Milano, 7 mar. (askanews) – Dal futuro arriva a Milano il MUPA, il museo che racconta la società patriarcale dei nostri giorni. Una cabina elettorale che in ricordo degli 80 anni del diritto di voto propone una scheda sull’abolizione del patriarcato, un armadietto sportivo ricoperto di insulti sessisti simbolo degli spogliatoi più tossici, diorami con scene di vita quotidiana domestica e sui mezzi pubblici che riproducono disuguaglianze di genere e asimmetrie di potere. Così raccontano la nostra società, la nostra vita relazionale fino ai media alcune delle opere del Museo del Patriarcato, aperto oggi da ActionAid insieme alle Bambole di Pezza, ambasciatrici di un percorso che rompe gli schemi, e al Comune di Milano negli spazi della Fabbrica del Vapore. A dare il via al programma di eventi è Rachele Bastreghi, cantante e voce femminile dei Baustelle, con un set musicale di sue canzoni in un’inedita veste acustica.
Le Bambole di Pezza, le cinque componenti del gruppo rock milanese al ritorno da Sanremo spiegano che “Il patriarcato non è un concetto astratto: è qualcosa che attraversa la vita quotidiana, nei commenti, negli spazi che ti fanno sentire fuori posto, nelle aspettative su come dovresti essere. L’idea di raccontarlo dentro un museo del futuro ci colpisce perché costringe a guardarlo per quello che è: un sistema di potere che ha prodotto disuguaglianze e violenza e che deve essere superato. Per noi la musica è sempre stata anche questo: uno spazio libero, dove nessuno deve chiedere il permesso di esistere, di esprimersi o di fare rumore. Se un giorno il patriarcato finirà davvero in un museo, vorrà dire che quel cambiamento culturale sarà finalmente diventato realtà”.
Katia Scannavini, Co-Segretaria Generale di ActionAid Italia sottolinea che “La Giornata internazionale delle donne un giorno diventerà il lontano ricordo di un’Italia segnata dalle diseguaglianze di genere. Quella del 2026, che raccontiamo con ventisette opere in mostra tra cimeli, reperti, installazioni interattive che ci guidano alla scoperta delle “vecchie abitudini del passato”. Se ancora oggi un uomo su tre considera lo sport maschile più prestigioso e una donna su due dichiara di aver avuto paura di frequentare strutture sportive, allora solo la prevenzione primaria come politica trasversale e strutturale può finalmente trasformare le cause culturali e sociali alla base della società patriarcale”.
Sono la paura, l’auto-esclusione, l’estraneità, il sessismo a caratterizzare l’esperienza sportiva delle donne in Italia. Così fotografano le percezioni della popolazione italiana i nuovi dati della ricerca “Perché non accada”, realizzata da ActionAid con l’Osservatorio di Pavia e 2B Research, che indaga quanto discriminazioni e stereotipi di genere caratterizzino anche lo sport, un ambito capace di influenzare immaginari collettivi, rappresentazioni mediatiche e modelli di comportamento.
Elena Lattuada, Delegata del Sindaco per le Pari Opportunità di Genere Comune di Milano dichiara “Ospitare MUPA in Fabbrica del Vapore è una scelta politica importante, che segna non solo continuità nel solco della città dei diritti per tutte e tutti, ma perché ci impegna a progettare il futuro prossimo, e non lontano, a favore dell’abbattimento di tutti gli stereotipi che negano la libertà femminile. Negli ottanta anni dal diritto di voto molto è stato fatto sul piano sociale, economico, legislativo ma ancora molto resta da fare: ogni gesto, ogni luogo, ogni scelta che affermi libertà, autodeterminazione, parità per le donne nel nostro paese e nel mondo non è coraggiosa ma necessaria. Per questo è fondamentale una grande alleanza tra molte e molti e una condivisione degli obiettivi, che liberi il corpo femminile da qualsiasi forma di violenza, che riconosca dignità e rispetto, che affermi la libertà di scelta per sé e su di sé”.
Milano, 7 mar. (askanews) – ActionAid ha realizzato il progetto in collaborazione con la Fabbrica del Vapore, lo spazio del Comune di Milano, che ha sposato il progetto artistico e di sensibilizzazione del MUPA ospitando le opere e il calendario di eventi, all’interno delle sue attività volte alla promozione della creatività giovanile, di intrattenimento e aggregazione. Una scelta che l’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi spiega così “Come spesso accade, e come accade in particolare con questa iniziativa alla Fabbrica del Vapore, l’arte si fa strumento di riflessione e motore del cambiamento culturale e politico di una comunità: un cambiamento necessario al quale Milano lavora ogni giorno, e non solo l’8 Marzo, per promuovere parità, diritti e libertà per tutte e tutti”.
Entrare nel MUPA significa immergersi in un viaggio spazio-temporale che conduce nel 2148 (anno in cui, secondo l’ultimo Global Gender Gap Report, sarà raggiunta in Europa l’uguaglianza di genere), in un futuro desiderabile dove il patriarcato è stato abbandonato da tutte e tutti. Un museo del futuro che mostra frammenti della nostra attuale vita quotidiana e sociale rivelandone l’assurdità, l’ingiustizia, la violenza nascosta. Dal lavoro ai media, allo spazio digitale, dallo sport alla dimensione domestica e relazionale.
Il MUPA sarà aperto dal 7 al 21 marzo, con l’unica eccezione di lunedì 9 marzo, giornata di chiusura per sostenere la partecipazione collettiva allo sciopero nazionale di Non Una di Meno. Oltre all’esposizione, il programma propone talk, workshop, laboratori, lezioni e performance, un’area Kids con eventi dedicati, tutto in collaborazione con centri antiviolenza, reti e realtà femministe.
