Il pd che sta morendo

 

 

Colpisce che nel pd anche i giovani militanti abbiano qualche mal di pancia per la condizione in cui si è ridotto il loro partito al quale avevano posto molta fiducia convinti che sarebbe stato il futuro per innovazione e democrazia interna.

Ma, purtroppo, le cose non sono andate in questo verso e a dir il vero, orami da più di qualche anno il declino del pd regionale è palpabile. Ciò che però fa specie è osservare che anche di fronte alle più cocenti sconfitte elettorali come le ultime due elezioni amministrative o il pessimo risultato referendario che ha posto questa regione nelle ultime posizioni nazionali, la classe dirigente fa finta di niente, come se nulla fosse accaduto. Probabilmente è una strategia adottata dai vertici regionale imitando il comportamento di quelli nazionali, confidando sulla memoria corta degli italiani. Eppure un partito serio con radici ben piantate sul territorio dovrebbe invece preoccuparsi prendendo le contromisure dopo aver fatto una attenta e approfondita analisi di quello che è successo. Magari facendo pure una autocritica sulla propria gestione politica, legislativa e amministrativa di questi ultimi anni. Eh, sì perché non può la compagine governativa regionale, non valutare quanto è sotto gli occhi di tutti per le scelte non adeguate fatte per i comparti della sanità, autonomie locali, organizzazione del personale, comparto economico e, infine, per le procedure burocratiche diventate sempre più soffocanti per tutti.

Invece nulla si muove. Un tempo quando i partiti erano seri e guardavano con la massima attenzione il volere delle popolazioni e dei territori, se il segretario regionale non raggiungeva gli obiettivi che si manifestavano con sconfitte elettorali, veniva immediatamente sostituito e, se necessario, convocato con urgenza il congresso.

Oggi, invece, si vivacchia, si tira a campare perché si spera in un futuro migliore o perché il tempo cancelli il ricordo non positivo  degli eventi. Insomma si assiste a una superficialità che ha dell’incredibile da un lato ma, dall’altro, riconferma come non ci sia una classe dirigente adeguata perché frutto della improvvisazione e solo della smania di apparire lanciando slogan che non sono altro che condizione obsolete ai quali la gente non crede più perché si sente turlupinata. 

Il risultato dell’attuale classe dirigente che passa come “incantatori di serpenti”, è oramai sulla china discendente e la sua fine non potrà che essere il baratro. Però, purtroppo, rimangono i tanti danni arrecati alle istituzioni per il rimedio dei quali ci vorranno tempi non brevi perché richiederanno la formazione di una classe politica adeguata e preparata ad affrontare gli innumerevoli problemi di una società che è stata martoriata in tutti i senti.

Ma, il pd a tutto ciò non ci pensa, neanche di fronte ai giovani trentenni che hanno lanciato un accorato grido di allarme.