La Svizzera celebra i sei secoli del suo patrono

 

 

Simona Verrazzo
(Osservatore Romano)
 

Un’estate di festeggiamenti per la Svizzera, che celebra i seicento anni della nascita del suo patrono nazionale, san Nicolao della Flüe, protettore della Confederazione elvetica e della Guardia Svizzera Pontificia. Un anniversario così importante commemorato dalla Chiesa cattolica svizzera e dalle autorità locali.

Da tutto il paese, ma anche dall’estero, sono in corso pellegrinaggi a Sachseln, paesino sull’omonimo lago nel canton Obsvalo, per visitare sia il santuario e la tomba di Bruder Klaus (Fratello Klaus, come viene affettuosamente chiamato dai fedeli) sia il museo a lui dedicato, con tappa alla frazione di Flüeli-Ranft, suo luogo natale.

Un anniversario che, per i ricorsi storici, ha un doppio valore: non soltanto i seicento anni della nascita di san Nicolao, ma anche i settanta (era il 1947) dalla sua canonizzazione, per volere di Pio XII. Doppia ricorrenza, molto sentita dalla popolazione, per quello che è, finora, l’unico santo nato in Svizzera.

Moltissimi gli eventi, a cominciare dalle iniziative editoriali. In questi mesi di festeggiamenti sono usciti numerosi volumi dedicati a san Nicolao della Flüe. Tra questi spicca il libro, pubblicato a dicembre dell’anno scorso proprio in vista delle celebrazioni del 2017, dal titolo Mistico, mediatore e uomo, in tedesco e italiano, a cura di Roland Gröbli, composto da una sessanta di contribuiti, in cui altrettanti studiosi raccontano i diversi aspetti della sua complessa figura.

La vicenda umana e spirituale del santo patrono svizzero è fonte, ancora oggi, di ricerca e stupore. Dopo aver servito come soldato e ufficiale contro gli Asburgo, all’età di cinquant’anni Nicolao abbandona la famiglia per iniziare una nuova vita da eremita e, nell’isolamento, dedicarsi completamente alla preghiera. Era l’anno 1467, 550 anni fa. Da quel momento non avrebbe più avuto contatti con il mondo, se non fosse che il mondo, tra autorità regnanti e semplice popolazione, non avesse cominciato a salire in pellegrinaggio per chiedergli consigli, da quelli politici ai più personali. Una vita eccezionale resa possibile anche grazie a una donna altrettanto eccezionale: sua moglie Dorotea, di quindici anni più giovane, che acconsente alla scelta del marito, crescendo da sola i loro dieci figli.

Sempre in tedesco, nel 2016 è uscita la biografia Bruder Klaus Für Skeptiker (“Fratello Klaus per scettici”), a firma della studiosa Kathrin Benz, che del santo è anche discendente. Questa estate la rivista ticinese «Arte & Storia» ne ha pubblicato la traduzione in italiano.

Anche il Museum Bruder Klaus Sachseln ha organizzato una mostra speciale in occasione del seicentesimo anniversario della nascita del santo, che si affianca a quella permanente. L’esposizione, visitabile fino al 1° novembre, si intitola «Al centro» ed è dedicata alla ruota a sei raggi, simbolo che Nicolao si fece dipingere nella sua cella da eremita e che era solito utilizzare per spiegare l’attività della Trinità, più apparsa nelle sue visioni. Sono in tutto diciotto gli artisti contemporanei che con materiali diversi, dal legno e dal ferro fino alla tela e alla gomma per pneumatici, si confrontano con il simbolo che maggiormente rappresenta il santo svizzero.

Tra le iniziative in corso in questi mesi c’è anche quella itinerante: si chiama «In viaggio» ed è nata da un’idea dell’ente no-profit Associazione 600 anni Nicolao della Flüe. Viene definita «esperienza partecipativa» — che tocca tutti i cantoni della Svizzera e anche il Liechtenstein — e ha come obiettivo quello di far rivivere il mondo da eremita in cui ha vissuto il santo svizzero. Si tratta di un padiglione in cui il visitatore entra e, per circa mezz’ora, sta da solo con sé stesso in assoluto silenzio. Il tour ha preso il via il 28 giugno a Flüeli-Ranft, luogo di nascita di Nicolao, e terminerà il 25 settembre (giorno in cui il santo viene ricordato in Svizzera) a Sachseln, davanti al santuario a lui dedicato. È possibile scrivere i propri pensieri e, terminata l’esperienza, riporre il foglio in un grande contenitore di metallo che, sigillato, verrà aperto tra cento anni, per mostrare alle generazioni future riflessioni, sogni e paure della nostra epoca.

Sempre l’associazione ha indetto un concorso musicale, con la collaborazione dell’Istituto liturgico della Svizzera tedesca, per realizzare un inno dedicato a san Nicolao della Flüe. Centinaia le composizione presentate, tra queste è stata scelta quella di Joseph Bisig. Raccomandata anche una seconda, a firma di Alexander Bayer e per entrambe i testi sono di Josef-Anton Willa.

L’Associazione 600 anni Nicolao della Flüe è composta dal canton Obsvalo, dal comune di Sachseln, dalla Fondazione Bruder Klausen di Sachseln, dalla parrocchia di Sachseln (con la compartecipazione delle altre parrocchie obsvaldesi), dall’associazione delle parrocchie romano-cattoliche d’Obsvalo e dall’associazione delle parrocchie evangelico-riformate d’Obsvalo. L’ente no-profit è nato dalla volontà delle autorità cantonali e di quelle ecclesiastiche di collaborare in questo anno di celebrazioni, mettendo insieme le proprie reti di contatti per festeggiare al meglio un grande uomo di stato e di Chiesa.