Duro attacco della rivista “Il Regno”: se il Pd va solo alle elezioni, fa perdere l’intero sistema politico

(Askanews)
 
Non ama le sconfitte e non le analizza, non fa tesoro degli errori commessi e continua a cambiare strategia, pensando solo alla sfida successiva. È una "visione politicistica, fortemente autoreferenziale" quella di Matteo Renzi, che ora "rifiutandosi di valorizzare il maggioritario presente nell'attuale legge" e presentandosi alle elezioni da solo con questo sistema elettorale, porta il Pd a schiantarsi ancora una volta: "Priva di fatto l'elettorato di centrosinistra della possibilità di rimobilitarsi per governare" e mandando all'aria "il disegno costituzionale, pur sapendo che c'è oltre un 10% di voti alla sinistra del Pd che non si recupereranno" fa perdere insieme al partito "l'intero sistema politico". Lo ha scritto sull'ultimo numero di "Attualità" il direttore de "Il Regno", Gianfranco Brunelli, firmando l'editoriale dal titolo "L'Avanti di Renzi".
 
Brunelli, nell'editoriale, analizza l'atteggiamento dell'ex Premier dopo la sconfitta del 4 dicembre 2016 in occasione del referendum costituzionale. Renzi, arrivato a quel punto, "immaginò un patto sulla legge elettorale con i leader degli altri maggiori partiti, tale da poter fissare, attraverso il ritorno al sistema proporzionale, gli attuali rapporti di forza". Un "azzardo troppo alto" perché implicava una scelta di "separazione tra il paese e la sua classe politica e di pura conservazione del potere da parte di questa" che avrebbe riportato il paese indietro di trent'anni.
 
Ma nessuno dei quattro leader coinvolti (Renzi, Grillo, Berlusconi e Salvini) "era in condizione di sostenere un accordo con gli altri tre" e così "il ritorno al proporzionale, nonostante tutti stiano marciando verso quell'obiettivo, ancora non c'è". Fallito quel tentativo il segretario del Pd si è concentrato "con poca convinzione" alla valorizzazione del maggioritario presente nella legge attuale "ripensando un qualche dialogo a sinistra, anche con il sostegno di Prodi", abbandonando il tentativo di dialogo dopo la sconfitta alle amministrative del 2017.
 
Rifiutarsi di valorizzare il maggioritario presente nella attuale legge - secondo Brunelli - è stata per Renzi una "scelta politica grave". L'ex Premier "dimentica che il fine del processo politico è quello di dare governabilità al paese, il che richiede anche un progetto politico. Ma se il processo viene meno allora ci si può accontentare anche di un progetto retorico. Tanto del governo se ne riparla dopo il voto". Quindi ci si potrebbe "concentrare sulla scelta dei parlamentari e rafforzare la propria leadership sul partito, con un gruppo di parlamentari più piccolo, ma più dipendente".
 
"Il ritorno al proporzionale - ha concluso il direttore de 'Il Regno' - implica una crisi del modello parlamentare e del principio di governabilità. Renzi dimentica che il Pd può affermare la propria profonda legittimazione storica solo se rivendica e assume il compito del compimento del processo fondativo della democrazia del nostro paese. Il che significa, dopo la fine della Prima Repubblica, rafforzare le istituzioni democratiche (governo e rappresentanza), affinché gli italiani si riconoscano in un senso di cittadinanza nazionale ed europeo compiutamente democratico".