I piccoli borghi alpini depositari di storia, arte e tradizione

 

 

Argentera è un comune italiano di 76 abitanti in provincia di Cuneo. Il borgo è situato nella vallata che si snoda sulle sponde dello Stura, meta di molti gruppi turistici che specialmente durante l’estate visitano lo splendido territorio. A monte dell’abitato si trova la frazione di Grange, un nucleo di case connotate dalla tipica architettura alpina, dove porte e finestre in legno e i tetti con le tradizionali scandole tratteggiano un paesaggio unico nel suo genere.

Attorno alle antiche case dai tetti spioventi è possibile osservare i lavori di spietramento realizzati in passato dagli abitanti e le piccole borgate rurali. La Valle è percorsa in tutta la sua estensione dal fiume Stura, che defluisce dal lago della Maddalena (a quasi 2.000 metri di altezza) e corre impetuoso per chilometri separando le Alpi Marittime dalle Alpi Cozie.

Il paesaggio presenta dolci declivi nel tratto iniziale, più aspro e tipicamente alpino invece, nella parte alta. La strada che percorre la Valle termina ai 1.996 metri del Colle della Maddalena che collega il cuneese alla Val d’Ubaye e Barcellonette. Qui, vicino alla sommità si torva una stele in onore di Fausto Coppi, che sulla salita del Colle diede inizio alla famosa “fuga” che lo portò a vincere nella tappa Cuneo-Pinerolo nel Giro d’Italia del 1949.

Lo scenario delle grandi altezze montane è anche quello dei ghiacciai, sebbene oggi siano poca cosa rispetto a quando nel Pleistocene un’unica cappa di ghiaccio copriva le Alpi.

Lo sfondo glaciale, di grande importanza naturalistica ed economica, presenta tipiche forme, valli sospese, morene, completandosi con le rocce nude dei dintorni, lisciate, striate e con una fitta produzione di massi erratici. La vegetazione compare solo più in basso, dapprima con arbusti e poi con le praterie che da sempre sono il regno dei pascoli d’alta quota.

Frammenti meravigliosi che attendono operosamente una ripartenza, una ripresa. Oggi più che mai questi borghi alpini vogliono rinascere ed il tema del recupero dei luoghi viene richiamata da parte di sindaci e degli abitanti rimasti. Occorre perciò un rilancio culturale legato alla necessità di recuperare e allo stesso tempo di attivare nuove imprese nei settori agricolo, turistico-ricettivo, artigianale.

La ripresa dei borghi di montagna passa altresì attraverso la ristrutturazione delle baite e la rivitalizzazione di borghi abbandonati: muri in pietra, fienili e stalle che nel corso del tempo si sono svuotati a causa dell’emigrazione verso i centri urbani in cerca di altre opportunità lavorative.

Oggi l’Alta Langa, con il territorio compreso nell’Unione montana è diventato un modello europeo nella valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale. Un’area geografica strategica fatta di piccoli centri, paesaggi meravigliosi e di imprese agricole di grande valore. L’ Unione nazionale comuni, comunità ed enti montani (Uncem) ha individuato proprio nell’Alta Langa l’area in cui sperimentare le politiche e le opportunità del progetto Interreg Europe, che vede lavorare insieme partner italiani, polacchi, spagnoli, cecoslovacchi e francesi.

Un programma che agisce sulle politiche regionali a supporto alle aree montane per una migliore gestione delle risorse culturali. Un piano articolato e complesso che guarda a nuove opportunità da dare ai centri storici di montagna con il loro bagaglio culturale, artistico e architettonico.

Uno spazio virtuoso e dinamico rappresentato dalle comunità che tengono in vita un patrimonio di inestimabile valore, anch’esso elemento fondante del nostro Paese.