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Senato della Repubblica - Comunicati di fine seduta
Aggiornato: 5 min 36 sec fa

Martedì 18 Luglio 2017 - 861ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 18/07/2017 - 16:51
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:35

L'Assemblea ha proseguito l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

Nella seduta antimeridiana del 13 luglio è iniziata la votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 1, relativo alle vaccinazioni obbligatorie. Oggi il Presidente della Commissione bilancio, sen. Tonini (PD), ha comunicato che non è ancora pervenuta la relazione tecnica del Governo sugli emendamenti accantonati riferiti all'articolo 1, in particolare sull'emendamento 1.1500/27 (testo 2) relativo alle vaccinazioni in formulazione monocomponente. Il Presidente Grasso ha disposto un nuovo accantonamento, ma non ha accolto la richiesta di sospendere i lavori, avanzata dai sen. Arrigoni (LN), Taverna (M5S), D'Anna (ALA), Alessia Petraglia (SI), Paola De Pin (GAL), Scilipoti Isgrò (FI-PdL) e Quagliarello (FI).

All'articolo 2, relativo alle iniziative di comunicazione e informazione sulle vaccinazioni, sono stati approvati l'emendamento 2.4-bis della relatrice e gli emendamenti della Commissione 2.3 (testo 3), , 2.5, 2.7 (testo 2) e 2.11 (testo 2). In conseguenza delle modifiche approvate, al Ministero della salute, con la collaborazione di medici e farmacisti, sono attribuite iniziative di informazione per promuovere un'adesione volontaria e consapevole alle vaccinazioni del Piano nazionale di prevenzione e per diffondere la cultura delle vaccinazioni. Nelle iniziative di formazione ed educazione è previsto anche il coinvolgimento delle associazioni di categoria delle professioni sanitarie. Infine, ai consultori familiari è affidato il compito di diffondere informazioni relative al decreto.

Dopo che il Presidente ha accantonato gli emendamenti riferiti all'articolo 3 in quanto correlati all'emendamento 1.1500, i sen. Arrigoni (LN) e Taverna (M5S) hanno osservato che anche gli emendamenti riferiti agli articoli successivi sono correlati all'articolo 1; l'esame del provvedimento è stato quindi rinviato a domani.

L'Assemblea ha respinto la richiesta, illustrata dal sen. Cappelletti (M5S), di inserire con urgenza in calendario mozioni sulla responsabilità gestionale degli amministratori delle banche fallite. A favore della richiesta si sono pronunciati i sen. Quagliarello (FL), Tosato (LN), Malan (FI-PdL), Cecilia Guerra (Art.1-MDP), Loredana De Petris (SI), i quali hanno evidenziato che il decreto sulle banche non sarà emendabile. Secondo il sen. Zanda (PD), che ha annunciato voto contrario, la delicatezza dell'argomento richiede una valutazione prudente in sede di Conferenza dei Capigruppo.

Martedì 18 Luglio 2017 - 861ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 18/07/2017 - 16:51
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:35

L'Assemblea ha proseguito l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

Nella seduta antimeridiana del 13 luglio è iniziata la votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 1, relativo alle vaccinazioni obbligatorie. Oggi il Presidente della Commissione bilancio, sen. Tonini (PD), ha comunicato che non è ancora pervenuta la relazione tecnica del Governo sugli emendamenti accantonati riferiti all'articolo 1, in particolare sull'emendamento 1.1500/27 (testo 2) relativo alle vaccinazioni in formulazione monocomponente. Il Presidente Grasso ha disposto un nuovo accantonamento, ma non ha accolto la richiesta di sospendere i lavori, avanzata dai sen. Arrigoni (LN), Taverna (M5S), D'Anna (ALA), Alessia Petraglia (SI), Paola De Pin (GAL), Scilipoti Isgrò (FI-PdL) e Quagliarello (FI).

All'articolo 2, relativo alle iniziative di comunicazione e informazione sulle vaccinazioni, sono stati approvati l'emendamento 2.4-bis della relatrice e gli emendamenti della Commissione 2.3 (testo 3), , 2.5, 2.7 (testo 2) e 2.11 (testo 2). In conseguenza delle modifiche approvate, al Ministero della salute, con la collaborazione di medici e farmacisti, è attribuita l'informazione per promuovere una adesione volontaria e consapevole alle vaccinazioni del Piano nazionale di prevenzione e per diffondere la cultura delle vaccinazioni. Nelle iniziative di formazione ed educazione è previsto anche il coinvolgimento delle associazioni di categoria delle professioni sanitarie. Infine, ai consultori familiari è affidato il compito di diffondere informazioni relative al decreto.

Dopo che il Presidente ha accantonato gli emendamenti riferiti all'articolo 3 in quanto correlati all'emendamento 1.1500, e i sen. Arrigoni (LN) e Taverna (M5S) hanno osservato che anche gli emendamenti riferiti agli articoli successivi sono correlati all'articolo 1, l'esame del provvedimento è stato sospeso.

L'Assemblea è passata quindi alla deliberazione della richiesta, illustrata dal sen. Cappelletti (M5S), di dichiarare urgente l'esame della mozione n. 813 sulla responsabilità gestionale degli amministratori delle banche fallite.

Martedì 18 Luglio 2017 - 860ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 18/07/2017 - 13:19
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 11:02

L'Assemblea ha avviato la discussione di mozioni sulla proliferazione delle armi nucleari.

Il sen. Cotti (M5S) ha illustrato la mozione n. 405, sottoscritta dai Gruppi M5S, PD, Misto, Art. 1-MDP, GAL, FL, ALA, Aut e FI-PdL, che impegna il Governo a non procedere all'acquisizione dei requisiti hardware e software necessari per equipaggiare le varie versioni del velivolo F-35 delle capacità necessarie per trasportare e sganciare armi nucleari del tipo B61-12, il cui schieramento operativo sul territorio europeo è previsto a partire dalla fine del presente decennio nell'ambito dei programmi di condivisione nucleare dell'Alleanza atlantica.

La sen. De Petris (SI-SEL) ha illustrato la mozione n. 739 (Testo 2) che, partendo dal presupposto che la sussistenza delle armi nucleari sul pianeta rappresenta una minaccia per la sopravvivenza dell'umanità, impegna il Governo a ratificare, subito dopo la data del 20 settembre 2017, il Trattato per la messa al bando delle armi nucleari, anche al fine di garantire la sua effettiva entrata in vigore che avverrà successivamente alla ratifica da parte di 50 Paesi; ad avviare, nell'immediato, un percorso che porti alla totale rimozione, da parte degli Stati Uniti, delle armi nucleari presenti nelle basi e nei porti italiani.

Il sen. Cotti ha illustrato la mozione n. 795 (Testo 2) che impegna il Governo ad aderire al Trattato per il bando definitivo giuridicamente vincolante per vietare le armi nucleari, che porti alla loro totale eliminazione, approvato a New York il 7 luglio 2017 dalla conferenza ONU appositamente convocata, dando seguito alle conseguenti procedure di ratifica dello stesso nei termini più brevi possibili; ad avviare un percorso giuridico-diplomatico per la revisione di tutti gli accordi e trattati in essere che consentono il transito, la sosta e il ricovero nel territorio italiano di armamenti nucleari; a promuovere in Italia azioni, progetti e programmi, di concerto con la società civile, per la promozione di politiche di pace e disarmo nucleare.

Il sen. Divina (LN) ha illustrato la mozione n. 799 che, impegna il Governo a intensificare i propri sforzi in tutte le sedi competenti, affinché venga progressivamente depotenziata la spinta ad allargare e modernizzare gli arsenali nucleari militari; a favorire il dialogo tra le maggiori potenze nucleari del pianeta, quale miglior precondizione della progressiva e bilanciata riduzione degli ordigni atomici nel mondo; a confermare l'impegno del nostro Paese a scoraggiare il fenomeno della proliferazione nucleare tra le potenze emergenti ed altresì nei confronti di Stati nostri alleati, come la Germania ed il Giappone, che starebbero riflettendo sull'opportunità o meno di dotarsi di propri arsenali atomici; a non rinunciare, data la criticità dell'attuale situazione internazionale, alla garanzia comunque ancora offerta dalla disponibilità statunitense a proteggere anche nuclearmente l'Europa, ed il nostro stesso Paese, non necessariamente rispetto alla Russia, ma, più in generale, contro qualsiasi aggressore potenziale; a chiarire la posizione del nostro Paese in merito all'eventualità che un giorno la "Force de frappe" francese divenga il nucleo del deterrente nucleare di un'Europa integrata anche dal punto di vista militare.

La sen. Manassero (PD) ha illustrato la mozione n. 801 della maggioranza che, partendo dal presupposto che il disarmo nucleare costituisce uno degli obiettivi principali di politica estera del Governo italiano, impegna il Governo a continuare a perseguire l'obiettivo di un mondo privo di armi nucleari, attraverso un approccio progressivo e inclusivo al disarmo, che riconosca la centralità del Trattato di non proliferazione nucleare e attraverso modalità che promuovano la stabilità internazionale; ad impegnarsi con i partner per favorire l'universalizzazione ed il rafforzamento del Trattato di non proliferazione nucleare, l'entrata in vigore del Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBT), la conclusione di un Trattato sulla messa al bando del materiale fissile idoneo alla fabbricazione di armi nucleari (FMCT), il consolidamento e la creazione di zone libere da armi nucleari, soprattutto in Medio oriente, e altre misure di trasparenza e costruzione della fiducia.

Il sen. Fornaro ha illustrato la mozione n. 817, che impegna il Governo ad adottare, attraverso una nuova strategia diplomatica, azioni opportune al fine di consentire, nel rispetto degli impegni internazionali già assunti, la sottoscrizione del trattato giuridicamente vincolante sul divieto delle armi nucleari, approvato a New York il 7 luglio 2017 dalla conferenza ONU appositamente convocata, dando seguito alle conseguenti procedure di ratifica dello stesso.

Alla conseguente discussione hanno preso parte i sen. Battista (Art. 1-MDP) e Silvana Amati (PD).

Il sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale Amendola ha accolto la mozione della maggioranza e, previa riformulazione, la mozione di Art. 1-MDP respingendo le restanti mozioni.

Hanno svolto dichiarazione di voto i sen. Fornaro (Art. 1-MDP), Divina (LN), Marino Luigi (AP), Loredana De Petris (SI-SEL), Cotti (M5S), Alicata (FI-PdL) e Sangalli (PD). Secondo Art. 1- MDP, pur manifestando talune perplessità, l'impegno del Governo è un piccolo passo nella giusta direzione. LN ha evidenziato che le armi nucleari hanno anche contribuito a mantenere la pace tra le maggiori potenze del pianeta; quello che preoccupa è piuttosto il crescente interesse nei confronti della loro acquisizione da parte di Paesi che spesso non condividono la medesima cultura e razionalità strategica "occidentale". A giudizio di AP, FI-PdL e PD il disarmo nucleare deve avvenire seguendo un approccio progressivo e negoziato. Secondo SI-SEL e M5S la mancata sottoscrizione dell'Italia del Trattato per la messa al bando delle armi nucleari nonché il mancato avvio di un percorso che porti alla totale rimozione, da parte degli Stati Uniti, delle armi nucleari presenti nelle basi e nei porti italiani rappresentano un pericolo per il destino dei popoli.

