Azione cattolica, 150 anni di storia in un documentario Rai

 

 

(Roma Sette)

 

“L’Azione cattolica, una storia che continua”. Questo il titolo del documentario di Antonia Piloso, prodotto da Rai Storia, dedicato ai 150 anni dell’associazione fondata da Mario Fani e Giovanni Acquaderni. La presentazione, in anteprima nazionale, è in programma per venerdì 17 novembre alle 20.30 nella sala 6 del Cinema Adriano, in piazza Cavour. Sul grande schermo, anche fotografie e pellicole provenienti dall’archivio dell’Isacem-Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia Paolo VI e da materiali delle Teche Rai.

«In questi 150 anni di vita – osserva il presidente nazionale Matteo Truffelli – l’Azione cattolica ha sempre cambiato se stessa: ha sempre cambiato strutture, regole, ha cambiato priorità, ha cambiato molte cose del proprio essere, ma le ha sempre cambiate per rimanere fedele a ciò che era originariamente», vale a dire «un insieme di laici che vogliono condividere la responsabilità di portare la missione evangelizzatrice della Chiesa nel mondo». Il Papa, aggiunge il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, «riconosce che l’Azione cattolica ha preso come programma della sua vita e della sua attività le indicazioni che lui ha dato nell’Evangelii gaudium e credo che queste indicazioni, come è ben noto, si riassumano fondamentalmente nel binomio discepoli e missionari».

Il racconto inizia dal 1867, quando due giovani laici, Mario Fani, che aveva creato a Viterbo il Circolo di Santa Rosa, e Giovanni Acquaderni, di Bologna, «sentono la responsabilità di farsi carico del difficile contesto storico che stava attraversando la Chiesa in quegli anni e fondano insieme la Società della gioventù cattolica, prima cellula dell’Ac di oggi», spiegano dall’associazione. Ad “accompagnare” la narrazione di questa storia, due storici: Giovanni Vian e Giorgio Vecchio; ad arricchirla, spunti inediti di Maria Dutto, presidente dell’Azione cattolica milanese tra il 1976 e il 1983, sulla Gioventù femminile e sulla figura di Armida Barelli. Sono gli anni del dopoguerra. «Nel programma della Gioventù femminile c’era lo studio – ricorda Dutto -, la preparazioen a stare nel mondo; c’era la possibilità di fare scelte che non fossero solo matrimoniali, e magari imposte. Era un impegno, lo scrive la Barelli, per imparare a leggere, imparare a scrivere, per leggere i giornali e gli strumenti. Era una promozione delle donne».

Tra le testimonianze raccolte da Antonia Piloso, quella di don Luigi Ciotti, fondatore di “Libera. «Io devo dire che ne ho fatto il percorso, ho fatto l’aspirante, il delegato aspiranti – le parole del sacerdote -. Ricordo i momenti di formazione a Mompellato per la diocesi di Torino, e mi ha formato, soprattutto mi ha consegnato l’importanza della relazione, della capacità di ascolto, dell’assunzione della responsabilità, di essere testimoni non nelle parole ma nei fatti». Raggiunto anche il vaticanista Rai Enzo Romeo, che afferma: «Ricordiamo che dell’Azione cattolica parla il Concilio Vaticano II. È l’unica associazione ecclesiale che viene citata dal Concilio».