HomeAskanews"15 minuti con" Moses Pendleton (Momix) nei Podcast di Sguardi

"15 minuti con" Moses Pendleton (Momix) nei Podcast di Sguardi

Roma, 6 mag. (askanews) – Moses Pendleton, straordinario affabulatore di arte e realtà, americano, creatore della compagnia di danza Pilobolus, e poi nel 1980 di Momix, è il protagonista di questo episodio dei podcast di SGUARDI, la rubrica di approfondimento prodotta da Askanews, e ideata da Alessandra Quattrocchi.

I danzatori di Momix sono tornati in Italia, dove riscuotono sempre straordinario successo, con “Botanica 2” in tour in tutto il paese e a Roma presentati dal Teatro Olimpico e dall’Accademia Filarmonica Romana.

“Pensare che gli esseri umani stiano facendo agli altri esseri umani quello che stanno facendo è… sa. l’unica soluzione, penso, anche se non mi piace dirlo, ma penso che se domani ci fossero delle elezioni, voterei per l’intelligenza artificiale perché ci aiuti a a risolvere i problemi. Penso che noi, gli esseri umani, abbiamo avuto molto tempo per farlo e non abbiamo fatto un gran lavoro, come si può vedere” dice Pendleton. riflettendo sul nostro mondo. Racconto del suo rapporto con l’Italia, della speranza di una nuova generazione di spettatori, della sua passione per la danza nata da una gioventù sugli sci e dalla riabilitazione dopo un incidente: “Tutta la vita riguarda il modo in cui reagisci agli incidenti e all’ignoto. E ho portato la stessa filosofia anche nel lavoro e nella creazione delle danze. Non so mai che cosa sto facendo. Ma cerco di creare un’atmosfera in cui qualcosa possa essere fatto”

Momix, per lui, è “teatro visivo” con una compagnia di danzatori estremamente allenati. In questo Botanica 2, attraverso la bellezza, la vitalità del nostro mondo, c’è anche un messaggio su quello che rischiamo di perdere attraverso il cambiamento climatico? “Non direttamente. Ma un modo per fare un’affermazione sul riscaldamento globale è mostrare perché dovremmo proteggere la natura. Mostrare uno spettacolo che celebra la bellezza e l’energia e la connessione dell’umano con l’albero e con la pianta, e con l’architettura della natura. In questo modo prendiamo una posizione”.