e hanno reso molto difficile l'accertamento in giudizio del reato. In dissenso dai rispettivi Gruppi, i sen. Casson (Art.1-MDP) e Manconi (PD) non hanno partecipato alla votazione di un testo confuso, frutto di un compromesso al ribasso. Hanno annunciato voto contrario i sen. Erika Stefani (LN) e Giovanardi (GAL): sebbene il testo sia stato riequilibrato rispetto alle modifiche apportate dalla Camera, non è completamente superata una presunzione di sfiducia nei confronti delle Forze dell'ordine. In particolare, il reato di istigazione sembra una fattispecie ad hoc contro gli operatori della sicurezza. Inoltre, l'intervento sul testo unico all'immigrazione appare estraneo alla materia. In dissenso dal Gruppo il sen. Gasparri (FI-PdL) ha annunciato l'astensione, temendo un uso strumentale e un'applicazione sbagliata della normativa.

Non essendo stato concluso in sede referente l'esame del ddl sulla lingua dei segni e del ddl sul codice antimafia, l'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 580-B, Disposizioni in materia di criteri per l'esecuzione di procedure di demolizione di manufatti abusivi, approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati.

Il relatore, sen. Caliendo (FI-PdL), ha ricordato che il ddl mira a garantire uniformità alle procedure di demolizione, individuando criteri di priorità ai quali il pubblico ministero deve attenersi nell'esecuzione di provvedimenti giurisdizionali di condanna per illeciti edilizi. Ha quindi dato conto delle principali modifiche introdotte dalla Camera: all'articolo 1 si prevede che il pubblico ministero dovrà dare adeguata considerazione agli immobili di rilevante impatto ambientale; l'articolo 3 istituisce un fondo rotativo per le opere di demolizione con una dotazione di 45 milioni di euro per il quinquennio 2016-2020; l'articolo 4 istituisce la Banca dati nazionale sull'abusivismo edilizio. Il relatore ha infine preannunciato un emendamento per recepire i rilievi della Commissione bilancio sullo stanziamento per l'anno 2016.

Alla discussione generale hanno preso parte i sen. Doris Lo Moro (Art.1-MDP), Uras (Misto), Paola Nugnes, Capelletti (M5S); Mineo (SI-Sel); D'Anna, Falanga (ALA); Cardiello (FI-PdL). Per il Gruppo ALA il provvedimento rappresenta un atto di giustizia nei confronti dei cittadini campani; secondo i Gruppi Art.1-MDP, SI-Sel e M5S rappresenta invece una forma di condono edilizio.

Mercoledì 17 Maggio 2017 - 824ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 17/05/2017 - 09:59
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:35

L'Assemblea ha approvato il ddl n. 10-362-388-395-894-874-B, recante introduzione del delitto di tortura nell'ordinamento italiano. Il testo torna alla Camera dei deputati.

Nella seduta pomeridiana di ieri si è concluso l'esame dell'articolato e sono stati approvati emendamenti agli articoli 1 e 4 (v. comunicato n. 823).

Il nuovo testo dell'articolo 1 prevede che chiunque, con violenze o minacce gravi, ovvero agendo con crudeltà, cagiona acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma psichico a una persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia, potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza, ovvero che si trovi in condizioni di minore difesa, è punito con la reclusione da 4 a 10 anni se il fatto è commesso mediante più condotte ovvero se comporta un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona. Se il reato è commesso da un pubblico ufficiale nell'esercizio delle funzioni o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o in violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio, la pena è della reclusione da cinque a dodici anni. La previsione non si applica nel caso di sofferenze risultanti unicamente dall'esecuzione di legittime misure privative o limitative di diritti. Se dalla tortura deriva una lesione personale grave le pene sono aumentate di un terzo; se ne deriva una lesione gravissima sono aumentate dalle metà; se ne deriva la morte la pena è della reclusione di trenta anni. L'istigazione del pubblico ufficiale a commettere tortura, a prescindere dalla effettiva commissione del reato, è punita con la reclusione da sei mesi a tre anni. L'articolo 2 stabilisce che le dichiarazioni ottenute attraverso il delitto di tortura non sono utilizzabili in un processo penale. L'articolo 3 non ammette il respingimento o l'espulsione o l'estradizione verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che la persona rischi di essere sottoposta a tortura. L'articolo 4 esclude il riconoscimento di qualunque forma di immunità agli stranieri sottoposti a procedimento penale o condannati per il reato di tortura.

Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato voto favorevole i sen. Falanga (ALA), Albertini (AP), Caliendo (FI-PdL), Martini (PD). Il ddl copre una lacuna normativa e segna un atto di civiltà. Le modifiche approvate hanno eliminato possibili equivoci e non vi è più una presunzione di sfiducia nei confronti delle Forze dell'ordine. Pur rilevando limiti, derivanti dall'accordo di maggioranza, anche la sen. Lo Moro (Art.1-MDP) ha annunciato voto favorevole. Esprimendo perplessità sulla formulazione dell'articolo 1, che si allontana dalla definizione di tortura presente nelle convenzioni internazionali, il sen. Buccarella (M5S) ha annunciato voto favorevole, sottolineando che la configurazione della tortura come reato comune, anziché come reato specifico del pubblico ufficiale, indica chiaramente che la finalità del ddl non è quella di limitare i poteri di intervento delle Forze dell'ordine. Il sen. Mineo (SI-Sel), invece, ha annunciato l'astensione: la tortura avrebbe dovuto essere riconosciuta come un reato proprio; le modifiche introdotte hanno snaturato le finalità originarie del ddl e hanno reso molto difficile l'accertamento in giudizio del reato. In dissenso dai rispettivi Gruppi, i sen. Casson (Art.1-MDP) e Manconi (PD) non hanno partecipato alla votazione di un testo confuso, frutto di un compromesso al ribasso. Hanno annunciato voto contrario i sen. Erika Stefani (LN) e Giovanardi (GAL): sebbene il testo sia stato riequilibrato rispetto alle modifiche apportate dalla Camera, non è completamente superata una presunzione di sfiducia nei confronti delle Forze dell'ordine. In particolare, il reato di istigazione sembra una fattispecie ad hoc contro gli operatori della sicurezza. Inoltre, l'intervento sul testo unico all'immigrazione appare estraneo alla materia. In dissenso dal Gruppo il sen. Gasparri (FI-PdL) ha annunciato l'astensione, temendo un uso strumentale e un'applicazione sbagliata della normativa.

Non essendo stato concluso in sede referente l'esame del ddl sulla lingua dei segni e del ddl sul codice antimafia, l'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 580-B, Disposizioni in materia di criteri per l'esecuzione di procedure di demolizione di manufatti abusivi, approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati.

Il relatore, sen. Caliendo (FI-PdL), ha ricordato che il ddl mira a garantire uniformità alle procedure di demolizione, individuando criteri di priorità ai quali il pubblico ministero deve attenersi nell'esecuzione di provvedimenti giurisdizionali di condanna per illeciti edilizi. Ha quindi dato conto delle principali modifiche introdotte dalla Camera: all'articolo 1 si prevede che il pubblico ministero dovrà dare adeguata considerazione agli immobili di rilevante impatto ambientale; l'articolo 3 istituisce un fondo rotativo per le opere di demolizione con una dotazione di 45 milioni di euro per il quinquennio 2016-2020; l'articolo 4 istituisce la Banca dati nazionale sull'abusivismo edilizio. Il relatore ha infine preannunciato un emendamento per recepire i rilievi della Commissione bilancio sullo stanziamento per l'anno 2016.

Alla discussione generale hanno preso parte i sen. Doris Lo Moro (Art.1-MDP), Uras (Misto), Paola Nugnes, Capelletti (M5S); Mineo (SI-Sel); D'Anna, Falanga (ALA). Per il Gruppo ALA il provvedimento rappresenta un atto di giustizia nei confronti dei cittadini campani; secondo i Gruppi Art.1-MDP, SI-Sel e M5S rappresenta invece una forma di condono edilizio.

Mercoledì 17 Maggio 2017 - 824ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 17/05/2017 - 09:59
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:35

L'Assemblea ha approvato il ddl n. 10-362-388-395-894-874-B, recante introduzione del delitto di tortura nell'ordinamento italiano. Il testo torna alla Camera dei deputati.

Nella seduta pomeridiana di ieri si è concluso l'esame dell'articolato e sono stati approvati emendamenti agli articoli 1 e 4 (v. comunicato n. 823).

