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Senato della Repubblica - Comunicati di fine seduta
Aggiornato: 1 ora 41 min fa

Martedì 2 Maggio 2017 - 815ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 02/05/2017 - 16:48
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:30

In apertura di seduta il Presidente ha comunicato il calendario dei lavori fino al 25 maggio. Questa settimana prosegue l'esame del ddl sulla concorrenza e sono previste ratifiche di trattati internazionali. La prossima settimana è previsto il ddl collegato sul lavoro autonomo. Nella settimana dal 23 al 25 maggio sono previsti il ddl sui reati contro la pubblica amministrazione e un'informativa del Governo sulla situazione in Venezuela e in Turchia. La Conferenza dei Capigruppo ha stabilito che l'esame del ddl sulla cittadinanza inizierà il 15 giugno.

Sul calendario sono intervenuti per avanzare proposte e osservazioni i sen. Loredana De Petris (SI-Sel), Michela Montevecchi e Laura Bottici (M5S), Augello (GAL), Sacconi (AP), Centinaio (LN), Alessandra Bencini (Misto-IdV), Raffaela Bellot (Misto), Malan (FI-PdL), Cecilia Guerra (Art.1-MDP). Le proposte di modifica del calendario (anticipare al 23 maggio e posticipare al 27 giugno il ddl sulla cittadinanza, inserire mozioni delle opposizioni, tra cui quella su Consip, e un'interpellanza urgente sull'arena di Verona, anticipare il ddl sul lavoro autonomo, inserire un'informativa sui rapporti tra Ong e scafisti, introdurre il ddl istitutivo della Commissione d'inchiesta sul Forteto e il ddl sul comune di Sappada - sono state respinte.

Dopo gli interventi commemorativi dei sen. Mineo (SI-Sel), Fornaro (Art.1-MDP), Tronti (PD), Carraro (FI-PdL) e del Sottosegretario di Stato Pizzetti sulla scomparsa di Valentino Parlato, l'Assemblea ha osservato un minuto di silenzio.

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2085, Legge annuale per il mercato e la concorrenza, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il provvedimento, originariamente di 32 articoli, diventati 52 dopo il passaggio alla Camera, si compone, nel testo proposto dalla Commissione, di 74 articoli. L'articolo 1 indica, quali finalità del provvedimento, la rimozione degli ostacoli regolatori all'apertura dei mercati, la promozione della concorrenza e la garanzia della tutela dei consumatori, anche in applicazione dei principi e delle politiche dell'Unione europea. Il Capo II riguarda le assicurazioni e i fondi pensione: le misure tendono a riconoscere sconti e riduzione dei costi delle polizze e a contrastare le frodi che rappresentano uno dei fattori determinanti dell'incremento annuale dei costi. Per quanto riguarda i fondi pensione è prevista la piena facoltà di portabilità per i lavoratori dei propri contributi pensionistici. Il Capo III, riguardante la telefonia mobile, le comunicazioni elettroniche e i media audiovisivi, introduce misure finalizzate a facilitare il passaggio dei clienti da un operatore all'altro e a favorire una maggiore trasparenza dei costi di recesso. Il Capo IV, sui servizi postali, elimina la riserva di Poste italiane sulla spedizione degli atti giudiziari e delle notifiche di sanzione della pubblica amministrazione. Il Capo V abroga la disciplina transitoria di definizione amministrativa delle tariffe dell'energia elettrica e del gas, confermando le attuali agevolazioni per le famiglie in condizioni disagiate. Il Capo VII interviene in materia di costo delle chiamate ai servizi di assistenza ai clienti per favorire il confronto tra servizi bancari. Il Capo VIII riguarda i servizi professionali: quanto agli avvocati, elimina il vincolo di appartenenza a una sola associazione professionale, introduce l'obbligo di presentare un preventivo, consente la costituzione di società multiprofessionali e l'ingresso di soci di capitali; quanto ai notai, elimina il divieto di pubblicità, allarga il bacino di competenza ed elimina il reddito minimo di 50.000 euro; per le farmacie elimina il limite di titolarità di quattro licenze in capo a un unico soggetto e consente l'ingresso di soci di capitale. Al Capo X, riguardante il settore del turismo e il servizio di trasporto, è introdotto l'obbligo per i concessionari e gestori di servizi di linea di trasporto passeggeri di informare i fruitori del servizio delle modalità per accedere alla carta dei servizi. Il Capo XI, introdotto dalla Camera, reca ulteriori disposizioni di semplificazione.

Giovedì 27 Aprile 2017 - 814ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 27/04/2017 - 16:46
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:00

La seduta è dedicata al sindacato ispettivo.

Il Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare Barbara Degani ha risposto all'interrogazione 3-03244 del sen. Zizza (Misto) sulla riserva naturale di Torre Guaceto (Brindisi). L'interrogante si è dichiarato insoddisfatto.

Il Sottosegretario di Stato per la difesa Rossi ha risposto all'interrogazione 3-03695 del sen. Zizza (Misto) sulla salvaguardia dell'autonomia della base della Marina militare di Brindisi. L'interrogante si è dichiarato soddisfatto e vigilerà sugli impegni assunti rispetto alla stazione appaltante.

Il Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Franca Biondelli ha risposto all'interpellanza 2-00319, presentata il 4 novembre 2015 e illustrata dalla sen. Paglini (M5S), sui criteri di calcolo dell'ISEE per le persone svantaggiate, che chiedeva al Governo, in conformità di alcune sentenze del TAR, di non considerare i trattamenti assistenziali nel calcolo della situazione reddituale e di non prevedere franchigie maggiorate per i soli disabili minorenni. Con due decreti del 2016 e del 2017 il Governo ha modificato i criteri di calcolo nel senso indicato.

Giovedì 27 Aprile 2017 - 813ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 27/04/2017 - 09:50
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:33

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2085, Legge annuale per il mercato e la concorrenza, già approvato dalla Camera dei deputati.

Nella seduta n. 810 i relatori, Luigi Marino (AP) e Tomaselli (PD), hanno illustrato il provvedimento che, nel testo proposto dalla Commissione, si compone di 74 articoli. Il seguito della discussione generale, nella quale sono intervenuti i sen. Cioffi, Castaldi, Michela Montevecchi (M5S), Scalia, Linda Lanzillotta (PD) e Serenella Fucksia (Misto), è stato rinviato ad altra seduta.

A conclusione del dibattito sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri in vista del Consiglio europeo straordinario del 29 aprile, l'Assemblea ha approvato le risoluzioni di maggioranza e del Gruppo ALA nonché le risoluzioni, riformulate, di SI-SEL e FI-PdL.

Il Presidente del Consiglio Gentiloni ha ricordato che il vertice straordinario prevede, come unico punto all'ordine del giorno, l'avvio del negoziato per l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea. I dieci mesi trascorsi dal voto britannico e i risultati che si sono registrati in alcuni Paesi membri - in attesa anche del voto francese - hanno dimostrato che la Brexit non ha costituito una minaccia per l'Unione, come qualcuno temeva o sperava. Al contrario, nonostante le difficoltà dovute al contesto internazionale, alla gestione dei flussi migratori e alla crisi economica, si è registrata una spinta maggiore verso il progetto europeo. Le celebrazioni del sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma, con l'importante sottoscrizione di un documento da parte di tutti i 27 Paesi membri, hanno evidenziato per la prima volta come i diversi livelli di integrazione nel processo europeo costituiscano una potenzialità positiva dell'Unione. L'Italia affronterà questa fase negoziale con un atteggiamento di cooperazione, mirando innanzi tutto al mutuo riconoscimento dei diritti dei cittadini Ue nel Regno Unito e dei cittadini del Regno Unito nella Ue. Il mercato unico europeo non potrà essere scelto dal Governo britannico "à la carte". Con l'uscita di Londra l'Italia giocherà un ruolo ancora più rilevante nel contesto europeo affinché si arrivi a risultati consistenti nelle politiche migratorie comuni. Il progetto di difesa comune è sempre più auspicabile per un ruolo strategico dell'Unione europea nel contesto geopolitico internazionale e per un'ottimizzazione delle risorse economiche.

Alla conseguente discussione hanno preso parte i sen. Monti, Serenella Fucksia, Manuela Repetti (Misto), Sangalli, Emma Fattorini, Martini (PD), Lucidi (M5S), Centinaio (LN), Compagna (GAL), Barani (ALA) e Loredana de Petris (SI-SEL).

Il Governo ha accolto integralmente le proposte di risoluzione n. 1 della maggioranza e n. 4 di ALA. La prima impegna il Governo ad attivarsi affinché il processo negoziale sulla Brexit sia improntato al principio della sincera cooperazione; a lavorare per preservare gli accordi di pace del 1998 tra Regno Unito e Irlanda; a garantire ai cittadini europei che vivono nel Regno Unito un trattamento soggetto ai principi di reciprocità ed equità, non diverso da quello dei cittadini britannici che risiedono nell'Unione, tutelando al contempo i diritti acquisiti dai nostri connazionali operativi in territorio britannico; ad attivarsi per minimizzare le conseguenze negative dell'uscita del Regno Unito su cittadini, imprese e settore pubblico; a sostenere la necessità di nuovi accordi di cooperazione tra UK e UE; ad operare per un negoziato in cui Londra non esca dal mercato finanziario europeo; a rivedere la direttiva sul bail-in; a sostenere la candidatura di Milano come sede dell'EMA. La seconda proposta impegna il Governo a difendere gli interessi italiani nel corso dei negoziati e ad adoperarsi attivamente per una revisione delle regole del fiscal compact.

