Così le Borse hanno accolto le parole di Draghi

 

 

Marco Palacino
(Formiche.net)
 

Mercati ancora col fiato sospeso, almeno fino a ottobre. Nella conferenza odierna Mario Draghi ha rimandato le decisioni sulla fine del QE alla seconda riunione autunnale e ha confermato che i tassi d’interesse resteranno invariati ancora a lungo, sicuramente oltre la fine del piano di acquisto di bond della Banca Centrale. Per la prima volta si è parlato di una scadenza del programma di acquisti a fine 2017, ma Draghi ha lasciato aperte tutte le porte precisando che la Bce è pronta a prolungare e ad ampliare il piano anche oltre i limiti e la portata attuali, se necessario.

Chi si aspettava l’annuncio del tapering, insomma, è rimasto per ora a bocca asciutta, ma è chiaro che la Bce sta valutando vari scenari e i pro e i contro di una fine graduale del piano di acquisti. I temi affrontati durante la conferenza si sono articolati su tre “gambe”. Da un lato, Draghi ha adottato toni fiduciosi, hawkish, nel confermare che la crescita dell’eurozona è stabile e diffusa, rivedendo al rialzo le stime del Pil per il 2017 dall’1,9% al 2,2%, e lasciandole invariate per il 2018 (1,8%) e il 2019 (1,7%). D’altro canto l’inflazione resta sottotono, con stime al ribasso per i prossimi due anni, e può essere influenzata nel medio termine proprio dall’andamento del cambio euro/dollaro (anche se ridurre la forza dell’euro non rientra tra gli obiettivi diretti della Bce).

Le domande sull’andamento delle valute sono state accantonate diplomaticamente da Draghi, ma è evidente che la forza dell’euro potrebbe rappresentare una spina nel fianco per l’eurozona e per gli eventuali piani di tapering della Bce.

La formulazione prudente delle dichiarazioni di Draghi ha sostenuto i principali mercati finanziari. Il mero accenno alla definizione dei dettagli del tapering in ottobre ha spinto l’euro verso un picco di 1,205 dollari. Le principali borse europee tengono il passo a metà pomeriggio, con il FTSE Mib sostanzialmente stabile e lievi rialzi per gli indici azionari spagnoli, tedeschi, greci. Positiva, per ora, anche Wall Street. Sulla scia del meeting odierno, anche i titoli governativi europei hanno segnato un deciso andamento al rialzo.

Ci attendiamo che i mercati tornino quindi a concentrarsi sui dati fondamentali e i principali eventi geopolitici in Asia e negli Stati Uniti, con possibili picchi di volatilità in vista dei due prossimi eventi fondamentali per la traiettoria dell’eurozona: le elezioni in Germania e la prossima riunione della Bce in ottobre.