Cosa c’è nella riforma del processo penale diventata legge

 

 

(Askanews)

 

Semplificazione delle impugnazioni e giustizia riparatoria, tempi certi per l’esercizio dell’azione penale e interventi sull’udienza preliminare e sui riti alternativi, più garanzie per gli imputati e le vittime. E poi prescrizione lunga, stretta sui ‘reati predatori’, riordino dell’ordinamento penitenziario, limiti alla pubblicabilità delle intercettazioni e regolamentazione dei trojan. Ecco, in pillole, i punti salienti della riforma del processo penale approvata in via definitiva oggi alla Camera.

ESTINZIONE REATO PER CONDOTTE RIPARATORIE. Nei reati procedibili a querela (remissibile) il giudice dichiara estinto il reato, sentite le parti e la persona offesa, quando l’imputato ripara interamente il danno mediante restituzione o risarcimento e ne elimina le conseguenze. La regola è che il danno sia riparato prima che abbia inizio il dibattimento. Una delega affida al governo il compito di estendere la procedibilità a querela anche ai reati minori contro la persona o il patrimonio salvo che la vittima sia in condizioni minorate (per età o infermità) o ricorrano particolari aggravanti.

AMPLIAMENTO DIRITTI PARTE OFFESA. A 6 mesi dalla presentazione della denuncia o querela, purché non si pregiudichi il segreto investigativo, la persona offesa ha diritto di conoscere lo stato del procedimento ottenendo informazioni dal pm. Alla persona offesa inoltre si dà più tempo per opporsi alla richiesta d’archiviazione, richiesta che dovrà essergli notificata d’ufficio non solo per i delitti di violenza (come è già oggi) ma anche nel caso di furto in abitazione o scippo. In mancanza dell’avviso all’offeso, il decreto di archiviazione è nullo.

PENE PIÙ SEVERE PER REATI PREDATORI. Aumenta la pena minima per furto in abitazione (da 1-6 anni si passa a 3-6) e furto aggravato (da 1-6 a 2-6), per rapina semplice (da 3-10 a 4-10) e aggravata (da 4 anni e 6 mesi-20 a 5-20 se monoaggravata e a 6-20 se pluriaggravata) e per estorsione aggravata (da 6-20 a 7-20).

Sarà più difficile, di conseguenza, ottenere la condizionale o condanne lievi in caso di riti alternativi.

Voto scambio politico-mafioso. Al fine di armonizzare il sistema delle pene, aumenta la sanzione anche per il voto di scambio politico-mafioso, che dagli attuali 4-10 anni passerà a 6-12 anni di reclusione.

AL MACERO EX CIRIELLI SU PRESCRIZIONE. La disciplina della prescrizione cambia. A partire dai reati commessi dopo l’entrata in vigore della riforma, la prescrizione resta infatti sospesa per 18 mesi dopo la sentenza di condanna in primo grado e per altri 18 mesi dopo la condanna in appello. La sospensione però non vale in caso di assoluzione (il periodo sospeso cioè viene ricomputato nel calcolo della prescrizione se nel grado successivo vi è proscioglimento, annullamento della sentenza di condanna o dichiarazione di nullità) e ha comunque effetto limitatamente agli imputati contro cui si procede. Oltre alle ipotesi già previste dal codice, la prescrizione sarà sospesa (per un massimo di 6 mesi) anche nel caso di rogatorie all’estero.

INTERCETTAZIONI E TUTELA PRIVACY DURANTE INDAGINI. Il governo dovrà predisporre entro 3 mesi norme per evitare la pubblicazione di conversazioni intercettate non rilevanti ai fini dell’indagine e comunque riguardanti persone completamente estranee. Da un lato il pm nel selezionare il materiale a sostegno della richiesta di misura cautelare dovrà assicurare la riservatezza anche delle intercettazioni inutilizzabili o irrilevanti; dall’altro dopo la discovery parziale, gli atti non allegati a sostegno della richiesta dovranno essere custoditi in un archivio riservato, con facoltà di esame e ascolto (ma non di copia) da parte dei difensori e del giudice, fino all’udienza di stralcio. Nessuna restrizione quanto ai reati intercettabili. Una specifica norma, infine, ristruttura e razionalizza le spese relative alle intercettazioni.