Il Governo ha respinto le proposte di risoluzione della Lega Nord mentre ha accettato, con riformulazione, le proposte n. 6 della sen De Petris (SI-SEL) e n. 7 del sen Romani (FI-PdL). La prima impegna il Governo a informare periodicamente il Parlamento dello svolgimento dei negoziati; a proporre l'istituzione di un bilancio interno dell'Eurozona finalizzato a politiche di contrasto a diseguaglianze e povertà. La seconda impegna il Governo ad adoperarsi per garantire le frontiere esterne dell'UE; a farsi portavoce del problema legato alla gestione dei flussi; a sostenere la volontà di mantenere il partenariato con il Regno Unito nel reciproco vantaggio. Entrambe le proposte impegnano il Governo a tutelare i cittadini italiani ed europei residenti nel Regno Unito. L'Assemblea ha respinto la proposta di risoluzione n. 5 del sen. Martelli (M5S)nonavendo quest'ultimo accettato l'espunzione di alcuni impegni del dispositivo richiesta dal Governo

Nelle dichiarazioni di voto il sen. Fornaro (Art.1-MDP) ha sottolineato la necessità di un approccio europeo unitario nella trattativa e la contrarietà ad accordi bilaterali. Il sen. Barani (ALA) ha invocato un aiuto concreto dell'Europa nella gestione dei flussi migratori. Il sen. Panizza (Aut) ha evidenziato un contesto europeo più favorevole rispetto al passato anche per affrontare sfide antieuropeiste. Il sen. Casini (AP) ha condiviso le parole del Premier che ha ribadito l'amicizia storica con il Regno Unito. Secondo il sen. Martelli (M5S) l'Unione europea altro non è che una copia del WTO e si basa su false promesse di creazione di maggior benessere e di annullamento delle disuguaglianze. Il sen. Mineo (SI-SEL) ha rimarcato che la vera Unione si raggiungerà rilanciando un'Europa solidale, che combatte le diseguaglianze, in direzione opposta a quella dell'America di Trump. Secondo il sen. Alicata (FI-PdL) la Brexit dovrà essere soprattutto l'occasione per rivedere i rapporti tra l'Unione europea e i propri cittadini. Il sen. Cociancich (PD) ha infine ribadito la necessità di cogliere questa opportunità per realizzare un progetto fino ad oggi solo parzialmente compiuto.

Giovedì 27 Aprile 2017 - 813ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 27/04/2017 - 09:50
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:33

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2085, Legge annuale per il mercato e la concorrenza, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il provvedimento, nel testo proposto dalla Commissione, si compone di 74 articoli. L'articolo 1 indica, quali finalità del provvedimento, la rimozione degli ostacoli regolatori all'apertura dei mercati, la promozione della concorrenza e la garanzia della tutela dei consumatori, anche in applicazione dei principi e delle politiche dell'Unione europea. Il Capo II riguarda le assicurazioni e i fondi pensione. Il Capo III introduce misure finalizzate a facilitare il passaggio dei clienti da un operatore all'altro e a favorire una maggiore trasparenza dei costi di recesso. Il Capo IV elimina la riserva di Poste italiane sulla spedizione degli atti giudiziari e delle notifiche di sanzione della pubblica amministrazione. Il Capo V abroga la disciplina transitoria di definizione amministrativa delle tariffe dell'energia elettrica e del gas, confermando le attuali agevolazioni per le famiglie in condizioni disagiate. Il Capo VII interviene in materia di costo delle chiamate ai servizi di assistenza ai clienti per favorire il confronto tra servizi bancari. Il Capo VIII riguarda i servizi professionali. Il Capo X disciplina il settore del turismo e il servizio di trasporto. Il Capo XI reca ulteriori disposizioni di semplificazione.

Nella discussione generale sono intervenuti i sen. Cioffi, Castaldi, Michela Montevecchi (M5S), Scalia, Linda Lanzillotta (PD) e Serenella Fucksia (Misto). Il seguito dell'esame è quindi rinviato ad altra seduta.

A conclusione del dibattito sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri in vista del Consiglio europeo straordinario del 29 aprile, l'Assemblea ha approvato le risoluzioni di maggioranza e del Gruppo ALA nonché le risoluzioni, riformulate, di SI-SEL e FI-PdL.

Il Presidente del Consiglio Gentiloni ha ricordato che il vertice straordinario prevede, come unico punto all'ordine del giorno, l'avvio del negoziato per l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea. I dieci mesi trascorsi dal voto britannico e i risultati che si sono registrati in alcuni Paesi membri - in attesa anche del voto francese - hanno dimostrato che la Brexit non ha costituito una minaccia per un'implosione dell'Unione, come qualcuno temeva o sperava. Al contrario, nonostante le difficoltà dovute al contesto internazionale, alla gestione dei flussi migratori, alla crisi economica, si è registrata una spinta maggiore verso il progetto europeo. I cittadini dell'Unione hanno capito che il valore del patriottismo non va in alcun modo confuso con un nazionalismo ostile. In questo senso, le celebrazioni del sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma, con l'importante sottoscrizione di un documento da parte di tutti i 27 Paesi membri, hanno evidenziato per la prima volta come i diversi livelli di integrazione nel processo europeo costituiscano una potenzialità positiva dell'Unione. L'Italia affronterà questa fase negoziale con un atteggiamento di cooperazione, mirando innanzi tutto al mutuo riconoscimento dei diritti dei cittadini Ue nel Regno Unito e del Regno Unito in Ue. Il mercato unico europeo non potrà essere scelto dal Governo britannico "à la carte". Con l'uscita di Londra il nostro Paese giocherà un ruolo ancora più rilevante nel contesto europeo: la trazione italiana sulle questioni migratorie sarà forte affinché si arrivi a risultati consistenti nella creazione di politiche migratorie comuni. Parimenti, il progetto di difesa comune è sempre più auspicabile per un ruolo strategico dell'Unione europea nel contesto geopolitico internazionale e per un'ottimizzazione delle risorse economiche.

Alla conseguente discussione hanno preso parte i sen. Monti, Serenella Fucksia, Manuela Repetti (Misto), Sangalli, Emma Fattorini, Martini (PD), Lucidi (M5S), Centinaio (LN), Compagna (GAL), Barani (ALA), Loredana de Petris (SI-SEL),

Il Governo ha accolto integralmente le proposte di risoluzione n. 1 della maggioranza e n. 4 di ALA. La prima impegna il Governo ad attivarsi affinché il processo negoziale sulla Brexit sia improntato al principio della sincera cooperazione; ad impegnarsi per preservare gli accordi di pace del 1998 tra Regno Unito e Irlanda; a sostenere la necessità di garantire ai cittadini europei che vivono nel Regno Unito un trattamento soggetto ai principi di reciprocità ed equità, non diverso da quello dei cittadini britannici che risiedono nell'Unione, tutelando al contempo i diritti acquisiti dai nostri connazionali operativi in territorio britannico; ad attivarsi per minimizzare le conseguenze negative dell'Uscita del Regno Unito dall'UE su cittadini, imprese e settore pubblico; a sostenere la necessità di nuovi accordi di cooperazione tra UK e UE; ad operare per un negoziato in cui Londra non esca dal mercato finanziario europeo; a rivedere la direttiva sul bail-in; a sostenere la candidatura di Milano come sede dell'EMA. La seconda proposta impegna altresì il Governo a una difesa degli interessi italiani nel corso dei negoziati e ad adoperarsi attivamente per una revisione delle regole del fiscal compact.

Il Governo ha respinto le proposte di risoluzione della Lega mentre ha accettato, con riformulazione, le proposte n. 6 della sen De Petris (SI-SEL) e n. 7 del sen Romani (FI-PdL). La prima impegna il Governo a informare periodicamente il Parlamento dello svolgimento dei negoziati; a proporre l'istituzione di un bilancio interno dell'Eurozona finalizzato a politiche di contrasto a diseguaglianze e povertà. La seconda impegna altresì il Governo ad adoperarsi per garantire le frontiere esterne dell'UE; a farsi portavoce del problema legato alla gestione dei flussi; a sostenere la volontà di mantenere il partenariato con il Regno Unito nel reciproco vantaggio. Entrambe le proposte impegnano il Governo alla tutela dei cittadini italiani ed europei residenti nel Regno Unito. L'Assemblea ha respinto la proposta di risoluzione n. 5 del sen. Martelli (M5S)nonavendo quest'ultimo accettato l'espunzione di alcuni impegni del dispositivo richiesta dal Governo

Nelle dichiarazioni di voto il sen. Fornaro (Art 1) ha sottolineato la necessità di un approccio europeo unitario nella trattativa e la contrarietà ad accordi bilaterali. Il sen. Barani (ALA) ha invocato un aiuto concreto dell'Europa nella gestione dei flussi migratori. Il sen. Panizza (Aut) ha evidenziato un contesto europeo più favorevole rispetto al passato anche per affrontare sfide anti europeiste. Il sen. Casini (AP) ha condiviso le parole del Premier nell'affermare con forza l'amicizia storica con il Regno Unito. Secondo il sen. Martelli (M5S) è ora di smetterla di raccontare agli italiani che l'Europa è un mondo fantastico. L'UE non è altro che una copia del WTO e si basa su false premesse e promesse, ovvero la creazione di maggior benessere e l'annullamento delle disuguaglianze. Il sen. Mineo (SI-SEL) ha rimarcato che la vera Unione si raggiungerà rilanciando un'Europa solidale, che combatte le diseguaglianze, in direzione opposta a quella dell'America di Trump. Secondo il sen. Alicata (FI-PdL) la Brexit dovrà essere soprattutto l'occasione per rivedere i rapporti che regolano l'Unione europea e i propri cittadini. Il sen. Cociancich (PD) ha infine ribadito la necessità di cogliere questa opportunità per realizzare un progetto fino ad oggi solo parzialmente compiuto.

