Dl fiscale, il Governo studia misure per far cassa

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Trapelano le prime indiscrezioni sui contenuti dell’imminente Dl fiscale, collegato alla legge di bilancio 2018. Al momento si parla di quattro misure importanti relative alla rottamazione bis delle cartelle esattoriali, alla cartolarizzazione delle liti pendenti, alla stretta sulle compensazioni Iva e alla web tax con cedolare secca. Secondo le stime, dovrebbe entrare nelle casse dello Stato circa 5 miliardi, necessari al Governo per rispettare gli impegni su occupazione e povertà. Di seguito la sintesi delle misure che dovrebbero essere adottate.

Rottamazione bis –  nella seconda versione della sanatoria sarebbero corretti gli errori contenuti nella edizione precedente, chiusa lo scorso 2 ottobre, che hanno impedito di ottenere il successo sperato. Il provvedimento dovrebbe essere pronto per la fine della prossima settimana per passare al vaglio del Consiglio dei ministri prima del varo della legge di bilancio, attesa all’inizio della settimana successiva.

Web tax – ipotizzata una cedolare secca ‘flat’ sui ricavi delle aziende che non abbiano stabile organizzazione nel Paese. La misura svolgerebbe una funzione di ‘supplenza’, in attesa che l’Unione europea prenda una decisione condivisa da tutti i Paesi.

Prestiti – Una nuova fonte di gettito potrebbe arrivare dalla cartolarizzazione dei ‘non performing loans’ (NPL – prestiti non performanti) fiscali. I ruoli affidati alla riscossione, secondo gli ultimi dati forniti dalla Corte dei conti, ammontano a 1.136 miliardi di euro; se una porzione, anche piccola, venisse venduta alle società finanziarie si potrebbe incassare subito una quota dei crediti fiscali che l’erario vanta nei confronti dei contribuenti, ma che non riesce a riscuotere.

Iva – due le direzioni previste: la prima orientata ad aumentare il gettito fiscale, attraverso gli interventi descritti, la seconda a ridurre le uscite puntando sulla stretta alle compensazioni Iva. Diverse le ipotesi allo studio, tra cui l’introduzione di un tetto oltre il quale il riconoscimento del bonus fiscale sarebbe vincolato a una verifica per escludere l’esistenza di liti pendenti da parte del contribuente che richiede la compensazione.