Il debito dei Paesi africani

 

 

(http://www.treccani.it)

 

Il forte indebitamento di molti Paesi africani potrebbe provocare una crisi catastrofica in alcune economie strutturalmente fragili. L’Africa è un continente complesso, in cui coesistono realtà con importanti ritmi di sviluppo e contraddizioni e fragilità che minano la crescita complessiva. Un grande fattore di instabilità è rappresentato dal debito estero contratto da molti Paesi africani soprattutto a partire dal 2008. Questi prestiti in un periodo caratterizzato da bassi tassi di interesse si sono moltiplicati passando da 57 miliardi di dollari nel 2007 a 260 miliardi nel 2016. Paradossalmente, le difficoltà aumentano proprio con la ripresa dell’economia mondiale e l’incremento dei saggi di interesse: dal 2014 i prezzi delle materie prime sono fortemente calati e il dollaro ha incrementato il suo valore. In questo contesto il pagamento dei debiti da parte delle nazioni più povere è aumentato del 50% nel 2016 rispetto ai due anni precedenti.
 
In particolare il debito di molti Paesi dell’Africa subsahariana ha raggiunto i livelli drammatici del 2005, quando fu decisa, con il consenso del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale, la cancellazione di decine di miliardi di dollari di debito accumulato dai Paesi più poveri. La situazione attuale è molto critica in Stati come il Ghana e il Mozambico, ma tutta l’area potrebbe risentirne.
 
D’altronde, i rapporti tra l’Africa e i Paesi più ricchi del pianeta sono profondamenti diversi da come l’opinione pubblica europea tende a rappresentarli: illuminante fin dal titolo il rapporto Honest Accounts 2017. Come il mondo beneficia della ricchezza dell’Africa, realizzato da Global Justice Now, Jubilee Debt Campaign e da un gruppo di ONG europee e africane. Nel rapporto si sostiene che i flussi finanziari in entrata e in uscita dall’Africa, nonostante sovvenzioni e aiuti, sono fortemente in passivo così da poter affermare che “l’Africa finanzia il resto del mondo per l’ammontare di 41,3 miliardi di dollari l’anno”.
 
Infatti in Africa, nel 2015, sono entrati 161,6 miliardi di dollari sotto forma di prestiti internazionali, aiuti allo sviluppo e rimesse dei migranti, ma l’ammontare complessivo delle uscite è stato pari a 202,9 miliardi di dollari, una cifra che comprende il pagamento dei debiti, i profitti delle multinazionali ma anche moltissime attività finanziarie illecite. Le cifre in gioco sono enormi e fanno pensare che la fragilità delle economie africane sia strutturalmente legata a meccanismi ereditati dal passato da cui, anche per connivenza e convenienza di una parte delle élites del continente, non è facile sganciarsi.