Giovedì 27 Aprile 2017 - 813ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 27/04/2017 - 09:50
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:33

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2085, Legge annuale per il mercato e la concorrenza, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il provvedimento, nel testo proposto dalla Commissione, si compone di 74 articoli. L'articolo 1 indica, quali finalità del provvedimento, la rimozione degli ostacoli regolatori all'apertura dei mercati, la promozione della concorrenza e la garanzia della tutela dei consumatori, anche in applicazione dei principi e delle politiche dell'Unione europea. Il Capo II riguarda le assicurazioni e i fondi pensione. Il Capo III introduce misure finalizzate a facilitare il passaggio dei clienti da un operatore all'altro e a favorire una maggiore trasparenza dei costi di recesso. Il Capo IV elimina la riserva di Poste italiane sulla spedizione degli atti giudiziari e delle notifiche di sanzione della pubblica amministrazione. Il Capo V abroga la disciplina transitoria di definizione amministrativa delle tariffe dell'energia elettrica e del gas, confermando le attuali agevolazioni per le famiglie in condizioni disagiate. Il Capo VII interviene in materia di costo delle chiamate ai servizi di assistenza ai clienti per favorire il confronto tra servizi bancari. Il Capo VIII riguarda i servizi professionali: quanto agli avvocati, elimina il vincolo di appartenenza a una sola associazione professionale, introduce l'obbligo di presentare un preventivo, consente la costituzione di società multiprofessionali e l'ingresso di soci di capitali; quanto ai notai, elimina il divieto di pubblicità, allarga il bacino di competenza ed elimina il reddito minimo di 50.000 euro; per le farmacie elimina il limite di titolarità di quattro licenze in capo a un unico soggetto e consente l'ingresso di soci di capitale. Al Capo X, riguardante il settore del turismo e il servizio di trasporto, è introdotto l'obbligo per i concessionari e gestori di servizi di linea di trasporto passeggeri di informare i fruitori del servizio delle modalità per accedere alla carta dei servizi. Il Capo XI, introdotto dalla Camera, reca ulteriori disposizioni di semplificazione.

Nella discussione generale sono intervenuti i sen. Cioffi, Castaldi, Michela Montevecchi (M5S), Scalia, Linda Lanzillotta (PD) e Serenella Fucksia (Misto). Il seguito dell'esame è quindi rinviato ad altra seduta.

L'Assemblea ha avviato il dibattito sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri in vista del Consiglio europeo straordinario del 29 aprile.

Il Presidente del Consiglio Gentiloni ha ricordato che il vertice straordinario prevede, come unico punto all'ordine del giorno, l'avvio del negoziato per l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea. I dieci mesi trascorsi dal voto britannico e i risultati che si sono registrati in alcuni Paesi membri - in attesa anche del voto francese - hanno dimostrato che Brexit non ha costituito una minaccia per un'implosione dell'Unione, come qualcuno temeva o sperava. Al contrario, nonostante le difficoltà dovute al contesto internazionale, alla gestione dei flussi migratori, alla crisi economica, si è registrata una spinta maggiore verso il progetto europeo. I cittadini dell'Unione hanno capito che il valore del patriottismo non va in alcun modo confuso con un nazionalismo ostile. In questo senso, le celebrazioni del sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma, con l'importante sottoscrizione di un documento da parte di tutti i 27 Paesi membri, hanno evidenziato per la prima volta come i diversi livelli di integrazione nel processo europeo costituiscano una potenzialità positiva dell'Unione. L'Italia avrà un ruolo ancora più rilevante nel contesto europeo con l'uscita di Londra: la trazione del nostro Paese sulle questioni migratorie sarà più forte affinché si comprenda la necessità di politiche migratorie comuni. Parimenti, il progetto di difesa comune è sempre più auspicabile per un ruolo strategico dell'Unione europea nel contesto geopolitico internazionale e per un'ottimizzazione delle risorse economiche.

Giovedì 27 Aprile 2017 - 813ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 27/04/2017 - 09:50
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:33

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2085, Legge annuale per il mercato e la concorrenza, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il provvedimento, nel testo proposto dalla Commissione, si compone di 74 articoli. L'articolo 1 indica, quali finalità del provvedimento, la rimozione degli ostacoli regolatori all'apertura dei mercati, la promozione della concorrenza e la garanzia della tutela dei consumatori, anche in applicazione dei principi e delle politiche dell'Unione europea. Il Capo II riguarda le assicurazioni e i fondi pensione. Il Capo III introduce misure finalizzate a facilitare il passaggio dei clienti da un operatore all'altro e a favorire una maggiore trasparenza dei costi di recesso. Il Capo IV elimina la riserva di Poste italiane sulla spedizione degli atti giudiziari e delle notifiche di sanzione della pubblica amministrazione. Il Capo V abroga la disciplina transitoria di definizione amministrativa delle tariffe dell'energia elettrica e del gas, confermando le attuali agevolazioni per le famiglie in condizioni disagiate. Il Capo VII interviene in materia di costo delle chiamate ai servizi di assistenza ai clienti per favorire il confronto tra servizi bancari. Il Capo VIII riguarda i servizi professionali: quanto agli avvocati, elimina il vincolo di appartenenza a una sola associazione professionale, introduce l'obbligo di presentare un preventivo, consente la costituzione di società multiprofessionali e l'ingresso di soci di capitali; quanto ai notai, elimina il divieto di pubblicità, allarga il bacino di competenza ed elimina il reddito minimo di 50.000 euro; per le farmacie elimina il limite di titolarità di quattro licenze in capo a un unico soggetto e consente l'ingresso di soci di capitale. Al Capo X, riguardante il settore del turismo e il servizio di trasporto, è introdotto l'obbligo per i concessionari e gestori di servizi di linea di trasporto passeggeri di informare i fruitori del servizio delle modalità per accedere alla carta dei servizi. Il Capo XI, introdotto dalla Camera, reca ulteriori disposizioni di semplificazione.

Nella seduta antimeridiana di giovedì scorso si sono svolte le relazioni.

Mercoledì 26 Aprile 2017 - 812ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 26/04/2017 - 11:19
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 11:04

A conclusione dell'esame del Documento di economia e finanza 2017, l'Assemblea ha approvato la risoluzione di maggioranza n. 4 (testo 2) presentata dai sen. Zanda (PD), Laura Bianconi (AP), Zeller (Aut) e Cecilia Guerra (Art.1-MDP).

Nel DEF il Governo afferma che obiettivo prioritario della politica di bilancio resta l'innalzamento di crescita e occupazione, nel rispetto delle esigenze di consolidamento della finanza pubblica, e precisa che le previsioni sono ispirate a principi di prudenza. La valutazione congiunturale dell'economia italiana è favorevole: nella seconda metà del 2016 la crescita ha ripreso slancio, anche se permangono fattori di incertezza legati a rischi geopolitici e a eventuali politiche protezionistiche. La previsione di crescita del Pil per il 2017 è dell'1,1 per cento (1 per cento nel 2018 e 1,1 nel 2019). L'indebitamento netto è programmato al 2,1 per cento nel 2017, all'1,2 nel 2018 e allo 0,2 nel 2019, il pareggio strutturale sarà raggiunto nel 2020. Con la manovra correttiva di 3,4 miliardi, le cui principali misure sono l'estensione dello split payment, gli interventi su compensazioni, Ace, patent box e giochi) l'indebitamento programmatico scende dunque dello 0,2 per cento. Nel DEF è confermato l'impegno a sterilizzare le clausole di salvaguardia (aumento dell'Iva e delle accise) con nuovi interventi di revisione della spesa e di contrasto all'evasione fiscale nella legge di bilancio 2018. Il rapporto debito/Pil nel 2017, comprensivo di possibili interventi di ricapitalizzazione delle banche, è programmato al 132,5 per cento. La diminuzione del rapporto dovrebbe accelerare nel periodo 2018-2020 grazie all'aumento del surplus primario. Il programma nazionale di riforme per il 2017 prevede misure per la concorrenza e l'apertura dei mercati, politiche attive per il lavoro e contrattazione di secondo livello, contrasto alla povertà (per cui vengono stanziati 1,2 miliardi), interventi sulla giustizia (riforma del processo penale e efficienza della giustizia civile).

La risoluzione di maggioranza impegna il Governo a conseguire i saldi programmatici di finanza pubblica; a promuovere una riforma della politica economica europea sostenendo con maggior forza l'introduzione di uno strumento comune di stabilizzazione macroeconomica; a disattivare l'incremento delle aliquote IVA e delle accise nel 2018; a rafforzare gli investimenti pubblici; a favorire forme di reale autonomia e responsabilità finanziaria degli enti locali; a dare attuazione alla delega per il contrasto alla povertà; a dare seguito agli impegni assunti sul pubblico impiego; a intervenire sul cuneo fiscale per favorire l'occupazione giovanile; a proseguire la semplificazione del sistema tributario e a ridefinire l'IRPEF; a valutare il programma di privatizzazioni anche in rapporto agli obiettivi strategici di politica industriale; a proseguire nello sforzo di messa in sicurezza degli edifici; a considerare collegato alla manovra il ddl recante delega per il codice dello spettacolo.

Il relatore, sen. Guerrieri Paleotti (PD), illustrando il DEF, ha evidenziato la continuità con le politiche degli ultimi tre anni che puntano a far uscire il Paese dalla stretta tra bassa crescita ed elevato stock di debito. L'ambizioso programma di riduzione del debito deve essere conseguito in tempi certi e con misure credibili, anche in considerazione del fatto che nel 2018 cesserà l'acquisto di titoli della BCE; da questo punto di vista va verificata la compatibilità della sostituzione delle clausole di salvaguardia con il conseguimento del pareggio strutturale. E' auspicabile una revisione in sede europea del patto di stabilità per non compromettere la ripresa ma, secondo il relatore, non esistono scorciatoie o alternative rispetto all'aggiustamento. Infine, il sen. Guerrieri Paleotti ha posto l'accento sulla necessità di aumentare gli investimenti pubblici migliorando la progettazione e la realizzazione delle opere e ha apprezzato l'inserimento nel DEF di indicatori di benessere equo e sostenibile.

