Statali, come cambiano le assunzioni

 
Lo scorso 3 agosto il ministro della Funzione Pubblica Marianna Madia ha annunciato oltre 2mila assunzioni straordinarie tra le Forze di Polizia e i Vigili del Fuoco. Assunzioni che andranno a sommarsi a quelle stabilite dal piano per la stabilizzazione dei precari storici contenuto nel nuovo testo unico del pubblico impiego approvato lo scorso 19 maggio. Il provvedimento prevede infatti l'assunzione nel 2018-2020 dei dipendenti pubblici precari che, entro il 31 dicembre 2017, hanno lavorato almeno tre anni degli ultimi otto anche in più di un'amministrazione.
 
La riforma Madia intende inoltre regolamentare le assunzioni nella logica di un reclutamento che punta a soddisfare le reali esigenze delle amministrazioni pubbliche e non si basa più sulle piante organiche. Il nuovo strumento 'Piano triennale dei fabbisogni' ha infatti l'obiettivo di contenere le assunzioni sulla base degli effettivi fabbisogni di personale delle singole amministrazioni. In sostanza, senza il piano dei fabbisogni e senza il decreto che approvi le procedure di reclutamento, l'amministrazione non può assumere. Da qui l'intenzione di introdurre concorsi unici nazionali, con cadenza triennale, legati proprio al piano dei fabbisogni.
 
Mentre oggi ogni amministrazione può indire il proprio concorso, con la nuova normativa solo le amministrazioni che comunicheranno i propri fabbisogni potranno partecipare ai bandi triennali. Il decreto attuativo della riforma Madia, inoltre, cita "la possibilità di svolgimento dei concorsi in forma centralizzata o aggregata e la previsione dell'accertamento della conoscenza della lingua inglese e di altre lingue, quale requisito di partecipazione al concorso o titolo di merito valutabile dalle commissioni giudicatrici, e la valorizzazione del titolo di dottore di ricerca".
 
Nel testo che riguarda i concorsi pubblici si fa riferimento anche a "meccanismi di valutazione finalizzati a valorizzare l'esperienza professionale acquisita da coloro che hanno avuto rapporti di lavoro flessibile con le amministrazioni pubbliche, con esclusione, in ogni caso, dei servizi prestati presso uffici di diretta collaborazione degli organi politici e ferma restando, comunque, la garanzia di un adeguato accesso dall'esterno".