Respinte le mozioni n. 405, sottoscritta da M5S, PD, Misto, Art. 1-MDP, GAL, FL, ALA, Aut e FI-PdL, n. 739 (testo 2) del Gruppo Misto, n. 795 (Testo 2) di M5S e n. 799 di LN, dopo che per due volte è mancato il numero legale sulla votazione della mozione di maggioranza, la presidente di turno Di Giorgi ha rinviato il seguito delle votazioni ad altra seduta.

Giovedì 13 Luglio 2017 - 859ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 13/07/2017 - 16:36
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:01

La seduta è dedicata al sindacato ispettivo.

Il Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca D'Onghia ha risposto all'interpellanza n. 427, illustrata dal sen. Mario Mauro (FI-PdL), concernente la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado: in relazione all'anno scolastico 2015-2016, l'utilizzo del cedolino unico (ordini collettivi di pagamento) per corrispondere il beneficio di 500 euro, previsto dalla legge n. 107 del 2015, è stato uno strumento straordinario e provvisorio; per l'anno 2016-2017 le spese rendicontate ed effettuate con i buoni elettronici saranno validate e rimborsate ai docenti tramite le istituzioni scolastiche. L'interpellante si è dichiarato parzialmente soddisfatto e ha ricordato che l'anno scorso il Governo ha erogato il beneficio, in ritardo e secondo una modalità anomala, pochi giorni prima del referendum costituzionale.

Lo stesso Sottosegretario D'Onghia ha risposto all'interrogazione n. 3548, del sen. Orellana (Aut), concernente i servizi per il diritto allo studio degli alunni diversamente abili. L'interrogante si è dichiarato soddisfatto.

Giovedì 13 Luglio 2017 - 858ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 13/07/2017 - 10:42
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:34

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

A seguito di approfondimenti della Commissione bilancio, l'emendamento 1.1500/5 del sen. Malan (FI-PdL) ha ricevuto parere di nulla osta. La relatrice, sen. Manassero (PD), ha ritirato gli emendamenti della Commissione 1.127, che riduce la sanzione pecuniaria massima da 7.000 a 3.5000 euro, 1.0.1500, relativo all'adesione alle vaccinazioni obbligatorie per operatori sanitari e scolastici, e 1.0.1 (testo 3), riguardante la somministrazione delle vaccinazioni in farmacia.

Con riferimento all'articolo 1, che riguarda le vaccinazioni obbligatorie, l'Assemblea ha approvato gli emendamenti 1.1500/5 del sen. Malan (FI-PdL), che prevede l'estensione delle vaccinazioni obbligatorie ai minori stranieri non accompagnati; 1.98 (testo 2) della Commissione che, al fine di rafforzare la farmacovigilanza, prevede l'obbligo per l'AIFA di pubblicare una relazione annuale, avvalendosi della collaborazione di una commissione tecnico-scientifica indipendente, nonché il monitoraggio sul rispetto del calendario vaccinale e sull'erogazione uniforme dei livelli essenziali di assistenza; 1.110 (testo 3) a prima firma della sen. Rizzotti (FI-PdL) che prevede, in caso di mancata osservanza dell'obbligo vaccinale, che i genitori siano convocati dall'azienda sanitaria locale per un colloquio informativo; 1.116 della Commissione e 1.112 (testo 3) a prima firma della sen. Rizzotti (FI-PdL), che riduce la sanzione amministrativa pecuniaria, in caso di mancata effettuazione delle vaccinazioni, da 100 a 500 euro (il decreto prevedeva una sanzione da 500 e 7.000 euro); 1.134 della Commissione, il quale prevede che all'accertamento e irrogazione delle sanzioni provvedono gli organi competenti in base alla normativa di regioni e province autonome; 1.135 della Commissione, che sopprime la norma relativa alla segnalazione dell'Asl alla procura della Repubblica presso il tribunale dei minori per la revoca della responsabilità genitoriale; 1.157 (testo 2) della Commissione il quale prevede che i vaccini indicati nel calendario nazionale sono sottoposti alla negoziazione obbligatoria dell'AIFA; 1.159 (testo 2) della Commissione, in base al quale la commissione per il monitoraggio dei LEA verifica il rispetto degli obiettivi del calendario vaccinale nazionale e il Governo esercita poteri sostitutivi. Mentre gli emendamenti della Commissione hanno raccolto un consenso unanime, sull'emendamento 1.1500/5 il sen. Arrigoni (LN) ha rilevato la discriminazione nei confronti dei minori stranieri accompagnati; la sen. Petraglia (SI) ha osservato che l'emendamento è pleonastico perché la copertura sanitaria è già prevista dalla legislazione vigente; il sen. D'Anna (ALA) ha sottolineato la rinascita del patto del Nazareno tra PD e FI-PdL. Quanto all'emendamento 1.112 (testo 3), LN, insieme ai Gruppi M5S, MDP e SI, avrebbe preferito abolire o ridurre da 100 a 200 euro le sanzioni pecuniarie, che determinano una discriminazione di censo per l'accesso scolastico.

Alcuni emendamenti all'articolo 1 sono stati accantonati, a seguito di una precisazione del sen. Tonini (PD) sulla procedura seguita dalla Commissione bilancio per verificare la copertura finanziaria. I sen. Paola Taverna (M5S), Cecilia Guerra (MDP), Arrigoni (LN), Maurizio Romani (Misto) e Loredana De Petris (SI) hanno sollecitato un riesame, attraverso la relazione tecnica, dell'emendamento 1.1500/27, che prevede la somministrazione dei vaccini in formulazione monocomponente. Per gli stessi motivi è stato accantonato anche l'emendamento 1.93 del sen. Volpi (LN) che prevede l'omissione o il differimento delle vaccinazioni in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate.

Nel corso delle votazioni sono stati respinti gli emendamenti che prevedevano direndere raccomandate o facoltative tutte le vaccinazioni e di affidare la produzione dei vaccini allo stabilimento farmaceutico militare.

Giovedì 13 Luglio 2017 - 858ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 13/07/2017 - 10:42
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:34

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

Nella seduta pomeridiana di ieri sono stati illustrati gli emendamenti riferiti all'articolo 1, relativo alle vaccinazioni obbligatorie, e per alcuni emendamenti è stato chiesto il riesame della copertura finanziaria.

Questa mattina a seguito di approfondimenti della Commissione bilancio, l'emendamento 1.500/5 ha ricevuto parere di nulla osta. La relatrice, sen. Manassero (PD), ha ritirato gli emendamenti della Commissione 1.127, che riduce la sanzione pecuniaria massima da 7.000 a 3.5000 euro, 1.0.1500, relativo all'adesione alle vaccinazioni obbligatorie per operatori sanitari e scolastici, e 1.0.1 (testo 3), relativo alla somministrazione delle vaccinazioni in farmacia.

L'Assemblea ha approvato gli emendamenti 1.500/5 del sen. Malan (FI-PdL), che prevede l'estensione delle vaccinazioni obbligatorie ai minori stranieri non accompagnati; 1.98 (testo 2) della Commissione che, al fine di rafforzare la farmacovigilanza, prevede l'obbligo per l'AIFA di pubblicare una relazione annuale, avvalendosi della collaborazione di una commissione tecnico-scientifica indipendente, nonché il monitoraggio sul rispetto del calendario vaccinale e sull'erogazione uniforme dei livelli essenziali di assistenza; 1.110 (testo 3) a prima firma della sen. Rizzotti (FI-PdL) che prevede, in casa di mancata osservanza dell'obbligo vaccinale, che i genitori siano convocati dall'azienda sanitaria locale per un colloquio informativo; 1.116 della Commissione e 112 (testo 3) a prima firma della sen. Rizzotti (FI-PdL), che riduce la sanzione amministrativa pecuniaria, in caso di mancata effettuazione delle vaccinazioni, da 100 a 500 euro (il decreto prevedeva una sanzione da 500 e 7.000 euro); 1.134 della Commissione, il quale prevede che all'accertamento e irrogazione delle sanzioni provvedono gli organi competenti in base alla normativa di regioni e province autonome; 1.135 della Commissione, che sopprime la norma relativa alla segnalazione dell'Asl alla procura della Repubblica presso il tribunale dei minori per la revoca della responsabilità genitoriale; 1.157 (testo 2) della Commissione il quale prevede che i vaccini indicati nel calendario nazionale sono sottoposti alla negoziazione obbligatoria dell'AIFA. Mentre gli emendamenti della Commissione hanno registrato l'unanimità, sull'emendamento 1.500/5 il sen. Arrigoni (LN) ha criticato la discriminazione nei confronti dei minori stranieri accompagnati; la sen. Petraglia (SI) ha osservato che l'emendamento è pleonastico perché la copertura sanitaria è già prevista dalla legislazione vigente; il sen. D'Anna (ALA) ha sottolineato la rinascita del patto del Nazareno tra PD e FI-PdL. Quanto all'emendamento 1.112, LN, insieme ai Gruppi M5S, MDP e SI, avrebbe preferito abolire le sanzioni pecuniarie o ridurle da 100 a 200 euro.

Alcuni emendamenti all'articolo 1 sono stati accantonati, a seguito di una precisazione del sen. Tonini (PD) sulla procedura seguita dalla Commissione bilancio per verificare la copertura finanziaria. I sen. Paola Taverna (M5S), Cecilia Guerra (MDP), Arrigoni (LN), Maurizio Romani (Misto) e Loredana De Petris (SI) hanno sollecitato un riesame, attraverso la relazione tecnica, dell'emendamento 1.500/27, che prevede la somministrazione dei vaccini in formulazione monocomponente. Per gli stessi motivi è stato accantonato anche l'emendamento 1.93 del sen. Volpi (LN) che prevede l'omissione o il differimento delle vaccinazioni in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate.

Nel corso delle votazioni sono stati respinti gli emendamenti che prevedevano direndere raccomandate o facoltative tutte le vaccinazioni comprese nell'elenco e di affidare la produzione dei vaccini allo stabilimento farmaceutico militare.

Giovedì 13 Luglio 2017 - 858ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 13/07/2017 - 10:42
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:34

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

Nella seduta pomeridiana di ieri sono stati illustrati gli emendamenti riferiti all'articolo 1, che amplia l'elenco delle vaccinazioni obbligatorie, e la relatrice e la Ministra della salute hanno espresso il parere; sono stati inoltre accantonati alcuni emendamenti per riesaminare la copertura finanziaria.

Questa mattina il Presidente della Commissione bilancio Tonini (PD) ha riferito che sull'emendamento 1.500/5 del sen. Malan (FI-PdL), relativo alla vaccinazione dei minori non accompagnati, è giunta la relazione tecnica del Governo positivamente verificata; la relazione tecnica non è giunta invece per l'emendamento della Commissione 1.0.1 (testo 4).

La relatrice Manassero (PD) ha confermato il parere favorevole sull'emendamento 1.500/5; ha ritirato l'emendamento 1.127 della Commissione, che riduce la sanzione pecuniaria massima da 7.000 a 3.5000 euro, ritenendo che la questione possa essere risolta dall'emendamento 1.112 (testo 2) della sen. Rizzotti (FI-PdL); ha chiesto alla Presidenza l'autorizzazione a presentare una nuova formulazione dell'emendamento 1.0.1, relativo alla possibilità di somministrare vaccini nelle farmacie; in considerazione del parere ostativo della Commissione bilancio, ha ritirato anche l'emendamento della Commissione 1.0.1500, sull'adesione alle vaccinazioni obbligatorie per operatori sanitari e scolastici, e ha espresso parere contrario sui restanti emendamenti riferiti all'articolo 1.