Nella discussione hanno preso la parola i sen. Anna Cinzia Bonfrisco, D'Ambrosio Lettieri (Misto), Magda Zanoni, Moscardelli, Annamaria Parente, Lumia, Filippi, Bianco, Rosa Maria Di Giorgi, Santini (PD), Tosato, Crosio (LN), Lucrezia Ricchiuti, Nerina Dirindin (Art.1-MDP), Paola De Pin, Monica Casaletto (GAL), Zuffada, Boccardi, Ceroni, Azzollini (FI-PdL), Giovanna Mangili, Elisa Bulgarelli (M5S), Raffaela Bellot (Misto-Fare), Mazzoni (ALA), Orellana, Berger (Aut), Conte (AP), Bocchino (SI-Sel). Secondo la Lega Nord il documento certifica il fallimento delle politiche degli ultimi anni che stanno condannando il Paese a una lenta agonia. Il Governo non è riuscito a rispettare i parametri europei né a rilanciare la crescita: il pareggio strutturale è costantemente rinviato, la crescita è modestissima, le risorse destinate all'accoglienza dei migranti superano quelle stanziate per il contrasto della povertà, non vi è la possibilità di neutralizzare le clausole di salvaguardia. La manovra aggiuntiva richiesta dalla Commissione europea si compone per tre quarti di aumenti delle entrate e lo split payment priva le imprese di liquidità. Secondo Art.1-MDP occorrerebbe destinare lo 0,5 per cento del Pil per tre anni ad un piano per il lavoro e per l'ambiente. Il DEF è generico e deludente: si prosegue la politica dell'offerta, basata su bonus e sconti fiscali, anziché concentrare le risorse su investimenti pubblici ad alto moltiplicatore; il Governo non assume impegni per l'occupazione giovanile e per il Mezzogiorno, taglia la spesa sanitaria e la spesa per l'istruzione, non prende una posizione politica sul Fiscal compact. Secondo M5S le politiche di austerità degli ultimi anni non hanno avuto un tratto espansivo né hanno tracciato un modello di sviluppo più equo e sostenibile. La quota italiana sulle esportazioni mondiali è diminuita e il made in Italy incontra crescenti difficoltà competitive. I dati sulla povertà assoluta e relativa indicano che tredici milioni di italiani sono in difficoltà. Nel DEF manca una strategia di lotta alla povertà e alla diseguaglianza, non si indicano risorse per il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, crolla il rapporto tra Pil e spesa sanitaria, non si prende in considerazione la possibilità di non ratificare il Fiscal compact. Secondo FI-PdL le politiche degli ultimi anni, nonostante alcuni fattori congiunturali favorevoli, non hanno rilanciato la crescita italiana, che resta tra le più basse in Europa, ma hanno aumentato la pressione fiscale portandola a livelli insostenibili. Lo Stato spende per l'accoglienza dei migranti 4,6 miliardi, più di quanto destina ai cittadini italiani in difficoltà. Il cuneo fiscale è uno dei più elevati, gli investimenti sono in calo anche in conseguenza delle complicazioni procedurali introdotte dal codice degli appalti. Gli enti locali non riescono ad assolvere ai loro compiti e i fondi comunitari per il Mezzogiorno restano inutilizzati. Secondo SI-Sel il DEF è lo specchio di un euroriformismo di facciata e di piccolo cabotaggio. Si prosegue con una politica fatta di un po' di sgravi, di tagli consistenti alla spesa sociale, di rinvii della riduzione della pressione fiscale, di precarizzazione del lavoro e di massicce privatizzazioni.

In replica il Vice Ministro dell'economia Morando, dopo aver accettato la proposta di risoluzione presentata dai Gruppi di maggioranza, ha sottolineato positivamente la vicinanza del quadro tendenziale al quadro programmatico; ha ricordato i risulti conseguiti sul versante del contenimento della spesa pubblica, che resta elevata a causa della spesa previdenziale. Ha richiamato la riforma del bilancio che consentirà dal prossimo anno interventi di riduzione selettiva della spesa; ha imputato la bassa crescita italiana alla scarsa produttività, negando una correlazione con la politica fiscale europea, e ha ricondotto il peggioramento del rating dell'Italia al rischio di instabilità politica legato ad un eventuale referendum sulla permanenza nell'euro.

Tutti gli emendamenti presentati alla risoluzione di maggioranza sono stati respinti. Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato voto contrario i sen. Silvana Comaroli (LN), Barani (ALA), Barbara Lezzi (M5S), Alessia Petraglia (SI-Sel), Mandelli (FI-PdL). Hanno annunciato voto favorevole i sen. Cecilia Guerra (Art.1-MDP), la quale ha precisato che il voto favorevole rappresenta l'apertura di un confronto con il Governo, Fravezzi (Aut), Gualdani (AP) e Tonini (PD).

Su richiesta del relatore Luigi Marino, il seguito dell'esame della legge annuale su mercato e concorrenza è stato rinviato a domani mattina.

Mercoledì 26 Aprile 2017 - 812ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 26/04/2017 - 11:19
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 11:03

L'Assemblea ha avviato l'esame del Documento di economia e finanza 2017.

Nel documento il Governo afferma che obiettivo prioritario della politica di bilancio resta l'innalzamento di crescita e occupazione, nel rispetto delle esigenze di consolidamento della finanza pubblica, e precisa che le previsioni sono ispirate a principi di prudenza. La valutazione congiunturale dell'economia italiana è favorevole: nella seconda metà del 2016 la crescita ha ripreso slancio, anche se permangono fattori di incertezza legati a rischi geopolitici e a eventuali politiche protezionistiche. La previsione di crescita del Pil per il 2017 è dell'1,1 per cento (1 per cento nel 2018 e 1,1 nel 2019). L'indebitamento netto è programmato al 2,1 per cento nel 2017, all'1,2 nel 2018 e allo 0,2 nel 2019, il pareggio strutturale sarà raggiunto nel 2020. Con la manovra correttiva di 3,4 miliardi, le cui principali misure sono l'estensione dello split payment, gli interventi su compensazioni, Ace, patent box e giochi) l'indebitamento programmatico scende dunque dello 0,2 per cento. Nel DEF è confermato l'impegno a sterilizzare le clausole di salvaguardia (aumento dell'Iva e delle accise) con nuovi interventi di revisione della spesa e di contrasto all'evasione fiscale nella legge di bilancio 2018. Il rapporto debito/Pil nel 2017, comprensivo di possibili interventi di ricapitalizzazione delle banche, è programmato al 132,5 per cento. La diminuzione del rapporto dovrebbe accelerare nel periodo 2018-2020 grazie all'aumento del surplus primario. Il programma nazionale di riforme per il 2017 prevede misure per la concorrenza e l'apertura dei mercati, politiche attive per il lavoro e contrattazione di secondo livello, contrasto alla povertà (per cui vengono stanziati 1,2 miliardi), interventi sulla giustizia (riforma del processo penale e efficienza della giustizia civile).

Il relatore, sen. Guerrieri Paleotti (PD), ha evidenziato la continuità con le politiche degli ultimi tre anni che puntano a far uscire il Paese dalla stretta tra bassa crescita ed elevato stock di debito. L'ambizioso programma di riduzione del debito deve essere conseguito in tempi certi e con misure credibili, anche in considerazione del fatto che nel 2018 cesserà l'acquisto di titoli della BCE; da questo punto di vista va verificata la compatibilità della sostituzione delle clausole di salvaguardia con il conseguimento del pareggio strutturale. E' auspicabile una revisione in sede europea del patto di stabilità per non compromettere la ripresa ma, secondo il relatore, non esistono scorciatoie o alternative rispetto all'aggiustamento. Infine, il sen. Guerrieri Paleotti ha posto l'accento sulla necessità di aumentare gli investimenti pubblici migliorando la progettazione e la realizzazione delle opere e ha apprezzato l'inserimento nel DEF di indicatori di benessere equo e sostenibile.

Nella discussione hanno preso la parola i sen. Anna Cinzia Bonfrisco, D'Ambrosio Lettieri (Misto), Magda Zanoni, Moscardelli, Annamaria Parente, Lumia, Filippi, Bianco, Rosa Maria Di Giorgi, Santini (PD), Tosato, Crosio (LN), Lucrezia Ricchiuti, Nerina Dirindin (Art.1-MDP), Paola De Pin, Monica Casaletto (GAL), Zuffada, Boccardi, Ceroni, Azzollini (FI-PdL), Giovanna Mangili, Elisa Bulgarelli (M5S), Raffaela Bellot (Misto-Fare), Mazzoni (ALA), Orellana, Berger (Aut), Conte (AP).

Secondo la Lega Nord il documento certifica il fallimento delle politiche degli ultimi anni che stanno condannando il Paese a una lenta agonia. Il Governo non è riuscito a rispettare i parametri europei né a rilanciare la crescita: il pareggio strutturale è costantemente rinviato, la crescita è modestissima, le risorse destinate all'accoglienza dei migranti superano quelle stanziate per il contrasto della povertà, non vi è la possibilità di neutralizzare le clausole di salvaguardia. La manovra aggiuntiva richiesta dalla Commissione europea si compone per tre quarti di aumenti delle entrate e lo split payment priva le imprese di liquidità. Secondo Art.1-MDP e SI-Sel occorrerebbe destinare lo 0,5 per cento del Pil per tre anni ad un piano per il lavoro e per l'ambiente. Il DEF è generico e deludente: si prosegue la politica dell'offerta, basata su bonus e sconti fiscali, anziché concentrare le risorse su investimenti pubblici ad alto moltiplicatore; il Governo non assume impegni per l'occupazione giovanile e per il Mezzogiorno, taglia la spesa sanitaria e la spesa per l'istruzione, non prende una posizione politica sul Fiscal compact. Secondo M5S le politiche di austerità degli ultimi anni non hanno avuto un tratto espansivo né hanno tracciato un modello di sviluppo più equo e sostenibile. La quota italiana sulle esportazioni mondiali è diminuita e il made in Italy incontra crescenti difficoltà competitive. I dati sulla povertà assoluta e relativa indicano che tredici milioni di italiani sono in difficoltà. Nel DEF manca una strategia di lotta alla povertà e alla diseguaglianza, non si indicano risorse per il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, crolla il rapporto tra Pil e spesa sanitaria, non si prende in considerazione la possibilità di non ratificare il Fiscal compact. Secondo FI-PdL le politiche degli ultimi anni, nonostante alcuni fattori congiunturali favorevoli, non hanno rilanciato la crescita italiana, che resta una delle più basse in Europa, ma hanno aumentato la pressione fiscale portandola a livelli insostenibili. Lo Stato spende per l'accoglienza dei migranti 4,6 miliardi, più di quanto destina ai cittadini italiani in difficoltà. Il cuneo fiscale è uno dei più elevati, gli investimenti sono in calo anche in conseguenza delle complicazioni procedurali introdotte dal codice degli appalti. Gli enti locali non riescono ad assolvere ai loro compiti e i fondi comunitari per il Mezzogiorno restano inutilizzati.

