Milano, 28 ago. (askanews) – “Il contesto è rimasto altamente incerto, soprattutto a causa delle controversie commerciali, ma anche degli sviluppi geopolitici. Tale incertezza potrebbe giustificare il mantenimento dei tassi di interesse invariati”. E’ quanto si legge nei verbali della Bce sulla riunione di fine luglio, in cui sono stati confermati i tassi di interesse. “Sebbene sia stata espressa l’opinione che le condizioni attuali sarebbero compatibili anche con un ulteriore taglio dei tassi, a causa dei crescenti rischi al ribasso per la produzione e l’inflazione, il mantenimento dei tassi invariati è stato considerato un approccio solido per gestire gli shock e i rischi di inflazione bilaterali in un’ampia gamma di scenari plausibili”.
“Il mantenimento dei tassi ai livelli attuali – si legge – consentirebbe di avere più tempo per osservare l’evoluzione dei negoziati commerciali e valutare accuratamente le conseguenze di qualsiasi esito finale sul percorso dei tassi di interesse. Inoltre, consentirebbe un’ulteriore valutazione della trasmissione dei precedenti tagli dei tassi e un’analisi delle nuove informazioni disponibili, anche in relazione alla produzione manifatturiera, al reindirizzamento degli scambi commerciali, all’inflazione dei servizi, al tasso di cambio e agli sviluppi dei mercati finanziari, anche nel contesto di una nuova serie di proiezioni degli esperti. Tutto ciò dovrebbe facilitare, entro settembre, una migliore comprensione di come l’economia sta reagendo alle sfide attuali, anche in relazione alle forze contrapposte che attualmente oscurano i segnali dei dati, e di cosa ciò implichi per le prospettive”.
Il Consiglio direttivo, prosegue, “continuerà ad adottare un approccio basato sui dati e valutato riunione per riunione per determinare l’orientamento appropriato della politica monetaria, senza impegnarsi preventivamente su un determinato percorso dei tassi. Data l’eccezionale incertezza e i rischi di forti shock inflazionistici e di crescita in entrambe le direzioni, era importante che il Consiglio adottasse una prospettiva bilaterale, mantenendo piena opzionalità per le riunioni future ed essendo agile al fine di reagire rapidamente a forti shock, se necessario. La comunicazione dovrebbe mantenere un tono cauto e neutrale ed essere volutamente poco informativa sulle future decisioni in materia di tassi di interesse. Allo stesso tempo, con il precedente ciclo disinflazionistico sostanzialmente giunto al termine, la discussione si era spostata dalla velocità con cui i tassi avrebbero dovuto essere normalizzati, nell’ambito di una campagna di riduzione dei tassi, a potenziali aggiustamenti marginali per il resto del 2025, alla luce delle prospettive economiche e delle incertezze prevalenti”.
“Ciò – concludono i verbali – richiedeva un approccio basato sui dati, in termini di influenza dei dati in arrivo sulle prospettive a medio termine, piuttosto che una reazione eccessiva ai singoli dati”.