Lorenzo Dellai

Sindaco di Trento[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990 Dellai è stato eletto sindaco di Trento, alla guida di una coalizione che comprendeva Democrazia Cristiana, Partito Socialista Italiano e Verdi[1]. Nel 1995 è stato poi rieletto sindaco alla guida del centro-sinistra con il 51,7 % dei voti[2].

Dellai ha ideato e guidato la lista Civica Margherita, aggregazione di forze popolari e riformiste del centro-sinistra trentino, che ha ottenuto un buon risultato alle elezioni regionali del 22 novembre 1998[3], ed è divenuta poi modello per la costruzione de La Margherita nazionale nel 2001.

Tra dicembre 1998 e marzo 1999 è stato Presidente del Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige.[4]

Presidente della Provincia Autonoma di Trento[modifica | modifica wikitesto]

Nel febbraio 1999 Dellai è stato eletto per la prima volta presidente della Provincia Autonoma di Trento.

È stato eletto per un secondo mandato il 26 ottobre 2003, raccogliendo il 60,8% dei voti in rappresentanza di una coalizione di centro-sinistra autonomista. Nella prima parte della legislatura (2003-2006) ha assunto anche la vicepresidenza del Trentino-Alto Adige. Dal maggio 2006 al febbraio 2009 è stato presidente della Regione, subentrando al collega sudtirolese Luis Durnwalder secondo il modello della "presidenza a rotazione" presente nella regione Trentino-Alto Adige. La sua giunta provinciale è sostenuta da una maggioranza costituita da Civica Margherita, Sinistra Democratica e Riformista del Trentino, Partito Autonomista Trentino Tirolese, Verdi e Democratici del Trentino, Leali al Trentino e Unione Autonomista Ladina.

Alle Elezioni primarie del Partito Democratico dell'ottobre 2007 Dellai ha sostenuto il candidato alla segreteria Enrico Letta[5]. Dopo essersi opposto al Partito Democratico in Trentino, preferendo un soggetto più legato al territorio[6] e all'autonomia locale[7], il 7 giugno 2008 a Miola, ha dato il via ad nuovo partito, l'Unione per il Trentino, nato dalle radici della Civica Margherita.

Dellai è stato candidato per un terzo mandato alla presidenza della provincia alle elezioni del 9 novembre 2008 (originariamente previste per il 26 ottobre), sostenuto da PATT, Leali al Trentino, Italia dei Valori, Partito Democratico, Unione per il Trentino, Verdi, Unione Autonomista Ladina[8] e UDC (che però è stato escluso dalle elezioni): ha vinto con il 56,99% delle preferenze.[9]

Impegno politico a livello nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Nel mese di novembre 2009 è promotore (assieme a Francesco Rutelli e Bruno Tabacci) del Manifesto per il cambiamento e buon governo che determinerà la nascita di Alleanza per l'Italia,[10] di cui diventa coordinatore nazionale.[11]

Nel 2012 è fra i promotori assieme a Luca Cordero di Montezemolo ed altri del manifesto Verso la Terza Repubblica.[12]

Il 29 dicembre 2012 si dimette dalla carica di presidente della provincia per partecipare alle elezioni politiche del 2013.[13] È eletto deputato sulla lista Scelta Civica. Il suo nome è circolato per la presidenza della camera[14], alla quale è stata poi eletta Laura Boldrini. Il 19 marzo è stato invece eletto capogruppo di Scelta Civica alla Camera dei Deputati.[15]

Il 10 dicembre 2013 abbandona Scelta Civica per fondare il nuovo partito dei Popolari per l'Italia e aderire al nuovo gruppo parlamentare Per l'Italia[16], di cui diviene capogruppo.

Il 4 luglio 2014 abbandona anche i Popolari per l'Italia e fonda la nuova associazione politica Democrazia Solidale.

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