GLI ESORDI DEL GRILLO-LEGHISMO: CREDERE E OBBEDIRE!

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Se l’accordo è fatto, non manca che attendere. Sapremo tutto nel giro di poche ore. Anche il nome del Presidente del Consiglio, lo stesso che la virulenta polemica contro i governi imposti dall’alto, non scelti dai cittadini, avrebbe dovuto apparire in campagna elettorale.
 
Questa è la nuova democrazia. Più trasparente, più efficace, più consapevole: una progressione fulminante lungo il cammino secolare della civiltà. “Stiamo facendo la storia”, ha detto il Signor Di Maio, ovvero il Capo politico dell’ala maggioritaria del nascente governo.
 
Il governo, in effetti, era  stato presentato agli elettori prima del voto. Non è quello discusso a Milano, lontano da Roma, in un quadretto da “Hotel Gallia” (dove un tempo si consumavano giornate febbrili, dedicate al mercato del calcio). Solo che, rispetto al Gallia, la segretezza la fa da padrona. 
La nuova storia ha dunque inizio tra le nebbie della “distrazione di massa”.
 
La democrazia diretta propone agli esordi, in questa folgorazione del nuovo a prova di dubbio, anche del dubbio essenziale al confronto politico, un imperativo dal sapore antico e tremendo: credere e obbedire. Per combattere, chissà, si sarà tempo.