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Sessismo on line, si moltiplicano le segnalazioni. La Russa: sdegno. Pd: educare all’affettività

Roma, 28 ago. (askanews) – “Dopo la scoperta e la chiusura della pagina Facebook ‘Mia moglie’ si moltiplicano le segnalazioni di siti e iniziative social che violano senza consenso e a loro insaputa l’intimità di donne e ragazze – mogli, fidanzate, figlie, e anche personaggi pubblici le cui immagini vengono manipolate e pornografizzate – per esporla allo scambio sessuale tra uomini. È la banalità dello stupro”. Così l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Marina Terragni.

“Tra questi gruppi social, denuncia don Fortunato Di Noto fondatore dell’associazione Meter contro la pedopornografia, anche siti Telegram i cui utenti in modalità ‘privata’ si scambiano foto e video di bambine. Queste ripugnanti iniziative, chi le organizza e chi vi prende parte – continua Terragni – vanno perseguiti con tutta la forza e la determinazione necessarie, con denunce individuali e collettive e anche, nel caso i portali abbiano sede all’estero, con accordi bilaterali tra l’Italia e i paesi che li ospitano”.

“Non è immaginabile – conclude l’Autorità garante – che i perpetratori di queste violenze e di questi abusi, espressione della più tenace e sordida volontà di dominio sulle donne e sui minori, si spostino semplicemente da una piattaforma all’altra, continuando impuniti a praticare le loro attività perverse”.

“Desidero esprimere la ferma condanna per la vicenda di sessismo online che ha coinvolto numerose donne – personaggi pubblici, politici ma anche tanta gente comune – a cui sono state rubate foto dai propri profili social e sono state diffuse poi su un sito per adulti dopo averle ritoccate. Un fatto gravissimo, che suscita profondo sdegno e per il quale mi auguro che le autorità preposte – che hanno già aperto una indagine – possano presto individuare i responsabili”. Lo dichiara il presidente del Senato Ignazio La Russa, che “alle tante donne coinvolte e alle loro famiglie” rivolge “la sincera vicinanza, mia personale e del Senato della Repubblica”.

“Esprimo la mia piena solidarietà a tutte le colleghe e alle donne vittime dell’ennesimo attacco sessista consumato nello spazio digitale attraverso l’uso non consensuale delle immagini personali pubblicate su siti pornografici. Ci troviamo davanti a un fenomeno violento e strutturale che conferma quanto il patriarcato sia ancora profondamente radicato nella nostra società. Il corpo delle donne viene ancora una volta trattato come oggetto, merce di scambio, terreno su cui esercitare potere e dominio. Chi alimenta e consuma questi contenuti commette un atto vile e violento, non innocuo, non ‘goliardico’: è parte di un sistema che istiga all’odio e allo stupro. Serve un’azione ferma della giustizia, ma serve soprattutto una presa di coscienza collettiva e maggiore una responsabilità politica. Questa battaglia non riguarda solo le vittime coinvolte oggi: riguarda tutte noi, riguarda le nostre figlie e i nostri figli, riguarda il futuro delle giovani generazioni”. Lo scrive Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del Pd, sui social.

“Per questo, ribadisco con ancora più forza quanto sostengo da tempo: la prevenzione della violenza passa anche e soprattutto dall’educazione. È nella scuola che si costruisce una cultura del rispetto, della parità, del consenso. È lì che possiamo disinnescare, con gli strumenti della conoscenza, le radici della violenza. È urgente investire seriamente in azioni strutturali di educazione all’affettività, all’uguaglianza, alla cittadinanza digitale e rafforzare i il sostegno alle vittime. Perché nessuna resti sola. Perché tutte possiamo sentirci libere e sicure, anche online”, conclude.