UN “COMUNQUE GRAZIE” AL TACITURNO ANDREA DOVIZIOSO E UN “BRAVISSIMO” A FRANCO MORBIDELLI, NEO-CAMPIONE DEL MONDO DELLA MOTO 2

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Grazie lo stesso. Grazie al forlivese silenzioso, che da buon romagnolo non si abbatte ed elogia tutto il team per il lavoro svolto. Ma onore in ogni caso al pilota più meritevole, più sfrontato, “il cannibale”, che per alcuni istanti aveva fatto riaffiorare quel piccolo difetto evidenziato sino almeno a un paio d’anni fa: la poca razionalità in corso gara. Se al 23° giro del Gp valenciano il ragazzo spagnolo, col titolo già in tasca, stava infatti spremendo la sua Honda secondo il motto “cuor di leone, cervello di gallina” pur non avendone necessità, vuol dire che il campione del mondo va preso così. Non calcolatore e poco riflessivo, ma anche con quel pizzico di fortuna che contraddistingue gli audaci. Si vede che doveva andare come è andata. Marquez si allunga, praticamente cade, ma si rialza come un gatto. Subito dopo Dovizioso va lungo, non cade, ma si insabbia. Gara finita e mondiale archiviato. 
Tuttavia, il ragazzo di Forlì merita un applauso da tutta l’Italia sportiva, perché con una moto – la Ducati – sicuramente inferiore a quella del rivale, è riuscito a tenere aperta una competizione (che si pensava fosse decisa già dopo 10 gare) sino alla corsa conclusiva del Moto Gp 2017.
 
Non è cosa da poco. E i suoi meriti vanno oltre le prestazioni agonistiche, perché nonostante abbia fatto sperare i tifosi a seguito di alcune gare da applausi dando filo da torcere al pilota più forte, spesso la critica sportiva televisiva e giornalistica lo ha trascurato attribuendogli poche chances e pensando più a tessere le lodi dell’altro italiano, ben più famoso ma ormai giunto – a meno di exploit sensazionali – a fine carriera. Così, mentre Rossi ha continuato a richiamare tutta l’attenzione, vuoi per gli sponsor e vuoi per la stima incondizionata di cui ancora gode da parte di tutto il circuito motociclistico, Dovizioso ha mantenuto la calma e il silenzio dando luogo ad (almeno) un paio di prestazioni da spettacolo. Facendo sperare. Senza scomporsi, senza un lamento, neanche nei confronti di un Lorenzo che ieri, malgrado le chiare indicazioni giunte dai box, non gli ha ceduto strada. E benché la moto avesse manifestato dei difetti (ad esempio, l’elettronica, la trazione e la stabilità su diversi tracciati, elementi che si sono dimostrati decisivi), ha sempre segnalato il tutto allo staff della scuderia entro la riservatezza delle stanze private Ducati. 
 
Solo ieri, come un atleta mentalmente maturo deve fare, archiviata la stagione 2017, ha espresso apertamente le sue sensazioni evidenziando la necessità di correggere alcune lacune tecniche che lo hanno condizionato. Bravo. Bravo perché ha fatto pensare che potesse realizzarsi qualcosa di inaspettato e di piacevole per tutti gli appassionati italiani.
A proposito: complimenti a Franco Morbidelli, neo-campione del mondo della Moto 2.