Dentro Caravaggio

Autore/i: 

 

 

Fino al 28 gennaio 2018, Palazzo Reale di Milano ospita la mostra Dentro Caravaggio: un’esposizione di diciotto capolavori del maestro come “San Giovanni Battista”, “San Girolamo Penitente”, “Fanciullo morso da un ramarro” e “Sacrificio di Isacco”.
 
Le opere esposte provengono dai maggiori musei italiani ed esteri. Per la prima volta le tele di Caravaggio saranno affiancate dalle rispettive immagini radiografiche che consentiranno al pubblico di seguire e scoprire, attraverso un uso innovativo degli apparati multimediali, il percorso della mostra.
La mostra è promossa e prodotta da Comune di Milano–Cultura, Palazzo Reale e MondoMostre Skira, in collaborazione con il MIBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Il Gruppo Bracco è Partner dell’esposizione per le nuove indagini diagnostiche. L’allestimento sarà progettato da Studio Cerri & Associati. La mostra è curata da Rossella Vodret, coadiuvata da un prestigioso comitato scientifico presieduto da Keith Christiansen, e vuole raccontare da una prospettiva nuova gli anni della straordinaria produzione artistica di Caravaggio, attraverso due fondamentali chiavi di lettura: le indagini diagnostiche e le nuove ricerche documentarie che hanno portato a una rivisitazione della cronologia delle opere giovanili, grazie appunto sia alle nuove date emerse dai documenti, sia ai risultati delle analisi scientifiche, da diversi anni la nuova frontiera della ricerca per la storia dell’arte come per il restauro.
 
Tra i prestiti più prestigiosi dall’estero: Sacra famiglia con San Giovannino (1604-1605) dal Metropolitan Museum of Art, New York; Salomé con la testa del Battista (1607 o 1610) dalla National Gallery, Londra; San Francesco in estasi (c.1597) dal Wadsworth Atheneum of Art di Hartford; Marta e Maddalena (1598) dal Detroit Institute of Arts; San Giovanni Battista (c.1603) dal Nelson-Atkins Museum of Art di Kansas City; San Girolamo (1605-1606) dal Museo Montserrat, Barcellona.
Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, nasce nel 1571 in Lombardia (Caravaggio). A circa vent’anni si stabilisce a Roma, dove rimane fino al 1606 quando, avendo ucciso un giovane in una rissa di gioco, fugge a Napoli, Malta, in Sicilia e poi ancora a Napoli. Muore nel 1610 a Porto Ercole mentre, perdonato da Papa, stava tornando a Roma. Egli è una figura rivoluzionaria del Barocco, che, a partire dal ‘600 fino ai giorni nostri, ha continuato ad influenzare moltissime tendenze. Tra i suoi contemporanei ricordiamo: Guido Reni, Giovanni Lanfranco, Mattia Preti, Jacopo Cerutti detto il Pitocchetto. Nei secoli successivi il neoclassico francese Jacques-Louis David, nella cui opera gli influssi caravaggeschi si riscoprono in alcuni racconti-dramma. Tra questi, “Marat”: modellato classico, corpo intensamente illuminato, realistica ambientazione scenica. A seguire, Gustave Courbet con il suo spiccato realismo. Ed eccoci agli Impressionisti (Manet, Monet, Renoir, Degas, Cezanne). La luce protagonista della pittura di Caravaggio è fondamentale anche per questa corrente artistica. La differenza è che Caravaggio gioca con le luci all’interno dello studio mentre gli Impressionisti lavorano all’aperto, interessandosi principalmente agli effetti della luce naturale. 
 
Durante la sua breve carriera, Caravaggio opta per due momenti di riflessioni: quella in cui gli oggetti rappresentati sono in piena luce naturale (come “Canestro di frutta”, una delle prime nature morte dipinte in Italia) e quella in cui essi sono “conformati” grazie alla maniera (spesso artificiale) di disporre le luci. Appartenenti a questa seconda fase sono alcune opere famosissime come: “La vocazione di San Matteo”, “La crocefissione di San Pietro”, “La Morte della Madonna”.
Sicuramente, la rivoluzione operata dal Caravaggio, in cui si può osservare la genialità dell’uso del disegno e del colore, ha modificato il modo di descrivere il mondo, di stendere il colore sulla tela, di osservare la realtà. Seguendo l’analisi iconografica, si ritrovano le “devianze” operate da Caravaggio in moltissimi artisti europei, anche cechi (a proposito, nel ‘700, il chiaroscuro e la grazia, tipica del Caravaggio, è stata ritenuta indispensabile dal boemo Antonio Raffaello Mengs, che riporta sempre, nelle sue teorie estetiche, le idee pittoriche di Caravaggio). 
 
La rivoluzione di Caravaggio è realizzata attraverso un acuto realismo: drammi umani, teatrali allegorie, composizioni selettive. L’esame delle sue opere mette in rilievo alcune affinità tra l‘arte barocca e quella contemporanea. Precisamente, nel Barocco (enfatico, magniloquente, retorico, in cui esistono esaltazione di effetti scenografici e fantastici, audaci bizzarrie) la Natura viene vista come “energia” che diventa “spazio”. La sensibilità barocca si esplica nel rapporto di esaltante spettacolarità, di godimento consapevole. La “festa” barocca appare grande spettacolo naturale, non superficiale, rieducazione sensoriale dopo l’intellettualismo manieristico. Le Arti, durante il periodo Barocco manifestano molteplicità dei materiali e delle tecniche, come nell’arte contemporanea. Ed ancora (sempre in assonanza con l’arte contemporanea): interdisciplinarietà e multidisciplinarietà; un nuovo concetto spazio-temporale, una crisi di valori, rapporto con l’ambiente, forte collegamento con le scienze; nuove dimensioni, in cui gli oggetti rappresentati si collocano in spazi non limitati; oggetti e figure non fisse; ed infine lo “sfondato” barocco (molto usato dai designers-artisti nella loro pratica ambientale - design ambientale”) e pratica del “debordamento” dal quadro.
 
Caravaggio amava dipingere soggetti scelti tra gente semplice, popolare, persone cercate nella vita quotidiana. E così, contadini, stallieri, facchini e semplici popolane, che solitamente vivono nell’ombra, diventano santi, martiri e madonne grazie a questa invenzione di luminosità.
Molti artisti contemporanei si oppongono ad ogni idealizzazione, per rivolgersi alla realtà di tutti i giorni, alla società. Spesso essi hanno una forte umanità e s’interessano a problematiche sociali, cercando una comunicazione con la gente comune. Anche oggi si riscontra una forte carica “rivoluzionaria” in cui il realismo va oltre l’immagine raffigurata e diventa, come in Caravaggio, attività morale. 
 
Insomma….  Caravaggio “for ever”.