150 anni fa nasceva Marie Curie, una delle menti più brillanti del Novecento

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Marie Skłodowska Curie, nacque il 7 novembre di 150 anni fa. Della vita diceva: “Non bisogna temere nulla. Bisogna solo capire”. Il suo inesauribile desiderio di comprendere, la portò ad essere tra coloro che nei primi anni del l ‘900 rivoluzionarono la fisica, aprendo la strada alla fisica quantistica e cambiato la vita dell’umanità.

Iniziò gli studi con il padre, professore di fisica. All’epoca in Polonia l’università era proibita alle donne, così seguì per qualche tempo i corsi clandestini dell’Università Volante (Flying University) per le donne. Nel 1891, a Parigi, si iscrisse all’università Sorbona, dove si laureò in fisica e matematica. Nel 1894 conobbe Pierre Curie, che divennne suo marito, nonché compagno nel lavoro di ricerca, nel 1895. Insieme studiarono il fenomeno per cui i nuclei atomici instabili perdono gradualmente energia emettendo radiazioni. I primi esempi di questo decadimento radioattivo sono stati, nel 1898, il radio e l’elemento che Maria Curie volle chiamare come il suo Paese d’origine: il polonio. Dopo la morte di Pierre Curie, investito da una carrozza nel 1906, ne ereditò la cattedra di fisica al la Sorbona, diventando la prima donna a insegnare nella celebre università francese. Durante la prima guerra mondiale Marie, insieme alla figlia Irene, a sua volta premio Nobel per la Chimica nel 1935 insieme al marito Frederic Joliot-Curie, si impegnò come radiologa spostandosi sul fronte con automobili attrezzate con apparecchiature a raggi X, chiamate in suo onore “Piccole Curie”. Il contatto prolungato con gli elementi radioattivi le costò una grave forma di anemia aplastica che, nel 1934, al portò alla morte all’età di 66 anni. La una malattia del sangue fu causata quasi certamente dall’esposizione ai materiali radioattivi, di cui un tempo si ignorava la pericolosità. Ancora oggi, a oltre 80 anni dalla morte della scienziata, i suoi appunti sono conservati in scatole piombate e i suoi libri di cucina, si sfogliano indossando una tuta protettiva.

Con la scoperta della radioattività Marie Curie ha “contribuito a mettere in crisi la fisica classica, basata sulle teorie di Newton e l’elettromagnetismo”, rileva Antonio Masiero, vicepresidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn). Marie Curie ha infatti  partecipato attivamente alla nascita della fisica quantistica. “Nel ‘900 ci sono state due grandi rivoluzioni: la comprensione dello spazio-tempo con la teoria della relatività di Einstein, e quella dei costituenti dell’atomo con la formulazione della fisica quantistica, di cui il lavoro di Marie Curie è uno dei pilastri portanti”, sottolinea Masiero. Nel 1927 Maria Curie aveva fatto parte, con Albert Einstein,  Werner Heisenberg  e Niels Bohr, del piccolo gruppo di fisici che formularono la teoria quantistica nella conferenza Solvay. Ancora una volta l’unica donna.