I bersaglieri nel cuore degli italiani

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Ieri ricorreva una data importante, si festeggiava la nascita, avvenuta quasi duecento anni fa, del corpo dei Bersaglieri.

Per tutti gli italiani, anche per i più refrattari alla vista della divisa militare, c’è una sorta d’adorazione, un rapporto di grande affetto verso il bersagliere.

In effetti, fin dalla loro istituzione, voluta da Carlo Alberto di Savoia il 18 giugno del 1836, si misero in mostra grazie alla natura esplorativa. La caratteristica del corpo, appunto l’esplorazione, li avvicina a tutti, grandi e piccini. Un corpo speciale, quello dei Bersaglieri, che grazie alle specifiche doti d’addestramento venivano impiegati per delle missioni veloci e particolareggiate.

La prima battaglia in cui vennero utilizzati è quella del 1848 denominata di Goito, nel pieno della campagna d’Indipendenza italiana. Oltre agli interventi durante i Moti del 1848, i Bersaglieri intervennero anche nella Guerra di Crimea, nel 1856, che fu il vero battesimo in terra straniera per il corpo. In Crimea morì colui che fu il fondatore del corpo, il Capitano Alessandro La Marmora.

Ed ancora, i bersaglieri furono impiegati per reprimere il brigantaggio nel sud d’Italia e apparvero fondamentali nella guerra d’Albania e in appoggio a Rommel nella battaglia di Al Alamein, in Egitto, dove risultarono indispensabili nello sconfiggere gli inglesi.

Attualmente sono l’unico corpo al mondo che si esibisce a passo di corsa con la fanfara. Fin dalla loro istituzione, infatti, ogni compagnia deve essere composta da 13 soldati con la tromba ed un maresciallo capo trombettiere. Ecco, questa peculiarità gli regala un grado di ammirazione non indifferente al cospetto delle persone. Ogni segnale di tromba ha un proprio significato. Si aggiunga la presenza di un cappello con piumetto, che conferisce al bersagliere quel alone di simpatia, ed ecco che il bersagliere è nei cuori di tutti. Il cappello con piumetto si porta inclinato sul lato destro in modo da tagliare a metà il sopracciglio fino a coprire l’orecchio; questa caratteristica di portare il cappello, assieme alla corsa con la fanfara, racchiude l’essenza del corpo e la tradizione di  un corpo militare lunga quasi duecento anni.

A Roma, presso la piazza di porta Pia, c’è un monumento dedicato ai bersaglieri che è rappresentativo di questa ammirazione alla fanfara dei bersaglieri. Ancora oggi, seppur sia stato abolito il cappello con piumetto, il bersagliere è seguito con affetto e ammirazione. Fin qui il corpo ha ottenuto diversi attestati per le proprie attività; in totale sono dodici medaglie d’oro, undici d’argento e ventotto di bronzo per 181 anni di storia epica.