Su richiesta delle sen. Comaroli (LN) e Mangili (M5S) si è riunita la Commissione bilancio per alcuni approfondimenti e la seduta è stata sospesa. Alla ripresa dei lavori il Presidente ha comunicato il parere non ostativo sull'emendamento 1.500/5. I sen. Arrigoni (LN) e D'Anna (ALA) hanno rilevato la rinascita del patto del Nazareno tra PD e FI-PdL.

Mercoledì 12 Luglio 2017 - 857ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 12/07/2017 - 16:59
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:59

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

La discussione generale si è conclusa con gli interventi dei sen. Monica Casaletto (GAL), Fabiola Anitori (AP), Manuela Serra (M5S), Maria Rizzotti (FI-PdL) e Bianco (PD). Secondo il Gruppo FI-PdL il provvedimento nasce da un'esigenza reale, ma per metodo e contenuti ha un impatto devastante perché alimenta paure, dubbi, ritardi e ricorsi. Il decreto, infatti, ha annullato il Piano nazionale di prevenzione vaccinale e ha sostituito l'informazione e il monitoraggio con misure coercitive inaccettabili, fornendo così argomenti ai comitati "no vax". Anche M5S ha posto l'accento sugli errori commessi dal Governo che, anziché intervenire sulle cause della riduzione della copertura vaccinale promuovendo il consenso informato e garantendo l'operatività delle strutture, in assenza di una situazione emergenziale e sulla base di dati non chiari ha imposto per decreto misure coercitive che hanno spaccato il Paese. Secondo il PD le proposte approvate dalla Commissione sanità migliorano il testo, rimodulando le vaccinazioni in base al Piano di prevenzione, riducendo le sanzioni e configurando una diversa strategia operativa.

In replica la relatrice, sen. Manassero (PD), ha ricordato la proposta della Commissione sanità di rimodulare l'obbligatorietà distinguendo tra vaccini storici, vaccini obbligatori per situazioni di emergenza sottoposti a verifica triennale, vaccini raccomandati. Ha poi sottolineato l'importanza di un'informazione più comprensibile e ha riconosciuto che la diminuzione della copertura vaccinale dipende anche dai tagli alla sanità e dalla riduzione del personale sanitario.

Il Ministro della salute Beatrice Lorenzin ha evidenziato il lavoro costruttivo svolto dalla Commissione sanità che ha portato a un testo condiviso. Ha ricordato che i vaccini sono una delle più grandi conquiste della sanità moderna e che la buona politica dovrebbe accompagnare e diffondere i progressi della scienza. Consapevole della progressiva riduzione della copertura vaccinale, delle disparità sul territorio nazionale e della diminuita percezione del rischio di malattie infettive, il Governo ha adottato il decreto per aumentare rapidamente l'immunizzazione dopo che gli operatori sanitari hanno segnalato un'epidemia di morbillo e una riapparizione di casi di pertosse. Il Ministro ha negato qualsiasi legame tra vaccinazione anti-morbillo e autismo; ha ricordato il caso stamina e la mancanza in Italia di una solida cultura scientifica; ha affermato che solo una piccola minoranza di cittadini è contraria ai vaccini: il Paese non è spaccato, è stato diviso dalla politica.

Dopo che il sen. Endrizzi (M5S) ha avanzato una proposta di non passaggio agli articoli, il sen. Tosato (LN) ha annunciato voto favorevole: il Ministro ha falsato il dibattito che non è sull'utilità dei vaccini, bensì sull'utilità dello strumento prescelto: l'impostazione coercitiva del decreto non aumenta la copertura vaccinale ma mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Nell'annunciare voto favorevole, il sen. D'Anna (ALA) ha ricordato che il metodo scientifico si basa sulla controvertibilità dei dati e ha richiamato le indagini sulle sostanze inquinanti dei vaccini. Il sen. Romani (Misto) ha rilevato che non ci sono casi di morte legati al morbillo e ha osservato che è offensivo bollare come "no vax" le persone che hanno dubbi e contestano il decreto; ha quindi annunciato voto favorevole, ritenendo utile un ulteriore passaggio in Commissione. Il sen. Paolo Romani (FI-PdL) ha annunciato voto contrario: il Governo non ha posto la questione di fiducia, appare disponibile ad accogliere ulteriori emendamenti e il Gruppo vuole affrontare il dibattito di merito. Oltre ai sen. Laura Bianconi (AP), Buemi (Aut) e Bianco (PD), hanno annunciato voto contrario anche i sen. D'Ambrosio (GAL), Serenella Fucksia (FI) e a titolo personale il sen. Mazzoni (ALA). In dissenso dai rispettivi Gruppi i sen. Scilipoti Isgrò (FI-PdL) e Pepe (GAL) hanno annunciato voto favorevole al non passaggio agli articoli: il decreto è stato scritto da persone sponsorizzate da multinazionali farmaceutiche. La sen. Paola De Pin (GAL), annunciando a titolo personale voto favorevole, ha chiesto al Ministro della sanità di non dividere il Paese.

Respinta la proposta di non passaggio agli articoli, è iniziata l'illustrazione degli emendamenti all'articolo 1, cheamplia l'elenco delle vaccinazioni obbligatorie e gratuite per i minori di età compresa tra zero e sedici anni. Gli emendamenti della Commissione sanità propongono di inserire il richiamo agli obiettivi prioritari del Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017/2019 e di distinguere tra vaccinazioni obbligatorie (anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae), vaccinazioni la cui obbligatorietà è sottoposta a verifica triennale (anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella) e vaccinazioni raccomandate (anti-meningococcica B e C, anti-pneumococcica, anti-rotavirus). Propone, inoltre, di ridurre le sanzioni pecuniarie per inadempimenti vaccinali, fissando in 3.500 euro, anziché 7.000, la sanzione massima e sopprimendo il riferimento alla segnalazione dell'Asl alla procura della Repubblica presso il tribunale dei minori. Propone, infine, di rafforzare la farmacovigilanza con l'obbligo per l'AIFA di pubblicare una relazione annuale, avvalendosi della collaborazione di una commissione tecnico-scientifica indipendente, e con il monitoraggio sul rispetto del calendario vaccinale e sull'erogazione uniforme dei livelli essenziali di assistenza. Gli emendamenti di M5S propongono di rendere tutti i vaccini raccomandati e di affidarne la produzione allo stabilimento farmaceutico militare, per fugare i dubbi sugli interessi economici coinvolti. Gli emendamenti di LN propongono di rendere facoltative tutte le vaccinazioni, di verificare l'immunizzazione, di richiedere l'analisi prevaccinale per ogni individuo, di prevedere vaccini monodose in relazione agli esoneri, di sopprimere le sanzioni pecuniarie o di ridurle tra i cento e i duecento euro. Gli emendamenti di Art.1-MDP propongono di rendere obbligatori solo i vaccini storici e l'anti-morbillo. La relatrice ha espresso parere favorevole solo sugli emendamenti della Commissione 1.1500, 1.98 (testo 2), 1.116, 1.134, 1.135, 1.157 (testo 2), 1.159 (testo 2) nonché, con riformulazione, sugli emendamenti 1.110 e 1.112 della sen. Rizzotti (FI-PdL) e su due subemendamenti 1.1500/40 e 1.1500/42 del sen. D'Ambrosio Lettieri (GAL).

A seguito di una richiesta del sen. Paolo Romani (FI-PdL), che ha richiamato l'accordo raggiunto sulle vaccinazioni obbligatorie dei minori non accompagnati, i vaccini per gli operatori sanitari e la riduzione delle sanzioni, la relatrice ha chiesto l'accantonamento, oltre che dell'emendamento 1.1500/5 del sen. Malan (FI-PdL), degli emendamenti della Commissione 1.127, 1.0.1 (testo 3) e 1.0.1500 della Commissione, sui quali sono in corso accertamenti di copertura finanziaria. Le sen. Cecilia Guerra (Art.1-MDP), Taverna (M5S), Comaroli (LN) e De Petris (SI) hanno evidenziato il carattere anomalo della procedura e, per ragioni di uguaglianza, hanno chiesto l'accantonamento di tutti gli altri emendamenti sui quali la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Il Ministro dei rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha precisato che non vi è un trattamento privilegiato di una parte politica: l'accantonamento riguarda emendamenti della Commissione, largamente condivisi.

Mercoledì 12 Luglio 2017 - 857ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 12/07/2017 - 16:59
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:59

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

La discussione generale si è conclusa con gli interventi dei sen. Monica Casaletto (GAL), Fabiola Anitori (AP), Manuela Serra (M5S), Maria Rizzotti (FI-PdL) e Bianco (PD). Secondo il Gruppo FI-PdL il provvedimento nasce da un'esigenza reale, ma per metodo e contenuti ha un impatto devastante perché alimenta paure, dubbi, ritardi e ricorsi. Il decreto, infatti, ha annullato il Piano nazionale di prevenzione vaccinale e ha sostituito l'informazione e il monitoraggio con misure coercitive inaccettabili, fornendo così argomenti ai comitati "no vax". Anche M5S ha posto l'accento sugli errori commessi dal Governo che, anziché intervenire sulle cause della riduzione della copertura vaccinale promuovendo il consenso informato e garantendo l'operatività delle strutture, in assenza di una situazione emergenziale e sulla base di dati non chiari ha imposto per decreto misure coercitive che hanno spaccato il Paese. Secondo il PD le proposte approvate dalla Commissione sanità migliorano il testo, rimodulando le vaccinazioni in base al Piano di prevenzione, riducendo le sanzioni e configurando una diversa strategia operativa.

In replica la relatrice, sen. Manassero (PD), ha ricordato la proposta della Commissione sanità di rimodulare l'obbligatorietà distinguendo tra vaccini storici, vaccini obbligatori per situazioni di emergenza sottoposti a verifica triennale, vaccini raccomandati. Ha poi sottolineato l'importanza di un'informazione più comprensibile e ha riconosciuto che la diminuzione della copertura vaccinale dipende anche dai tagli alla sanità e dalla riduzione del personale sanitario.

Il Ministro della salute Beatrice Lorenzin ha evidenziato il lavoro costruttivo svolto dalla Commissione sanità che ha portato a un testo condiviso. Ha ricordato che i vaccini sono una delle più grandi conquiste della sanità moderna e che la buona politica dovrebbe accompagnare e diffondere i progressi della scienza. Consapevole della progressiva riduzione della copertura vaccinale, delle disparità sul territorio nazionale e della diminuita percezione del rischio di malattie infettive, il Governo ha adottato il decreto per aumentare rapidamente l'immunizzazione dopo che gli operatori sanitari hanno segnalato un'epidemia di morbillo e una riapparizione di casi di pertosse. Il Ministro ha negato qualsiasi legame tra vaccinazione anti-morbillo e autismo; ha ricordato il caso stamina e la mancanza in Italia di una solida cultura scientifica; ha affermato che solo una piccola minoranza di cittadini è contraria ai vaccini: il Paese non è spaccato, è stato diviso dalla politica.