Il nuovo testo dell'articolo 1 prevede che chiunque, con violenze o minacce gravi, ovvero agendo con crudeltà, cagiona acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma psichico a una persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia, potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza, ovvero che si trovi in condizioni di minore difesa, è punito con la reclusione da 4 a 10 anni se il fatto è commesso mediante più condotte ovvero se comporta un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona. Se il reato è commesso da un pubblico ufficiale nell'esercizio delle funzioni o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o in violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio, la pena è della reclusione da cinque a dodici anni. La previsione non si applica nel caso di sofferenze risultanti unicamente dall'esecuzione di legittime misure privative o limitative di diritti. Se dalla tortura deriva una lesione personale grave le pene sono aumentate di un terzo; se ne deriva una lesione gravissima sono aumentate dalle metà; se ne deriva la morte la pena è della reclusione di trenta anni. L'istigazione del pubblico ufficiale a commettere tortura, a prescindere dalla effettiva commissione del reato, è punita con la reclusione da sei mesi a tre anni. L'articolo 2 stabilisce che le dichiarazioni ottenute attraverso il delitto di tortura non sono utilizzabili in un processo penale. L'articolo 3 non ammette il respingimento o l'espulsione o l'estradizione verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che la persona rischi di essere sottoposta a tortura. L'articolo 4 esclude il riconoscimento di qualunque forma di immunità agli stranieri sottoposti a procedimento penale o condannati per il reato di tortura.

Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato voto favorevole i sen. Falanga (ALA), Albertini (AP), Caliendo (FI-PdL), Martini (PD). Il ddl copre una lacuna normativa e segna un atto di civiltà. Le modifiche approvate hanno eliminato possibili equivoci e non vi è più una presunzione di sfiducia nei confronti delle Forze dell'ordine. Pur rilevando limiti, derivanti dall'accordo di maggioranza, anche la sen. Lo Moro (Art.1-MDP) ha annunciato voto favorevole. Esprimendo perplessità sulla formulazione dell'articolo 1, che si allontana dalla definizione di tortura presente nelle convenzioni internazionali, il sen. Buccarella (M5S) ha annunciato voto favorevole, sottolineando che la configurazione della tortura come reato comune, anziché come reato specifico del pubblico ufficiale, indica chiaramente che la finalità del ddl non è quella di limitare i poteri di intervento delle Forze dell'ordine. Il sen. Mineo (SI-Sel), invece, ha annunciato l'astensione: la tortura avrebbe dovuto essere riconosciuta come un reato proprio; le modifiche introdotte hanno snaturato le finalità originarie del ddl e hanno reso molto difficile l'accertamento in giudizio del reato. In dissenso dai rispettivi Gruppi, i sen. Casson (Art.1-MDP) e Manconi (PD) non hanno partecipato alla votazione di un testo confuso, frutto di un compromesso al ribasso. Hanno annunciato voto contrario i sen. Erika Stefani (LN) e Giovanardi (GAL): sebbene il testo sia stato riequilibrato rispetto alle modifiche apportate dalla Camera, non è completamente superata una presunzione di sfiducia nei confronti delle Forze dell'ordine. In particolare, il reato di istigazione sembra una fattispecie ad hoc contro gli operatori della sicurezza. Inoltre, l'intervento sul testo unico all'immigrazione appare estraneo alla materia. In dissenso dal Gruppo il sen. Gasparri (FI-PdL) ha annunciato l'astensione, temendo un uso strumentale e un'applicazione sbagliata della normativa.

Martedì 16 Maggio 2017 - 823ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 16/05/2017 - 17:12
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:36

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 10-362-388-395-894-874-B, nel testo proposto dalla Commissione, recante introduzione del delitto di tortura nell'ordinamento italiano, approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati.

Nella seduta del 14 luglio scorso è stato approvato l'emendamento 1.300 (testo 2) del sen. De Cristofaro (SI-SEL), identico agli emendamenti 1.204 dei sen. Cappelletti e Bulgarelli (M5S) e 1.205 (testo 2) del sen. Lo Giudice (PD), che ha soppresso l'aggettivo "reiterate" riferito alle violenze.

Nella seduta odierna è stato approvato l'emendamento 1.224 dei relatori, identico all'emendamento 1.225 a prima firma del sen. Lumia (PD) e 1.226 del sen. Buccarella (M5S), che eleva la pena minima della reclusione da tre a quattro anni. Approvato anche l'emendamento 1.800 presentato dei relatori, che introduce alla fine dell'articolo le seguenti parole: "se il fatto è commesso mediante più condotte ovvero se comporta un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona". I sen. Casson (Art.1-MDP), Buccarella (M5S), Loredana De Petris (SI-Sel) e Maria Mussini (Misto) hanno votato contro l'emendamento dei relatori che introduce una condizione di punibilità estranea alle convenzioni internazionali sulla tortura, complicando l'accertamento e la punizione del reato e snaturando la finalità della legge. I sen. Gasparri (FI-PdL) e Giovanardi (GAL) hanno invece apprezzato la proposta perché ripristina l'equilibrio raggiunto in Commissione, dopo la soppressione in Aula del riferimento alle reiterate minacce. Il relatore D'Ascola (AP) ha precisato che l'emendamento 1.800 non introduce una condizione di punibilità bensì una componente costitutiva del reato. E' stato poi approvato l'emendamento 1.232 del sen. Di Maggio (GAL) il quale specifica che la pena della reclusione da cinque a dodici anni si applica al pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio che abbia abusato dei poteri o violato i doveri inerenti alla funzione o al servizio. Approvato anche l'emendamento dei relatori 1.801 in base al quale l'aggravante non si applica nel caso di sofferenze risultanti unicamente dall'esecuzione di legittime misure privative o limitative di diritti. Hanno annunciato voto contrario all'emendamento 1.801, ritenendolo inutile, i sen. Casson (Art.1-MDP), De Cristofaro (SI-Sel) e Orellana (Aut). Il sen. Buccarella (M5S) ha annunciato l'astensione. E' stato approvato, infine, l'emendamento 1.254 (testo 2) dei relatori, identico all'1.255 del sen. Lumia (PD), che, con riferimento al delitto di istigazione del pubblico ufficiale a commettere tortura, introduce le parole "in modo concretamente idoneo".

