PREPARIAMOCI A DUPLICI ELEZIONI

 

 

Complice la nuova legge elettorale, il Rosatellum la cui paternità è del capogruppo Pd alla Camera dei Deputati, Ettore Rosato, i partiti si stanno muovendo animatamente alla ricerca di alleanze e scelta dI candidati in vista delle elezioni politiche che si terranno nella primavera del 2018. 
Nel panorama politico nazionale la coalizione più definita, nonostante qualche borbottio interno, sembra essere quella di centro-destra mentre dall’altra parte è acclarata la spaccatura del centro-sinistra con la nascita della nuova formazione di “liberi e uguali”.
 
Ancora una volta, nel partito di Renzi la confusione è alta come lo dimostra il fatto che oggi rivendica la crescita del pil e l’aumento degli occupati. Proprio gli stessi renziani, sostenitori del Si, che invece avevano previsto caos politico, rialzo del tasso di interesse sui titoli di Stato, fuga di capitali, perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro, impennata della povertà, otto banche a rischio di fallimento. Invece, per dirla con Matteo Renzi hanno perso i “gufi” e i “profeti di sventura”.
 
E ora, come non bastasse, con l’applicazione della nuova legge elettorale, fortemente voluta dal Pd, potremmo trovarci di fronte a uno scenario che genera caos politico poiché dalle nuove elezioni potrebbe non uscire una maggioranza parlamentare unica. Tutto ciò, alimenterebbe ulteriore turbolenza e incertezza sulla governabilità del Paese, conseguenze negative per l’economia, rialzo dei Btp e insostenibilità del debito pubblico.
 
E pensare che il renzismo sosteneva che l’esito del referendum Costituzionale sarebbe stata la ragione delle difficoltà del Paese.  All’opposto, lo è, la legge elettorale che per la sua inadeguatezza, subito dopo le elezioni di primavera, ci porterà nuovamente dritti dritti alle elezioni nell’autunno del 2018. C’è solo da sperare che per allora ci sia una diversa legge che assicuri, per davvero, governabilità!