Dopo che il sen. Endrizzi (M5S) ha avanzato una proposta di non passaggio agli articoli, il sen. Tosato (LN) ha annunciato voto favorevole: il Ministro ha falsato il dibattito che non è sull'utilità dei vaccini, bensì sull'utilità dello strumento prescelto: l'impostazione coercitiva del decreto non aumenta la copertura vaccinale ma mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Nell'annunciare voto favorevole, il sen. D'Anna (ALA) ha ricordato che il metodo scientifico si basa sulla controvertibilità dei dati e ha richiamato le indagini sulle sostanze inquinanti dei vaccini. Il sen. Romani (Misto) ha rilevato che non ci sono casi di morte legati al morbillo e ha osservato che è offensivo bollare come "no vax" le persone che hanno dubbi e contestano il decreto; ha quindi annunciato voto favorevole, ritenendo utile un ulteriore passaggio in Commissione. Il sen. Paolo Romani (FI-PdL) ha annunciato voto contrario: il Governo non ha posto la questione di fiducia, appare disponibile ad accogliere ulteriori emendamenti e il Gruppo vuole affrontare il dibattito di merito. Oltre ai sen. Laura Bianconi (AP), Buemi (Aut) e Bianco (PD), hanno annunciato voto contrario anche i sen. D'Ambrosio (GAL), Serenella Fucksia (FI) e a titolo personale il sen. Mazzoni (ALA). In dissenso dai rispettivi Gruppi i sen. Scilipoti Isgrò (FI-PdL) e Pepe (GAL) hanno annunciato voto favorevole al non passaggio agli articoli: il decreto è stato scritto da persone sponsorizzate da multinazionali farmaceutiche. La sen. Paola De Pin (GAL), annunciando a titolo personale voto favorevole, ha chiesto al Ministro della sanità di non dividere il Paese.

Respinta la proposta di non passaggio agli articoli, è iniziata l'illustrazione degli emendamenti all'articolo 1, cheamplia l'elenco delle vaccinazioni obbligatorie e gratuite per i minori di età compresa tra zero e sedici anni. Gli emendamenti della Commissione sanità propongono di inserire il richiamo agli obiettivi prioritari del Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017/2019 e di distinguere tra vaccinazioni obbligatorie (anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae), vaccinazioni la cui obbligatorietà è sottoposta a verifica triennale (anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella) e vaccinazioni raccomandate (anti-meningococcica B e C, anti-pneumococcica, anti-rotavirus). Propone, inoltre, di ridurre le sanzioni pecuniarie per inadempimenti vaccinali, fissando in 3.500 euro, anziché 7.000, la sanzione massima e sopprimendo il riferimento alla segnalazione dell'Asl alla procura della Repubblica presso il tribunale dei minori. Propone, infine, di rafforzare la farmacovigilanza con l'obbligo per l'AIFA di pubblicare una relazione annuale, avvalendosi della collaborazione di una commissione tecnico-scientifica indipendente, e con il monitoraggio sul rispetto del calendario vaccinale e sull'erogazione uniforme dei livelli essenziali di assistenza. Gli emendamenti di M5S propongono di rendere tutti i vaccini raccomandati e di affidarne la produzione allo stabilimento farmaceutico militare, per fugare i dubbi sugli interessi economici coinvolti. Gli emendamenti di LN propongono di rendere facoltative tutte le vaccinazioni, di verificare l'immunizzazione, di richiedere l'analisi prevaccinale per ogni individuo, di prevedere vaccini monodose in relazione agli esoneri, di sopprimere le sanzioni pecuniarie o di ridurle tra i cento e i duecento euro. Gli emendamenti di Art.1-MDP propongono di rendere obbligatori solo i vaccini storici e l'anti-morbillo. La relatrice ha espresso parere favorevole solo sugli emendamenti della Commissione 1.500, 1.98 (testo 2), 1.116, 1.134, 1.135, 1.157 (testo 2), 1.159 (testo 2) nonché, con riformulazione, sugli emendamenti 1.110 e 1.112 della sen. Rizzotti (FI-PdL) e su due subemendamenti 1.500/40 e 1.500/42 del sen. D'Ambrosio Lettieri (GAL).

A seguito di una richiesta del sen. Paolo Romani (FI-PdL), che ha richiamato l'accordo raggiunto sulle vaccinazioni obbligatorie dei minori non accompagnati, i vaccini per gli operatori sanitari e la riduzione delle sanzioni, la relatrice ha chiesto l'accantonamento, oltre che dell'emendamento 1.500/5 del sen. Malan (FI-PdL), degli emendamenti della Commissione 1.127, 1.0.1 (testo 3) e 1.0.1500 della Commissione, sui quali sono in corso accertamenti di copertura finanziaria. Le sen. Cecilia Guerra (Art.1-MDP), Taverna (M5S), Comaroli (LN) e De Petris (SI) hanno evidenziato il carattere anomalo della procedura e, per ragioni di uguaglianza, hanno chiesto l'accantonamento di tutti gli altri emendamenti sui quali la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Il Ministro dei rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha precisato che non vi è un trattamento privilegiato di una parte politica: l'accantonamento riguarda emendamenti della Commissione, largamente condivisi.

Mercoledì 12 Luglio 2017 - 857ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 12/07/2017 - 16:59
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:59

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

L'articolo 1 del decreto amplia l'elenco delle vaccinazioni obbligatorie e gratuite per i minori di età compresa tra zero e sedici anni. La Commissione sanità propone di inserire il riferimento agli obiettivi prioritari del Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017/2019 e di distinguere tra vaccinazioni obbligatorie (anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae), vaccinazioni la cui obbligatorietà è sottoposta a verifica triennale (anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella) e vaccinazioni raccomandate (anti-meningococcica B e C, anti-pneumococcica, anti-rotavirus). Propone, inoltre, di ridurre le sanzioni pecuniarie per inadempimenti vaccinali, fissando in 3.500 euro, anziché 7.000, la sanzione massima e sopprimendo il riferimento alla segnalazione dell'Asl alla procura della Repubblica presso il tribunale dei minori. Propone, infine, di rafforzare la farmacovigilanza con l'obbligo per l'AIFA di pubblicare una relazione annuale, avvalendosi della collaborazione di una commissione tecnico-scientifica indipendente, priva di conflitti di interesse, e con il monitoraggio sul rispetto del calendario vaccinale e sull'erogazione uniforme dei livelli essenziali di assistenza. Un emendamento aggiuntivo autorizza i medici a somministrare i vaccini presso le farmacie. L'articolo 2 riguarda le iniziative di comunicazione e informazione: la Commissione propone di potenziare le campagne informative e di coinvolgere i consultori familiari. Gli articoli 3 e 4 riguardano gli adempimenti vaccinali delle istituzioni scolastiche e dei servizi educativi: la Commissione propone di inserire misure di semplificazione e di istituire l'Anagrafe nazionale vaccini. L'articolo 5 reca disposizioni transitorie: la Commissione propone di aggiungere norme in materia di riconoscimento del danno da somministrazione di farmaci e di ristoro dei soggetti danneggiati da trasfusione.

La discussione generale si è conclusa oggi pomeriggio con gli interventi dei sen. Monica Casaletto (GAL), Fabiola Anitori (AP), Manuela Serra (M5S), Maria Rizzotti (FI-PdL) e Bianco (PD). Secondo il Gruppo FI-PdL il provvedimento nasce da un'esigenza reale, ma per metodo e contenuti ha un impatto devastante perché alimenta paure, dubbi, ritardi e ricorsi. Il decreto, infatti, ha annullato il Piano nazionale di prevenzione vaccinale e ha sostituito l'informazione e il monitoraggio con misure coercitive inaccettabili, fornendo così argomenti ai comitati "no vax". Anche M5S ha posto l'accento sugli errori commessi dal Governo che, anziché intervenire sulle cause della riduzione della copertura vaccinale promuovendo il consenso informato e garantendo l'operatività delle strutture, in assenza di una situazione emergenziale e sulla base di dati non chiari ha imposto per decreto misure coercitive che hanno spaccato il Paese. Secondo il PD le proposte approvate dalla Commissione sanità hanno migliorato il testo, rimodulando le vaccinazioni in base al Piano di prevenzione, riducendo le sanzioni e configurando una diversa strategia operativa.

In replica la relatrice, sen. Manassero (PD), ha ricordato la proposta della Commissione sanità di rimodulare l'obbligatorietà distinguendo tra vaccini storici, vaccini obbligatori per situazioni di emergenza sottoposti a verifica triennale, vaccini raccomandati. Ha poi sottolineato l'importanza di un'informazione più comprensibile, il potenziamento della farmacovigilanza, l'istituzione dell'Anagrafe vaccinale, la semplificazione burocratica nelle istituzioni scolastiche. Ha riconosciuto, infine, che la diminuzione della copertura vaccinale dipende anche dai tagli alla sanità e dalla riduzione del personale sanitario.

Il Ministro della salute Lorenzin ha evidenziato il lavoro costruttivo svolto dalla Commissione sanità che ha portato a un testo condiviso. Ha ricordato che i vaccini sono una delle più grandi conquiste della sanità moderna, rilevando che la buona politica dovrebbe accompagnare e diffondere i progressi della scienza. Consapevole della progressiva riduzione della copertura vaccinale, delle disparità sul territorio nazionale e della diminuita percezione del rischio di malattie infettive, il Governo ha adottato il decreto per aumentare rapidamente l'immunizzazione dopo che gli operatori sanitari hanno segnalato un'epidemia di morbillo e una riapparizione di casi di pertosse. Il Ministro ha negato qualsiasi legame tra vaccinazione anti-morbillo e autismo; ha ricordato il caso stamina e la mancanza in Italia di una solida cultura scientifica; ha affermato che solo una piccola minoranza di cittadini è contraria ai vaccini: il Paese non è spaccato, è stato diviso dalla politica.

Dopo che il sen. Endrizzi (M5S) ha avanzato una proposta di non passaggio agli articoli, il sen. Tosato (LN) ha annunciato voto favorevole: il Ministro ha falsato il dibattito che non è sull'utilità dei vaccini, bensì sull'utilità dello strumento prescelto: l'impostazione coercitiva non aumenta la copertura vaccinale ma mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Nell'annunciare voto favorevole, il sen. D'Anna (ALA) ha ricordato che il metodo scientifico si basa sulla controvertibilità dei dati e ha richiamato le indagini sulle sostanze inquinanti dei vaccini. Il sen. Romani (Misto), ha rilevato che non ci sono casi di morte legati al morbillo e ha osservato che è offensivo bollare come "no vax" le persone che contestano il decreto; ha quindi annunciato voto favorevole, ritenendo utile un ulteriore passaggio in Commissione. Il sen. Paolo Romani (FI-PdL) ha annunciato voto contrario: il Governo non ha posto la questione di fiducia, appare disponibile ad accogliere ulteriori emendamenti e il Gruppo vuole affrontare il dibattito di merito. Oltre ai sen. Laura Bianconi (AP), Buemi (Aut) e Bianco (PD), hanno annunciato voto contrario anche i sen. D'Ambrosio (GAL), Serenella Fucksia (FI) e a titolo personale il sen. Mazzoni (ALA). In dissenso dai rispettivi Gruppi i sen. Scilipoti Isgrò (FI-PdL), Pepe (GAL) hanno annunciato voto favorevole al non passaggio agli articoli: il decreto è stato scritto da persone sponsorizzate da multinazionali farmaceutiche. Anche la sen. Paola De Pin (GAL) a titolo personale ha annunciato voto favorevole, chiedendo al Ministro della sanità di non dividere il Paese.

Mercoledì 12 Luglio 2017 - 856ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 12/07/2017 - 10:55
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:33

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

Nella seduta di ieri la relatrice, sen. Manassero (PD), ha illustrato il contenuto del decreto e gli emendamenti approvati in Commissione; sono state respinte le questioni pregiudiziali ed è iniziata la discussione generale.

