Quaresima: don Porcile (Genova) “digiuno da whatsapp per recuperare tempo per ‘relazioni vere’ o per dedicarsi a chi è meno fortunato”

 

 

(Agensir)

 

“Altro che digiuno dal cibo. Altro che astinenza dalle carni. Troppo facile ragazzi. Mi piace molto l’idea di vedere Gesù che mi prende l’iPhone, me lo butta nel lago di Tiberiade, e mi dice: ‘Lascia le tue reti wireless, e seguimi'”. L’idea di “spegnere whatsapp almeno un po’, ogni giorno” in occasione della Quaresima è di don Valentino Porcile, parroco della SS. Annunziata di Sturla di Genova, che l’ha lanciata sui social network e che, scrive, “proporrò in questa quaresima ai ragazzi e ai genitori domenica prossima. E lo propongo a tutti. A me stesso per primo”.

“A chi ha whatsapp acceso sempre, propongo di spegnerlo due ore al giorno. Ai ragazzi ai quali i genitori lasciano usare gli smartphone poche ore al giorno propongo di lasciarlo spento almeno una parte di questo tempo”. Dedicare tempo alle relazioni vere e maggiore attenzione ai meno fortunati è l’obiettivo del singolare digiuno. “È divertente spegnere whatsapp e sentirsi persi. Perdutamente smarriti”. Un appello rivolto a tutti coloro che rischiano di essere “dipendenti da una comunicazione virtuale”. “Propongo di occupare il tempo in cui whatsapp sarà spento, un tempo drammaticamente lungo, – afferma – con relazioni vere, autentiche, non finte e virtuali. Due ore di chiacchere. Di guardarsi negli occhi. Semplicemente, di parlarsi. O di dedicare questo tempo a chi è meno fortunato di noi”.