ADDIO PREVENZIONE

Ad ogni calamità naturale, come esondazioni o smottamenti, sentiamo la solita stantia, quasi noiosa, promessa: non vi lasceremo soli, bisogna intervenire con un piano marhall. Ma, nella realtà dei fatti, nonostante gli eventi calamitosi siano sempre più frequenti, nulla o poco viene fatto. Assistiamo impotenti agli annunci dei disastri provocati alle strutture pubbliche, alle civili abitazioni e a volte, purtroppo, alle vittime di persone, come in occasione dell'ultima avversità. È la solita storia, non vengono quasi più fatte politiche di prevenzione con la conseguenza che il territorio diventa sempre più fragile.

I costi degli interventi emergenziali sono così tanto costosi e la sicurezza dei cittadini sempre più fragile. Ciò che stupisce maggiormente è constatare che dopo poco tempo il verificarsi di questi drammatici eventi la politica si dimentica o peggio ancora se ne scorda relegando nel dimenticatoio tutte le promesse fatte ai cittadini. Nessuna prevenzione urgente tanto meno di pianificazione, alcun piano Marshall. Insomma non si stanziano finanziamenti per fare quanto si dovrebbe.

Le ragioni di questa inerzia sono molteplici: dalla scelta di utilizzo delle risorse disponibili per altre priorità alla incapacità decisionale della politica. In tal senso gli esempi sono numerosi. Anche nella nostra Regione Fvg il rimpallo decisorio per la realizzazione di importanti opere di difesa idrauliche sono ferma da anni come, ma solo per fare un esempio, le casse di espansione o gli sbarramenti per mettere in sicurezza i paese rivieraschi. Sono colpevolmente ferme, come bloccati sono pure i soldi allocati a bilancio regionale da parecchi anni.

Un atteggiamento della volontà della politica regionale che potrebbe avere responsabilità anche penali essendo opere previste da una precisa pianificazione dell'autorità di bacino dell'alto adriatico ancor oggi in vigore. Quindi soldi disponibili, strumenti programmatori pronti all'uso, legislazione in essere vigente che non consentono giustificazione di sorta. È responsabile solo quella politica che incapace di decidere che ancora una volta predica bene ma razzola male. Così proseguendo il livellodi rischio per la fragilità del territorio e per i cittadini sarà sempre più marcato.