In replica il Vice Ministro dell'economia Morando, dopo aver accettato la proposta di risoluzione presentata dai Gruppi di maggioranza, ha sottolineato positivamente la vicinanza del quadro tendenziale al quadro programmatico; ha ricordato i risulti conseguiti sul versante del contenimento della spesa pubblica, che resta elevata a causa della spesa previdenziale. Ha imputato la bassa crescita italiana alla scarsa produttività, negando una correlazione con la politica fiscale europea, e ha ricondotto il peggioramento del rating dell'Italia al rischio di instabilità politica.

Mercoledì 26 Aprile 2017 - 812ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 26/04/2017 - 11:19
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 11:03

L'Assemblea ha avviato l'esame del Documento di economia e finanza 2017.

Nel documento il Governo afferma che obiettivo prioritario della politica di bilancio resta l'innalzamento di crescita e occupazione, nel rispetto delle esigenze di consolidamento della finanza pubblica, e che le previsioni sono ispirate a principi di prudenza. La valutazione congiunturale dell'economia italiana è favorevole: nella seconda metà del 2016 la crescita ha ripreso slancio, anche se permangono fattori di incertezza legati a rischi geopolitici e a eventuali politiche protezionistiche. La previsione di crescita del Pil per il 2017 è dell'1,1 per cento (1 per cento nel 2018 e 1,1 nel 2019). L'indebitamento netto è programmato al 2,1 per cento nel 2017, all'1,2 nel 2018 e allo 0,2 nel 2019. Il pareggio strutturale sarà raggiunto nel 2020. Con la manovra correttiva di 3,4 miliardi, le cui principali misure sono l'estensione dello split playment, gli interventi su compensazioni, Ace, Patent box e giochi) l'indebitamento programmatico scende dunque dello 0,2 per cento. Nel DEF è confermato l'impegno a sterilizzare le clausole di salvaguardia (aumento dell'Iva e accise) con nuovi interventi di revisione della spesa e di contrasto all'evasione nella legge di bilancio 2018. Il rapporto debito/Pil nel 2017, comprensivo di possibili interventi di ricapitalizzazione delle banche, è programmato al 132,5 per cento. La diminuzione del rapporto dovrebbe accelerare nel periodo 2018-2020 grazie all'aumento del surplus primario. Il programma nazionale di riforme per il 2017 prevede misure per la concorrenza e l'apertura dei mercati, politiche attive per il lavoro e contrattazione di secondo livello, contrasto alla povertà (per cui vengono stanziati 1,2 miliardi), interventi sulla giustizia (riforma del processo penale e efficienza della giustizia civile).

Il relatore, sen. Guerrieri Paleotti (PD), ha evidenziato la continuità con le politiche degli ultimi tre anni che puntano a far uscire il Paese dalla stretta tra bassa crescita ed elevato stock di debito. L'ambizioso programma di riduzione del debito deve essere conseguito in tempi certi e con misure credibili, anche in considerazione del fatto che nel 2018 cesserà l'acquisto di titoli della BCE; da questo punto di vista va verificata la compatibilità della sostituzione delle clausole di salvaguardia con il conseguimento del pareggio strutturale. E' auspicabile una revisione in sede europea del patto di stabilità per non compromettere la ripresa ma, secondo il relatore, non esistono scorciatoie o alternative rispetto all'aggiustamento. Infine, il sen. Guerrieri Paleotti ha posto l'accento sulla necessità di aumentare gli investimenti pubblici migliorando la progettazione e la realizzazione delle opere e ha apprezzato l'inserimento nel DEF di indicatori di benessere equo e sostenibile.

Giovedì 20 Aprile 2017 - 811ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 20/04/2017 - 17:01
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:00

La seduta è dedicata allo svolgimento di interrogazioni.

Il Sottosegretario di Stato per la giustizia Ferri ha risposto all'interrogazione 3-03310 della sen. Bisinella (Misto-Fare), sul rilascio di tre malviventi albanesi arrestati tra le province di Treviso e Pordenone: l'ispezione del Ministero non ha ravvisato una condotta contraria alla legge da parte dell'autorità giudiziaria competente. Nell'ambito del ddl di riforma del diritto penale, il Governo ha dedicato particolare attenzione ai reati predatori, inasprendo il quadro sanzionatorio. L'interrogante si è dichiarata insoddisfatta.

Il Sottosegretario di Stato Ferri ha risposto all'interrogazione 3-03490 del sen. Cardiello (FI-PdL) sulla chiusura dell'ufficio del giudice di pace di Eboli (Salerno): il Ministero ha revocato il decreto di soppressione della sede, spetta però al comune farsi carico degli oneri.

Il Sottosegretario Ferri ha poi risposto all'interrogazione 3-02914, a prima firma della sen. Gambaro (ALA), sulla ripartizione delle risorse finanziarie per l'accoglienza degli immigrati: la politica dell'accoglienza diffusa e condivisa ha portato a un'equa ripartizione dei migranti tra le Regioni anche se permangono disallineamenti tra i comuni. Il Governo ha quindi concordato con l'ANCI un nuovo piano per la distribuzione sostenibile. Gli oneri dell'accoglienza sono a carico del bilancio dello Stato. L'interrogante si è dichiarata soddisfatta.

Il Sottosegretario Ferri ha risposto anche all'interrogazione 3-03206 del sen. Cardiello (FI-PdL), sulla regolarità di numerosi appalti pubblici concessi dai comuni alla SOGET Spa, riferendo gli esiti dell'attività di vigilanza di ANAC che ha trasmesso la relazione all'autorità giudiziaria di Pescara.

Infine, il Sottosegretario Ferri ha risposto congiuntamente alle interrogazioni 3-03494 e 3-03678 della sen. Munerato (Misto-Fare), 3-03675 del sen. Mandelli (FI-PdL) e 3-03677 del sen. Consiglio (LN), sulla sicurezza di passeggeri e personale ferroviario a bordo dei treni, riferendo sull'attività svolta da 4.400 unità di polizia ferroviaria e assicurando che non vi sarà alcun depotenziamento dei controlli. Gli interroganti si sono dichiarati parzialmente soddisfatti.

Giovedì 20 Aprile 2017 - 810ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 20/04/2017 - 10:10
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:32

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2085, Legge annuale per il mercato e la concorrenza, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il provvedimento, originariamente di 32 articoli, diventati 52 dopo il passaggio alla Camera, si compone ora, nel testo proposto dalla Commissione, di 74 articoli. L'articolo 1 indica, quali finalità del provvedimento, la rimozione degli ostacoli regolatori all'apertura dei mercati, la promozione della concorrenza e la garanzia della tutela dei consumatori, anche in applicazione dei principi e delle politiche dell'Unione europea. Il Capo II riguarda le assicurazioni e i fondi pensione: le misure tendono a riconoscere sconti e riduzione dei costi delle polizze e a contrastare le frodi che rappresentano uno dei fattori determinanti dell'incremento annuale dei costi. Per quanto riguarda i fondi pensione è prevista la piena facoltà di portabilità per i lavoratori dei propri contributi pensionistici. Il Capo III, riguardante la telefonia mobile, le comunicazioni elettroniche e i media audiovisivi, introduce misure finalizzate a facilitare il passaggio dei clienti da un operatore all'altro e a favorire una maggiore trasparenza dei costi di recesso. Il Capo IV, sui servizi postali, elimina la riserva di Poste italiane sulla spedizione degli atti giudiziari e delle notifiche di sanzione della pubblica amministrazione. Il Capo V abroga la disciplina transitoria di definizione amministrativa delle tariffe dell'energia elettrica e del gas, confermando le attuali agevolazioni per le famiglie in condizioni disagiate. Il Capo VII interviene in materia di costo delle chiamate ai servizi di assistenza ai clienti per favorire il confronto tra servizi bancari. Il Capo VIII riguarda i servizi professionali: quanto agli avvocati, elimina il vincolo di appartenenza a una sola associazione professionale, introduce l'obbligo di presentare un preventivo, consente la costituzione di società multiprofessionali e l'ingresso di soci di capitali; quanto ai notai, elimina il divieto di pubblicità, allarga il bacino di competenza ed elimina il reddito minimo di 50.000 euro; per le farmacie elimina il limite di titolarità di quattro licenze in capo a un unico soggetto e consente l'ingresso di soci di capitale. Al Capo X, riguardante il settore del turismo e il servizio di trasporto, è introdotto l'obbligo per i concessionari e gestori di servizi di linea di trasporto passeggeri di informare i fruitori del servizio delle modalità per accedere alla carta dei servizi. Il Capo XI, introdotto dalla Camera, reca ulteriori disposizioni di semplificazione.