L'articolo 1 amplia l'elenco delle vaccinazioni obbligatorie e gratuite per i minori di età compresa tra zero e sedici anni. La Commissione propone di inserire il riferimento agli obiettivi prioritari del Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017/2019 e di distinguere tra vaccinazioni obbligatorie (anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae), vaccinazioni la cui obbligatorietà è sottoposta a verifica triennale (anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella) e vaccinazioni raccomandate (anti-meningococcica B e C, anti-pneumococcica, anti-rotavirus). Propone, inoltre, di ridurre le sanzioni pecuniarie per inadempimenti vaccinali, fissando in 3.500 euro, anziché 7.000, la sanzione massima ed eliminando la segnalazione dell'azienda sanitaria locale alla procura della Repubblica presso il tribunale dei minori; di rafforzare la farmacovigilanza con l'obbligo per l'AIFA di pubblicare una relazione annuale, avvalendosi della collaborazione di una commissione tecnico-scientifica indipendente, priva di conflitti di interesse, e con il monitoraggio sul rispetto del calendario vaccinale e sull'erogazione uniforme dei livelli essenziali di assistenza da parte di una specifica commissione. Un emendamento aggiuntivo autorizza i medici a somministrare i vaccini presso le farmacie. L'articolo 2 riguarda le iniziative di comunicazione e informazione: la Commissione propone di coinvolgere i consultori familiari. Gli articoli 3 e 4 riguardano gli adempimenti vaccinali delle istituzioni scolastiche e dei servizi educativi: la Commissione propone di inserire misure di semplificazione e di aggiungere norme che prevedono l'istituzione dell'Anagrafe nazionale vaccini. L'articolo 5 reca disposizioni transitorie: la Commissione propone di aggiungere norme in materia di riconoscimento del danno da somministrazione di farmaci e di ristoro dei soggetti danneggiati da trasfusione.

La discussione generale è proseguita questa mattina con gli interventi dei sen. Mattesini, Maturani (PD), Romano, Cattaneo (Aut), Mussini, Maurizio Romani (Misto), Gaetti (M5S), Floris, Zuffada (FI-PdL), Fucksia (FL), Divina (LN), Mazzoni (ALA), Nerina Dirindin (MDP), D'Ambrosio Lettieri (GAL), Conte (AP). I senatori dei Gruppi Misto, M5S, LN, FL e FI-PdL hanno posto l'accento sugli errori commessi dal Ministro della sanità che, anziché affrontare le cause della riduzione della copertura vaccinale, con misure coercitive, adottate sulla base di dati non chiari, ha alimentato lo scetticismo vaccinale e ha trasformato la profilassi in una guerra. La diminuzione della copertura vaccinale andrebbe contrastata recuperando la fiducia dei cittadini nelle indicazioni delle istituzioni sanitarie attraverso l'informazione, la responsabilizzazione, la riduzione dei costi e la facilità di accesso alle vaccinazioni. Il Governo dovrebbe ricorrere all'obbligatorietà soltanto in presenza di evidenze scientifiche robuste su rischi di epidemie. Mentre sul metodo stamina l'inchiesta parlamentare ha dato un esito condiviso, i dubbi sull'utilità e addirittura sulla nocività di alcuni vaccini sono fondati scientificamente: la scelta di rendere obbligatorie vaccinazioni massicce equivale quindi alla volontà di compiere una sperimentazione di massa, che aprirà contenziosi e minerà la fiducia tra medico e paziente. Molti senatori hanno lamentato il fatto che nel dibattito fattori culturali, politici ed economici hanno avuto un peso maggiore dei dati scientifici; anche per questa ragione il Governo non avrebbe dovuto emanare un decreto che appare condizionato dalla ricerca di consenso e dalla compiacenza nei confronti di poteri forti. Il progresso scientifico, peraltro, si fonda sulla ricerca, non su verità indubitabili, e la medicina dovrebbe tenere conto delle peculiarità individuali. I senatori di PD, Aut e AP hanno espresso preoccupazione per il calo della copertura vaccinale, per la diffusione di false informazioni, per la sottovalutazione del rischio di patologie che sono scomparse proprio grazie all'uso dei vaccini, per le pressioni demagogiche che hanno ideologizzato il dibattito a scapito della tutela della salute pubblica. Hanno rilevato, inoltre, che l'interesse pubblico prevale sulla libera scelta individuale basata sul principio di precauzione.

Mercoledì 12 Luglio 2017 - 856ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 12/07/2017 - 10:55
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:33

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

Nella seduta di ieri la relatrice, sen. Manassero (PD), ha illustrato il contenuto del decreto e gli emendamenti approvati in Commissione; sono state respinte le questioni pregiudiziali ed è iniziata la discussione generale.

L'articolo 1 amplia l'elenco delle vaccinazioni obbligatorie e gratuite per i minori di età compresa tra zero e sedici anni. La Commissione propone di inserire il riferimento agli obiettivi prioritari del Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017/2019 e di distinguere tra vaccinazioni obbligatorie (anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae), vaccinazioni la cui obbligatorietà è sottoposta a verifica triennale (anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella) e vaccinazioni raccomandate (anti-meningococcica B e C, anti-pneumococcica, anti-rotavirus). Propone, inoltre, di ridurre le sanzioni pecuniarie per inadempimenti vaccinali, fissando in 3.500 euro, anziché 7.000, la sanzione massima ed eliminando la segnalazione dell'azienda sanitaria locale alla procura della Repubblica presso il tribunale dei minori; di rafforzare la farmacovigilanza con l'obbligo per l'AIFA di pubblicare una relazione annuale, avvalendosi della collaborazione di una commissione tecnico-scientifica indipendente, priva di conflitti di interesse, e con il monitoraggio sul rispetto del calendario vaccinale e sull'erogazione uniforme dei livelli essenziali di assistenza da parte di una specifica commissione. Un emendamento aggiuntivo autorizza i medici a somministrare i vaccini presso le farmacie. L'articolo 2 riguarda le iniziative di comunicazione e informazione: la Commissione propone di coinvolgere i consultori familiari. Gli articoli 3 e 4 riguardano gli adempimenti vaccinali delle istituzioni scolastiche e dei servizi educativi: la Commissione propone di inserire misure di semplificazione e di aggiungere norme che prevedono l'istituzione dell'Anagrafe nazionale vaccini. L'articolo 5 reca disposizioni transitorie: la Commissione propone di aggiungere norme in materia di riconoscimento del danno da somministrazione di farmaci e di ristoro dei soggetti danneggiati da trasfusione.

La discussione generale è proseguita questa mattina con gli interventi dei sen. Mattesini, Maturani (PD), Romano, Cattaneo (Aut), Mussini, Maurizio Romani (Misto), Gaetti (M5S), Floris (FI-PdL), Fucksia (FL), Divina (LN), Mazzoni (ALA), Nerina Dirindin (PD), D'Ambrosio Lettieri (GAL), Conte (AP). I senatori dei Gruppi Misto, M5S, FL e FI-PdL hanno posto l'accento sugli errori commessi dal Ministro della sanità che, anziché affrontare le cause della riduzione della copertura vaccinale, con misure coercitive, adottate sulla base di dati non chiari, ha alimentato lo scetticismo vaccinale e ha trasformato la profilassi in una guerra. La diminuzione della copertura vaccinale andrebbe contrastata recuperando la fiducia dei cittadini nelle indicazioni delle istituzioni sanitarie attraverso l'informazione, la responsabilizzazione, la riduzione dei costi e la facilità di accesso alle vaccinazioni. Il Governo dovrebbe ricorrere all'obbligatorietà soltanto in presenza di evidenze scientifiche robuste su rischi di epidemie. Mentre sul metodo stamina l'inchiesta parlamentare ha dato un esito condiviso, i dubbi sull'utilità e addirittura sulla nocività di alcuni vaccini sono fondati scientificamente: la scelta di rendere obbligatorie vaccinazioni massicce equivale quindi alla volontà di compiere una sperimentazione di massa, che aprirà contenziosi e minerà la fiducia tra medico e paziente. Molti senatori hanno lamentato il fatto che nel dibattito fattori culturali, politici ed economici hanno avuto un peso maggiore dei dati scientifici; anche per questa ragione il Governo non avrebbe dovuto emanare un decreto che appare condizionato dalla ricerca di consenso e dalla compiacenza nei confronti di poteri forti. Il progresso scientifico, peraltro, si fonda sulla ricerca, non su verità indubitabili, e la medicina dovrebbe tenere conto delle peculiarità individuali. I senatori di PD, Aut e AP hanno espresso preoccupazione per il calo della copertura vaccinale, per la diffusione di false informazioni, per la sottovalutazione del rischio di patologie che sono scomparse proprio grazie all'uso dei vaccini, per le pressioni demagogiche che hanno ideologizzato il dibattito a scapito della tutela della salute pubblica. Hanno rilevato, inoltre, che l'interesse pubblico prevale sulla libera scelta individuale basata sul principio di precauzione.

Martedì 11 Luglio 2017 - 855ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 11/07/2017 - 17:13
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:32

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

La relatrice, sen. Manassero (PD), dopo aver espresso preoccupazione per la diminuzione della copertura vaccinale, ha illustrato il contenuto del decreto. L'articolo 1 amplia l'elenco delle vaccinazioni obbligatorie, che diventano 14, per i minori di età compresa tra zero e sedici anni, richiamando le finalità di assicurare la tutela della salute pubblica e il mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza epidemiologica, nonché di garantire il rispetto degli obblighi assunti a livello europeo ed internazionale. L'articolo 2 riguarda le campagne informative, l'articolo 3 gli adempimenti delle scuole, l'articolo 4 ulteriori adempimenti, l'articolo 5 le disposizioni transitorie. La Commissione, ritenendo che la prevenzione debba fondarsi anche sull'adesione consapevole, propone di introdurre una distinzione tra vaccini obbligatori, vaccini obbligatori con valutazione triennale e vaccini raccomandati; di rimodulare le sanzioni pecuniarie, riducendo la sanzione massima da 7.000 a 3.500 euro; di potenziare l'informazione, i consultori familiari e la farmacovigilanza e di informatizzare le Anagrafi vaccinali.

Hanno illustrato questioni pregiudiziali i sen. Erika Stefani (LN), Endrizzi (M5S), D'Anna (ALA), Alessia Petraglia (SI) e Pepe (GAL). I senatori intervenuti hanno rilevato la mancanza dei requisiti di necessità e urgenza del decreto, negando che vi sia un'emergenza sanitaria legata a un'epidemia. In particolare, la sen. Stefani (LN) ha posto l'accento sulle disparità economiche legate alle sanzioni pecuniarie; il sen. Endrizzi (M5S) e il sen. Pepe (GAL) hanno richiamato il consenso libero e informato nonché il principio sancito dall'articolo 32 della Costituzione: nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge che non può violare i limiti imposti dal rispetto della persona. Hanno denunciato inoltre gli interessi delle aziende farmaceutiche, eccependo la mancanza di una procedura per verificare l'innocuità dei vaccini. Il sen. D'Anna (ALA) ha criticato l'intervento dello Stato nella sfera della potestà genitoriale. La sen. Petraglia (SI) ha criticato l'approccio repressivo del decreto, ha richiamato la competenza concorrente di Stato e Regioni in materia di tutela della salute e ha rilevato l'insufficiente copertura finanziaria del provvedimento. I sen. Paolo Romani (FI-PdL), Quagliarello (FL), e a titolo personale il sen. D'Ambrosio Lettieri (GAL), hanno annunciato voto contrario alle pregiudiziali ritenendo fondamentale una discussione di merito; hanno però invitato il Governo a non mettere la fiducia sul provvedimento. A titolo personale, hanno annunciato voto favorevole alle questioni pregiudiziali i sen. Scilipoti Isgrò (FI-PdL) e Anna Cinzia Bonfrisco (FL). Il sen. Buemi (Aut) ha annunciato voto contrario.

