Ieri, nel corso di un incontro bilaterale svoltosi al Fort de Brégançon – la residenza estiva ufficiale del presidente francese situata sulla Costa Azzurra – Francia e Germania hanno rilanciato la loro cooperazione in materia di difesa. Il vertice, parte del consueto dialogo strategico tra due pilastri dell’Unione europea, ha fatto emergere una proposta di particolare rilievo: costruire un sistema europeo di allerta precoce missilistica, articolato su due direttrici complementari: spazio e terra .
Che cos’è ODIN’s EYE
Il primo pilastro è rappresentato da ODIN’s EYE, programma europeo di sorveglianza spaziale in grado di individuare tempestivamente il lancio di missili balistici o ipersonici. Ciò garantirebbe tempestività d’allerta e supporto ai sistemi di difesa, integrandosi con le architetture NATO e UE. Il secondo pilastro prevede una rete di radar a terra, da potenziare e rendere interoperabile con gli standard internazionali.
Spazio e terra si integrano grazie all’impiego di sensori infrarossi a bordo di satelliti – in grado di rilevare le scie termiche durante il lancio – affiancati a radar terrestri di lungo raggio per conferma e tracciamento dettagliato. Fondamentali saranno la resilienza, la ridondanza e la sicurezza informatica del sistema di comando e controllo.
Il contributo di altri partner: anche l’Italia chiamata in causa
L’iniziativa è stata definita fin da subito come “aperta ai partner”, alludendo alla possibilità di adesione da parte di altri Stati UE già attivi nei sistemi di difesa aerea—da quelli centro-settentrionali a quelli mediterranei. L’obiettivo è rafforzare l’autonomia europea, non duplicare le capacità statunitensi.
Per l’Italia si apre una prospettiva industriale e strategica significativa. Leonardo e Thales Alenia Space dispongono di competenze avanzate in ambito spaziale (piattaforme, payload, processamento dati); sul fronte terrestre, le soluzioni radar Kronos e RAT-31 rappresentano asset di grande valore. A livello politico, l’esperienza nazionale nell’integrazione tra sistemi nazionali, NATO e UE rende l’Italia un possibile hub per nodi radar e centri di fusione dati.
Una sfida che esige il coordinamento europeo
Un sistema europeo di allerta missilistica, pensato come complementare agli assetti della NATO, ridurrebbe la dipendenza militare esterna e rafforzerebbe la deterrenza comune dell’UE. L’Italia, se deciderà di partecipare attivamente, potrà non solo valorizzare le proprie filiere tecnologiche ma anche contribuire al disegno strategico continentale. Per questo, è auspicabile che il tema venga discusso quanto prima nelle sedi istituzionali dell’Unione europea, diventando parte del dibattito politico e del progetto di difesa comune.