Il relatore, sen. Luigi Marino (AP), ha dato conto del lavoro della Commissione che ha tenuto numerose audizioni, ha esaminato più di mille emendamenti e ne ha approvati 142, una trentina dei quali delle opposizioni. Il ddl è complesso, ha avuto un iter molto tortuoso e su diversi punti è stato difficile trovare una sintesi; a causa del ritardo con cui è stato calendarizzato in Aula, richiede limature, rimodulazioni delle scadenze, soppressioni e integrazioni: considerata la disponibilità delle opposizioni, sarebbe stato opportuno un ritorno in Commissione per licenziare un testo pulito. Il sen. Marino ha sottolineato che l'Italia non è il fanalino di coda in Europa rispetto all'apertura dei mercati e ha rilevato che privatizzazioni e liberalizzazioni non sono una panacea: in alcuni casi hanno provocato un aumento dei prezzi e la formazione di oligopoli. Il relatore, sen. Tomaselli (PD), ha dato atto alle opposizioni, in particolare a M5S, di aver contribuito al miglioramento del provvedimento. Ha sottolineato che l'intervento sul regime transitorio delle tariffe energetiche deve mettere al centro il consumatore e non il mercato; ha ricordato il rafforzamento dei poteri di controllo dell'IVASS contro le frodi in materia assicurativa e l'inserimento di una delega al Governo per ammodernare la disciplina del servizio di trasporto non di linea. Si è rammaricato, infine, della mancata introduzione di una disciplina delle lobbies e di una regolamentazione dell'economia del web.

Il seguito dell'esame è rinviato ad altra seduta.

Con 142 voti favorevoli, 105 contrari e 4 astenuti, l'Assemblea ha approvato le dimissioni presentate dal senatore Minzolini.

Giovedì 20 Aprile 2017 - 810ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 20/04/2017 - 10:10
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:33

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2085, Legge annuale per il mercato e la concorrenza, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il provvedimento, originariamente di 32 articoli, diventato di 52 articoli dopo il passaggio alla Camera, si compone ora nel testo proposto dalla Commissione di 74 articoli suddivisi in undici capi. L'articolo 1 indica, quali finalità del provvedimento, la rimozione degli ostacoli regolatori all'apertura dei mercati, la promozione della concorrenza e la garanzia della tutela dei consumatori, anche in applicazione dei principi e delle politiche dell'Unione europea. L'idea sottesa alla proposta è che il mercato rappresenti il migliore strumento per produrre e distribuire risorse e che interventi per rimuovere barriere in entrata e promuovere la concorrenza diminuiscano i costi, aumentino la produttività e promuovano la crescita. Il Capo II riguarda le assicurazioni e i fondi pensione: le misure tendono a riconoscere sconti e riduzione dei costi delle polizze e a contrastare le frodi che rappresentano uno dei fattori determinanti dell'incremento annuale dei costi. Per quanto riguarda i fondi pensione è prevista la piena facoltà di portabilità per i lavoratori dei propri contributi pensionistici. Il Capo III, riguardante la telefonia mobile, le comunicazioni elettroniche e i media audiovisivi, introduce misure finalizzate a facilitare il passaggio dei clienti da un operatore all'altro e a favorire una maggiore trasparenza dei costi di recesso. Il Capo IV, sui servizi postali, elimina la riserva di Poste italiane sulla spedizione degli atti giudiziari e delle notifiche di sanzione della pubblica amministrazione. Il Capo V abroga la disciplina transitoria di definizione amministrativa delle tariffe dell'energia elettrica e del gas, confermando le attuali agevolazioni per le famiglie in condizioni disagiate. Il Capo VII interviene in materia di costo delle chiamate ai servizi di assistenza ai clienti per favorire il confronto tra servizi bancari. Il Capo VIII riguarda i servizi professionali: quanto agli avvocati, elimina il vincolo di appartenenza a una sola associazione professionale, introduce l'obbligo di presentare un preventivo, consente la costituzione di società multiprofessionali e l'ingresso di soci di capitali; quanto ai notai, elimina il divieto di pubblicità, allarga il bacino di competenza ed elimina il reddito minimo di 50.000 euro; per le farmacie elimina il limite di titolarità di quattro licenze in capo a un unico soggetto e consente l'ingresso di soci di capitale. Al Capo X, riguardante il settore del turismo e il servizio di trasporto, è introdotto l'obbligo per i concessionari e gestori di servizi di linea di trasporto passeggeri di informare i fruitori del servizio delle modalità per accedere alla carta dei servizi. Il Capo XI, introdotto dalla Camera, reca ulteriori disposizioni di semplificazione.

Il relatore, sen. Luigi Marino (AP), ha dato conto del lavoro della Commissione che ha tenuto numerose audizioni, ha esaminato più di mille emendamenti e ne ha approvati 142, una trentina dei quali delle opposizioni. Il ddl è complesso, ha avuto un iter molto tortuoso e su diversi punti è stato difficile trovare una sintesi; a causa del ritardo con cui è stato calendarizzato in Aula, richiede limature, rimodulazioni delle scadenze, soppressioni e integrazioni: considerata la disponibilità delle opposizioni, sarebbe stato opportuno un ritorno in Commissione per licenziare un testo pulito. Il sen. Marino ha sottolineato che l'Italia non è il fanalino di coda in Europa rispetto all'apertura dei mercati e ha rilevato che privatizzazioni e liberalizzazioni non sono una panacea: in alcuni casi hanno provocato un aumento dei prezzi e la formazione di oligopoli. Il relatore, sen. Tomaselli (PD), ha dato atto alle opposizioni, in particolare a M5S, di aver contribuito al miglioramento del provvedimento. Ha sottolineato che l'intervento sul regime transitorio delle tariffe energetiche deve mettere al centro il consumatore e non il mercato; ha ricordato il rafforzamento dei poteri di controllo dell'IVASS contro le frodi in materia assicurativa e l'inserimento di una delega al Governo per ammodernare la disciplina del servizio di trasporto non di linea. Si è rammaricato, infine, della mancata introduzione di una disciplina delle lobbies e di una regolamentazione dell'economia del web.

Il seguito dell'esame è rinviato ad altra seduta.

Con 142 voti favorevoli, 102 contrari e 4 astensioni, l'Assemblea ha approvato le dimissioni presentate dal senatore Minzolini.

Il sen. Minzolini (FI-PdL) ha spiegato che, per libera scelta, e non per una partita di ritorno, ha presentato lettera di dimissioni in coerenza con un impegno assunto nella seduta del 16 marzo scorso nella quale l'Assemblea ha respinto la sua decadenza dal mandato per incandidabilità sopravvenuta. Hanno dichiarato voto contrario alle dimissioni i sen. Alessandra Bencini (Misto-IdV), Quagliarello (GAL), che ha richiamato ragioni di cortesia istituzionale, Falanga (ALA), secondo il quale va negata la connessione tra rigetto della decadenza e accettazione delle dimissioni, e D'Ascola (AP), che ha richiamato invece la coerenza con il voto del 16 marzo a tutela dell'integrità del plenum. Hanno dichiarato voto favorevole i sen. Cecilia Guerra (Art.1-MDP), Crimi (M5S), Loredana De Petris (SI-Sel) e Zanda (PD).

L'Assemblea ha respinto le dimissioni reiterate più volte dal senatore Vacciano.

La sen. Bencini (Misto-IdV) ha annunciato voto contrario.

Mercoledì 19 Aprile 2017 - 809ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 19/04/2017 - 16:39
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:31

L'Assemblea ha approvato definitivamente il ddl n. 2784 di conversione in legge del decreto-legge 17 marzo 2017, n. 25, recante disposizioni urgenti per l'abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti (abrogazione voucher).

L'articolo 1 dispone l'abrogazione dell'istituto del lavoro accessorio, sul quale pende un referendum, prevedendo che i buoni per prestazioni di lavoro richiesti alla data di entrata in vigore del decreto possono essere impiegati fino al 31 dicembre 2017. L'articolo 2 modifica l'articolo 29, comma 2, del decreto legislativo n. 276 del 2003, sopprimendo deroghe parziali al regime ordinario di responsabilità solidale del committente imprenditore o datore di lavoro con l'appaltatore e con gli eventuali subappaltatori nei confronti dei lavoratori.

Nella seduta antimeridiana è iniziata la discussione generale che si è conclusa nel pomeriggio con gli interventi dei sen. Barozzino (SI-Sel), Galimberti (FI-PdL) e Maria Spilabotte (PD). In sede di replica il Sottosegretario di Stato per il lavoro Boba ha negato che il Governo sia ostaggio della CGIL, ha motivato la scelta dell'abrogazione del lavoro accessorio con la necessità di evitare uno scontro ideologico e ha richiamato l'impegno, contenuto nel DEF, a varare una disciplina per il lavoro discontinuo.

Tutti gli emendamenti sono stati respinti. Sono stati accolti ordini del giorno di FI-PdL e testi riformulati di LN che impegnano il Governo a valutare l'opportunità di disciplinare prestazioni di natura accessoria prevenendo gli abusi e individuandone l'ambito applicativo, anche con riferimento ai settori di attività e a valutare l'opportunità di confermare l'efficacia dei voucher per baby-sitting.

Hanno svolto dichiarazione di voto contraria al provvedimento i sen. Centinaio (LN), Mazzoni (ALA) e Malan (FI-PdL): il Governo avrebbe dovuto correggere la normativa onde evitare abusi, anziché cancellare un istituto funzionale in alcuni settori; l'abrogazione non aumenta l'occupazione ma determina un vuoto normativo che crea difficoltà alle famiglie e alle imprese. Il sen. Puglia (M5S) ha annunciato l'astensione del Gruppo, ponendo in risalto le contraddizioni di una maggioranza che abolisce i voucher dopo averne esteso l'ambito di applicazione.

