Servono segnali forti e coraggiosi

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Come era nelle cose, l'esito del voto siciliano ha accelerato il dibattito politico, in modo particolare dentro il centro sinistra.
Il rischio è che si confermi a livello nazionale una sorta di nuovo bipolarismo: quello tra il M5S, interprete di una crescente pulsione "anti sistema"  ed il Centro Destra unito.

Con una grande parte degli elettori trincerati nel "non voto" ed un centro sinistra diviso, ad inseguire.
A ventidue anni di distanza dalla sua "discesa in campo", si va consolidando l'idea- magari obtorto collo - che Silvio Berlusconi sia l'unico a poter organizzare una barriera di contenimento nei confronti dell'avventurismo grillino.
A quanto si dice, questa sembra anche la convinzione che si sta facendo strada in molte Cancellerie europee, soprattutto a Berlino, accompagnata dalla solita, pericolosa presunzione di scarsa affidabilità del "Bel Paese": bello, appunto, ma inaffidabile.
 
Dopo la cura da cavallo che il Paese ha dovuto subire per evitare il disastro finanziario ed economico dal 2011 in poi (guai dimenticarlo) e dopo che i Governi Letta, Renzi e Gentiloni, pur con i limiti che nessuno nasconde, hanno comunque ottenuto di avvicinare il Paese al sentiero della ripresa, questo scenario sarebbe paradossale e porterebbe il Paese indietro piuttosto che avanti.
La desolata amarezza espressa da Romano Prodi sembrerebbe indurre a pensare ormai il peggio.
Ma prima di rassegnarsi, occorre fare ogni sforzo per ritrovare un percorso che oggi pare smarrito.
Si attendono con urgenza segnali forti e coraggiosi da parte di tutti quelli che hanno a cuore il futuro del Paese e delle sue culture democratiche e popolari.