26 C
Roma
venerdì, 29 Agosto, 2025
HomeAskanewsUnicef e Oms: una persona su quattro senza acqua potabile sicura

Unicef e Oms: una persona su quattro senza acqua potabile sicura

Milano, 26 ago. (askanews) – Nonostante i progressi registrati nell’ultimo decennio, 1 persona su 4 nel mondo, pari a 2,1 miliardi di individui, non ha ancora accesso ad acqua potabile gestita in modo sicuro. Tra questi, 106 milioni bevono direttamente da fonti di superficie non trattate. È quanto emerge dal nuovo rapporto “Progressi nell’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici nelle case 2000-2024: focus speciale sulle disuguaglianze”, pubblicato da Oms e Unicef in occasione della Settimana mondiale dell’acqua 2025 in programma dal 24 al 28 agosto.

Il documento segnala che 3,4 miliardi di persone non dispongono di impianti igienici di base gestiti in modo sicuro e che 354 milioni praticano ancora la defecazione all’aperto. Inoltre 1,7 miliardi non hanno accesso a strutture per lavarsi le mani nelle abitazioni, di cui 611 milioni prive di qualsiasi impianto.

Le disuguaglianze sono particolarmente marcate nei Paesi a basso reddito, nei contesti fragili, nelle comunità rurali e tra le minoranze etniche e indigene. Nelle nazioni meno sviluppate la probabilità di non avere accesso a servizi idrici e igienici di base è più che doppia rispetto agli altri Paesi, mentre la mancanza di strutture per lavarsi le mani è più che tripla. Nei contesti fragili la copertura di acqua potabile sicura è inferiore di 38 punti percentuali rispetto ad altri Paesi.

I dati mostrano progressi limitati nelle aree rurali: dal 2015 al 2024 la copertura di acqua potabile gestita in modo sicuro è salita dal 50% al 60%, mentre quella degli impianti idrici di base è aumentata dal 52% al 71%. Tuttavia, nelle aree urbane la situazione è rimasta sostanzialmente ferma.

Il rapporto evidenzia inoltre che, in 70 Paesi monitorati, la maggior parte delle donne e delle ragazze adolescenti dispone di prodotti per l’igiene mestruale e di spazi privati, ma spesso in quantità insufficiente. Le adolescenti tra i 15 e i 19 anni risultano meno propense delle donne adulte a partecipare a scuola, al lavoro o ad attività sociali durante il ciclo.

Nella maggior parte dei Paesi, le donne e le ragazze continuano a essere le principali responsabili della raccolta dell’acqua. In Africa subsahariana e in Asia centrale e meridionale molte dedicano a questa attività oltre 30 minuti al giorno.

Alla vigilia degli ultimi cinque anni utili per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile del 2030, il rapporto sottolinea che porre fine alla defecazione all’aperto e garantire l’accesso universale ai servizi di base di acqua e servizi igienici richiederà un’accelerazione significativa, mentre l’obiettivo di garantire servizi sicuri e universali appare sempre più lontano.

“L’acqua e i servizi igienici non sono privilegi, ma diritti umani fondamentali” afferma Ruediger Krech, direttore ad interim del dipartimento Ambiente, cambiamenti climatici e salute dell’Oms, ricordando che “dobbiamo accelerare gli interventi, soprattutto a favore delle comunità più emarginate, se vogliamo mantenere la nostra promessa di raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile”.

“Quando i bambini non hanno accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici, la loro salute, la loro istruzione e il loro futuro sono a rischio” dichiara Cecilia Scharp, direttrice per Acqua e servizi igienici dell’Unicef, precisando che “queste disuguaglianze sono particolarmente evidenti per le ragazze, che spesso devono sobbarcarsi il peso della raccolta dell’acqua e affrontare ostacoli durante il ciclo mestruale. Al ritmo attuale la promessa di acqua potabile e servizi igienici per ogni bambino sta diventando sempre più irraggiungibile, ricordandoci che dobbiamo agire più rapidamente e con maggiore coraggio per raggiungere coloro che ne hanno più bisogno”.

Secondo l’Ocse, i contesti fragili sono caratterizzati dalla combinazione di esposizione al rischio e insufficiente capacità dello Stato, delle istituzioni o delle comunità di gestire e mitigare tali criticità. Le dimensioni considerate includono fattori economici, ambientali, umani, politici, di sicurezza e sociali.