Respinte le questioni pregiudiziali, è iniziata la discussione generale alla quale hanno preso parte i sen. Venera Padua, Francesca Puglisi, Annalisa Silvestro (PD), Pepe, Paola De Pin (GAL), Aiello (AP), Elena Fattori (M5S), Tosato, Candiani (LN), D'Anna (ALA). Le senatrici del PD hanno apprezzato il lavoro svolto dalla Commissione sanità, che ha peraltro soppresso il riferimento alla perdita di potestà genitoriale. Il sen. Aiello (AP) ha evidenziato i correttivi approvati in sede referente, ma ha richiamato l'attenzione del Governo sulla questione dei vaccini monodose. Secondo la sen. Fattori (M5S) l'epidemia di morbillo va affrontata con misure temporanee; l'obbligatorietà implica la rinuncia a un servizio di qualità e, sebbene il decreto sia stato fortemente ridimensionato nel passaggio in Commissione, occorrerebbe comunque sottoporre il piano vaccinale al controllo di un organo indipendente. Pur convinto dell'utilità dei vaccini, il sen. Tosato (LN) ha rilevato che il decreto è un atto d'imperio non migliorabile, genera sfiducia nei cittadini e usa le nuove generazioni come cavie. Secondo i sen. D'Anna (ALA) e De Pin (GAL) il decreto è illegittimo, risponde ad una concezione illiberale dello Stato ed è condizionato dagli interessi delle aziende farmaceutiche.

L'esame proseguirà domani.

Martedì 11 Luglio 2017 - 855ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 11/07/2017 - 17:13
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:32

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

La relatrice, sen. Manassero (PD), dopo aver espresso preoccupazione per la diminuzione della copertura vaccinale, ha illustrato il contenuto del decreto che, all'articolo 1, amplia l'elenco delle vaccinazioni per i minori di età compresa tra zero e sedici anni, richiamando le finalità di assicurare la tutela della salute pubblica e il mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza epidemiologica, nonché di garantire il rispetto degli obblighi assunti a livello europeo ed internazionale. L'articolo 2 riguarda le campagne informative, l'articolo 3 gli adempimenti delle scuole, l'articolo 4 ulteriori adempimenti, l'articolo 5 le disposizioni transitorie. La Commissione, ritenendo che la prevenzione debba fondarsi anche sull'adesione consapevole, propone di introdurre una distinzione tra vaccini obbligatori, vaccini obbligatori con valutazione triennale e vaccini raccomandati; di rimodulare le sanzioni pecuniarie, riducendo la sanzione massima da 7.000 a 3.500 euro; di potenziare l'informazione, i consultori familiari e la farmacovigilanza e di informatizzare le Anagrafi vaccinali.

Hanno illustrato questioni pregiudiziali i sen. Erika Stefani (LN), Endrizzi (M5S), D'Anna (ALA), Alessia Petraglia (SI) e Pepe (GAL). I senatori intervenuti hanno rilevato la mancanza dei requisiti di necessità e urgenza del decreto, negando che vi sia un'emergenza sanitaria legata a un'epidemia. In particolare, la sen. Stefani (LN) ha posto l'accento sulle disparità economiche legate alle sanzioni pecuniarie; il sen. Endrizzi (M5S) e il sen. Pepe (GAL) hanno richiamato il consenso libero e informato e il principio sancito dall'articolo 32 della Costituzione: nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge che non può violare i limiti imposti dal rispetto della persona. Hanno rilevato inoltre la mancanza di una procedura per verificare l'innocuità dei vaccini. Il sen. D'Anna (ALA) ha criticato l'intervento dello Stato nella sfera della potestà genitoriale. La sen. Petraglia (SI) ha criticato l'approccio repressivo del decreto, ha richiamato la competenza concorrente di Stato e Regioni in materia di tutela della salute e ha rilevato l'insufficiente copertura finanziaria del provvedimento. I sen. Paolo Romani (FI-PdL), Quagliarello (FL), e a titolo personale il sen. D'Ambrosio Lettieri (GAL), hanno annunciato voto contrario alle pregiudiziali ritenendo fondamentale una discussione di merito; hanno però invitato il Governo a non mettere la fiducia sul provvedimento. A titolo personale, hanno annunciato voto favorevole alle questioni pregiudiziali i sen. Scilipoti Isgrò (FI-PdL), Anna Cinzia Bonfrisco (FL). Il sen. Buemi (Aut) ha annunciato voto contrario.

Respinte le questioni pregiudiziali, è iniziata la discussione generale.

Giovedì 6 Luglio 2017 - 854ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 06/07/2017 - 16:55
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:00

La seduta è dedicata allo svolgimento di interrogazioni.

Il Vice Ministro dell'interno Bubbico, rispondendo alle interrogazioni 3-01170 del sen. Vaccari (PD) e altri, 3-01455 della sen. Albano (PD) e altri, 3-03657 delle sen. Fasiolo e Favero (PD), 3-03679 del sen. Tarquinio (GAL), sulla soppressione di presidi della polizia postale e delle comunicazioni, ha precisato che il piano di razionalizzazione per l'efficientamento e l'adeguamento tecnologico, in via di definizione, non mira al depauperamento di un servizio strategico per la sicurezza e non prevede la chiusura di presidi nei capoluoghi di provincia. La sen. Albano (PD) e il sen. Tarquinio (GAL) si sono dichiarati moderatamente e parzialmente soddisfatti; la sen. Fasiolo (PD) si è dichiarata complessivamente soddisfatta.

Il Vice Ministro Bubbico, rispondendo all'interrogazione 3-03196 della sen. Fasiolo (PD), su certificazioni anagrafiche di cittadini nati in comuni ceduti dall'Italia ad altri Stati, ha richiamato i principi della direttiva e della circolare emanati in applicazione della legge n. 154 del 1989 e ha fatto riferimento al tavolo tecnico con le associazioni di esuli istriani e dalmati. La sen. Fasiolo (PD) si è dichiarata assolutamente soddisfatta.

Il Vice Ministro Bubbico ha poi risposto all'interrogazione 3-03255 del sen. Razzi (FI-PdL) e altri, sul trasferimento della caserma dei Vigili del fuoco di Pescara: tenuto conto dell'impossibilità di fronteggiare le spese di ristrutturazione della struttura, il Ministero ha individuato altre possibili sedi nell'area cittadina.

Il Vice Ministro Bubbico, rispondendo alle interrogazioni 3-03537 del sen. Crimi (M5S) e altri e 3-03560 della sen. Catalfo (M5S) e altri, sul trattamento discriminatorio del personale aeronavigante dei Vigili del fuoco rispetto agli altri corpi dello Stato, ha fatto riferimento all'apertura di un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali per armonizzare le indennità.

Il Vice Ministro Bubbico, rispondendo infine all'interrogazione 3-03776 della sen. Nugnes (M5S) e altri sulla diffusione in rete del gioco autolesionista "Blue Whale" (Balena Blu), ha assicurato che la polizia postale, che ha ricevuto 170 segnalazioni, sta indagando e monitorando il fenomeno. La sen. Nugnes (M5S) si è dichiarata sufficientemente soddisfatta.

Giovedì 6 Luglio 2017 - 853ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 06/07/2017 - 10:50
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:35

L'Assemblea ha approvato con modifiche il ddl n. 2134, recante modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. Il testo torna alla Camera dei deputati.

Il testo si compone di 36 articoli, suddivisi in 7 capi. I capi I e II prevedono una nuova disciplina delle misure di prevenzione personali e patrimoniali. In particolare, l'articolo 1 inserisce tra i destinatari delle misure di prevenzione gli indiziati di prestare assistenza agli associati di organizzazioni mafiose e gli indiziati di reati contro la pubblica amministrazione. Il Senato ha esteso la previsione agli indiziati di delitti con finalità di terrorismo e ai soggetti coinvolti nei reati di stalking; con l'approvazione dell'emendamento 1.500 dei relatori, ha inoltre modificato la norma sui reati contro la pubblica amministrazione, circoscrivendo l'ambito di applicazione delle misure di prevenzione personale e patrimoniale agli indiziati di truffa aggravata per conseguimento di erogazioni pubbliche o di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di delitti contro la pubblica amministrazione (escluso il peculato d'uso).

Nella seduta antimeridiana di ieri è emerso un problema di copertura finanziaria riferito all'articolo 32 e i relatori hanno presentato una proposta di coordinamento (v. comunicato n. 851). Oggi si sono concluse le dichiarazioni di voto iniziate nella seduta pomeridiana di ieri (v. comunicato n. 852). Il sen. Mineo (SI-Sel), nell'annunciare voto favorevole, ha riconosciuto la fondatezza di alcuni rilievi del centrodestra, evidenziando il mancato dialogo tra maggioranza e opposizione, l'assenza di coordinamento tra uffici legislativi di Camera e Senato, la tendenza della Commissione giustizia della Camera a creare automatismi penali pericolosi. Sottolineati gli errori commessi dal PD per motivi di propaganda elettorale, il sen. Mineo ha però sottolineato l'importanza delle misure contro la corruzione che infesta l'economia legata alle commesse pubbliche e ha ricordato che i delitti contro la pubblica amministrazione rimangono troppo spesso impuniti. Ha, infine, invitato maggioranza e opposizione a compiere uno sforzo per evitare che il ddl debba essere nuovamente modificato alla Camera, finendo su un binario morto. Il sen. Cappelletti (M5S), annunciando l'astensione, ha ricordato che il Gruppo ha sostenuto il provvedimento e ha approvato l'introduzione alla Camera della norma che estende le misure di prevenzione ai reati contro la pubblica amministrazione. Ha quindi giudicato un compromesso al ribasso inaccettabile la modifica inserita all'ultimo momento in Senato che ha introdotto il vincolo associativo, difficilmente dimostrabile, per i reati di corruzione. Ha criticato, infine, la complicazione delle procedure amministrative dell'Agenzia dei beni confiscati, il depotenziamento delle norme sulle incompatibilità per gli amministratori e l'eliminazione della possibilità di assegnare alle Forze dell'ordine i beni sequestrati. Il sen. Caliendo (FI-PdL), annunciando voto contrario, ha evidenziato che il Parlamento concorda sul potenziamento dell'Agenzia e sul rilancio delle aziende confiscate, ma ha ricordato le forzature che hanno segnato l'iter del ddl. La preoccupazione del centrodestra, condivisa dal presidente dell'Autorità anticorruzione, dal primo presidente della Cassazione, da ex presidenti della Corte costituzionale e da insigni giuristi, è quella di evitare confusioni, vizi di illegittimità e contenziosi che potrebbero indebolire l'impianto delle misure antimafia. Il sen. Mirabelli (PD) ha negato che la norma sull'estensione delle misure di prevenzione abbia un carattere giustizialista e liberticida e possa indebolire la lotta alla mafia. Ha rilevato inoltre che l'allarme sulla norma anticorruzione è stato lanciato tardivamente. Il sen. Sacconi (AP), in dissenso dal Gruppo, ha annunciato voto contrario, ritenendo insufficiente la correzione che ha introdotto il vincolo associativo per gli indiziati di delitti contro la pubblica amministrazione. Il sen. Gasparri (FI-PdL) in dissenso dal Gruppo ha annunciato la non partecipazione al voto.

