Green Mobility, il punto di Legambiente

 

 

E’ stato presentato la scorsa settimana a Roma nell’ambito di un incontro dedicato alla mobilità elettrica, il libro di Legambiente, curato da Andrea Poggio, che ha visto la partecipazione di esperti del settore, amministratori locali ed esponenti politici. Un’iniziativa organizzata dal Forum QualeMobilità di Legambiente e da Lorien Consulting, insieme a Bmw, Car2Go, Electric Mobility Channel, Energica Motor, Pirelli, ReFeel emobility, Share’ngo, Ujet, RWA Consulting, in vista degli Stati Generali della mobilità elettrica e sicura e nato con lo scopo di portare idee e proposte al nuovo Parlamento e al nuovo governo. Per l’occasione, Lorien Consulting ha condotto, in collaborazione con Legambiente, la terza rilevazione semestrale del proprio Osservatorio sulla Mobilità nuova e sostenibile.
 
Dallo studio emerge che gli italiani hanno posizioni differenti riguardo ai provvedimenti da attuare per limitare il problema dell’inquinamento: il 46% di essi è preoccupato al punto di chiedere maggiori limitazioni alla vendita e alla circolazione di mezzi inquinanti; il 48% degli intervistati considera invece inutili ulteriori limitazioni; il 17% dei cittadini dichiara infine di conoscere e di aver tenuto in considerazione anche le posizioni in tema ambientale espresse dal proprio partito per scelta di voto.
 
“In un Paese con 38 milioni di auto private, neanche 100.000 autobus e 6.000 auto in car sharing, la notizia è la crescita della sharing mobility – ha detto Andrea Poggio curatore di Green Mobility a commentando il sondaggio – Qualsiasi ulteriore riduzione dell’inquinamento obbliga ad un salto tecnologico e a cambiamenti importanti negli stili di mobilità: una quota crescente di veicoli (dal monoruota all’autobus) a zero emissioni, veicoli elettrici o a idrogeno, generati da fonti rinnovabili. Anche l’Europa dovrebbe introdurre ‘quote obbligatorie’ di mercato di veicoli elettrici, come fanno la Cina, la California e altri dieci stati Usa. Legambiente sta chiedendo all’Europa e all’Italia quote progressivamente crescenti di Zev, sino al 100% dopo il 2030. Accompagnate da divieti di circolazione sempre più severi per i veicoli a combustione nei centri città (Firenze da 2020, Roma dal 2024) e poi in tutte le aree urbana inquinate (Milano dal 2015). Divieto di circolazione di tutte le auto a combustione al 2040, dieci anni dopo l’ultima vendita di auto nuove a combustione. E’ interessante notare che il 2030 è la data dichiarata anche in alcuni programmi elettorali dei partiti: tra questi due che hanno vinto le elezioni, come la Lega e il movimento 5 stelle. Speriamo ora che il nuovo governo sappia varare piani e orientare l’industria nazionale di conseguenza”.
 
Dalla ricerca vediamo che in Italia cresce l’uso della sharing mobility, nonostante l’offerta non sia omogenea sull’intero territorio nazionale. A prevalere però sono ancora i mezzi privati e l’uso dell’auto personale che è addirittura in crescita con il 40% del campione che la usa tutti i giorni. A calare sensibilmente è invece l’utilizzo quotidiano dei mezzi pubblici (-8%). I livelli di mobilità degli italiani è tuttavia assai varia: in media i cittadini utilizzano 2,6 mezzi differenti nel corso della settimana. Molti i cittadini interessati alla mobilità elettrica, ma i prezzi delle auto sono ancora troppo alti. La mobilità elettrica deve, inoltre, andare di pari passo con lo sviluppo delle reti intelligenti (in grado di minimizzare sprechi e sovraccarichi) e con quello delle energie rinnovabili, senza le quali non può essere definita realmente sostenibile.