LORENZIN CONTRO RAGGI SUI VACCINI. IL PD, IN OGNI CASO, NON DOVEVA ABBANDONARE L’AULA

 

 

Il ministro della Salute censura il tentativo della Raggi di eludere le norme relative all’obbligo di vaccinazione. 
 
Il sindaco di Roma ha scritto a Beatrice Lorenzin, al ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli, al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e al presidente dell'Anci Antonio Decaro per informarli della mozione, approvata dall'Assemblea Capitolina. “L'intera Assemblea Capitolina - scrive Raggi - ha ritenuto la mancata vaccinazione non ostativa al prosieguo e alla continuità dell'attività e del percorso educativo considerando quest'ultimo (stesso insegnante, stesso contesto educativo, stessa aula, stessa rete di relazioni socio-affettive) una condizione psicodidattica da garantire a tutti in totale certezza ed assoluta equità”.
 
Raggi fa notare come la legge condanni “con una multa i genitori dei bambini non vaccinati, in proporzione all'entità della mancanza, ma, almeno nella scuola dell'obbligo e a differenza della scuola dell'infanzia, non obbliga all'allontanamento del loro bambino. Come se non fosse il contagio la preoccupazione principale del legislatore, quanto piuttosto la sanzione amministrativa da comminare ai genitori colpevoli di omissione. Ma se è così, appare ancor più cogente la necessità di rispettare la continuità didattica ed educativa per tutti i bambini, se è proprio la legge per prima a spostare l'attenzione sulla sanzione invece che sul possibile esito contagioso. Ciò quindi, induce a ritenere molto fondata la richiesta formulata dall'Assemblea Capitolina, che la Sindaca di Roma in questa nota rappresenta con profondo convincimento alle SS.VV”.
 
A dispetto di ogni smentita il M5S mira a sedurre il movimento No-Vax, contribuendo così a generare confusione nel campo della salute pubblica. È una posizione irragionevole e pericolosa. Per altro, il richiamo alla mozione dell’Assemblea non è preciso, giacché l’unanimità registrata al momento dell’approvazione risentiva della decisione del gruppo capitolino del Pd di uscire dall’Aula Giulio Cesare.
 
In effetti, per quanto fossero gravi i motivi della protesta, il Pd non avrebbe dovuto abbandonare gli scranni dell’Assemblea capitolina. In questi casi si protesta in Aula e si vota contro. Ora, proprio a seguito di quell’errore, il Sindaco può sbandierare l’adesione “unanime” alla linea della Giunta Raggi. È una lezione amara, da non archiviare superficialmente.