Terminate le dichiarazioni di voto, si è svolto un dibattito sulla proposta di coordinamento presentata dai relatori che, recependo la condizione posta dalla Commissione bilancio, ripartisce su base annuale lo stanziamento di venti milioni all'articolo 32, comma 4. Consapevole delle forzature che hanno segnato l'iter del ddl, il sen. Buccarella (M5S) ha presentato una proposta di coordinamento volta a eliminare il vincolo associativo per l'estensione delle misure di prevenzione ai reati di corruzione, annunciando, in caso di accoglimento, un voto finale favorevole. La Presidenza ha dichiarato irricevibile la proposta, ha ammesso invece le proposte avanzate da senatori dei Gruppi FI-PdL, FL e ALA. I sen. Palma, Malan, Caliendo, Anna Maria Bernini (FI-PdL), Quagliarello (FL) e Falanga (ALA), osservando che la proposta dei relatori non è di coordinamento formale ma di modifica sostanziale di un testo già votato, hanno chiesto al Presidente di convocare la Giunta del Regolamento e di rinviare il ddl in Commissione. Il sen. Azzollini (FI-PdL) ha suggerito di sostituire la proposta di coordinamento con un ordine del giorno che impegna a modificare l'articolo 32 alla Camera. Secondo il sen. Calderoli (LN), alla luce del parere condizionato della Commissione bilancio, l'articolo 32 non è stato votato correttamente: la votazione dovrebbe essere annullata e il testo riassegnato alla Commissione. Il Presidente Grasso ha replicato che l'articolo 103 del Regolamento non menziona solo il coordinamento formale ma ammette proposte volte a dare coerenza al testo di legge; ha quindi posto in votazione la proposta di coordinamento dei relatori che è stata approvata.

In apertura di seduta il Presidente Grasso ha comunicato le sanzioni (censura e interdizione di partecipare ai lavori per una o due sedute) irrogate all'unanimità dal Consiglio di Presidenza nei confronti di alcuni senatori del Gruppo LN in relazione ai fatti accaduti nella seduta del 15 giugno (turbativa dell'ordine dei lavori e offese).

Giovedì 6 Luglio 2017 - 853ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 06/07/2017 - 10:50
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:35

L'Assemblea ha approvato con modifiche il ddl n. 2134, recante modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. Il testo torna alla Camera dei deputati.

Il testo proposto dalla Commissione si compone di 36 articoli, suddivisi in 7 capi. I capi I e II prevedono una nuova disciplina delle misure di prevenzione personali e patrimoniali. In particolare, l'articolo 1 inserisce tra i destinatari delle misure di prevenzione gli indiziati di prestare assistenza agli associati di organizzazioni mafiose e gli indiziati di reati contro la pubblica amministrazione. La Commissione giustizia ha esteso la previsione agli indiziati di delitti con finalità di terrorismo e ai soggetti coinvolti nei reati di stalking. L'Assemblea, approvando l'emendamento 1.500 dei relatori, ha modificato la norma sui reati contro la pubblica amministrazione, circoscrivendo l'ambito di applicazione delle misure di prevenzione personale e patrimoniale agli indiziati di truffa aggravata per conseguimento di erogazioni pubbliche o di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di delitti contro la pubblica amministrazione (escluso il peculato d'uso).

Nella seduta antimeridiana di ieri è emerso un problema di copertura finanziaria riferito all'articolo 32 e, per risolverlo, i relatori hanno presentato una proposta di coordinamento. Nella seduta pomeridiana di ieri si è conclusa la votazione degli articoli e sono iniziate le dichiarazioni di voto che si sono concluse questa mattina. Il sen. Mineo (SI-Sel), nel riconoscere validi alcuni rilievi del centrodestra, ha criticato il modo in cui è stato condotto l'esame del ddl, evidenziando il difetto di dialogo tra maggioranza e opposizione e la mancanza di coordinamento tra uffici legislativi di Camera e Senato, e denunciando la tendenza della Commissione giustizia della Camera a creare automatismi penali pericolosi. Riconosciuti gli errori commessi dal PD, anche per motivi di propaganda elettorale, il sen. Mineo ha però sottolineato l'importanza delle misure contro la corruzione che infesta l'economia legata alle commesse pubbliche, ricordando che i delitti contro la pubblica amministrazione rimangono troppo spesso impuniti. Annunciato il voto favorevole, ha quindi invitato maggioranza e opposizione a compiere uno sforzo per evitare che il ddl debba essere nuovamente modificato alla Camera, finendo su un binario morto. Il sen. Cappelletti (M5S), annunciando l'astensione, ha ricordato che il Gruppo ha sostenuto il provvedimento e ha approvato l'introduzione alla Camera della norma che estende le misure di prevenzione ai reati contro la pubblica amministrazione. Ha però giudicato un compromesso al ribasso inaccettabile la modifica inserita all'ultimo momento in Senato che ha introdotto il vincolo associativo, difficilmente dimostrabile, per i reati di corruzione. Ha criticato infine la complicazione delle procedure amministrative dell'Agenzia dei beni confiscati, il depotenziamento delle norme sulle incompatibilità per gli amministratori e l'eliminazione della possibilità di assegnare alle Forze dell'ordine i beni sequestrati. Il sen. Caliendo (FI-PdL), annunciando voto contrario, ha evidenziato che il Parlamento concorda sul potenziamento dell'Agenzia e sul rilancio delle aziende confiscate, ma ha ricordato le forzature che hanno segnato l'iter del ddl. La preoccupazione del centrodestra, condivisa dal presidente dell'Autorità anticorruzione, dal primo presidente della Cassazione, da ex presidenti della Corte costituzionale e da insigni giuristi, è quella di evitare confusioni, vizi di illegittimità e possibili contenziosi che potrebbero indebolire l'impianto delle misure antimafia. Il sen. Mirabelli (PD) ha negato che la norma sull'estensione delle misure di prevenzione abbia un carattere giustizialista e liberticida e possa indebolire la lotta alla mafia. Ha rilevato inoltre che l'allarme sulla norma anticorruzione è stato lanciato tardivamente. Il sen. Sacconi (AP), in dissenso dal Gruppo, ha annunciato voto contrario, ritenendo insufficiente la correzione che ha introdotto il vincolo associativo per gli indiziati di delitti contro la pubblica amministrazione. Il sen. Gasparri (FI-PdL) in dissenso dal Gruppo ha annunciato la non partecipazione al voto.

Terminate le dichiarazioni di voto, si è svolto un dibattito sulla proposta di coordinamento presentata dai relatori che, recependo la condizione posta dalla Commissione bilancio, ripartisce su base annuale lo stanziamento di venti milioni all'articolo 32, comma 4. Consapevole delle forzature che hanno segnato l'iter del ddl, il sen. Buccarella (M5S) ha presentato una proposta di coordinamento volta a eliminare il vincolo associativo per l'estensione delle misure di prevenzione ai reati di corruzione, annunciando, in caso di accoglimento, un voto finale favorevole. La Presidenza ha dichiarato irricevibile la proposta, ha ammesso invece le proposte avanzate da senatori di FI-PdL, FL e ALA. I sen. Palma, Malan, Caliendo, Anna Maria Bernini (FI-PdL), Quagliarello (FL) e Falanga (ALA), osservando che la proposta dei relatori non è di coordinamento formale ma di modifica sostanziale di un testo già votato, hanno chiesto al Presidente di convocare la Giunta del Regolamento e di rinviare il ddl in Commissione. Il sen. Azzollini (FI-PdL) ha proposto di sostituire la proposta di coordinamento con un ordine del giorno che impegna a modificare l'articolo 32 alla Camera. Secondo il sen. Calderoli (LN), alla luce del parere condizionato della Commissione bilancio, l'articolo 32 non è stato votato correttamente: il testo dovrebbe essere riassegnato alla Commissione. Il Presidente Grasso ha replicato che l'articolo 103 del Regolamento non menziona solo il coordinamento formale ma ammette proposte volte a dare coerenza al testo; ha quindi posto in votazione la proposta di coordinamento dei relatori che è stata approvata.

In apertura di seduta il Presidente Grasso ha comunicato le sanzioni (censura e interdizione di partecipare ai lavori per una o due sedute) irrogate all'unanimità dal Consiglio di Presidenza nei confronti di alcuni senatori del Gruppo LN in relazione ai fatti accaduti nella seduta del 15 giugno (turbativa dell'ordine dei lavori e offese).

Giovedì 6 Luglio 2017 - 853ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 06/07/2017 - 10:50
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:35

In apertura di seduta il Presidente Grasso ha comunicato le sanzioni (censura e interdizione di partecipare ai lavori per una o due sedute) irrogate all'unanimità dal Consiglio di Presidenza nei confronti di alcuni senatori del Gruppo LN in relazione ai fatti accaduti nella seduta del 15 giugno (turbativa dell'ordine dei lavori e offese).

Respinta la proposta di inversione dell'ordine del giorno avanzata dal sen. Malan (FI-PdL), dopo l'intervento a favore del sen. Gasparri (FI-PdL) e l'intervento contro del sen. Calderoli (LN), l'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2134, recante modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il testo proposto dalla Commissione si compone di 36 articoli, suddivisi in 7 capi. I capi I e II prevedono una nuova disciplina delle misure di prevenzione personali e patrimoniali. In particolare, l'articolo 1 inserisce tra i destinatari delle misure di prevenzione gli indiziati di prestare assistenza agli associati di organizzazioni mafiose e gli indiziati di reati contro la pubblica amministrazione. La Commissione giustizia ha esteso la previsione agli indiziati di delitti con finalità di terrorismo e ai soggetti coinvolti nei reati di stalking. L'Assemblea, approvando l'emendamento 1.500 dei relatori, ha modificato la norma sui reati contro la pubblica amministrazione, circoscrivendo l'ambito di applicazione delle misure di prevenzione personale e patrimoniale agli indiziati di truffa aggravata per conseguimento di erogazioni pubbliche o di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di delitti contro la pubblica amministrazione (escluso il peculato d'uso).

Nella seduta antimeridiana di ieri è emerso un problema di copertura finanziaria riferito all'articolo 32, in relazione al quale i relatori hanno presentato una proposta di coordinamento. Nella seduta pomeridiana di ieri si è conclusa la votazione degli articoli e sono iniziate le dichiarazioni di voto che si sono concluse questa mattina. Il sen. Mineo (SI-Sel), nel riconoscere validi alcuni rilievi del centrodestra, ha criticato il modo in cui è stato condotto l'esame del ddl, evidenziando la mancanza di dialogo tra maggioranza e opposizione e di coordinamento tra uffici legislativi di Camera e Senato, e denunciando la tendenza della Commissione giustizia della Camera a creare automatismi penali pericolosi. Riconosciuti gli errori commessi dal PD, anche per motivi di propaganda elettorale, il sen. Mineo ha però sottolineato l'importanza delle misure contro la corruzione che infesta l'economia legata alle commesse pubbliche, ricordando che i delitti contro la pubblica amministrazione rimangono troppo spesso impuniti. Ha quindi invitato maggioranza e opposizione a compiere uno sforzo per evitare che il ddl debba essere nuovamente modificato alla Camera, finendo su un binario morto. Il sen. Cappelletti (M5S), annunciando l'astensione, ha ricordato che il Gruppo ha sostenuto il provvedimento in Commissione e in Aula e ha approvato l'introduzione alla Camera della norma che estende le misure di prevenzione ai reati contro la pubblica amministrazione. Ha però giudicato un compromesso al ribasso inaccettabile la modifica introdotta all'ultimo momento in Senato che introdotto il vincolo associativo, difficilmente dimostrabile, per i reati di corruzione. Ha criticato infine la complicazione delle procedure amministrative dell'Agenzia dei beni confiscati, il depotenziamento delle norme sulle incompatibilità per gli amministratori, l'eliminazione della possibilità di assegnare alle Forze dell'ordine i beni sequestrati. Il sen. Caliendo (FI-PdL) ha evidenziato che il Parlamento concorda sul potenziamento dell'Agenzia e sul rilancio delle aziende confiscate, ma ha ricordato le forzature e le tensioni che hanno segnato l'iter del ddl. La preoccupazione del centrodestra, condivisa dal presidente dell'Autorità anticorruzione, dal primo presidente della Cassazione, da ex presidenti della Corte costituzionale e da insigni giuristi, è quella di evitare confusioni, vizi di illegittimità e possibili contenziosi, che potrebbero indebolire l'impianto delle misure antimafia. Il sen. Mirabelli (PD) ha negato che la norma sull'estensione delle misure di prevenzione abbia un carattere giustizialista e liberticida e possa indebolire la lotta alla mafia. Ha rilevato inoltre che l'allarme è stato lanciato tardivamente. Il sen. Sacconi (AP), in dissenso dal Gruppo, ha annunciato voto contrario, ritenendo insufficiente la correzione che ha introdotto il vincolo associativo per gli indiziati di delitti contro la pubblica amministrazione. Il sen. Gasparri (FI-PdL) in dissenso dal Gruppo ha annunciato la non partecipazione al voto.