Hanno svolto dichiarazione di voto favorevole i sen. Maria Grazia Gatti (Art.1-MDP), Berger (Aut), Pagano (AP), Barozzino (SI-Sel), Lepri (PD). In dissenso dal Gruppo il sen. Sacconi (AP) non ha votato il provvedimento. Mentre MDP e SI-Sel sono favorevoli all'abrogazione di un istituto che è stato utilizzato in sostituzione del lavoro dipendente e parasubordinato per ridurre il costo del lavoro, i Gruppi Aut e AP condividono l'opportunità di evitare la campagna referendaria ma invitano il Governo a varare un intervento sostitutivo prima dell'inizio della stagione estiva.

Mercoledì 19 Aprile 2017 - 809ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 19/04/2017 - 16:39
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:31

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2784 di conversione in legge del decreto-legge 17 marzo 2017, n. 25, recante disposizioni urgenti per l'abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti (abrogazione voucher), già approvato dalla Camera dei deputati.

L'articolo 1 dispone l'abrogazione dell'istituto del lavoro accessorio, sul quale pende un referendum, prevedendo che i buoni per prestazioni di lavoro richiesti alla data di entrata in vigore del decreto possono essere impiegati fino al 31 dicembre 2017. L'articolo 2 modifica l'articolo 29, comma 2, del decreto legislativo n. 276 del 2003, sopprimendo deroghe parziali al regime ordinario di responsabilità solidale del committente imprenditore o datore di lavoro con l'appaltatore e con gli eventuali subappaltatori nei confronti dei lavoratori.

Nella seduta antimeridiana è iniziata la discussione generale che si è conclusa nel pomeriggio con gli interventi dei sen. Barozzino (SI-Sel), Galimberti (FI-PdL) e Maria Spilabotte (PD).

In sede di replica la relatrice, sen. Parente (PD), ha ribadito che il jobs act non ha esteso l'ambito di applicazione del lavoro accessorio (lo ha fatto la legge Fornero) ma ha introdotto la tracciabilità a fini antielusivi. Il Sottosegretario di Stato per il lavoro Boba ha negato che il Governo sia ostaggio della CGIL, ha motivato la scelta dell'abrogazione con la necessità di evitare uno scontro ideologico e ha richiamato l'impegno, contenuto nel DEF, a varare una nuova disciplina per il lavoro discontinuo.

Tutti gli emendamenti sono stati respinti. Sono stati accolti ordini del giorno di FI-PdL e testi riformulati di LN che impegnano il Governo a valutare l'opportunità di disciplinare prestazioni di natura accessoria prevenendo gli abusi e individuandone l'ambito applicativo, anche con riferimento ai settori di attività e a valutare l'opportunità di confermare l'efficacia dei voucher per baby-sitting.

Mercoledì 19 Aprile 2017 - 809ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 19/04/2017 - 16:39
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 16:31

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2784 di conversione in legge del decreto-legge 17 marzo 2017, n. 25, recante disposizioni urgenti per l'abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti (abrogazione voucher), già approvato dalla Camera dei deputati.

L'articolo 1 dispone l'abrogazione dell'istituto del lavoro accessorio, sul quale pende un referendum, prevedendo che i buoni per prestazioni di lavoro richiesti alla data di entrata in vigore del decreto possono essere impiegati fino al 31 dicembre 2017. L'articolo 2 modifica l'articolo 29, comma 2, del decreto legislativo n. 276 del 2003, sopprimendo deroghe parziali al regime ordinario di responsabilità solidale del committente imprenditore o datore di lavoro con l'appaltatore e con gli eventuali subappaltatori nei confronti dei lavoratori.

Nella seduta antimeridiana è iniziata la discussione generale che si è conclusa nel pomeriggio con gli interventi dei sen. Barozzino (SI-Sel), Galimberti (FI-PdL) e Maria Spilabotte (PD).

In sede di replica la relatrice, sen. Parente (PD), ha ribadito che il jobs act non ha esteso l'ambito di applicazione del lavoro accessorio (lo ha fatto la legge Fornero) ma ha introdotto la tracciabilità a fini antielusivi. Il Sottosegretario di Stato per il lavoro Boba ha negato che il Governo sia ostaggio della CGIL, ha motivato la scelta dell'abrogazione con la necessità di evitare uno scontro ideologico e ha richiamato l'impegno, contenuto nel DEF, a varare una nuova disciplina per il lavoro discontinuo.

Tutti gli emendamenti sono stati respinti. Sono stati accolti ordini del giorno di FI-PdL e testi riformulati di LN che impegnano il Governo a valutare l'opportunità di disciplinare prestazioni di natura accessoria prevenendo gli abusi e individuandone l'ambito applicativo, anche con riferimento ai settori di attività e a valutare l'opportunità di confermare l'efficacia dei voucher per baby-sitting.

Mercoledì 19 Aprile 2017 - 808ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 19/04/2017 - 10:24
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:34

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2784 di conversione in legge del decreto-legge 17 marzo 2017, n. 25, recante disposizioni urgenti per l'abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti (abrogazione voucher), già approvato dalla Camera dei deputati.

L'articolo 1 dispone l'abrogazione dell'istituto del lavoro accessorio, sul quale pende un referendum, prevedendo che i buoni per prestazioni di lavoro richiesti alla data di entrata in vigore del decreto possono essere impiegati fino al 31 dicembre 2017. L'articolo 2 modifica l'articolo 29, comma 2, del decreto legislativo n. 276 del 2003, sopprimendo deroghe parziali al regime ordinario di responsabilità solidale del committente imprenditore o datore di lavoro con l'appaltatore e con gli eventuali subappaltatori nei confronti dei lavoratori.

La relatrice, sen. Parente (PD), ha ricostruito l'evoluzione normativa dei voucher che, introdotti dalla legge Biagi per prestazioni di natura occasionale di una limitata platea di soggetti, hanno avuto un'applicazione sempre più ampia con effetti distorsivi e contrari alla finalità originaria dell'istituto. L'abrogazione delle norme in esame potrà rappresentare l'occasione per affrontare il tema del lavoro discontinuo, con normative adeguate che diano tutele alle lavoratrici e ai lavoratori e non consentano abusi o elusioni. La relatrice ha invitato, infine, il Governo a valutare attentamente i possibili effetti della revisione della disciplina sulla responsabilità solidale nei confronti di chi ha adempiuto rispetto al coobbligato inadempiente.

Respinte le pregiudiziali di costituzionalità, avanzate dai sen. Erika Stefani (LN), Barani (ALA) e Malan (FI-PdL), è iniziata la discussione generale, alla quale hanno preso parte i sen. Ichino, Angioni, Nicoletta Favero (PD), Puglia, Sara Paglini (M5S), Marin, Piccoli (FI-PdL), Alessandra Bencini (Misto-IdV), Consiglio (LN), Berger, Panizza (Aut), Pegorer (MDP), Mazzoni (ALA). Le opposizioni hanno accusato il Governo di abrogare il lavoro accessorio al solo scopo di evitare una sconfitta referendaria. Secondo FI-PdL, LN e ALA il provvedimento è privo dei requisiti costituzionali di necessità e urgenza e politicamente sbagliato perché restituisce alla CGIL un potere di veto in materia di rapporti di lavoro. Il lavoro accessorio, che ha facilitato l'incontro tra domanda e offerta di lavoro in specifici settori, non dovrebbe essere eliminato bensì disciplinato in modo da evitarne un uso improprio. Contrario alla battaglia della Cgil, che ha fatto del lavoro a chiamata un simbolo della precarietà, il Gruppo delle Autonomie condivide però l'opportunità di evitare una lacerante campagna referendaria. Anche i senatori del PD hanno espresso perplessità sulla semplice cancellazione di un istituto che non è alternativo al lavoro subordinato e non costituisce la fonte di reddito principale. MDP è invece favorevole al provvedimento che rappresenta un'occasione per ripensare le politiche del lavoro: la crescita e la competitività non si possono rilanciare con la precarizzazione, la compressione delle tutele e dei salari. M5S ha posto l'accento sulle contraddizioni di una maggioranza la quale ha approvato il Jobs act che ha esteso i voucher al fine di gonfiare i dati relativi all'occupazione.

Mercoledì 19 Aprile 2017 - 808ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 19/04/2017 - 10:24
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:34

L'Assemblea ha approvato definitivamente il ddl n. 2784 di conversione in legge del decreto-legge 17 marzo 2017, n. 25, recante disposizioni urgenti per l'abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti (abrogazione voucher).

L'articolo 1 dispone l'abrogazione dell'istituto del lavoro accessorio, sul quale pende un referendum, prevedendo che i buoni per prestazioni di lavoro richiesti alla data di entrata in vigore del decreto possono essere impiegati fino al 31 dicembre 2017. L'articolo 2 modifica l'articolo 29, comma 2, del decreto legislativo n. 276 del 2003, sopprimendo deroghe parziali al regime ordinario di responsabilità solidale del committente imprenditore o datore di lavoro con l'appaltatore e con gli eventuali subappaltatori nei confronti dei lavoratori.

Nella seduta antimeridiana è iniziata la discussione generale che si è conclusa nel pomeriggio con gli interventi dei sen. Barozzino (SI-Sel), Galimberti (FI-PdL) e Maria Spilabotte (PD). In sede di replica il Sottosegretario di Stato per il lavoro Boba ha negato che il Governo sia ostaggio della CGIL, ha motivato la scelta dell'abrogazione del lavoro accessorio con la necessità di evitare uno scontro ideologico e ha richiamato l'impegno, contenuto nel DEF, a varare una disciplina per il lavoro discontinuo.

Tutti gli emendamenti sono stati respinti. Sono stati accolti ordini del giorno di FI-PdL e testi riformulati di LN che impegnano il Governo a valutare l'opportunità di disciplinare prestazioni di natura accessoria prevenendo gli abusi e individuandone l'ambito applicativo, anche con riferimento ai settori di attività e a valutare l'opportunità di confermare l'efficacia dei voucher per baby-sitting.

