Il valore assoluto delle realtà locali

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In questi settimane sul canale Youtube spopola il video che un tredicenne d Roma, Mattia Falessi, ha creato per pubblicizzare un paese di montagna, Lauco, nella Carnia Friulana, dove tutte le estati si reca in vacanza dai nonni. Il ragazzo è talmente innamorato del posto che auspica il ripopolamento della piccola comunità per divenirne, un giorno, il futuro sindaco. Una dimostrazione, d’amore e d’affetto, per dei posti dalla natura incontaminata e dai paesaggi mozzafiato. Ovviamente, è stato un successo mediatico non da poco.  Nella medesima estate vi è stata la vittoria, ottenuta dallo scrittore Paolo Cognetti, del  Premio Strega con il romanzo “le otto montagne”.

Un libro che in parte ha diviso la critica, ma in realtà ha diviso solamente gli amanti della montagna e non. Il libro è stato, in ogni caso, un successo straordinario con la grande forza narrativa dell’autore che è riuscito a far innamorare della storia anche chi, della montagna, non è amante. Il perché è presto detto. Il libro è ambientato in montagna ma evidenzia l’importanza dei valori, affettivi e sociali, di un luogo apparentemente ruvido come potrebbe essere, agli occhi di tanti, la montagna, ma che alla fine è un luogo indefinito, come potrebbe essere la collina o il mare. Certo, quello che si è raccontato nel libro (gli affetti, l’amicizia, la ricerca dei valori assoluti), e quello che esce dalla storia del tredicenne amante di Lauco, ci porta ad analizzare quel vuoto dell’anima che le città stanno attraversando, dove le persone  sognano una fuga verso una meta indefinita, dove riappropriarsi del proprio io; un io che è andato scomparendo nei vicoli ottusi e ciechi della propria città. Vi è un bisogno sfrenato d’esplorazione dell’anima. Indubbiamente la città è in un momento storico di grande regressione, sia dal punto di vista economico che da quello sociale. Un appeal che va scemando. Una crisi dei valori che apparentemente potrebbe ipotizzare uno spopolamento, invece non è così.

Le città, come ci raccontano i dati, sono sempre più affollate. Di riflesso, i paesi come quello di Lauco, raccontato da Mattia, soffrono uno spopolamento. Il che significa, in proiezione, la morte dei piccoli centri. I piccoli centri, invece, sono il cuore pulsante della nostra Italia, la linfa vitale, l’ossatura di una Nazione. Questa dispersione è decisamente grave e il gesto d’amore di un adolescente, come Mattia, meriterebbe un proselitismo. Ripopolare le piccole realtà locali significherebbe riacquistare in termini di valori storici, sociali e, ovviamente, economici. In realtà chi, in questa estate, ha avuto la possibilità di conoscere l’amore, la socialità, il senso profondo dello stare assieme, che le piccole comunità possono ancora regalare, si è reso conto di quanto eccezionale sia vivere nei piccoli centri. Oggi solo al pensiero che vi sia una piccolissima possibilità che delle realtà locali vengano “chiuse”, per mancanza di persone, è un qualcosa che ci prende il cuore. Non si può immaginare una tale perdita. Le nostre piccole realtà territoriali sono l’asse portante dei comuni italiani e debbono ripopolarsi. Vi è la necessità che lo stato produca delle politiche volte alla riqualificazione dei piccoli campanili così da permetterne la crescita demografica ed economica.

E’ un modo, questo, per favorire una crescita dell’indotto economico, e quindi il pil, del paese intero, aggrovigliato in una crisi a volte considerata senza soluzione. Il rischio è l’ingolfamento delle città metropolitane e il depauperamento generale di una Nazione che invece dovrebbe favorire lo sviluppo storico, ambientale ed economico dei piccoli territori; i depositari di un valore assoluto che è dato dalla storia e dalla natura, e che potrebbero generare un turismo che, ahinoi, si perde inutilmente nell’esterofilia (a volte anche per i costi ridotti), e non vede le potenzialità esistenti nel bel paese. Ecco, la storia di Paolo Grignetti e Mattia Falessi, sono un spot a cielo aperto per l’amore della montagna, ma potrebbe essere benissimo in collina o al mare, dove il territorio regna sovrano nella sua bellezza più assoluta, materiale e fisica.

La ricerca di un valore culturale, sociale ed economico pone le basi di un successo in termine di crescita di paese che non ha eguali. Le potenzialità vi sono, le idee come quelle di Paolo e Mattia sono lì a ricordarcelo. A quando questa rivoluzione culturale e sociale?