L’eurozona ha bisogno dei migranti. Lo afferma un rapporto della Banca centrale europea

 

 

(Osservatore Romano)

 

Aumentano i flussi di immigrazione verso Germania, Italia e Austria, ma il loro impatto sulla forza lavoro finora è rimasto limitato. Nel suo bollettino economico mensile pubblicato ieri, al di là della consueta analisi macroeconomica, la Banca centrale europea (Bce) focalizza l’attenzione sul fenomeno migratorio e sui suoi effetti sull’economia del vecchio continente. 

Nei maggiori paesi dell’eurozona, scrivono i ricercatori dell’istituto che ha sede a Francoforte, «gli immigrati hanno un’età media inferiore e un livello di istruzione medio lievemente inferiore rispetto ai cittadini dei paesi ospiti». La quota di stranieri in età lavorativa (15-64 anni) è più ampia di quella dei cittadini dei paesi stessi. Per questo i migranti — dice il bollettino — sono una risorsa importante, che va integrata e utilizzata al meglio. D’altronde — rileva l’istituto — «l’aumento del numero di lavoratori più anziani nella popolazione in età lavorativa sarebbe stato ancor più pronunciato senza i recenti flussi migratori».

Grazie anche ai migranti, «l’economia europea ha continuato a espandersi a un ritmo sostenuto, con un’accelerazione superiore alle attese nella seconda metà del 2017». Inoltre, l’inflazione in rialzo verso l’obiettivo del due per cento appare più a portata di mano. Sullo sfondo — secondo il bollettino — restano le incognite connesse alle derive protezionistiche, tra svalutazioni competitive pilotate che innescano indesiderate impennate dell’euro, e gli effetti avversi della riforma fiscale voluta dal presidente statunitense Donald Trump per attrarre investimenti e capitali. Sempre ieri, da rilevare che la Banca europea per gli investimenti (Bei) ha ricevuto il via libera da parte del parlamento europeo per concedere ulteriori prestiti, pari a 5,3 miliardi di euro, per finanziare progetti di investimenti al di fuori dell’Unione europea. In particolare, 3,7 miliardi di euro saranno destinati ai progetti che affrontano le questioni migratorie. Altri fondi saranno destinati a prevenire il riciclaggio di denaro e a combattere il terrorismo. Creata nel 1958, la Bei fornisce finanziamenti per progetti che contribuiscono a realizzare gli obiettivi dell’Ue, sia all’interno che al di fuori dell’Unione.