Mercoledì 5 Luglio 2017 - 852ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 05/07/2017 - 16:59
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:33

Alle ore 18,30 il Ministro dell'interno Minniti ha reso un'informativa sulla gestione dei flussi migratori. Riferendosi all'afflusso straordinario di migranti verificatosi il 27 giugno scorso, il Ministro ha evidenziato che l'arrivo di 10.000 persone dal Mediterraneo centrale ha messo a dura prova il sistema di approdo e di accoglienza. Il Governo si è immediatamente attivato presso la Commissione europea per chiedere una gestione comune dell'emergenza, ottenendo un passo avanti da parte di Francia e Germania sul tema delle ricollocazioni e la piena convergenza sui temi del codice di comportamento delle Ong, della responsabilità della guardia costiera libica nelle acque territoriali, del coordinamento giudiziario nella lotta ai trafficanti di esseri umani. Dall'inizio dell'anno, mentre l'afflusso di migranti sulla rotta balcanica si è interrotto, dalla Libia si è registrato un aumento del 18 per cento: la sproporzione è inaccettabile, occorre una politica comune degli investimenti, dei rimpatri e dei visti. Il Ministro ha enunciato la necessità, entro l'anno, di aprire un centro di coordinamento per il soccorso marittimo a Tripoli; ha poi evidenziato la necessità di garantire la sicurezza dei confini meridionali della Libia e ha annunciato che nei prossimi giorni andrà a Tripoli per discutere con i sindaci progetti di cooperazione e sviluppo al fine di costruire un circuito economico alternativo al traffico di migranti. Il 24 luglio a Tunisi si terrà la seconda riunione del secondo gruppo di contatto tra Europa e Africa: lo stanziamento europeo di 150 milioni non è sufficiente, occorrono investimenti maggiori da parte degli Stati. Domani, a Tallinn al vertice informale dei Ministri dell'Unione, l'Italia porrà questi temi e chiederà una ridefinizione della missione Triton. Richiamando l'etica della responsabilità e il nesso tra mancata integrazione e terrorismo, il Ministro ha affermato infine che l'accoglienza ha un limite invalicabile nella capacità di integrazione.

Il sen. Quagliarello (FI) ha criticato al politica nei confronti dell'Egitto, le mancate pressioni su Malta, il ddl sulla cittadinanza. Il sen. Arrigoni (LN) ha evidenziato che l'Italia, con la sua politica permissiva, non riesce a condizionare l'Europa: ha quindi invitato il Ministro a diminuire i fattori di attrazione di migranti economici, che in Italia sono l'80 per cento, a eliminare la protezione umanitaria, a aumentare i tempi di trattenimento, a potenziare il contrasto degli irregolari, a fornire i numeri reali dell'accoglienza. Il sen. Compagnone (ALA) ha auspicato un'iniziativa più incisiva in sede europea. Il sen. Battista (Art.1-MDP) ha rilevato che l'Italia potrà far valere con maggior forza le istanze di cooperazione quando, a novembre, assumerà la presidenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Secondo il sen. Tarquinio (GAL) occorrerebbe schierare le navi ai confini delle acque libiche e alzare la voce affinché l'Europa onori gli impegni e condivida le responsabilità. Il sen. Zeller (Aut) ha evidenziato la collaborazione tra Italia e Austria e ha negato la necessità di rafforzare i controlli al Brennero. Il sen. Casini (AP), rilevato che l'Italia è al limite della possibilità di accoglienza, ha invitato il Ministro a preparare un piano alternativo, ove le sue richieste non siano accolte al vertice di Tallinn. Secondo la sen. De Petris (SI-Sel) l'Italia non ha ottenuto alcun passo da un'Europa prigioniera degli egoismi; il Governo non dovrebbe alimentare paure su un'invasione inesistente, lanciando un'offensiva alle Ong e minacciando di chiudere i porti. Il sen. Cappelletti (M5S) ha ricordato che tutte le iniziative assunte dal Ministro, dal codice per le Ong alla revisione di Triton, erano suggerite da tempo da M5S; ha poi evidenziato che il Governo italiano a Tallinn non può accontentarsi di 150 milioni. Il sen. Paolo Romani (FI-PdL), dopo aver ricordato che l'accordo europeo sulle ricollocazioni riguarda i richiedenti asilo, non i migranti economici, ha posto l'accento sulla necessità di bloccare le partenze dalla Libia e di operare respingimenti. Il sen. Latorre (PD) ha invitato a non trascurare i piccoli passi in sede europea.

Prima dell'informativa, l'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2134, recante modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il testo proposto dalla Commissione si compone di 36 articoli, suddivisi in 7 capi. I capi I e II prevedono una nuova disciplina delle misure di prevenzione personali e patrimoniali. In particolare, l'articolo 1 inserisce tra i destinatari delle misure di prevenzione gli indiziati di prestare assistenza agli associati di organizzazioni mafiose e gli indiziati di reati contro la pubblica amministrazione. La Commissione giustizia ha esteso la previsione agli indiziati di delitti con finalità di terrorismo e ai soggetti coinvolti nei reati di stalking. L'Assemblea, approvando l'emendamento 1.500 dei relatori, ha modificato la norma sui reati contro la pubblica amministrazione, circoscrivendo l'ambito di applicazione delle misure di prevenzione personale e patrimoniale agli indiziati di truffa aggravata per conseguimento di erogazioni pubbliche o di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di delitti contro la pubblica amministrazione (escluso il peculato d'uso).

Nella seduta antimeridiana di oggi, durante l'esame dell'articolo 36, che prevede l'invarianza finanziaria, sono emersi rilievi sulla copertura dell'articolo 32, comma 4 (delega al Governo per la tutela del lavoro nelle imprese confiscate); la seduta è stata tolta per consentire alla Commissione bilancio i necessari approfondimenti. Alla ripresa dei lavori, il presidente della Commissione bilancio, sen. Tonini (PD), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, ha chiesto una modifica, in sede di coordinamento, dell'articolo 32, comma 4, che ripartisca per ciascuna annualità (7 milioni per il 2018, 7 milioni per il 2019 e 6 milioni per il 2020) la spesa di 20 milioni, stanziata per il triennio a valere sul Fondo sociale per l'occupazione. Secondo il sen. Azzollini (FI-PdL), poiché l'articolo 32 è già stato votato, la condizione della Commissione bilancio non può essere recepita né con un emendamento né con una proposta di coordinamento: il testo va corretto dalla Camera dei deputati. Approvato l'articolo 36 con l'emendamento 36.200 dei relatori, che esclude dall'invarianza finanziaria gli articoli 27, comma 1, e 32, sono iniziate le dichiarazioni di voto finale.

Hanno annunciato voto favorevole al ddl i sen. Alessandra Bencini (Misto-IdV) e Casson (Art.1-MDP), che ha difeso la norma contro la corruzione. Il sen. D'Ascola (AP), annunciando la libertà di voto del Gruppo, ha evidenziato che l'obiettivo principale del ddl è favorire la gestione produttiva delle aziende confiscate e ha ricordato l'introduzione del diritto alla prova nel processo di prevenzione. I sen. Giovanardi (FL), Erika Stefani (LN), Falanga (ALA), hanno richiamato le perplessità espresse dal presidente dell'Autorità anticorruzione e dall'ex presidente della Corte costituzionale e hanno criticato la maggioranza che alla Camera ha esteso le misure preventive ai reati contro la pubblica amministrazione, dividendo così il Parlamento su un provvedimento largamente condiviso e introducendo nel codice antimafia una norma contraria ai principi della Costituzione e della giurisprudenza europea. Il sen. Di Maggio (GAL), annunciando voto contrario, ha lamentato il mancato accoglimento di norme volte a recuperare lo spirito originario del 41-bis e a sburocratizzare la gestione delle aziende confiscate.

Mercoledì 5 Luglio 2017 - 852ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 05/07/2017 - 16:59
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:33

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2134, recante modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il testo proposto dalla Commissione si compone di 36 articoli, suddivisi in 7 capi. I capi I e II prevedono una nuova disciplina delle misure di prevenzione personali e patrimoniali. In particolare, l'articolo 1 inserisce tra i destinatari delle misure di prevenzione gli indiziati di prestare assistenza agli associati di organizzazioni mafiose e gli indiziati di reati contro la pubblica amministrazione. La Commissione giustizia ha esteso la previsione agli indiziati di delitti con finalità di terrorismo e ai soggetti coinvolti nei reati di stalking. Il capo III modifica la disciplina in tema di amministrazione, gestione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati. Il capo IV modifica la disciplina relativa alla tutela dei terzi e ai rapporti con le procedure concorsuali. Il capo V interviene sull'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati. Il capo VI reca modifiche al codice penale, alle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale e alle leggi speciali, nonché deleghe al Governo per la disciplina delle incompatibilità relative agli amministratori giudiziari e ai curatori fallimentari e per la tutela del lavoro nelle aziende sequestrate e confiscate.

Nella seduta antimeridiana, in sede di esame dell'articolo 36, che prevede l'invarianza finanziaria, sono emersi rilievi sulla copertura dell'articolo 32, comma 4 (delega al Governo per la tutela del lavoro nelle imprese confiscate); la seduta è stata quindi sospesa per consentire alla Commissione bilancio i necessari approfondimenti. Il presidente della Commissione bilancio, sen. Tonini (PD), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, ha chiesto una modifica, in sede di coordinamento, dell'articolo 32, comma 4, che ripartisca per ciascuna annualità (7 milioni per il 2018, 7 milioni per il 2019 e 6 milioni per il 2020) la spesa di 20 milioni, stanziata per il triennio a valere sul Fondo sociale per l'occupazione. Secondo il sen. Azzollini (FI-PdL), poiché è già stato votato l'articolo 32, la condizione della Commissione bilancio non può essere recepita né con un emendamento né con una proposta di coordinamento: il testo va corretto dalla Camera dei deputati. Approvato l'articolo 36 con l'emendamento 36.300 dei relatori, che esclude dall'invarianza finanziaria gli articoli 27, comma 1, e 32, sono iniziate le dichiarazioni di voto finale.

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