Ad Atene la moschea della discordia. Il progetto continua a suscitare polemiche e perplessità

 

 

(Osservatore Romano)

 

Sta incontrando non poche resistenze in Grecia il progetto per la costruzione di una moschea nel quartiere di Votanikosche, nella zona industriale di Atene. L’iniziativa, presentata nel 2003 nella prospettiva dei giochi olimpici del 2004, è rimasto impantanato a causa della crisi economica che ha colpito il paese, ma è stata rilanciato dal parlamento con un voto nello scorso anno. Il governo aveva prospettato il completamento per la primavera del 2017, ma a quanto pare la comunità musulmana — che conta circa duecentomila persone — sarà costretta ad attendere ancora.

Se i musulmani lamentano ritardi, gli ambienti contrari al progetto sostengono che l’esecutivo non può permettersi di investire circa un milione di euro nel progetto, dato che dal 2010 dipende quasi interamente dai fondi internazionali. 

Un sondaggio compiuto di recente ha comunque rilevato che circa la metà dei greci non è contraria in linea di principio alla costruzione della moschea, anche se alcuni ambienti della Chiesa ortodossa hanno manifestato forti perplessità. In particolare nei riguardi di un primo progetto che ne aveva ipotizzato la costruzione vicino all’aeroporto della capitale.

Il sito ora individuato è, come detto, un’area industriale e periferica della capitale. La nuova moschea dovrebbe avere una superficie di circa mille metri quadri, organizzati su due livelli, e sarà priva di minareto, come da molti auspicato.

La futura moschea sarebbe la prima ufficiale dal 1827, ovvero dalla fine del dominio ottomano della penisola ellenica, iniziato nel 1458. Ed è immaginabile che proprio il retaggio storico di quei secoli di dominazione abbia in qualche modo contribuito a formare, in parte dell’opinione pubblica, un sentimento contrario all’iniziativa.