Hanno svolto dichiarazione di voto contraria al provvedimento i sen. Centinaio (LN), Mazzoni (ALA) e Malan (FI-PdL): il Governo avrebbe dovuto correggere la normativa onde evitare abusi, anziché cancellare un istituto funzionale in alcuni settori; l'abrogazione non aumenta l'occupazione ma determina un vuoto normativo che crea difficoltà alle famiglie e alle imprese. Il sen. Puglia (M5S) ha annunciato l'astensione del Gruppo, ponendo in risalto le contraddizioni di una maggioranza che abolisce i voucher dopo averne esteso l'ambito di applicazione.

Hanno svolto dichiarazione di voto favorevole i sen. Maria Grazia Gatti (Art.1-MDP), Berger (Aut), Pagano (AP), Barozzino (SI-Sel), Lepri (PD). In dissenso dal Gruppo il sen. Sacconi (AP) non ha votato il provvedimento. Mentre MDP e SI-Sel sono favorevoli all'abrogazione di un istituto che è stato utilizzato in sostituzione del lavoro dipendente e parasubordinato per ridurre il costo del lavoro, i Gruppi Aut e AP condividono l'opportunità di evitare la campagna referendaria ma invitano il Governo a varare un intervento sostitutivo prima dell'inizio della stagione estiva.

Mercoledì 19 Aprile 2017 - 808ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 19/04/2017 - 10:24
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:34

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2784 di conversione in legge del decreto-legge 17 marzo 2017, n. 25, recante disposizioni urgenti per l'abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti (abrogazione voucher), già approvato dalla Camera dei deputati.

L'articolo 1 dispone l'abrogazione dell'istituto del lavoro accessorio, sul quale pende un referendum, prevedendo che i buoni per prestazioni di lavoro richiesti alla data di entrata in vigore del decreto possono essere impiegati fino al 31 dicembre 2017. L'articolo 2 modifica l'articolo 29, comma 2, del decreto legislativo n. 276 del 2003, sopprimendo deroghe parziali al regime ordinario di responsabilità solidale del committente imprenditore o datore di lavoro con l'appaltatore e con gli eventuali subappaltatori nei confronti dei lavoratori.

La relatrice, sen. Parente (PD), ha ricostruito l'evoluzione normativa dei voucher che, introdotti dalla legge Biagi per prestazioni di natura occasionale di una limitata platea di soggetti, hanno avuto un'applicazione sempre più ampia con effetti distorsivi e contrari alla finalità originaria dell'istituto. L'abrogazione delle norme in esame potrà rappresentare l'occasione per affrontare il tema del lavoro discontinuo, con normative adeguate che diano tutele alle lavoratrici e ai lavoratori e non consentano abusi o elusioni. La relatrice ha invitato, infine, il Governo a valutare attentamente i possibili effetti della revisione della disciplina sulla responsabilità solidale nei confronti di chi ha adempiuto rispetto al coobbligato inadempiente.

Respinte le pregiudiziali di costituzionalità, avanzate dai sen. Erika Stefani (LN), Barani (ALA) e Malan (FI-PdL), è iniziata la discussione generale, alla quale hanno preso parte i sen. Ichino, Angioni, Nicoletta Favero (PD), Puglia, Sara Paglini (M5S), Marin, Piccoli (FI-PdL), Alessandra Bencini (Misto-IdV), Consiglio (LN), Berger, Panizza (Aut), Pegorer (MDP), Mazzoni (ALA). Le opposizioni hanno accusato il Governo di abrogare il lavoro accessorio al solo scopo di evitare una sconfitta referendaria. Secondo FI-PdL, LN e ALA il provvedimento è privo dei requisiti costituzionali di necessità e urgenza e politicamente sbagliato perché restituisce alla CGIL un potere di veto in materia di rapporti di lavoro. Il lavoro accessorio, che ha facilitato l'incontro tra domanda e offerta di lavoro in specifici settori, non dovrebbe essere eliminato bensì disciplinato in modo da evitarne un uso improprio. Contrario alla battaglia della Cgil, che ha fatto del lavoro a chiamata un simbolo della precarietà, il Gruppo delle Autonomie condivide però l'opportunità di evitare una lacerante campagna referendaria. Anche i senatori del PD hanno espresso perplessità sulla semplice cancellazione di un istituto che non è alternativo al lavoro subordinato e non costituisce la fonte di reddito principale. MDP è invece favorevole al provvedimento che rappresenta un'occasione per ripensare le politiche del lavoro: la crescita e la competitività non si possono rilanciare con la precarizzazione, la compressione delle tutele e dei salari. M5S ha posto l'accento sulle contraddizioni di una maggioranza la quale ha approvato il Jobs act che ha esteso i voucher al fine di gonfiare i dati relativi all'occupazione.

Mercoledì 19 Aprile 2017 - 808ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 19/04/2017 - 10:24
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:34

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2784 di conversione in legge del decreto-legge 17 marzo 2017, n. 25, recante disposizioni urgenti per l'abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti (abrogazione voucher), già approvato dalla Camera dei deputati.

L'articolo 1 dispone l'abrogazione dell'istituto del lavoro accessorio, sul quale pende un referendum, prevedendo che i buoni per prestazioni di lavoro richiesti alla data di entrata in vigore del decreto possono essere impiegati fino al 31 dicembre 2017. L'articolo 2 modifica l'articolo 29, comma 2, del decreto legislativo n. 276 del 2003, sopprimendo deroghe parziali al regime ordinario di responsabilità solidale del committente imprenditore o datore di lavoro con l'appaltatore e con gli eventuali subappaltatori nei confronti dei lavoratori.

La relatrice, sen. Parente (PD), ha ricostruito l'evoluzione normativa dei voucher che, introdotti dalla legge Biagi per prestazioni di natura occasionale di una limitata platea di soggetti, hanno avuto un'applicazione sempre più ampia con effetti distorsivi e contrari alla finalità originaria dell'istituto. L'abrogazione delle norme in esame potrà rappresentare l'occasione per affrontare il tema del lavoro discontinuo, con normative adeguate che diano tutele alle lavoratrici e ai lavoratori e non consentano abusi o elusioni. La relatrice ha invitato, infine, il Governo a valutare attentamente i possibili effetti della revisione della disciplina sulla responsabilità solidale nei confronti di chi ha adempiuto rispetto al coobbligato inadempiente.

Respinte le pregiudiziali di costituzionalità, avanzate dai sen. Erika Stefani (LN), Barani (ALA) e Malan (FI-PdL), è iniziata la discussione generale, alla quale hanno preso parte i sen. Ichino, Angioni, Nicoletta Favero (PD), Puglia, Sara Paglini (M5S), Marin, Piccoli (FI-PdL), Alessandra Bencini (Misto-IdV), Consiglio (LN), Berger, Panizza (Aut), Pegorer (MDP), Mazzoni (ALA). Le opposizioni hanno accusato il Governo di abrogare il lavoro accessorio al solo scopo di evitare una sconfitta referendaria. Secondo FI-PdL, LN e ALA il provvedimento è privo dei requisiti costituzionali di necessità e urgenza e politicamente sbagliato perché restituisce alla CGIL un potere di veto in materia di rapporti di lavoro. Il lavoro accessorio, che ha facilitato l'incontro tra domanda e offerta di lavoro in specifici settori, non dovrebbe essere eliminato bensì disciplinato in modo da evitarne un uso improprio. Contrario alla battaglia della Cgil, che ha fatto del lavoro a chiamata un simbolo della precarietà, il Gruppo delle Autonomie condivide però l'opportunità di evitare una lacerante campagna referendaria. Anche i senatori del PD hanno espresso perplessità sulla semplice cancellazione di un istituto che non è alternativo al lavoro subordinato e non costituisce la fonte di reddito principale. MDP è invece favorevole al provvedimento che rappresenta un'occasione per ripensare le politiche del lavoro: la crescita e la competitività non si possono rilanciare con la precarizzazione, la compressione delle tutele e dei salari. M5S ha posto l'accento sulle contraddizioni di una maggioranza la quale ha approvato il Jobs act che ha esteso i voucher al fine di gonfiare i dati relativi all'occupazione.

Mercoledì 19 Aprile 2017 - 808ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 19/04/2017 - 10:24
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:34

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2784 di conversione in legge del decreto-legge 17 marzo 2017, n. 25, recante disposizioni urgenti per l'abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti (abrogazione voucher), già approvato dalla Camera dei deputati.

L'articolo 1 dispone l'abrogazione dell'istituto del lavoro accessorio, sul quale pende un referendum, prevedendo che i buoni per prestazioni di lavoro richiesti alla data di entrata in vigore del decreto possono essere impiegati fino al 31 dicembre 2017. L'articolo 2 modifica l'articolo 29, comma 2, del decreto legislativo n. 276 del 2003, sopprimendo deroghe parziali al regime ordinario di responsabilità solidale del committente imprenditore o datore di lavoro con l'appaltatore e con gli eventuali subappaltatori nei confronti dei lavoratori.

La relatrice, sen. Parente (PD), ha ricostruito l'evoluzione normativa dei voucher che, introdotti dalla legge Biagi per prestazioni di natura occasionale di una limitata platea di soggetti, hanno avuto un'applicazione sempre più ampia con effetti distorsivi e contrari alla finalità originaria dell'istituto. L'abrogazione delle norme in esame potrà rappresentare l'occasione per affrontare il tema del lavoro discontinuo, con normative adeguate che diano tutele alle lavoratrici e ai lavoratori e non consentano abusi o elusioni. La relatrice ha invitato, infine, il Governo a valutare attentamente i possibili effetti della revisione della disciplina sulla responsabilità solidale nei confronti di chi ha adempiuto rispetto al coobbligato inadempiente.

Respinte le pregiudiziali di costituzionalità, avanzate dai sen. Erika Stefani (LN), Barani (ALA) e Malan (FI-PdL), è iniziata la discussione generale.

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