Roma: Dopo la Formula E nessun miglioramento della mobilità elettrica e sostenibile

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L'Eur, con la sua bellezza, è stato lo scenario perfetto per il mondiale di Formula E.

Vedere la fotografia di uno dei quartieri più belli d'europa, ci ha reso orgogliosi del nostro patrimonio.

Ma, aihmè, questo evento, che si prefiggeva, oltre la competizione sportiva, di farci conoscere un nuovo tipo di green mobility, non ha portato alcun miglioramento della mobilità elettrica e sostenibile, e Roma è rimasta con il suo numero ridicolo di colonnine per la ricarica delle auto elettriche.

Nella Capitale ci sono poco più di 300 punti di ricarica pubblici: 158 per le automobili e 175 per moto e quadricicli; pochissimi rispetto ad Amsterdam dove sono 4.000 ma anche rispetto a Firenze che, molto più piccola, ne ha 74 per le auto e 466 per moto e quadricicli. A Roma circolano 13 mila auto ibride (molti sono taxi) che rappresentano però solo lo 0,75% delle auto circolanti. Le auto elettriche sono invece appena 728 (lo 0,04%). Le moto e gli scooter elettrici sono 499, lo 0,12% di quelli circolanti.

E questo non è il solo problema.

Lo spazio antistante le quattro colonnine ubicate in Largo Apollinaire, Piazza Marconi, Viale Europa e Viale dell'Arte, installate dai gestori del Gran Premio, sono sempre occupate da auto a benzina che non permettono la ricarica dei veicoli. 

Ci si chiede, a questo punto, come possa il Comune di Roma ripetere un’esperienza del genere in una città dove ancora manca perfino la delibera per l’installazione delle centraline di ricarica delle auto elettriche.

La verità è che la Sindaca, se vorrà recuperare il ritardo rispetto al numero di centraline di ricarica nella città, al corretto uso degli spazi, alle metropolitane e alle piste ciclabili, dovrà lavorare molto.

Perchè nonostante i proclami, l'impressione ora è che il Gran Premio sia stata un’occasione persa.