ATAC & COTRAL A CONFRONTO: CIVITA (PD) BACCHETTA I GRILLINI MA DIMENTICA DI CITARE ZINGARETTI

In ordine alla gestione dell'Atac, che ora passa sulle spalle del nuovo Ad Paolo Simioni, manager veneto della "scuderia" Colomban (assessore capitolino di marca "Casaleggio & Associati"), stamane sul Corriere della Sera interviene Michele Civita (Pd), responsabile dei trasporti nella Giunta regionale.

Molto cauto nella forma, Civita non si esime dal precisare che nella sostanza la Pisana ha già dato molto a Roma e continua a darne (330 milioni l'anno), ma non intende (o non può) allargare ulteriormente i cordoni della borsa. Per questo, il suo, è un invito a compiere tutti gli atti necessari affinché - anche sulla scorta dell'esempio offerto dal caso Cotral, l'azienda regionale dei trasporti - si possa mettere in pratica un incubo piano di risanamento.

«Servono coraggio e barra dritta - dice Civita - sennò queste aziende rischiano di non svolgere la funzione per cui sono nate. Noi lo abbiamo fatto con Cotral, siamo ripartiti dall’abc. Cotral era la cenerentola dei trasporti, abbiamo trovato oltre 400milioni di debito e 26 milioni di deficit nella gestione annuale. Abbiamo scelto di ricapitalizzare, l’alternativa era portare i libri in tribunale. Ma lo abbiamo fatto con un nuovo piano industriale e negli ultimi due anni Cotral è in attivo, nel 2016 di 8 milioni di euro, e il debito è stato ridotto di 250 milioni. Abbiamo trovato bandi aperti per nuovi dirigenti, li abbiamo stoppati e abbiamo assunto quasi 250 nuovi autisti. Del resto senza autisti e mezzi efficienti un’azienda di trasporti non va. Servivano nuovi mezzi e ne abbiamo comprati 440, e nuove infrastrutture, penso ai depositi. Ora Cotral può competere con le altre aziende quando nel 2019, come prevede la legge nazionale, ci saranno le gare».

Dunque, il messaggio è chiaro: noi alla Regione, con una coalizione di centrosinistra, abbiamo rimesso in piedi la nostra azienda di trasporti; voi al Comune, con tutta la fanfara del rinnovamento grillino, siete ancora al paolo. Il ragionamento non fa una piega. Curiosamente, però, l'assessore regionale rompe per la prima volta con il canone laudatorio e dimentica di citare Zingaretti. È forse solo un caso? O forse si sta aprendo nel Pd di Roma e del Lazio una partita che sfocia, in mancanza di una netta inversione di tendenza, nel superamento della ricandidatura dell'attuale Presidente?

Sì parla di trasporta, ma è sempre politica...bellezza.