GORI, DA LIBERI E UGUALI CRITICHE PRETESTUOSE. NEL LAZIO COSA FARÀ ZINGARETTI?

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In Lombardia sembra definitivamente spezzato il filo di speranza per un accordo sul candidato unico del centrosinistra. I dirigenti di Liberi e Uguali hanno escluso la possibilità di un’intesa.
 
"Mi sento di rimandare al mittente la critica sullo slogan scelto per la campagna, hanno detto che 'Fare, meglio' non dice abbastanza della necessità di discontinuità rispetto al passato, a me sembra un pretesto e rivendico invece il senso politico di fare meglio le cose, la capacità di distinguere tra quello che è da buttare e quello che va salvato, il riformismo è questo". 
 
Così Giorgio Gori, candidato Pd alla presidenza della Regione Lombardia, replica a distanza a Liberi e Uguali, la lista intenzionata (salvo sorprese) a non appoggiare il candidato del centrosinistra nella corsa al Pirellone.  "Io credo - aggiunge Gori a margine del suo intervento a Milano - che gli elettori del centrosinistra li compattiamo tutti, poi magari qualche vertice di partito deciderà diversamente, ma sono sicuro che gli elettori anche quelli di Liberi e Uguali hanno capito perfettamente qual è il valore della partita che stiamo giocando in Lombardia e quanto sia importante che loro concorrano con il loro voto a questo disegno". 
 
Il veto espresso in Lombardia comporta l’interruzione delle trattative nel Lazio. Renzi non può accettare che questa geometria variabile induca a fare di Zingaretti il leader di una linea Alternativa all’attuale politica del Nazareno. La situazione è molto delicata., potrebbe anche sfuggire di mano. Cosa farà Zingaretti?