SUI BARBARI

Autore/i: 

 

 

Luciano Canfora, storico e filologo, ha stroncato il paragone del Financial Times tra i nuovi alleati di governo e i barbari. A prima vista l’intervento sembra una difesa di Salvini, Grillo e relativi seguaci. In realtà nel pensiero di Canfora c’è il rispetto per popoli nient’affatto barbari, se non nella definizione che ne dava il mondo imperiale romano. Essi, i barbari, entrarono in Italia e violarono Roma con l’istinto dei salvatori, seppur avvinti da un destino di migranti.
 
Niente a che vedere, sul piano simbolico, con l’orda grillo-leghista insediata in Parlamento. Questi nuovi barbari non vogliono salvare, ma estirpare una civiltà o più modestamente un sistema. Gli antichi aspiravano alla conquista per irrorare di sangue fresco il corpo decrepito di Roma. Adesso, nel migliore dei casi, si declassa Roma a quinta teatrale di una pseudo-democrazia senza decoro.
 
Tutto ciò è pericoloso perché ruota attorno alla scommessa di una forzatura costituzionale che il voto renderebbe accettabile e doverosa. Siamo giunti al triste paradosso di un nuovo organismo (comitato di conciliazione) a presidio dell’intesa Di Maio-Salvini, una sorta di Gran Consiglio del nascente regime, posto a tutela della corretta applicazione del contratto di governo. Forse sparirà, come altre indicazioni di programma sono già sparite, per far posto a qualche soluzione più labile è confusa.
 
Può darsi che alle parole non facciano seguito i fatti. Magari i fatti saranno meno eccentrici e più razionali. Saranno anch’essi, come le parole, adattati all’evenienza: in questo caso, come dimostrano le lunghe giornate di trattative e le repentine metamorfosi di linguaggio, alla convenienza delle parti. I barbari sapranno misurare il loro impeto, ma intanto avranno consacrato il diritto a fuoriuscire dai canoni della Repubblica, per instaurare un nuovo ciclo della storia. Tante ambizioni e insieme tanti rischi, con partner europei preoccupati, giorno dopo giorno, che a differenza delle stelle di Cronin non stanno certamente a guardare. 
 
I barbari non vanno vezzeggiati, ma combattuti.