Congresso “La gestione delle patologie respiratorie” 16 e 17 giugno a Firenze

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Il 16 e 17 giugno 2017 presso l’Hotel Londra di Firenze si svolgerà la quarta edizione del congresso “La gestione delle patologie respiratorie“.

Il Dott. Walter Castellani, direttore fisiopatologia respiratoria e riabilitazione respiratoria Azienda sanitaria Firenze e segreteria scientifica dell’evento, spiega l’importanza della formazione sulle tematiche che si tratteranno durante questo importante congresso rivolto a medici.

“Tra le malattie che colpiscono l’apparato respiratorio c’è la Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) – spiega il Dott. Castellani – che occupa circa il 5% della mortalità con circa 3.3 milioni di morti nel mondo. È stato stimato che nel 2030 sarà la terza causa di morte subito dopo le patologie cardiovascolari e le neoplasie. Si tratta anche dell’unica patologia in crescita rispetto tutte le altre.

La BPCO è legata a fattori esterni quali fumo di sigaretta, inquinamento atmosferico, inquinamento domestico, sostanze inalate e ambiente lavorativo. Incrementa con l’età, è ovviamente più frequente nei fumatori, è in aumento nei paesi industrializzati e non presenta più significative differenze di genere tra maschi e femmine (questo particolare è legato al fattore fumo: prima fumavano più gli uomini adesso si sta equiparando).

Circa il 40/50% dei fumatori sviluppa questa patologia e il 30 % dei fumatori oltre i 40 anni presenta già un livello di ostruzione dei bronchi significativamente risolvibile.

Altra cosa da sottolineare è il fatto che la BPCO ha ed avrà un costo sociale molto importante: l’aumento proporzionale dell’invecchiamento della popolazione e l’incremento della patologia determineranno un costo sociale altissimo sia da un punto di vista farmacologico che diagnostico e terapeutico.

La BPCO non è quasi mai una patologia che si presenta da sola in un paziente ma fa sempre parte di un insieme di altre patologie intese come comorbilità. Fra queste le patologie cardio e cerebrovascolari, neoplasie polmonari, diabete, cachessìa, patologia muscolo-scheletrica.

Altra cosa grave è il fatto che sia una patologia sottodiagnosticata.

Essa è suddivisa in vari casi di gravità e noi ancora oggi non riusciamo a diagnosticare più di 1/4 dei pazienti. Ovvero i 3/4 dei pazienti affetti da questa patologia non sono diagnosticati. Praticamente noi vediamo solamente una punta di un iceberg che è in realtà molto molto più grande di quello che ci aspettiamo.

La BPCO è sottodiagnosticata perché il paziente, fino agli stadi gravi della malattia, non la riconosce come tale. Per esempio la “tosse del fumatore”: il paziente la sottovaluta ritenendola una cosa normale e minimizzando il proprio deficit respiratorio fino a che non è a un livello importante da limitarlo nelle normali attività quotidiane. A quel punto si rende conto della patologia ma essa è già a uno stadio molto avanzato”.

 Questa patologia non regredisce, una volta che si è instaurata, i livelli di gravità non ritornano indietro. Si può solo fermare ma non guarire.

“Probabilmente la risposta terapeutica a questa cronicità – spiega Castellani – sarà la gestione del paziente a domicilio e dovrà esserci interazione tra lo specialista di branca e il medico di medicina generale. In pratica la cronicità dovrà essere trattata sul territorio per una questione di numeri, di costi e di gestione della patologia stessa che sta già diventando difficile da trattare in ambito ospedaliero”.

La prevenzione è un fattore estremamente importante: agire sulla prevenzione tramite la cessazione dell’abitudine tabagica, mettere in atto tutte le politiche possibili per incrementare la cessazione del fumo, controllo della dieta del peso corporeo, esercizio fisico e la riabilitazione.

“Durante il congresso – conclude Castellani – si parlerà anche del ruolo della riabilitazione nella BPCO, essa infatti è uno dei campi terapeutici più importanti in questa patologia. Ad oggi la riabilitazione dell’enfisema è riconosciuta come l’unica reale medicina che possa sortire un importante effetto curativo”.