SCORRIBANDA

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Dal 23 gennaio al 4 marzo 2018 presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma si può visitare Scorribanda, esposizione ideata e curata da Fabio Sargentini in collaborazione con la Galleria Nazionale.
 
A proposito Sargentini spiega: “Ho voluto dare a questa mostra, che occupa tutto il Salone Centrale della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, un titolo che rispecchiasse lo spirito d’avventura che mi ha animato nella conduzione de L’Attico, la mia galleria d’arte. C’è infatti in Scorribanda un che di piratesco, di corsaro che mi piace. Esso si attaglia bene alla disposizione delle opere sulla parete, pensata da me come un racconto senza pause. L’idea, semplice ma efficace, si basa sull’annullamento della canonica distanza tra quadro e quadro. Lo sguardo non viene così a cadere necessariamente su una singola opera ma su una pluralità. Scorribanda è a tutti gli effetti un’installazione. Una quarantina di opere, tra dipinti e sculture di grande formato, dalla fine degli anni ‘50 al giorno d’oggi, sfiorandosi sulla parete, avvolgono in un abbraccio il Salone Centrale. Anche chi guarda percepisce questo abbraccio e non vi si sottrae, anzi, le pupille sedotte si dilatano ad accogliere la visione d’insieme della lunga sequenza parietale. Un colpo d’occhio a 360 gradi che sa di accerchiamento. Soltanto due sculture infatti sono situate nello spazio tridimensionale. Altrettanto emozionante è l’osservazione da vicino, la messa a fuoco nelle sue sfaccettature di una storia artistica che dura ininterrotta da sessant’anni”.
 
Ricordiamo che la galleria “L’Attico” è stata fondata nel 1957 da Bruno Sargentini a Piazza di Spagna a Roma ed acquisisce in pochissimi anni una fama internazionale. Capogrossi, Leoncillo, Fontana, Mafai, Fautrier, Brauner, Magritte, Matta, Permeke, Canogar, sono alcuni degli artisti in esposizione alternati, a partire dal 1965 (anno in cui Fabio affianca il padre), a Pascali, Kounellis, Pistoletto, Mattiacci. Successivamente la Galleria si sposta in un garage di via Beccaria ed in questo spazio si attuano sperimentazioni storicizzate, come la famosa mostra di cavalli vivi di Kounellis e le personali di Mario Merz, Eliseo Mattiacci, Sol LeWitt, Gino De Dominicis, esponenti di un panorama artistico in continua evoluzione. Arti visive si alternano a Festival di musica e danza, performance internazionali in cui si respira il rinnovato gusto della sinergia e contaminazione tra differenti forme d’arte, quel concettualismo necessario ad ogni creazione ed ideazione. In questo contesto si rafforza l’interesse di Fabio verso il teatro, che sarà una costante artistica della sua personalità. Ai primi degli anni ’80 la “location” della galleria cambia ma resta invariata l’atmosfera, ricca di amore per l’arte e visione per mettere le diverse generazioni a confronto. Sargentini scopre e lancia alcuni artisti di San Lorenzo: Nunzio, Tirelli, Pizzi Cannella, Limoni, Luzzi, Palmieri, non dimenticando personaggi “storicizzati” come Pascali, Leoncillo, Nagasawa e Uncini. 
 
Una mostra da vedere, un autentico “must” per ripercorrere un importante periodo della storia dell’arte contemporanea, non solo italiana, che, con autori come Rodolfo Aricò, Vasco Bendini, Nataly Maier, Luigi Ontani, Luca Patella – oltre agli artisti sopra citati – ha segnato un significativo cambiamento, portando nell’arte un nuovo modo di pensare ed agire. 
 
Tecnica, idea-progetto e concetto all’unisono cercano una via comune di espressione, giocando sulla modularità estetica, in cui ritmo-tempo, forma e spazio si amalgamano. È, del resto, lo stesso ritmo che il visitatore può assimilare nell’osservare questa “grande installazione” anche facendo una rapida incursione.