600 Sindaci alla Camera per "Le città del futuro"

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Era un bel colpo d'occhio - ieri mattina - l'Aula di Montecitorio gremita di Sindaci, compreso quello di Trento, per l'incontro annuale dell'Anci con la Presidente della Camera.
Hanno raccontato una parte di quella Italia vera che spesso non è né conosciuta né rappresentata.
Mentre gli alberi grandi (si fa per dire) della foresta oscillano nel vento con un frastuono ormai insopportabile, nel sottobosco - silenziosamente -  sta in effetti crescendo qualcosa di importante; una vegetazione nuova e vitale.
Sindaci - molte le donne e molti i giovani - che interpretano ogni giorno un ruolo "fondante" delle rispettive comunità, cercando non solo di dare risposta ai bisogni quotidiani, ma anche di promuovere prospettive di lungo periodo.
 
Ciò è emerso con chiarezza sopratutto da parte degli amministratori dei piccoli e medi comuni delle zone "interne" del nostro Paese.
Già, perché - contrariamente a ciò che appare nella rappresentazione corrente della vita politico-istituzionale - l'Italia non è fatta solo (e neppure in prevalenza) di aree metropolitane. 
 
La sfida vera per il futuro del Paese passa in primo luogo dalla capacità di mantenere viva e diffusa la democrazia (guai ad accettare una sorta di desertificazione democratica dei territori: della serie "se non sei grande non esisti") e di rilanciare strategie di sviluppo qualificato e innovativo dei tanti territori non metropolitani. 
 
Aree erroneamente definite "minori": essi invece sono la dimora della grande maggioranza dei cittadini; custodiscono molte delle riserve di valori comunitari del Paese; conservano nel loro territorio e nella loro cultura potenzialità enormi anche per un nuovo sviluppo economico che ci accompagni fuori dalle secche dei modelli di crescita iper liberisti e non più socialmente e ambientalmente sostenibili.
Bisogna ripartire da qui. Anche - temo - per la rigenerazione della politica, ben oltre la scadenza delle prossime elezioni