Milano torna di moda come capitale finanziaria italiana

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Il 13 settembre a Milano ci saranno quasi 1000 ospiti, l'élite della politica italiana, degli affari e della finanza, che si riuniranno nella Galleria Vittorio Emanuele II per una cena di beneficenza.

Questo spettacolo pubblico di potere e ricchezza, primo per una città tradizionalmente discreta, è un segno di come Milano voglia rilanciarsi.

Il capitale economico e finanziario dell'Italia si sta riprendendo, generando l'aumentato dell'ottimismo che la crisi aveva sopito. La scomparsa dello spettro di una crisi bancaria e l'ospitalità che la città ha fornito a Expo 2015 sono state decisive per il cambiamento d’atteggiamento.

I nuovi edifici costruiti intorno all'Expò hanno portato molti investitori stranieri. 

E se questo non bastasse a fornire quello slancio, che da troppo tempo si attendeva, la città ospita, anche, due delle maggiori banche d'Europa, Intesa Sanpaolo e UniCredit.
Yoox Net-a-Porter e Gucci di proprietà di Kering dispongono di nuove sedi aziendali in città e la ChemChina, proprietaria di Pirelli, ha presentato formalmente una domanda di ammissione alle quotazioni della Borsa Italiana.

Insomma è una Milano che è tornata a crescere.

Una città più giovane, quindi, più internazionale e più smart, aperta "all'innovazione tecnologica e alle nuove forme del lavoro, in particolare in chiave di sharing economy". 

In mezzo a questo fermento, anche il Governo nazionale, pur se in maniera tardiva cerca di inserirsi nel panorama del dopo la Brexit .
Il Ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan ha approvato incentivi fiscali destinati ad attirare lavoratori stranieri qualificati.
E, anche se le maggiori banche, non prenderanno in considerazione la città come hub importante, la possibilità di creare un mercato di un certo rilievo non mancherà.