IL NODO DELL'IDENTITÀ DEL PD

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Il passaggio delle elezioni amministrative dimostra quanto sia fluida la situazione politica del nostro Paese. L'onda lunga del grillismo s'infrange sugli scogli delle competizioni locali, ma non si estingue per effetto di questa difficoltà imprevista. Ritorna in bipolarismo, senza tuttavia trasmettere, in virtù dei dati a disposizione, solide certezze per il futuro. Al centro s'insegue un "diritto all'esistenza" secondo modalità che di volta in volta si vestono di formule diverse, sottraendo credibilità a un faticoso tentativo di rilegittimazione.

Va ripreso il lavoro attorno a un chiaro progetto di governo. Con realismo, il Pd ha chiuso il varco a pericolose controversie sul fallimento dell'accordo a quattro sulla legge elettorale. Ora, come riprendere il percorso, non è affatto chiaro; di certo, però, l'incidente parlamentare ha qualcosa di chiaro lo ha prodotto, e cioè l'abbandono della tentazione del voto anticipato. Renzi non ha perso un attimo a riconoscere l'evidenza di questa verità: la legislatura prosegue fino alla sua scadenza naturale.

Si tratta di capire, a questo punto, se tutto deve restare come prima, con una leadership che basta a se stessa e una politica finanche ostica, vista la tendenza a sottolineare l'inutilità delle alleanze. Dobbiamo invece discutere, anche dall'esterno, il profilo di un partito che nasce e si propone, con aggiustamenti progressivi, come aggregazione delle culture riformiste. Negli ultimi anni il profilo è già mutato, essendo meno vincolante la logica del pluralismo.

Eppure si stenta a definire una connotazione ideale e programmatica meno sfuggente. Anche la formula del "partito della nazione" è apparsa finora senza mordente, quando non sommersa da pregiudizi e fraintendimenti. Alla lunga questa fragilità culturale - nonostante le apparenze contrarie ogni partito ne richiede una - può essere la causa di un improvviso cedimento politico.

Bisogna dunque affrontare seriamente la questione, perché la funzione del Pd, soprattutto nell'orizzonte politico europeo,ha senso se traduce in chiave di responsabilità e concretezza l'istanza di cambiamento diffusa in ampi strati della società.

La battaglia elettorale del prossimo anno si giocherà sull'essere o non essere al centro di un grande progetto democratico, possibilmente intriso di nuova visione umanista. Si tratta di uscire in mare aperto.