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domenica, 31 Agosto, 2025
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Usa negano visto ad Abu Mazen e 80 funzionari palestinesi: fuori da Assemblea Onu. Francia: intollerabile

Roma, 30 ago. (askanews) – Una delle principali parti coinvolte sarà assente. Abu Mazen, presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, non potrà partecipare alla prossima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, prevista per settembre, dove diversi stati – tra i quali la Francia – dovrebbero sostenere il riconoscimento di uno stato palestinese. Questa assenza fa seguito alla decisione degli Stati Uniti, annunciata ieri sera, di non concedergli il visto.

L’annuncio ha provocato le ire del ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot. L’inquilino del Quai d’Orsay ha dichiarato che la sede delle Nazioni Unite “non può tollerare alcuna restrizione all’accesso”.

“La sede delle Nazioni Unite è un luogo di neutralità. È un santuario al servizio della pace. Un’Assemblea Generale delle Nazioni Unite non può tollerare alcuna restrizione all’accesso”, ha dichiarato Jean-Noel Barrot a Copenaghen, poco prima di una riunione dei Ministri degli Esteri dell’Ue. Un’iniziativa, quella americana, denunciata anche da Xavier Bettel, Ministro degli Esteri lussemburghese. “Non possiamo essere tenuti in ostaggio”, ha affermato, suggerendo che si tenga una sessione speciale dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a Ginevra per garantire la presenza dei palestinesi.

“Dobbiamo poter discutere insieme; non possiamo semplicemente dire che stiamo escludendo la Palestina dal dialogo”, ha dichiarato Xavier Bettel alla stampa a Copenaghen.

Il divieto imposto dalla Casa Bianca si applicherà anche ad altri 80 palestinesi. Il Dipartimento di Stato ha dichiarato di aver “revocato e negato” i visti “ai membri dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina e dell’Autorità nazionale palestinese”.

“L’amministrazione Trump è stata chiara: è nel nostro interesse per la sicurezza nazionale ritenere l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina e l’Autorità Nazionale Palestinese responsabili del mancato rispetto dei loro impegni e della messa a repentaglio delle prospettive di pace”, ha affermato la diplomazia statunitense, che ha accusato i palestinesi di aver fatto un uso illegittimo della giustizia, rivolgendosi alla Corte Penale Internazionale e alla Corte Internazionale di Giustizia per risolvere le loro controversie con Israele.