Il nuovo testo dell'articolo 1 prevede che chiunque, con violenze o minacce gravi, ovvero agendo con crudeltà, cagiona acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma psichico a una persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia, potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza, ovvero che si trovi in condizioni di minore difesa, è punito con la reclusione da 4 a 10 anni se il fatto è commesso mediante più condotte ovvero se comporta un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona. Se i fatti sono commessi da un pubblico ufficiale nell'esercizio delle funzioni o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o in violazione dei doveri inerenti alla funzione e o al servizio, la pena è della reclusione da cinque a dodici anni. La previsione non si applica nel caso di sofferenze risultanti unicamente dall'esecuzione di legittime misure privative o limitative di diritti. Se dalla tortura deriva una lesione personale grave le pene sono aumentate di un terzo, se ne deriva una lesione gravissima sono aumentate dalle metà; se ne deriva la morte la pena è della reclusione di trenta anni.

All'articolo 4, che esclude l'immunità diplomatica per gli stranieri condannati per tortura e l'estradizione nei casi di tortura, è stato approvato l'emendamento 4.201 dei relatori, identico al 4.202 a prima firma del sen. Lumia (PD), che sopprime l'aggettivo "diplomatica".

Le dichiarazioni e il voto finale sono state rinviati alla seduta di domani.

Martedì 16 Maggio 2017 - 822ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 16/05/2017 - 11:36
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 11:02

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 10-362-388-395-894-874-B, nel testo proposto dalla Commissione, recante introduzione del delitto di tortura nell'ordinamento italiano, approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati.

Nella seduta del 14 luglio scorso è stato approvato l'emendamento 1.300 (testo 2) del sen. De Cristofaro (SI-SEL), identico agli emendamenti 1.204 dei sen. Cappelletti e Bulgarelli (M5S) e 1.205 (testo 2) del sen. Lo Giudice (PD), che ha soppresso l'aggettivo "reiterate" riferito alle violenze.

Oggi sono stati approvati l'emendamento 1.224 dei relatori, identico all'emendamento 1.225 a prima firma del sen. Lumia (PD) e 1.226 del sen. Buccarella (M5S), che eleva la pena minima della reclusione da tre a quattro anni. Approvato anche l'emendamento 1.800 presentato dei relatori, che introduce alla fine dell'articolo le seguenti parole: "se il fatto è commesso mediante più condotte ovvero se comporta un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona". I sen. Casson (Art.1-MDP), Buccarella (M5S), Loredana De Petris (SI-Sel) e Maria Mussini (Misto) hanno votato contro l'emendamento dei relatori che introduce una condizione di punibilità estranea alle convenzioni internazionali sulla tortura, complicando l'accertamento e la punizione del reato e snaturando la finalità della legge. I sen. Gasparri (FI-PdL) e Giovanardi (GAL) hanno invece apprezzato l'emendamento perché ripristina l'equilibrio raggiunto in Commissione, dopo la soppressione in Aula del riferimento alle reiterate minacce. Il relatore D'Ascola (AP) ha precisato che l'emendamento 1.800 non introduce una condizione di punibilità bensì una componente costitutiva del reato.

Il nuovo testo dell'articolo 1 prevede che chiunque, con violenze o minacce gravi, ovvero agendo con crudeltà, cagiona acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma psichico a una persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia, potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza, ovvero che si trovi in condizioni di minore difesa, è punito con la reclusione da 4 a 10 anni se il fatto è commesso mediante più condotte ovvero se comporta un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona.

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