NON HANNO SERVITO, SI SONO SERVITI

 

 

(Servire l'Italia)

lle elezioni amministrative di domenica scorsa ha partecipato solo il 61% degli elettori (il 39% di assenteismo è un record negativo), pur con la presenza massiccia (73,7%) della “maschera di pudore” rappresentata dalle liste civiche. Ciò vuol dire che solo il 26,3% delle liste ha avuto il “coraggio” di presentarsi con il simbolo dei partiti ufficiali. Un tempo questi rappresentavano il 100% delle liste, essendo del tutto assenti le liste civiche.

Questa volta il disgusto e la sfiducia verso l’attuale mondo politico si è manifestato anche nei confronti del M5S, che sarà il grande assente nei ballottaggi di domenica 25 giugno, punito sia dalla scarsa presenza operativa dei grillini nella maggior parte del territorio, sia dalla loro scarsa efficienza nelle città dove sono operativi (con l’eccezione dell’ex Pizzarotti, premiato da Grillo con la “medaglia” dell’espulsione). È molto probabile che il clima conflittuale tra i vari partiti continui, con il risultato di allontanare maggiormente gli elettori dalle urne. Molti dicono: in Italia ci vorrebbe un Macron! Ma anche la Francia si distingue per il clima di disgusto e di sfiducia nei confronti del mondo politico.

Macron ha ricevuto solo il 28% dei consensi da parte del 49% dell’elettorato. Ciò vuol dire che il suo nuovo partito è stato votato solo dal 13,7% dei francesi… e conquisterà oltre il 70% dei seggi in Parlamento. Bella democrazia partecipativa… La verità è che la maggioranza dei francesi ha capito di essere ormai governata da un potere finanziario ben noto e per il momento si è arresa… Prima o poi arriverà una reazione. Per l’Italia c’è solo da sperare che le elezioni politiche si tengano alla scadenza naturale della legislatura e che nel frattempo si possa formare un vero movimento di “liberi e forti” che non dipenda da chi si è sempre servito della politica piuttosto che servirla, difetto che sta alla base del disgusto e della sfiducia degli assenteisti e di chi vota per protesta i vari populisti di turno.

C’è da fare una grande OPERAZIONE VERITÀ. È la rivoluzione culturale di cui l’Italia ha un gran bisogno. È la chiamata alle armi di cui parlava Adriano Olivetti: “Abbiamo portato in tutti i villaggi le nostre armi segrete: i libri, i corsi, le opere dell’ingegno e dell’arte. Noi crediamo nella virtù rivoluzionaria della cultura, che dona all’uomo il suo vero potere”. È tempo di farla!