L’81% dei farmaci di classe A in farmacia sono generici

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Il mercato totale del farmaco etico in Italia (ospedaliero e farmacia) chiude in crescita il 2017 raggiungendo un fatturato totale di 21,2 miliardi di euro, +2,9% rispetto al 2016. L’andamento del mercato a valori è quindi in crescita, anche se si registra un rallentamento rispetto agli anni precedenti.  Per quanto riguarda i volumi, il mercato è sostanzialmente invariato.

Vediamo più in dettaglio i singoli canali distributivi come si sono comportati, sia pe ri farmaci etici, gli OTC e i nutraceutici.

Mercato totale farmacia
Il fatturato complessivo in farmacia è stabile a 24,5 miliardi di euro, suddiviso in farmaci rimborsati dal SSN (42,1%) e farmaci acquistati privatamente dai cittadini (57,9%), siano essi prodotti etici o commerciali. Da evidenziare un calo della spesa da parte del servizio sanitario, che in cinque anni è sceso del 6,3%, bilanciato da un aumento dell’acquisto privato, a conferma di un trend presente anche negli passati. 

Più nel dettaglio, la quota privata è costituita per il 13% di farmaci in classe C, per il 6% di farmaci in fascia A acquistati dai cittadini e in costante crescita anno dopo anno, e per il 39% di altri prodotti.

La distribuzione regionale delle due categorie delinea un quadro estremamente differenziato, con una quota decisamente maggiore di farmaci rimborsati venduti nelle regioni meridionali, con un massimo del 51% in Puglia, che via via diminuisce spostandosi verso il nord del paese, fino a un minimo del 35% in Liguria.

In base invece alla tipologia di acquisto, le farmacie acquistano farmaci etici direttamente dalle aziende per una quota del 15%, cresciuta del 2,7% in cinque anni. Il motivo è legato soprattutto al modello di business delle aziende genericiste, le cui vendite per il 38% vengono fatte direttamente alle farmacie, senza passare attraverso i canali distributivi, diversamente da quanto avviene per le farmaceutiche tradizionali (10% di vendite dirette).

Farmaci generici
Prosegue la crescita del mercato dei farmaci equivalenti (generici) catalogati secondo la lista di trasparenza AIFA. Nel 2017 questo mercato in farmacia ha rappresentato l’81% a volumi e il 64% a valori del totale dei farmaci di classe A. I farmaci equivalenti sono ormai considerati intercambiabili rispetto al farmaco originale. Pertanto sono un'opzione terapeutica a basso costo che porta una potenziale riduzione dei costi sanitari.

Mercato OTC
Complessivamente, nel 2017 i farmaci da banco hanno realizzato un fatturato di 6,4 miliardi di euro (prezzi al pubblico), con una crescita media del 2,4%. Facendo un distinguo tra canali distributivi, la parte del leone la fanno le farmacie (5,8 mld), con le parafarmacie e i corner GDO (grande distribuzione organizzata) che ancora rappresentano realtà minoritarie (419 e 193 mln rispettivamente) ma in costante crescita. 

L’incremento maggiore si verifica proprio nelle parafarmacie, principalmente localizzate al Sud, che vedono aumentare il loro giro d’affari del 6%, un canale che secondo Salvioni «le aziende farmaceutiche stanno sottovalutando, che merita invece la giusta attenzione»

La crescita è data principalmente dai nuovi prodotti, non necessariamente nuovi “lanci”, ma anche nuove formulazioni, cambiamenti nel dosaggio o nel packaging.

Mercato nutraceutici
Ormai da anni sono la star del mercato commerciale, in crescita del 6% rispetto al 2016 e «questa è un po’ un’eccellenza, o un’anomalia, perché di fatto la spesa pro capite per questi prodotti in Italia è la più alta d’Europa». La domanda è forte, in tutti i canali, con una crescita non solo legata ai nuovi prodotti ma in buona parte anche ai prodotti maturi.

Vendite on line
Per il quarto anno consecutivo, le vendite online dei prodotti di libera vendita mettono a segno una promettente crescita a doppia cifra (+17%), ma il giro di affari arriva ad appena 96 milioni di euro. Dal portale del Ministero della Salute si evince che 623 farmacie sono autorizzate alla vendita online. Tuttavia dai dati IQVIA si capisce che soltanto una cinquantina di farmacie ha investito realmente su questo canale.

Mercato ospedaliero e DPC
Nel settore ospedaliero, che ha raggiunto i 10,3 miliardi, in aumento del 4% rispetto al 2016, avviene la vera crescita del mercato in questo momento. 
Per la prima volta, i valori non sono calcolati in maniera standard, cioè la metà del prezzo al pubblico, ma  “si basano sui prezzi medi d’asta reali di aggiudicazione nelle regioni», una valorizzazione più realistica. Crescono entrambe le aree di spesa, ovvero i consumi interni del 5%, e la distribuzione diretta del 3,1%.

La modalità della distribuzione in nome e per conto (DPC), particolarità italiana unica al mondo, con un meccanismo di acquisto simile a quello ospedaliero ma che poi passa attraverso le farmacie al pubblico per la distribuzione al paziente, si è molto sviluppato negli ultimi anni, con tassi di crescita a doppia cifra. Nel 2017 con questa modalità sono stati realizzati 2 miliardi di fatturato, in aumento del 13,3% rispetto al 2016.

A livello regionale si verificano le situazioni più disparate, grazie al fatto che ogni regione, ogni ospedale e ogni ASL è autonoma nel decidere quali farmaci distribuire attraverso questa formula. Come risultato, assistiamo a enormi differenze nel numero di referenze inserite nella DPC per ogni regione, dal momento che si passa dalle 793 della Toscana alle 230 della Lombardia.
In alcuni casi vengono inseriti in DPC anche i farmaci generici, scelta possibile, ma forse non era proprio per questo che il meccanismo era stato ideato.

Come risultato anche i prezzi medi sono molto diversi da regione a regione, a seconda che nella DPC siano stati inseriti farmaci con prezzi più o meno alti. In questo caso gli estremi sono rappresentati dal Friuli Venezia Giulia, con un prezzo medio di 80 euro, e dall’Emilia Romagna, con un prezzo medio di 29 euro.