UN SONDAGGIO RIVELA CHE IL POPOLO È PIÙ SAGGIO

 

 

Pagnoncelli ha presentato ieri sera a La 7 un sondaggio che rivela come solo un quarto degli italiani (26 per cento) auspichi l'anticipazione del voto a settembre. C'è più saggezza, evidentemente, nel popolo che nelle forze politiche di maggioranza e di opposizione, perlopiù impegnate a sbrigare le carte (legge elettorale) per sciogliere in fretta il Parlamento.

La vita democratica non è un rodeo. Il clima di rissa continua non fa altro che alimentare la sfiducia verso le istituzioni. Invece, per battere il populismo e l'antipolitica, serve un recupero di fierezza e compostezza democratica. Ciò costituisce, in effetti, l'impegno che sovrasta ogni altra istanza e preoccupazione.

Dinanzi alle difficoltà presenti sarebbe dunque auspicabile una ripresa della funzione attiva, sul piano strettamente politico, delle varie anime del cattolicesimo italiano. Nulla torna mai come prima, replicando le forme del passato; se indietro, però, non si può andare, inseguendo piccole aspirazioni revansciste, nemmeno si deve accogliere placidamente e colpevolmente lo stato di inedia, quasi prossimo alla trascuratezza e all'abbandono di ogni pur minima responsabilità collettiva.

Quanto prima, si spera, un nuovo dibattito avrà ad ogni buon conto necessità di abbracciare il discorso sulla riproposizione del cattolicesimo democratico e popolare nella vita civile e politica del nostro Paese.